Magda Goebbels, la sposa in nero

Bionda, alta, magra, dai profondi occhi azzurri. Elegante nel vestire e nelle movenze, determinata e coraggiosa: la perfetta donna ariana, la compagna ideale per Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich, nonché ministro plenipotenziario per la mobilitazione alla guerra totale e generale della Wehrmacht. 
Il suo nome completo è Johanna Maria Magdalena Rietschel. Nasce a Berlino 11 novembre 1901, da Auguste Behrend, di 23 anni, e dall'ingegnere Oskar Rietschel. I due giovani non sono uniti in matrimonio ma, nonostante questo, la piccola Magda viene riconosciuta. Pochi mesi dopo i neo genitori si sposano; la loro unione non dura molto. Nel 1904 infatti divorziano. Sulla nascita e paternità della piccola esistono versioni contrastanti. Si sa con certezza che all'età di 5 anni si trasferisce a vivere con il papà a Colonia. Da lì, padre e figlia si spostano a Bruxelles, dove Magda inizia a studiare dalle suore orsoline a Vilvoorde, frequentando la scuola con profitto. Mamma Auguste si risposa, con un uomo di origine ebraica, Richard Friedländer, di cui in seguito allo scoppio del conflitto si perdono le tracce: si pensa che sia morto in un lager dopo un periodo di detenzione. La nuova coppia si trasferisce a sua volta a Bruxelles nel 1908, per stare vicino a Magda che sta crescendo, rimanendo lì fino allo scoppio della prima guerra mondiale. La giovane assume il cognome del patrigno, Friedländer, con cui stringe un legame di profondo affetto, considerandolo come un secondo papà. Dopo l'inizio del conflitto si spostano tutti a Berlino, dove la ragazza inizia a frequentare il liceo. Il clima in casa è piuttosto teso. La madre nel 1914 divorzia per la seconda volta. In quegli anni fa amicizia con Lisa Arlosoroff e con il fratello Haim, che diverrà in seguito membro direttore dell'Agenzia Ebraica e responsabile delle relazioni politiche. Magda si innamora di lui. 
Gli studi la portano altrove, in un collegio a Goslar. Un giorno, ritornando in treno verso casa, conosce un uomo che ha il doppio dei suoi anni, Günther Quandt. È un facoltoso industriale tedesco, con interessi in vari settori industriali, tra cui fabbrica di batterie Varta e la BMW. Magda ha 17 anni. Lui la corteggia in modo serrato, facendole regali costosi. La giovane si innamora e decide di fare due scelte importanti: riprende il cognome del padre biologico, Rietschel, e lascia la religione cattolica per quella protestante. Magda e Günther si sposano il 4 gennaio 1921. Il 1°novembre, nasce Harald, il loro unico figlio. La favola dura poco; l’uomo è spesso impegnato nei propri affari. È così Magda, che ha 23 anni, perde la testa per il figliastro diciottenne del marito, Helmut. La storia non ha seguito solo perché il giovane muore tragicamente a causa di un'infezione nel 1927. Per combattere la depressione causata dal grave lutto, i coniugi Quandt partono per gli Stati Uniti dove hanno in programma un giro in automobile di 6 mesi. Durante il soggiorno negli USA, Magda conosce il nipote del presidente Herbert Hoover. L'uomo si innamora di lei, e sembra che il sentimento sia ricambiato. Nel 1929 è una donna libera e benestante: divorzia ottenendo un cospicuo assegno di mantenimento. Alla base della rottura della loro unione sembra che ci sia il comportamento poco rispettoso da parte di Magda che approfitta delle lunghe assenze del marito per apparire in pubblico a Berlino accompagnata da un giovane universitario, Fritz Gerber. Günther le riconosce l'affidamento del figlio fino all'età di 14 anni ed un assegno di quasi 4.000 marchi mensili, nonché un lascito di 50.000 marchi per l’acquisto di un nuovo appartamento in cui andare a vivere e l'accesso ad un fondo ulteriore di 20.000 marchi a cui attingere in caso di malattia. Tanta generosità è motivata dal desiderio di lui di salvaguardare la propria vita privata. Non si sa in che modo, ma sembra che Magda fosse riuscita ad entrare in possesso di lettere dal contenuto compromettente, scritte dal marito ad altre donne molto giovani prima e durante la loro unione. Saputo del divorzio, il suo spasimante americano si precipita da lei. Inizia un corteggiamento serrato che culmina con una richiesta di matrimonio, sul lago Wansee. Il rifiuto è secco. Durante il rientro a Berlino in auto, l’uomo perde il controllo del mezzo uscendo di strada. Resta illeso. Al contrario Magda riporta una commozione celebrale ed alcune fratture. Finisce così definitivamente il loro flirt. 
