Peter Stumpp, l'uomo che divenne un lupo mannaro

Il lupo mannaro, detto anche licantropo, è una delle creature della mitologia e del folclore divenute in seguito tipiche della letteratura dell'orrore e del cinema che da esse ne conseguì.
Secondo la leggenda il lupo mannaro è un essere umano condannato a trasformarsi in una bestia feroce ad ogni plenilunio. La forma che l'essere umano assume è tipicamente quella del lupo, ma non mancano riferimenti all'orso, al bue o al gatto selvatico. I termini lupo mannaro e licantropo non sempre sono sinonimi poiché, nelle leggende popolari, il lupo mannaro è semplicemente un grosso lupo con abitudini antropofaghe, a cui può essere o meno associata una natura mostruosa. Inoltre è doveroso annotare che nel caso di lupo mannaro che cambia forma, mutaforma, si possono distinguere due diverse tipologie: la prima è quella del lupo mannaro che si trasforma contro la propria volontà, la seconda quella relativa al licantropo che si trasforma ogni qual volta lo desidera senza perdere la componente umana. Nel nostro paese il lupo mannaro assume nomi diversi in funzione del luogo ove si è tramandata la leggenda: lupi manari in Emilia Romagna, lupom'n in Puglia, luv ravas nel basso Piemonte (nel cuneese in particolare), lupenari in Campania e lupi pampanu in Calabria. La Sardegna presenta un caso particolare, quello dell'Erchitu, un essere umano che si trasforma, non in un lupo, in un bue dalle corna d'acciaio.
I lupi mannari esistono?
Chiaramente no, sono parte integrante delle tradizioni e del folclore di tutta Europa.
Nella Germania del Cinquecento un uomo divenne lupo mannaro, un accostamento similare a quello di Vincenzo Verzeni che, nell'Italia dell'ottocento, si trasformò da essere umano a vampiro della bergamasca.
Le difficoltà nel raccontare l'uomo-lupo della Germania iniziano dal nome. Quello con cui è conosciuto, Peter Stumpp, non pare essere il nome reale poiché è anche rintracciabile come Peter Stube, Stubbe e Stumpf. Proprio quest'ultimo pseudonimo, Stumpf, potrebbe aiutare a comprendere come l'uomo avesse tutt'altro nome poiché, in tedesco, Stumpf ha significato di moncone, in riferimento alla parte del corpo, esattamente la mano sinistra, che Peter aveva perduto – secondo le accuse che penderanno sulla testa di quest'uomo - durante una trasformazione in licantropo.
Essendo un caso interessante cerchiamo di ricostruire la sua vita.
Peter, per facilità usiamo lo pseudonimo con cui è maggiormente conosciuto, Stumpp nacque in un villaggio nei pressi di Bedburg, nella regione di Colonia. La data di nascita precisa non è conosciuta, facendo seguito alle incertezze sul nome, a causa del fatto che i registri parrocchiali delle chiese locali andarono distrutti durante la Guerra dei Trent'anni, iniziata nel 1618 e terminata nel 1648. Gli storici sono riusciti ad estrapolare alcune informazioni: nel 1580 Peter Stumpp era sicuramente vedovo con due figli a carico, una ragazza di oltre 15 anni, Beele, ed un figlio di età sconosciuta. Secondo le scarne biografie, Peter era un ricco possidente e agricoltore della propria comunità rurale, che possiamo identificarla nel villaggio di Epprath. Salì agli onori delle cronache nel 1589, anno in cui fu giudicato in uno dei più importanti processi della storia dove l'accusa era quella d'essere un lupo mannaro.
Prima di proseguire nel resoconto del processo è necessario fornire alcune informazioni: la fonte più completa sul caso è un opuscolo di 16 pagine pubblicato a Londra nel 159o, che risulta essere la tradizione di una stampa tedesca di cui non sono sopravvissute copie. Di questo opuscolo esistono solo due copie: una è al British Museum e l'altra nella Lambeth Library. L'opuscolo fu riscoperto da un occultista, Montague Summers, nel 1920. All'interno è possibile trovare riferimenti alla vita di Stumpp, al processo ed ai crimini di cui, presumibilmente, si macchiò. Ulteriori informazioni furono estrapolate da alcuni scritti di Hermann von Weinsberg, un consigliere di Colonia, e da un certo numero di fogli illustrati stampati nel Sud della Germania. Questi ultimi, secondo le ricostruzioni storiche, dovrebbero basarsi sulla versione originale tedesca, da cui la copia dell'opuscolo inglese.
Siamo in assenza di documenti originali, ma solo di copie che potrebbero inficiare le vere motivazioni alla base del processo.
Torniamo a quel 1589.
Peter Stumpp, sotto tortura, confessò di aver praticato la magia nera sin da quando aveva dodici anni. Secondo le fonti, Peter sosteneva che il diavolo gli avesse regalato una cintura magica, oggetto che gli permise di “trasformarsi a somiglianza di un lupo avido e divorante, forte e potente, con occhi grandi che nelle notte scintillavano come il fuoco, una bocca grande e larga, con i denti più affilati e crudeli, un corpo enorme e grandi zampe”. A detta dell'imputato, la “rimozione della cintura mi faceva tornare alla forma umana”.
