Gianni Rodari e quei libri bruciati negli oratori

Gianni Rodari, all'anagrafe Giovanni, nacque ad Omegna, città piemontese posta sulle sponde del lago d'Orta, il 23 ottobre del 1920. Il padre, Giuseppe, svolgeva il lavoro di fornaio mentre la madre, sposata in seconde nozze da Giuseppe Rodari, era commessa nel negozio paterno, sito in una delle principali vie della cittadina. Ad Omegna frequentò le prime quattro classi elementari ma in seguito alla morte del padre, sopraggiunta nel 1929 a causa di una broncopolmonite, la madre decise di trasferirsi nel suo paese natale, Gavirate in provincia di Varese, con Gianni e Cesare, nato nel 1921. Negli anni successivi la madre decise di cedere la quota dell'attività di famiglia la fratellastro di Gianni, Mario, nato dalle prime nozze del padre. Nel 1931, all'età di undici anni, entrò nel seminario cattolico di San Pietro martire a Seveso, in provincia di Milano. La strada non era quella corretta e la madre, nel 1934 a quattordici anni di età, decise d'iscriverlo alle scuole magistrali.
A partire dal 1935 Rodari militò nell'Azione Cattolica; dai verbali delle adunanze di Gavirate si evince che nel dicembre dello stesso anno svolgeva la funzione di presidente. Anche l'ano seguente dedicò molto del proprio tempo all'organizzazione cattolica, pubblicando otto libri sul settimanale cattolico L'azione giovanile. Nel frattempo iniziò una collaborazione con Luce diretto da Monsignor Sonzini. Nel 1937 Gianni Rodari si diplomò come maestro a Gavirate. L'anno seguente fece il precettore presso una famiglia ebrea fuggita dalla Germania a Sesto Calende, sempre in provincia di Varese. Nello stesso anno si allontanò dall'associazione Azione Cattolica, rimettendo la presidenza. Nel 1939 decise d'iscriversi alla Facoltà di Lingue presso la prestigiosa università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo pochi esami decise di abbandonare il corso di studi e l'università. Negli anni successivi insegnò in alcuni paesi del varesotto. Di quel periodo Gianni Rodari ricordò che fu una scuola divertente dove i bimbi utilizzavano la fantasia per correggere gli scritti dello stesso maestro. Poco dopo giunse la guerra a modificare la vita dell'uomo nato sulle sponde del lago d'Orta. Gianni fu esonerato dal servizio militare a causa della salute cagionevole. 
Nel frattempo vinse un concorso come maestro ed insegnò ad Uboldo, non lontano da Saronno. Nel 1943 fu richiamato alle armi dalla Repubblica di Salò ed assegnato all'ospedale milanese di Baggio. Per lo scrittore fu un periodo durissimo poiché perse i migliori amici ed il fratello fu internato in un campo di concentramento in Germania. Decise di prendere contatti con la Resistenza lombarda, gettando l'uniforme ed entrando in clandestinità. Il primo di maggio del 1944 s'iscrisse al Partito Comunista Italiano. Con la fine della guerra iniziò la carriera giornalistica in Lombardia, dirigendo il periodico della Federazione Comunista di Varese l'Ordine Nuovo. Nel 1947 iniziò la collaborazione con l'Unità di Milano, curando la rubrica La domenica dei piccoli. Nel 1950 lasciò la città meneghina per la capitale, dove fondò e diresse con Dina Rinaldi il giornale per ragazzi Pioniere. L'anno prima un decreto del Vaticano, conosciuto con il nome di Scomunica dei comunisti, aveva scatenato fortissime polemiche nel paese. 
La Scomunica dei comunisti è il nome con cui è conosciuto, a livello popolare, un decreto della Congregazione del Sant'Uffizio pubblicato il 1 luglio del 1949. Il decreto dichiarava illecita, a detta della Congregazione stessa, l'iscrizione al partito comunista, nonché ogni forma di appoggio ad esso. La Congregazione dichiarò inoltre che tutti coloro che professavano la dottrina comunista erano da ritenere apostati, quindi incorrevano nella scomunica. In questo clima da guerra fredda, nel 1951, Gianni Rodari pubblicò il suo primo libro pedagogico, Il manuale del Pioniere. Come si legge nel libro di Marcello Argilli, Gianni Rodari - Una biografia, il Vaticano definì lo scrittore e pedagogista come “un ex-seminarista cristiano diventato diabolico”. In seguito a queste accuse, le parrocchie bruciavano nei cortili copie del Pioniere e dei libri di Gianni Rodari. Una testimonianza di questi eventi è riportata da Alba Morsilli: “Una domenica mattina mentre mi apprestavo a fare il mio giro mi vide il parroco e mi strappò tutti i giornali di sotto il braccio e li bruciò. Allora non potevo immaginare che quel gesto era perché Gianni Rodari era stato scomunicato dal clero, e per tale motivo le parrocchie bruciavano i suoi libri e scritti...”