In quel periodo la giovane, entra a far parte del Nordische Ring, un circolo esclusivo frequentato dall’alta società prussiana. Uno degli associati più illustri è il quarto figlio del kaiser, il principe August Wilhelm Von Hohenzollern. Secondo alcune testimonianze è proprio lui, soprannominato “Auwi”, a consigliare a Magda, per combattere la noia della sua avita agiata, di iscriversi e di impegnarsi a favore del partito nazista. La giovane donna decide di seguire il suo consiglio. Comincia ad interessarsi al programma del partito, a leggerne le pubblicazioni, a partecipare alle manifestazioni di massa. Durante un comizio elettorale presso lo Sportpalast, incontra un giovane oratore dal grande carisma, il dottor Joseph Goebbels di 33 anni. È magro, alto, dall’incarnato pallido, ha il passo zoppicante a causa di una deformità congenita del piede destro, ma soprattutto, ha un eloquio che conquista le folle e una mimica studiata accuratamente. Ascoltarlo per Magda è un'esperienza unica. Inizia per lei un nuovo percorso di vita. Legge tutto quello che può sulla corrente nazionalsocialista. Il 1° settembre 1930 si iscrive alla sezione del partito del suo quartiere, ma non viene accolta con grande entusiasmo, vista la diversa estrazione sociale che la contraddistingue. Si offre come segretaria e traduttrice presso la direzione generale del partito in Hedemannstrass. Parla fluentemente francese ed inglese e questo fatto, unito alla sua bella presenza e alla sua capacità di relazione, le consentono ben presto di venire notata dalle alte gerarchie. Arriva alle dipendenze di Hans Meinshausen, braccio destro di Goebbels. Il passo successivo è la gestione degli archivi dello stesso Joseph. 
L'uomo in quel periodo, è Gualeiter di Berlino. Nonostante questo, ha una intensa vita erotico sentimentale con diverse donne, anche più di una contemporaneamente, che usa come diversivo per cancellare il ricordo di una delusione d'amore con Anka Stalhern, la cui madre era ebrea. 
Goebbels decide così di conoscere Magda, che si dice abbia oltre che la bellezza anche grandi capacità. Gli impegni quotidiani li avvicinano anche oltre l'orario di ufficio, magari fino a tarda notte. I due all'inizio mantengono le distanze, fino al 15 febbraio 1931, quando Goebbels scrive sul suo diario: “La sera Magda Quandt viene a casa mia. E resta a lungo. Sboccia la sua affascinante, bionda dolcezza. Sei la mia regina.” Quella sera per la prima volta fanno l'amore. Nelle settimane successive i loro incontri aumentano, cresce il loro rapporto fisico. La donna lascia il suo giovane amante. Ma Goebbels non sembra avere intenzioni serie. Tutto cambia repentinamente nella sera in cui Gerber si presenta all'appartamento di lei armato di pistola: non riesce ad accettare la rottura della loro unione. Una discussione accesa e parte un colpo che si conficca nello stipite di una porta. La donna, senza perdere la propria compostezza, chiama la polizia. 
Quei tragici momenti fanno comprendere a Joseph Goebbels e l'importanza dei propri sentimenti verso la bella assistente. Da quel momento la loro relazione ha una svolta: inizia a corteggiarla con parole d'amore, a coprirla di regali costosi che però fa pagare al padre di lei, Oskar Rietschel. Le possibilità economiche del Gualeiter di Berlino, spesso indebitato, non sono sicuramente all'altezza del tenore di vita a cui è abituata Magda. E così che per ovviare a questa sua mancanza, Goebbels decide nel 1931 di presentare alla sua fidanzata, il suo più prezioso amico, Adolf Hitler, per cui l’uomo ha un’ammirazione quasi morbosa. 