Nessuna cintura fu mai trovata dopo l'arresto di Peter Stumpp.
L'ingresso del diavolo nel processo condusse rapidamente alla stregoneria.
Secondo l'accusa, per 25 anni Stumpp fu un “insaziabile succhiasangue” che si ingozzava di carne di capra, agnello e pecora. Fu altresì accusato di cannibalismo poiché, dichiarò lo stesso imputato, si nutrì di uomini, donne e bambini. Le confessioni giunsero nel momento in cui i giudicanti minacciarono di sottoporre l'uomo a durissima tortura. Peter dichiarò altresì d'aver ucciso e mangiato quattordici bambini e due donne incinte, i cui feti strappò dal ventre per mangiarne il cuore. Uno dei quattordici bambini era il figlio, il cui cervello dichiarò d'aver divorato.
Le accuse non si fermarono al cannibalismo e all'omicidio.
Stumpp fu accusato d'aver intrapreso una relazione incestuosa con la figlia, Beele, e d'essersi accoppiato con una lontana parente, evento che fece giungere sulla testa di Stumpp una seconda accusa di incesto, in base alla legge del tempo.
Peter Stumpp, la figlia Beele e la signora con cui si era accoppiato, furono condannati a morte.
Non una morte qualunque.
Una morte terribile.
L'esecuzione avvenne il 31 ottobre del 1589, alla presenza di un folto pubblico, delle autorità, di alti esponenti del clero e membri dell'aristocrazia locale, evento assolutamente inconsueto, nella Germania del tempo, per un processo, e relativa esecuzione, di un lupo mannaro e due streghe.
Il corpo di Peter Stumpp fu adagiato sulla ruota.
Gli strapparono la carne in dieci punti con delle tenaglie roventi.
Fu macellato con un'ascia per impedirgli di tornare dalla tomba.
Successivamente fu decapitato.
Il corpo, o quello che ne rimaneva, fu lanciato nel fuoco purificatore insieme alla figlia e all'altra donna, che precedentemente erano state scorticate e strangolate.
Come monito per la popolazione, le autorità locali decisero di erigere un palo dove adagiarono la testa mozzata di Peter Stumpp.
Gli storici hanno avanzato molti dubbi su questo processo, sostenendo che fosse un processo politico a malapena nascosto dietro le accuse di licantropia e stregoneria.
Quali le motivazioni di queste supposizioni?
Gli anni in cui si suppone che Stumpp abbia commesso la maggior parte dei suoi crimini, dal 1582 al 1589, furono segnati da una guerra di religione nella regione di Colonia. In quel periodo ci fu il tentativo di introdurre il protestantesimo nella città e nelle zone limitrofe. Stumpp fu quasi certamente convertito al credo protestante.
La guerra di religione causò l'invasione della città e dei villaggi da parte degli eserciti di entrambe le fazioni. Inoltre l'intera zona fu colpita da un'epidemia di peste.
Nel 1587 i protestanti furono sconfitti ed il castello di Bedburg divenne il quartier generale dei mercenari cattolici comandanti dal nuovo signore di Bedburg, Werner conte di Salm-Reifferscheidt-Dyck, fedele cattolico e deciso sostenitore della reintroduzione del credo romano.
Secondo gli storici, esiste la possibilità che il nuovo signore abbia deciso di rimproverare i cittadini della regione di Colonia che si erano convertiti al protestantesimo.
Quali miglior occasione che un pubblico processo con durissima esecuzione capitale?
Se fosse stata una semplice condanna a morte per licantropia e stregoneria, la presenza di nobili, aristocratici e alti prelati, sarebbe sorprendente in riferimento alla vita della regione nel periodo nel quale avvenne il processo.
E' forte la possibilità che Peter Stumpp sia stato condannato in seguito ad un processo politico, il cui scopo fu esclusivamente d'avvisare i residenti della regione di Colonia di cosa sarebbe accaduto al loro corpo in caso di conversione al credo protestante.

Fabio Casalini


"The Bogeyman's Gonna Eat You-- Albert Fish, The Vampire of Brooklyn". "America's Serial Killers: Portraits in Evil" Mill Creek Entertainment, 2009

Anon. A True Discourse. Declaring the Damnable Life and Death of One Stubbe Peeter, a Most Wicked Sorcerer. London, 1590. (original English version)

Homayun Sidky, Witchcraft, Lycanthropy, Drugs, and Disease. An Anthropological Study of the European Witch-Hunts. New York 1997

Peter Kremer, "Plädoyer für einen Werwolf: Der Fall Peter Stübbe", in, Ibd., Wo das Grauen lauert. Blutsauger und kopflose Reiter, Werwölfe und Wiedergänger an Inde, Erft und Rur. Dueren 2003

David Everitt, "Human Monsters: An Illustrated Encyclopedia of the World's Most Vicious Murderers" New York: McGraw-Hill 1993

"El alma está en el cerebro". Eduardo Punset (punto de lectura) 2006 Redes RTVE

Mysterious Monsters Daniel Farson & Angus Hall,Mayflower Books,1975 - pg.53-4. Argues for Peter Stump being innocent

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.



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