. Gianni Rodari collaborò per il giornale per ragazzi Pioniere per una decina d'anni, sino alla cessazione della pubblicazione stessa. Il 25 aprile del 1953 sposò Maria Teresa Ferretti, segretaria del Gruppo Parlamentare del Fronte Democratico Popolare.
Il 13 dicembre dello stesso anno fondò Avanguardia, giornale nazionale della FGCI. Nel dicembre del 1956 fu chiamato da Pietro Ingrao all'Unità, dove resterò sino alla fine del dicembre 1958 prima di passare a Paese Sera come inviato speciale. Dello stesso periodo sono le collaborazioni con la RAI e con la BBC. Tra la fine degli anni cinquanta e la fine dei sessanta, Gianni Rodari si dedicò con passione al lavoro con i bambini. Fu un periodo molto duro per lo scrittore a causa delle condizioni fisiche e della grande mole di lavoro. Sono però anche gli anni della fama e della notorietà, grazie alle pubblicazioni con la casa editrice torinese Einaudi. In questo periodo raggiunse anche la tranquillità economica grazie alle collaborazioni con La via migliore e I quindici. Nel 1970 vinse il Premio Hans Christian Andersen, noto anche come Piccolo Premio Nobel della narrativa per l'infanzia. Si tratta di un premio letterario internazionale conferito ogni due anni come riconoscimento a un contributo duraturo alla letteratura per l'infanzia e la gioventù. A tutt'oggi Gianni Rodari è l'unico italiano ad aver vinto questo prestigioso premio (da non confondersi con l'analogo premio Andersen italiano).
Nel 1973 uscì il suo capolavoro pedagogico, Grammatica della Fantasia - introduzione all'arte di inventare storia. Il saggio era indirizzato ad insegnanti, animatori e genitori. Sino agli inizi degli anni ottanta continuò le sue collaborazioni giornalistiche e partecipò ad innumerevoli conferenze ed incontri nelle scuole italiane. Alcuni suoi testi pacifici furono musicati da Sergio Endrigo, su tutti spicca la famosa canzone Ci vuole un fiore. Purtroppo il 10 aprile del 1980 fu ricoverato in una clinica di Roma per un'operazione alla gamba sinistra dovuta all'occlusione di una vena. Morì il 14 aprile, quattro giorno dopo il ricovero, a causa di un collasso cardiaco. Aveva 59 anni. Le sue spoglie furono sepolte nel Cimitero del Verano.
Per comprendere l'importanza del personaggio, malgrado il maldestro tentativo di cancellare i suoi scritti con il rogo dei libri voluti dai preti, a partire dal 1980 sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari ed esistono centinaia di parchi, circoli, biblioteche e scuole intitolate alla sua memoria. Il Parco Rodari più importante si trova ad Omegna, sua città natale.

Fabio Casalini


Bibliografia
Marcello Argilli, Gianni Rodari. Una biografia, Torino, Einaudi, 1990

Marcello Argilli, Carmine De Luca e Lucio Del Cornò (a cura di), Le provocazioni della fantasia. Gianni Rodari scrittore e educatore, Roma, Editori Riuniti, 1993

Pino Boero, Una storia, tante storie. Guida all'opera di Gianni Rodari, Torino, Einaudi, 1992

Franco Cambi, Collodi, De Amicis, Rodari. Tre immagini d'infanzia, Bari, Dedalo, 1985

Franco Cambi, Rodari pedagogista, Roma, Editori Riuniti, 1990

Mariarosa Rossitto, Non solo filastrocche. Rodari e la letteratura del Novecento, Roma, Bulzoni, 2011

Antonino Russo, Gianni Rodari, Bologna, Poligrafica moderna, 1976

Sitografia

www.giannirodari.it


FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

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