Durante il primo incontro fra il Führer e Magda è presente anche il figlio di lei, Harald, che nel frattempo si è iscritto alla gioventù hitleriana. I tre si trovano nella sala da tè dell'hotel Kaiserhof di Berlino. Il Führer resta colpito dalla giovane donna, esprimendo il proprio giudizio compiaciuto per tanta avvenenza ed intelligenza. Nasce fra loro una “amicizia particolare”, all’inizio voluta anche da Goebbels, che però poi comincia a soffrire di gelosia verso Hitler, che sempre più spesso, senza preavviso si presenta alla porta della donna, solo per passare qualche ora di piacevole conversazione. Inizia uno strano rapporto a tre, che si concluderà solo con la morte dei protagonisti. I più vicini al Führer affermano che, dietro il presunto suicidio della nipote, Geli Raubal, con cui l’uomo ha da anni un rapporto incestuoso, vi sia proprio l’amore platonico che il capo del Reich nutre per Magda. Ma questa è un’altra storia… 
Alla fine di maggio del 1931, i due fidanzati si scambiano una promessa solenne di matrimonio, nonostante le esitazioni di Magda che, compiendo quel passo, avrebbe rinunciato al cospicuo mantenimento derivante dalla sua precedente unione. A questo si aggiunge il timore dell’opposizione del Führer alle nozze, a causa dell’illegittimità alla nascita di Magda, di cui si vocifera per tutta Berlino. Ma tutto fila liscio, la benedizione del capo del Reich arriva. Il 19 dicembre 1931 Magda si presenta all’altare vestita in nero, con guanti bianchi e fiori in mano, elegantissima, radiosa. Anche Joseph è in nero. Dietro di loro Harald, in uniforme. Testimoni delle nozze sono Adolf Hitler, Auguste Beherend, ed il generale Franz Ritter von Epp. Sull’altare la bandiera con la croce uncinata e un picchetto d’onore delle SA. 
La vita matrimoniale comincia in tre: per il Führer Magda è una compagnia indispensabile, per Joseph un orgoglio averlo in casa e un‘ipoteca importante sul suo futuro nel Reich. Nel settembre 1932 nasce Helga: per il padre una delusione, mentre lo “zio” si mostra generoso ed affettuoso. Nonostante i doveri casalinghi, Magda non manca mai un impegno mondano, vestendo con grande disinvoltura i panni della first lady del partito. Il 24 dicembre 1932 però il suo fisico ha un crollo: viene ricoverata in ospedale a causa di disturbi cardiaci di origine e psicosomatica. Sarà dimessa solo il 1° febbraio 1933. Con le elezioni del 5 marzo, Goebbels ottiene il Ministero per l’Educazione Popolare e per la Propaganda. Inizia la Gleichshaltung, la nazificazione del paese, durante la quale il ministro impone il culto del Führer, tramite il controllo di stampa, cinema, istruzione e radio. La propaganda antisemita si fa sentire in maniera prepotente. 
Trai i coniugi cominciano i primi screzi, forse legati al passato amoroso di Magda. Nel maggio del 1933 torna a Berlino Haim Victor Arlosoroff, con l’incarico di trattare con il Ministero dell’Economia il trasferimento in Palestina dei capitali degli ebrei emigrati. Passeggiando per la città, vede appesa in una vetrina una foto di Magda e di Joseph, in abiti nunziali. Ad un primo momento di sorpresa, segue la decisione del giovane di contattare Magda perché interceda presso il marito al fine di facilitale la sua missione. Una telefonata, fredda, una promessa strappata e una frase sibillina di lei che lo invita a non rischiare la vita e a tronare in patria. Arlosoroff riparte dopo due settimane. Durante una cena all’Hotel Kate Dan a Tel-Aviv viene ferito a morte da un colpo di pistola. Un caso, il fato, la mano di Goebbels, molte ipotesi, nessuna certezza, ma la sua morte ripulisce definitivamente il passato scomodo della moglie. 
