Il caso Wojtek, l'orso che divenne soldato

L'orso delle favole, quello che interagisce amichevolmente con gli esseri umani malgrado la stazza e la natura, è realmente esistito. Si chiamava Wojtek, diminutivo di Wojciech che rappresenta un antico nome slavo ancora in uso presso le popolazioni della Polonia. Il suo nome significa colui a cui piace la guerra o guerriero sorridente. La strana vicenda ebbe il punto più alto nella battaglia di Montecassino, il durissimo scontro dove si fronteggiarono le forze alleate e la Wehrmacht tra il gennaio e il maggio del 1944.
La storia iniziò nel 1941 con la nascita di Wojtek nella zona di Hamadan, città iraniana situata ai piedi del monte Alvand. Wojtek era un orso bruno siriano, la più piccola sottospecie di orso bruno. Questa particolare specie occupa una vasta area dell'Asia occidentale. Purtroppo attualmente la popolazione di orsi bruni siriani è in forte diminuzione a causa del bracconaggio e della progressiva riduzione del suo habitat. La pelliccia di questa specie è molto chiara e non sono rari i casi di esemplari bianchi. Questa particolarità non è catalogabile come albinismo ma è una forma di adattamento alla vita nel deserto tra Siria e Iran. 
A circa un anno di età Wojtek fu adottato da un ragazzo delle montagne iraniane che decise di venderlo, in cambio di un paio di scatolette di cibo, ad alcuni soldati dell'esercito polacco di stanza in quelle zone. L'esercito polacco fu costituito dopo la firma dell'accordo russo-polacco del 14 agosto 1941, due anni dopo l'invasione di quella terra da parte delle stesse truppe russe e di quelle naziste. Il compito di formare questo esercito fu affidato al generale Michal Tokarzewski. L'esercito polacco sarebbe cresciuto nei due anni successivi fornendo il numero maggiore di truppe al secondo corpo d'armata polacco, unità che combatterà nella campagna d'Italia. 
Subito dopo l'acquisto, l'orso bruno siriano fu nutrito con latte condensato versato in una bottiglia di vodka. Questa procedura si rese necessaria poiché Wojtek aveva meno di un anno presentando problemi di deglutizione. La bottiglia di vodka, sicuramente non necessaria, fu sostituita da quella di una birra, bevanda che divenne la preferita dal cucciolo d'orso. Wojtek, essendosi integrato perfettamente nell'ambiente militare, amava fumare e mangiare sigarette. Il cucciolo divenne un'attrazione per i militari e i civili, divenendo la mascotte dell'unità polacca. Wojtek seguì gli spostamenti dei suoi compagni dall'Iraq alla Siria, dalla Palestina all'Egitto. La sua compagnia si unì all'armata britannica per combattere in Italia. Prima di salpare dalla terra delle Piramidi, il cucciolo d'orso fu arruolato come soldato semplice della 22a compagnia rifornimenti d'artiglieria del secondo corpo polacco. Questo comportamento da parte dell'esercito polacco, che non voleva abbandonare l'amico orso in Egitto, si rese necessario per eludere il regolamento che vietava la presenza di animali a bordo delle imbarcazioni. 
Wojtek viveva nelle tende con i soldati, in una speciale cassa di legno trasportata da un camion. 
Il momento più particolare dell'intera vicenda attiene alla battaglia di Montecassino. Wojtek vi prese parte attivamente trasportando casse che contenevano munizioni e granate. Il suo compito era quello di spostare dal camion alle vetture i pesanti contenitori. Durante tutti i suoi servizi non fece mai cadere una sola cassa. Per questo motivo il quartier generale polacco approvò come emblema della 22a compagnia rifornimenti d'artiglieria un orso che trasporta un proiettile. 
Finita la guerra l'orso fu trasportato, insieme ai propri compagni polacchi, in Scozia, nel Berwickshire, dove divenne motivo di attrazione e curiosità da parte della popolazione locale. Nel 1947, all'atto di scioglimento della 22a compagnia rifornimenti d'artiglieria, Wojtek fu alloggiato presso lo zoo di Edimburgo. 
Nella sua nuova casa ricevette molte visite, di curiosi e giornalisti. Sicuramente quelle che gli fecero maggiormente piacere furono quelle dei soldati polacchi in congedo. I compagni di un tempo, non dimenticando le abitudini di Wojtek, quando si recavano alla zoo di Edimburgo gli lanciavano sigarette. 
Nel dicembre del 1963 morì, all'età di 22 anni. 
Al momento della morte pesava oltre 250 chilogrammi ed era lungo oltre 1 metro e 80 centimetri. 
La notorietà di questo particolare esemplare di orso bruno siriano non si spense con la morte. L'attenzione fornita dai media contribuì a mantenere viva la popolarità di Wojtek. Fu ospite in diversi programmi della BBC e gli furono dedicate statue e placche commemorative nello zoo di Edimburgo e all'Imperial War Museum di Londra.
La storia di Wojtek è un momento diverso con cui entrare in contatto con quei terribili momenti della storia noti come la battaglia di Montecassino.

Fabio Casalini

Bibliografia
G. Morgan, W. A. Lasocki, Wojtek soldier bear (testo bilingue italiano inglese), 2010

Anders, Wladyslaw (1949). An Army in Exile, the Story of the Second Polish Corps. London: Macmillan

Kleczkowski, Stefan (1945). Poland's first 100,000: Story of the Rebirth of the Polish Army, Navy and Air Force After the September Campaign. London & New York: Hutchinson

Morgan, Geoffrey; Lasocki, Wiesław A. (1970). Soldier Bear. London: Collins

Dumon Tak, Bibi (2011). Soldier Bear. Grand Rapids, Michigan: Wm. B. Eerdmans Publishing Co

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.




Commenti

  1. Artico interessante e particolare, non conoscevo affatto questa storia, che sa di dolce e di amaro.
    Povero orso, sfruttato dall'uomo, anche se amato e protetto. A te un complimento speciale perchè conosci storie che pochissimi sanno. Scritto benessimo come sempre, Rosella

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