Orridi e Marmitte, millenari tesori rocciosi

C'erano una volta le glaciazioni, un fenomeno geologico che consisteva nell'espansione e nel successivo ritiro dei ghiacci su alcune zone della terra. Questo fenomeno ha interessato anche le nostre valli alpine. Oggi, nel 2019, tutto è cambiato a tal punto che il clima, ormai diventato pazzo, ci regala un anno nevoso, da paesaggio finlandese, e uno con scarse precipitazioni, come se l'Italia si fosse capovolta. Nell'ultimo milione di anni le nostre Alpi hanno vissuto quattro differenti glaciazioni, che hanno profondamente trasformato la morfologia del territorio ossolano. 

L’ultima in ordine di tempo è durata fino a 8300 anni fa. In quel periodo le valli Antigorio e Formazza, laterali dell’Ossola, erano occupate dal ghiacciaio della Toce. Un imponente ammasso nevoso permanente, spesso circa 1000 metri, scendeva da questi territori per poi ricongiungersi più a valle con gli altri ghiacciai delle limitrofe terre ossolane. Il progressivo scioglimento del ghiaccio ha lasciato spazio e respiro al nostro territorio, modellando montagne e valli come un esperto scultore. Ed è così che, grazie al lento e laborioso ritiro dei ghiacci, tra Premia e la verdeggiante piana di Verampio, possiamo ammirare alcune formazioni geologiche dalla particolare e selvaggia bellezza: orridi, forre, caldaie, marmitte, si susseguono in un percorso tortuoso e altalenante, in cui l'acqua da secoli scorre, rincorrendo luci e ombre in una fresca danza di vita e prosperità. 
Camminare in questi luoghi, ascoltare il rumore della vita, entrare fra le pieghe delle montagne come nella pancia della madre terra, ci permette di vivere un'esperienza che annulla completamente il divenire delle stagioni. I millenni trascorsi hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio sulle rocce, scavate giorno dopo giorno dall'acqua e dallo scorrere dei detriti. 
Tra tutte le possibili escursioni che in questa zona si possono fare, sicuramente quella agli Orridi di Uriezzo è molto emozionante. Situati in valle Antigorio, gli Orridi di Uriezzo lasciano il visitatore stupito per la loro unicità e scoscesa bellezza. A me piace molto arrivarci dall'abitato di Baceno, seguendo il facile sentiero dietro alla maestosa chiesa di San Gaudenzio. Dopo un piacevole cammino nel bosco, accessibile a chiunque, una scaletta in ferro ci conduce direttamente nel ventre della terra. I punti di accesso a queste gole sono più di uno, ma da qualsiasi luogo si decida di iniziare la visita la prima cosa che colpisce è la differenza di temperatura fra “l’esterno” e questi canyon ossolani. Non importa quale sia la stagione, l'aria è sempre pungente. 
Pochi gradini e la montagna ci ingoia aprendo davanti a noi in un panorama inusuale, fatto di gole profonde e levigate, circondato da rocce striate che alternano vari toni di grigio, segno indelebile del ritiro progressivo e lento del ghiaccio. Le acque che un tempo hanno inciso queste pietre si sono completamente ritirate, consentendo così ai visitatori una passeggiata agevole magari a testa in su, per meglio comprendere la profondità del luogo in cui ci troviamo. Sono visitabili: l'orrido di Nord Est che si presenta ai nostri occhi piuttosto stretto, con una profondità di circa 10 metri e una lunghezza di circa 100; l'orrido Ovest, considerato dai più come il meno caratteristico, composto da due tratti distinti; l'orrido Sud, conosciuto dalla gente del posto come Tomba di Uriezzo, è il più spettacolare, essendo lungo circa 200 metri e con una profondità che varia dai 20 ai 30 metri. 
Il percorso più suggestivo è quello che inizia sotto Premia e prosegue in direzione Crego - Uriezzo, attraverso la gola di Balmafredda. In questo punto la valle si stringe fra due imponenti muri rocciosi per arrivare all'oratorio di Santa Lucia. Da qui si prosegue, seguendo la segnaletica, fino ad arrivare all'orrido di Nord-Est. Si può procedere poi verso l’orrido sud situato in leggera discesa. All'uscita proseguendo verso il ponte di Maiesso, abbiamo la possibilità di ammirare le Marmitte dei Giganti, profonde depressioni a forma tondeggiante, generate dall'erosione delle acque che in certi punti, durante il loro tumultuoso scorrimento, formavano vortici in grado di levigare la roccia. Queste imponenti conche rocciose, tutt'ora interessate da un massiccio flusso d'acqua, sono di considerevoli dimensioni, con profondità importanti, che le rendono molto affascinanti ma al tempo stesso estremamente pericolose. 
Tesori rocciosi del nostro territorio, gli Orridi di Uriezzo e le Marmitte dei Giganti rappresentano, a mio avviso, un interessante viaggio nel tempo, dal presente verso quel passato lontano in cui i ghiacci si ritirarono trasformando indelebilmente il nostro territorio. 
Il lento e tenace lavorio delle acque ha fatto il resto, lasciando a noi il privilegio di poterli ammirare nella loro millenaria bellezza, varco silenzioso verso il ventre delle Alpi.

Rosella Reali

ROSELLA REALI
Sono nata nel marzo del 1971 a Domodossola, attualmente provincia del VCO. Mi piace viaggiare, adoro la natura e gli animali. L'Ossola è il solo posto che posso chiamare casa. Mi piace cucinare e leggere gialli. Solo solare, sorrido sempre e guardo il mondo con gli occhi curiosi tipici dei bambini. Adoro i vecchi film anni '50 e la bicicletta è parte di me, non me ne separo mai. Da grande aprirò un agriturismo dove coltiverò l'orto e alleverò animali. 
Chi mi aiuterà? Ovviamente gli altri viaggiatori.
Questa avventura con i viaggiatori ignoranti? Un viaggio che spero non finisca mai...

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