Nel luglio dello stesso anno Magda è di nuovo incinta, ma la tensione fra gli sposi resta alta. La donna desidera assumere la direzione di un istituto di moda e questa richiesta manda in bestia Joseph. Il matrimonio traballa, ma la coppia resiste grazie all’intervento del Führer. Relegata nel ruolo di donna immagine per il Reich, sfoga tutta la sua rabbia trascurando il marito e concentrando tutte le sue energie sulla cura della figlia e della nuova casa, una villa centenaria da ristrutturare all’interno di un parco, nel cuore di Berlino, che ha ottenuto senza problemi grazie alla sua particolare amicizia con Hitler. I fondi a sua disposizione sono illimitati: ne ricava una sontuosa dimora tutta bianca, con sala cinematografica, tappeti, quadri e arredi preziosi, presi dai musei cittadini. Magda chiede. Magda ottiene. Un sorriso, un the caldo nel pomeriggio e il capo dei Reich esaudisce ogni suo desiderio. In aprile nasce Hilde. Ancora femmina, ma lo zio Adolf non manca di dimostrare tutta la sua gioia. 
I rapporti fra i coniugi Goebbels non migliorano: Joseph e spesso via per impegni istituzionali e quando non lo è, si assenta per frequentare giovani e avvenenti amiche. I pettegolezzi girano veloci, e Magda è sempre più gelosa e imbarazzata. Sull’orlo del divorzio, la famiglia si riunisce nuovamente, grazie a una vacanza nella Foresta Nera. Prima di Natale Magda comunica al marito di essere nuovamente incinta. Ricominciano i lavori di ristrutturazione nella loro dimora e questo permette nuovamente a Joseph di dedicarsi al suo passatempo preferito: Magda è sempre più affranta, la donna forte e fiera di un tempo sembra un ricordo. Ne risente la sua salute generale. Il parto non è semplice, viene ricoverata in ospedale per molti giorni. Il 2 ottobre 1935 nasce l’erede tanto atteso: Helmut. Magda trascura la vita mondana per fare la mamma. Il suo ruolo istituzionale viene preso dalla seconda moglie di Göring, Emmy, che però non riuscirà mai a sostituirla come confidente di Hitler e come madre modello per il regime. Ogni settima Magda riceve centinai di lettere da ogni parte del paese, scritte da giovani donne, con le più svariate richieste. Per loro lei assume il ruolo importante di consigliera e di tramite per arrivare la capo del Reich. Magda scopre a causa degli insistenti pettegolezzi che girano per i salotti berlinesi, sicuramente fomentati dalle lingue taglienti dei coniugi Göring, che il marito le è nuovamente infedele: la mamma perfetta è sostituita da una giovane attrice di 21 anni, Lìda Baarova, che fa girare la testa la marito. Neppure la notizia del quarto figlio in arrivo interrompe i piani di Joseph. La salute di Magda peggiora nuovamente, i suoi disturbi cardiaci si fanno risentire. Il 19 febbraio 1937 nasce, dopo solo 7 mesi di gestazione, la piccola e sanissima Holde. Segue per la neo mamma un periodo di assoluto riposo e la promessa fatta al medico di fiducia di evitare nuove gravidanze per almeno due anni. Ad occuparsi dei bambini c’è il padre, solerte e amorevole, che però non esita a portare in un‘altra ala della loro dimora anche l’amante, con la quale si intrattiene ogni sera. Dimessa la moglie dall’ospedale, Joseph non smette di indossare i panni del marito amorevole. In agosto Magda è in attesa del loro quinto figlio. Per salvarsi la vita, deve rinunciare ad ogni impegno mondano, lasciando campo libero al marito e alla sua giovane amante. Hedda nasce nel maggio 1938. Il suo arrivo sembra rinsaldare il loro rapporto altalenante, ma in realtà i problemi per Magda non sembrano finire. In estate Joseph si presenta a casa con Lìda, chiedendo di iniziare un rapporto a tre. Magda non ha parole. Si trova costretta ad una convivenza umiliante, mente il marito non disdegna di ricoprire l’amante di mille attenzioni anche davanti agli ospiti. Un affronto inaccettabile, che la signora Goebbels non intende sopportare. Si