Marozia e la pornocrazia pontificia

Maria, detta Mariozza e poi conosciuta come Marozia, nacque intorno all'anno 892 a Roma. Era figlia di Teodora e del Senatore romano Teofilatto. Maria era nota per la sua bellezza e per la spregiudicatezza delle sue azioni. Malgrado fosse analfabeta, riuscì a dominare Roma e la Chiesa Cattolica per un ventennio del secolo X grazie all'astuzia ed alla seduzione di cui era portatrice. Forti alleanze ed amicizie potenti permisero l'instaurazione della cosiddetta Pornocrazia: neologismo, ricalcato dal francese pornocratie, che indica una forma di governo caratterizzata dalla forte influenza sugli uomini di potere esercitata dalle cortigiane o favorite. L'elemento caratteristico della pornocrazia non è lo scambio di favori sessuali e posizioni di privilegio, perché questo scambio è tipico di qualsiasi relazione tra potenti e concubine, e nemmeno il ruolo politico o pubblico della concubina ma la capacità della favorita, o delle favorite, di creare un potere personale attraverso la relazione con il potente di turno, che sostituisce il potere del potente e talvolta gli sopravvive. 
La pornocrazia prescinde dal sesso e dall'orientamento sessuale dei protagonisti e può instaurarsi anche nel caso di relazioni tra donne di potere e cortigiani. Torniamo nella Roma del X secolo. Marozia, appena quindicenne, fu la concubina di Papa Sergio III, suo cugino, che conobbe quando era semplice vescovo di Cerveteri, all'epoca Caere. Questa relazione però appare controversa secondi alcuni storici, Pietro Fedele per citarne uno, mentre la gran parte degli autori accettò il racconto di Liutprando da Cremona, vescovo e diplomatico italiano al servizio del Sacro romano impero. Nel corso della sua vita adulta, Marozia si sposò ben tre volte, e tutti i matrimoni furono politici. Nel 909, quando era incinta del primo figlio, sposò Alberico di Spoleto. Il figlio che attendeva fu in seguito legittimato. Alberico e Marozia ebbero un figlio, cui fu dato, senza molta fantasia, il nome di Alberico. Marozia si unì ad Alberico, il vecchio, poiché scorgeva in lui due caratteristiche che apprezzava: il potere e l'ambizione di poterne avere ancora di più. Le aspettative di Marozia si realizzarono quando Alberico si alleò a Papa Giovanni X. Insieme, nel 916, sconfissero i Saraceni al Garigliano. Alberico, il vecchio, fu immediatamente nominato console di Roma, ma lasciò la povera Marozia presto vedova poiché fu ucciso nel 924 ad Orte. L'inconsolabile donna ritentò la scalata al potere sposando Guido, marchese di Toscana. L'uomo era un acerrimo oppositore del Pontefice. Per amore di Guido, e del potere, Marozia divenne la principale nemica di Papa Giovanni X. 
Nel maggio del 928 la battaglia raggiunse il culmine e Marozia riuscì, assediando la residenza del Papa al Laterano, ad imprigionare Giovanni X. Deposto ed in miseria, il papa morì poco dopo l'inizio della prigionia, probabilmente per soffocamento. Guido divenne il signore di Roma e Marozia riuscì nella non facile imprese di pilotare l'elezione di tre papi successivi: Leone VI, Stefano VII e Giovanni XI (il suo primo figlio, che appena ventunenne salì al trono di Pietro). A causa del carattere estremamente debole, Giovanni XI fu un facile strumento nelle mani della donna che assunse il ruolo di vero pontefice. 
Poco tempo dopo la consacrazione del figlio, morì Guido, il secondo marito. Nel 932, scontato il lutto, Marozia si sposò per la terza volta: il prescelto era Ugo di Provenza, Re d'Italia dal 926 al 947. La particolarità di questa unione risiede nel fatto che Ugo era fratello di Guido e quindi impossibilitato a sposare Marozia. Come riuscirono a risolvere il problema? Ugo giurò e spergiurò, dicendo il falso chiaramente, d'essere figlio illegittimo del proprio padre. La donna, sfruttando l'influenza sul figlio divenuto Papa, progettò l'incoronazione di Ugo ad imperatore. Ma la sorte non sempre è benevola con i malfattori ed Alberico II, secondo figlio di Marozia e fratellastro di Giovanni XI, sventò i propositi della potente madre. Alberico, prima della data prevista per l'incoronazione, sollevò la città contro Ugo e lo costrinse alla fuga. Unico padrone della città, Alberico avviò il riordino di Roma e dei territori circostanti, che si presentavano abbandonati e decaduti. 
Sotto il suo dominio i pontefici non furono altro che degli strumenti nelle sue mani che potevano in ogni momento essere deposti. Alla morte di Giovanni XI fece eleggere Papa Leone VII ed alla morte di quest'ultimo Stefano VIII. E Marozia? Dal momento dell'arresto si persero le tracce. Probabilmente finì i suoi giorni reclusa in un convento. Morì, presumibilmente, prima del 936 e venne sepolta nel monastero dei Santi Ciriaco e Nicola. Secondo lo storico Edward Gibbon, la vicenda di Marozia potrebbe aver ispirato la leggenda della Papessa Giovanna, che molti credettero realmente esistita sino alla Riforma Protestante. 


Sino a qui la storia per come ci è pervenuta tramite gli scritti di Liutprando da Cremona, che non lesinò parole dure nei confronti di Marozia: “bella come una dea e focosa come una cagna, viveva nel cubicolo del Papa e non usciva mai dal Laterano”. Secondo la storica, vissuta nel Novecento, Luigina Fasoli la storia potrebbe essere diversa: “gli studiosi più aggiornati, senza giurare che Marozia fosse un esempio di cristiana modestia, sono convinti che la sua autorità dovesse posare su una base più solida della lussuria e del vizio. Marozia doveva avere molto ingegno, molta abilità e pochi scrupoli”. Molti secoli dopo gli avvenimenti narrati, un poeta e scrittore irlandese disse: “fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto”. Oscar Wilde forse conosceva la storia della bella Marozia?

Fabio Casalini


Bibliografia
Paola Toscano, Straordinaria e scellerata vita di Marozia che volle farsi imperatrice, Mondadori, 1998  

Vittoria Calabri, Marco Poli, Intrighi e misfatti. Marozia fra storia e leggenda, Nuova S1, 2012 

Giovanni Di Capua, Marozia. La pornocrazia pontificia intorno all'anno Mille, Scipioni, 2013 

Tommaso di Carpegna Falconieri, Marozia, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 70, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.





Commenti

  1. Storia pazzesca!! una donna capace di governare politica e religioni con le sole armi che aveva a disposizione: furbizia e intraprendenza. Personaggio affascinante, descritto benissimo da te. Lettura appassionante! Grazie Fabio

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    1. Grazie Rosella. Una donna intelligente, che sfrutto' a dovere le debolezze degli uomini.
      Fabio

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