Il Papa che fu gettato dalla finestra

Ottaviano dei conti di Tuscolo, figlio di Alberico di Roma, nacque probabilmente intorno al 937 a Roma. Sua madre era, con buone possibilità, Alda, figlia del Re d'Italia Ugo di Provenza. Non è da escludere il fatto che la vera madre di Ottaviano fosse una concubina. Il ragazzo crebbe nel palazzo di famiglia ottenendo un'educazione del tutto similare a quella dei suoi contemporanei aristocratici romani. Ottaviano discendeva dal Re d'Italia e la sua famiglia apparteneva ai marchesi di Spoleto: il nonno era il marchese Alberico I di Spoleto e la nonna era una donna di nome Marozia, personaggio famoso poiché instaurò, grazie all'aiuto della madre Teodora, il regime della pornocrazia pontificia. Maria, detta Mariozza e poi conosciuta come Marozia, nacque intorno all'anno 892 a Roma. Era figlia di Teodora e del Senatore romano Teofilatto. Maria era nota per la sua bellezza e per la spregiudicatezza delle sue azioni. Malgrado fosse analfabeta, riuscì a dominare Roma e la Chiesa Cattolica per un ventennio del secolo X grazie all'astuzia ed alla seduzione di cui era portatrice. Forti alleanze ed amicizie potenti permisero l'instaurazione della cosiddetta Pornocrazia: neologismo, ricalcato dal francese pornocratie, che indica una forma di governo caratterizzata dalla forte influenza sugli uomini di potere esercitata dalle cortigiane o favorite. L'elemento caratteristico della pornocrazia non è lo scambio di favori sessuali e posizioni di privilegio, perché questo scambio è tipico di qualsiasi relazione tra potenti e concubine, e nemmeno il ruolo politico o pubblico della concubina ma la capacità della favorita, o delle favorite, di creare un potere personale attraverso la relazione con il potente di turno, che sostituisce il potere del potente e talvolta gli sopravvive. 
Torniamo al nostro Ottaviano. Nel 932 il padre Alberico aveva preso il potere a Roma e vi aveva istituito una signoria de facto destinata a durare oltre vent'anni. Ottaviano sarebbe stato il successore nella carica di princeps, ma era consapevole che la diarchia instauratasi in Roma tra papato e principato poteva persistere solo grazie alla sua forte volontà. Le mire espansionistiche di Ottone di Sassonia avevano spinto Alberico ad unificare il potere spirituale e quello temporale in un'unica figura. Nel 954, poco prima della morte, Alberico fece giurare alla nobiltà ed al clero romano di eleggere Ottaviano al Soglio pontificio non appena fosse morto il papa in carica, Agapito II. L'anno successivo, 955, Ottaviano fu eletto papa malgrado non avesse l'età canonica per diventarlo, all'epoca dei fatti aveva solo diciotto anni. Inoltre possiamo presumere che il ragazzo non avesse nessuna formazione ecclesiastica. Fu consacrato pontefice il 16 dicembre del 955, assumendo il nome di Giovanni XII. Malgrado l'elezione al soglio di Pietro, Ottaviano non mutò le sue abitudini, conducendo una vita lasciva e totalmente estranea allo spirito evangelico. Il palazzo del Laterano divenne la sede delle sue dissolutezze. Gregorovius, storico e medievista tedesco vissuto nel XIX secolo, ne parlò con le seguenti parole: «Venuto in giovinezza immatura al possesso di una dignità che gli dava diritto alla reverenza di tutto il mondo, smarrì la moderazione dell’intelletto, e si gettò nel vortice dei piaceri più sfrenati Le sue case del Laterano diventarono un ridotto di piaceri, un vero harem; la gioventù ragguardevole di Roma diventò sua compagnia favorita; passava tutto il suo tempo in cacce, in giochi, in amorazzi, a mensa col bicchiere alla mano. Un tempo, Caligola aveva fatto senatore il suo cavallo; adesso Giovanni XII dava in una stalla di cavalli la consacrazione ad un diacono, forse in quella che erasi alzato ubriaco fradicio da tavola, dove, con lepidezza pagana, aveva fatto frequenti libazioni ad onore dei numi antichi.» 
Come persona, Giovanni XII si dimostrò totalmente inadeguato alla carica. Nemmeno per un istante pensò di interrompere la vita lussuosa cui si era abbandonato fino all'elezione a papa, seguitando a vivere tra sfrenati piaceri. Il palazzo del Luterano, che alle soglie del nuovo millennio ne aveva viste di scempiaggini, si tramutò in una vera e propria casa di piacere. Ottaviano, divenuto papa Giovanni XII, amò circondarsi di belle donne e bei ragazzi, conducendo una vita depravata, indegna della carica di pastore della cristianità. 