reca dal Führer per chiedere il permesso di potersi separare, ma il capo dei Reich, dopo averla consolata e rassicurata nella sua posizione di prediletta, le promette che interverrà con il marito per fargli lasciare la giovane amica, ma che un divorzio è fuori discussione. E così Joseph lascia la bella Lìda, disperandosi per settimane. Tenta una riconciliazione con la consorte, ma tutto sembra vano. Tutto sembra peggiorare quando un amico della coppia, Karl Hanke, fornisce a Magda le prove di altri tradimenti del marito, con circa altre quaranta donne. Ma il futuro della loro unione non è in mano loro. È Hitler a decidere di rimandare ogni presa di posizione per alcuni mesi. Comincia una guerra di nervi, durante la quale, per vendetta, Magda rende impossibile la vita al marito, che si getta di nuovo in politica, accantonando ogni distrazione. Stilano un accordo matrimoniale, con la garanzia del Führer: se entro un anno il loro matrimonio non sarà rinsaldato, potranno divorziare. Nel frattempo la donna inizia un rapporto sentimentale con Hanke, ma è solo una situazione passeggera, a cui la bella e ambiziosa Magda non può guardare come a qualcosa di duraturo. Le pressioni del marito e il timore di perdere i figli la fanno tornare sui suoi passi. Prima che una donna e una madre, è sposata col Reich e con la ragion di stato. Nel 1939 scoppia la guerra. 
Magda è orgogliosa ed entusiasta della scelta fatta da Hitler. Il tempo passa e le ferite di un tempo sembrano guarire. Marito e moglie si riavvicinano, nonostante la Baarova tenti di ritornare a Berlino. 
Magda sa quello che vuole e nel gennaio 1940 è nuovamente incinta. Il 29 ottobre 1940, giorno del compleanno di Joseph, nasce Heidi. Ma la pace familiare ritrovata dura poco; nel gennaio 1941 Joseph tradisce di nuovo la moglie, questa volta con Ursula Quandt, ex moglie del figliastro di Magda. La goccia che fa traboccare il vaso arriva poco tempo dopo, quando una notte, attirata da alcuni rumori furtivi, la donna esce in giardino e sorprende una giovane segretaria che si arrampica per raggiungere lo studio del marito. 
Magda ne ha abbastanza, vuole il divorzio. Ma ancora una volta le forze in campo la convincono a restare. Pretende ed ottiene maggiore discrezione. La sua vita è un disastro: umiliata dal marito per anni, con una salute instabile che le gravidanze hanno contribuito a peggiorare, in ansia per il futuro e per il figlio maggiore, assegnato all’Afrikakorps, la donna cerca spesso conforto in testi religiosi, nei tarocchi o nell’alcool. Nel gennaio 1943 si ammala ancora, a causa soprattutto del volgere in negativo delle sorti della guerra per la Germania. Quella fiducia incondizionata che ha sempre nutrito per il Reich vacilla. Nei mesi successivi, mentre il marito cerca di animare i tedeschi a tenere duro e soprattutto ad avere fede nei progetti di Hitler, Magda peggiora. Una grave infiammazione del trigemino le paralizza metà del volto. Nel maggio 1944 il medico personale del Führer, Theo Morell, ordina che venga operata, per risolvere il problema. La situazione post operatoria non è serena, perché dal fronte arrivano notizie drammatiche, che peggiorano con la notizia del ferimento in settembre dell’amato Harald. Per due mesi la donna rimane col fiato sospeso, non arrivano notizie sulla sorte del figlio. Solo a novembre si scopre che è prigioniero, ma in fase di guarigione. Col passare delle settimane l’epilogo del conflitto diventa molto chiaro anche alla famiglia Goebbels. La fedeltà incondizionata ad Adolf Hitler non li salverà dalla furia vendicativa degli alleati che stanno conquistando a poco a poco l’Europa, distruggendo, sotto migliaia di tonnellate di bombe, tutta le Germania. Il capo del Reich è deluso; nel marzo del 1945 emana l’”ordine Nerone”, che impone la totale distruzione di qualsiasi costruzione o bene che rischiasse di cadere nelle mani del nemico. 
Magda è mentalmente provata. Non riesce ad accettare che il suo sogno, a lungo condiviso durante le chiacchierate con il Führer, di vedere una Germania grande e dai saldi principi guidare l’Europa e un giorno il mondo, si andava infrangendo. In cuor suo sa che gli alleati non potranno perdonare il suo agire e quello di suo marito. Facendo visita ad una cara amica malata, confessa la sua ferrea volontà di sottrarre tutta la famiglia alla vendetta dei nemici. Meglio la morte che sapere di dover consegnare i suoi amati bambini, perfetta incarnazione dei Reich, nelle mani di chi un giorno avrebbe plasmato le loro menti con idee tanto diverse da quelle con cui erano stai cresciuti. Magda è irremovibile. Non lasceranno solo lo zio Adolf, tutti insieme seguiranno il loro destino. Il 20 aprile, come una vera famiglia allargata, festeggiano il compleanno di Hitler, nel bunker in cui si sono rifugiati, con i bambini gioiosi e affettuosi come sempre. Solo la più grande, Helga, ha un velo triste negli occhi, ma mamma e papà non ci fanno caso. I giorni che seguono sono come sospesi, fra qualcosa di non detto e qualcosa che sta per accadere. 
Il momento più difficile per Magda è quello del saluto al suo amato Führer. Il 30 aprile 1945 si toglie la vita insieme ad Eva Brown. Il nemico è alle porte, ormai tutto è perduto. Le richieste di armistizio inviate agli alleati, da Göring prima e da Goebbels poi, vengono ignorate. La decisione è presa. 
Magda si occupa per l’ultima volta dei suoi bambini il 1° maggio. Li lava, li pettina, gli fa indossare una camicia da notte bianca. Li porta in camera mentre Heidi canta una filastrocca, una di quelle che piaceva tanto allo zio e li saluta. Il suo mondo nato e cresciuto sulla sofferenza di milioni di persone è giunto al temine. Una carezza, un bacio, lacrime inspiegabili per i piccoli e poi una iniezione di morfina, per stordirli. Una capsula di cianuro e il sonno diventa oblio, poi morte. Magda piange. Helga verrà ritrovata con alcune ecchimosi sul corpo, forse ha cercato di resistere, di opporsi alla follia di quella donna che avrebbe dovuto solo proteggerla. 
Alle 20.30 Magda e Joseph escono dal bunker, mano nella mano e nel giardino della Cancelleria si suicidano, probabilmente con le stesse capsule di cianuro. 
L’Europa ha la possibilità di rinascere, di andare avanti, di cercare di ricostruirsi sulle macerie lasciate dalla follia di uomini e donne che si sono sentiti superiori, migliori, potenti. Nulla cancellerà il loro cammino nel mondo, ancora oggi combattiamo per non dimenticare che genitori come i Goebbels non dovranno mai più esistere.

Rosella Reali 

Bibliografia
P. ROLAND, Le donne del nazismo, L’Airone, 2015
P. LONGERICH, Goebbels. Una biografia, Torino Einaudi, 2016
A. SPEER, Memorie del Terzo Reich, Milano, Mondadori, 1971
T. JUNGE, Fino all’ultima ora. Le memorie della segretaria di Hitler 1942-1945, Milano, Mondadori, 2003 
E. SCHAAKE, Le donne di Hitler, Milano, Boroli Editore, 2003 
S. BERTOLDI, Le signore della svastica. Protagoniste e vittime del Reich di Hitler, Milano, Rizzoli, 1999 
G. VATINNO, Magda Goebbels di origine ebrea?, www.Affariitaliani.it, 21 agosto 2016

ROSELLA REALI
Sono nata nel marzo del 1971 a Domodossola, attualmente provincia del VCO. Mi piace viaggiare, adoro la natura e gli animali. L'Ossola è il solo posto che posso chiamare casa. Mi piace cucinare e leggere gialli. Solo solare, sorrido sempre e guardo il mondo con gli occhi curiosi tipici dei bambini. Adoro i vecchi film anni '50 e la bicicletta è parte di me, non me ne separo mai. Da grande aprirò un agriturismo dove coltiverò l'orto e alleverò animali. 
Chi mi aiuterà? Ovviamente gli altri viaggiatori.
Questa avventura con i viaggiatori ignoranti? Un viaggio che spero non finisca mai...





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