Le fonte coeve e successive si accordano sulla vita di Ottaviano, divenuto Giovanni XII. Il Liber pontificalis, importante fonte per la storia del primo medioevo, fu impietoso nei confronti di questo pontefice: l'incipit riportato all'inizio della sua biografia ricorda che «totam vitam suam in adulterio et vanitate duxit», ovvero il libro riporta l'indicazione che dedicò tutta la sua vita all'adulterio ed alla vanità. Liutprando, vescovo di Cremona, ricordò che: «...dum se cum viri cuiusdam uxore oblectaret, in temporibus adeo a diabolo est percussus, ut infra dierum octo spacium eodem sit vulnere mortuus. Sed eucharistiae viaticum, ipsius instinctu qui eum percusserat, non percepit...» che tradotto risuona come “mentre si apprestava a giacere con la moglie di un tale, fu percosso dal diavolo e nell'arco di otto giorni morì per le ferite. Ma non ricevette il viatico dell'eucarestia per lo stesso istinto di colui che l'aveva colpito”. Prima di soffermarmi sulla morte vorrei ricordare un'altra fonte per inquadrare il personaggio Ottaviano. Gregorovius, malgrado non lesinò critiche feroci alla condotta di Giovanni XII, concluse il suo racconto con una sorta di assoluzione: «... il figlio del glorioso Alberico cadeva vittima delle sue dissolutezze e altresì di quel dualismo che si accoglieva in lui, principe e papa ad un’ora medesima. Però la sua giovinezza, la origine che aveva da Alberico, i tragici contrasti della sua vita gli danno qualche diritto ad una sentenza più mite; né la storia gliela rifiuta.» 
Giovanni XII sperperò gran parte del bilancio dello stato pontificio in campagne militari di conquista per ricostituire lo Stato della Chiesa. Giovanni XII cercò fuori dall'Italia un possibile alleato. Verso il 960 si rivolse al re di Germania, Ottone I, offrendogli la corona imperiale. Ottone, chiaramente, accettò, ergendosi a difensore della Chiesa in memoria degli antichi patti tra i pontefici e gli imperatori carolingi. L'incoronazione avvenne il 2 febbraio del 962 a Roma. Giovanni XII però non seppe tenere fede agli impegni presi con Ottone I, trattando con re Berengario. Nel 963, Ottone scese in Italia per attaccare Berengario, che sconfisse e fece prigioniero. L'imperatore decise di scendere verso Roma per regolare i conti con il Papa. Di fronte alle armate dell'imperatore, le forze romane fuggirono e Giovanni scappò nelle campagne. Ottone prese possesso dell'Urbe e convocò un concilio in San Pietro. Giovanni XII fu deposto e condannato per alto tradimento. Dal rifugio in Corsica, Giovanni XII ideò il ritorno a Roma. Quando Ottone I partì per Spoleto, agli inizi del 964, fece ritorno nell'Urbe. Convocò un concilio per far deporre il nuovo Papa, vendicandosi dei suoi avversari a cui fece tagliare la lingua ed il naso.
Grazie agli scritti di Liutprando, vescovo di Cremona, sappiamo che morì il 14 maggio del 964 a soli 27 anni ,a causa di un adulterio. Risulta molto interessante addentrarci nelle ricerche sulle cause della dipartita di Ottaviano. Secondo alcuni la causa della morte fu un colpo apoplettico. Altri, tra cui Liutprando vescovo di Cremona, riportano una versione diversa della morte, e sicuramente più interessante e pruriginosa. Papa Giovanni XII fu sorpreso in flagrante adulterio con una certa Stefanetta, moglie dell'oste presso cui alloggiava, ed il marito, identificato con il demonio secondo le dicerie popolari, lo gettò dalla finestra. Il colpo non fu mortale all'istante poiché il papa sarebbe rimasto in coma per otto giorno prima di morire. 
Così si concluse la spregiudicata vita di un ragazzo divenuto Papa.


Fabio Casalini

Bibliografia
Louis Marie Olivier Duchesne, Le Liber pontificalis, vol. 2, Parigi, Ernest Thorin, 1892

Ferdinand Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medioevo, vol. 2, Roma, Societa Editrice Nazionale, 1900

Liutprando da Cremona, De rebus gestis Ottonis magnis imperatoris 

Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. 31, Venezia, Tipografia Emiliana, 1845

Roland Pauer, Giovanni XII, in Enciclopedia dei Papi, vol. 2, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000

Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, Roma, Newton&Compton editori, 2005

Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, Le vite de' Sommi Pontefici di Bartolomeo Platina cremonese, Venezia, Gio: Maria Turrini-Gio: Pietro Brigonci, 1663

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

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