La Cascata del (della) Toce

La Voce del Lago Maggiore il 13 settembre del 1867 introduceva la Cascata del Toce con le seguente parole: “abbiamo fra le Alpi nostre una meraviglia di natura, la quale tuttavia a pochissimi è nota. La cascata del fiume Toce a Formazza è una delle bellezze più singolari nel suo genere. Crediamo perciò far cosa grata ai lettori pubblicando una lettera, che Antonio Guisetti indirizzava ad uno dei suoi collaboratori, Bisetti, un distinto scultore già allievo del Collegio Caccia, e che adesso tiene studio a Roma”. La lettera ci riporta nel cuore delle Alpi con animo leggero: “alle 8 pomeridiane del 16 agosto giungemmo a piè della rumorosa cascata, avviluppati da una folta nebbia, che non ci lasciava vedere, che non ci lasciava vedere nemmeno per metà le onde cadenti perché confuse con essa, ma ciò che l'occhio non poté vedere, il fracasso di tante onde che si infrangono su mille svariati scogli e il lungo precipitarsi le une sulle altre mi avvertirono che mi trovavo al cospetto di un'orrida meraviglia delle Alpi Italiane”. 
La geografia di questi luoghi ancora a molti è sconosciuta, malgrado sia passato oltre un secolo dallo scritto della Voce del Lago Maggiore. Il comune di Formazza è un frequentato centro di villeggiatura invernale, all'interno della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. All'interno del comune vi è la frazione Ponte che si connota per la presenza di tipiche case di tradizione walser con basamento in pietra, struttura in legno e tetto in pietra. Sei km verso nord, dopo un bastione roccioso si arriva nella piana di Canza, posta a 1418 metri e poco oltre appare la grandiosa cascata del Toce: l'acqua precipita di 143 metri, saltando su compatti gradoni di gneiss. La cascata (detta la Frua in lingua Walser) si trova nella frazione Frua (Uff der Frutt in lingua Walser).
A monte della cascata nasce il fiume che l'alimenta, la Toce (la Tos in ossolano), che rappresenta il principale corso d'acqua della Val d'Ossola. La Toce era anticamente chiamata la Tuxa e la sua etimologia potrebbe derivare dal fiume Athisone, citato da Plutarco nei suoi racconti bellici riguardanti i barbari. La sua origine sarebbe dunque così spiegata: Athisone, Athosone, Athos, La Tos e infine la Toce. Il fiume nasce a circa 1800 metri di quota nella piana di Riale, in alta Valle Formazza, dall'unione dei torrenti Morasco, Gries e Roni. Poco più a valle forma la cascata del Toce, anche dovremmo chiamare della Toce o della Frua: qui compie il suo poderoso salto. Dopo aver attraversato la valle Formazza e la Valle Antigorio, la Toce entra in pianura rallentando il suo corso. Nella piana dell’Ossola, dopo aver ricevuto le acque dello Strona, termina il suo corso nel Lago Maggiore a Fondotoce, frazione di Verbania, sfociando nel golfo Borromeo.
Nel corso della storia molti personaggi illustri, e meno noti, si sono recati sino a questo sperduto lembo d'Italia per ammirare il grandioso salto. Transitarono e, seppur brevemente, soggiornarono in Ossola il poeta De Musset, Lord Byron, Wagner, Dickens, Brockedon, Alessandro Volta, Alessandro Dumas e Felix Mendelsohn Bartholdy. Alcuni di questi illustri personaggi non si limitarono ad attraversare l'Ossola ed a sostare il tempo necessario per il riposo notturno ed un ristoro, ma estesero il loro viaggio alle valli laterali. Di particolare interesse e oggetto di numerose visite fu proprio la valle Formazza con la Cascata del Toce. Purtroppo negli scritti di questi viaggiatori l'immagine dell'Ossola ne uscì in modo deprimente, come rintracciabile nel volume Terra d'Ossola edito nel 2005: “sfogliando i diari dei viaggiatori dell'Ottocento ci si accorge che sottolineano lo stridente contrasto fra lo splendore artistico del paese e la sua miseria civile”. 
Negli archivi del giornale l'Ossola si possono leggere, cercando di dimenticare la retorica del tempo, i resoconti di alcune visite. Nel numero 38 del 12 settembre 1925 si legge: “domenica scorsa 6 settembre, dopo aver inaugurato a Domodossola il Monumento ai Caduti e quello a Geo Chavez, S.M. Il Re partì per Formazza, dove giunse verso mezzogiorno. Autorità, combattenti e popolo gli fecero subito da corona, sotto la guida del sindaco signor Chessel e del segretario signor De Giuli; a Valdo ospitato dal Senatore Conti, S. M. Vittorio Emanuele III si soffermò per una breve colazione avendo alla sua destra la nobildonna Conti Casali; dopo di che proseguì per la Cascata del Toce, della quale rimase veramente entusiasmato. La balda schiera di sciatori formazzini colse l'occasione per offrire al Sovrano uno stemma d'oro del proprio club. Non ci soffermiamo a narrare le impressioni riportate dal sovrano sia dalla spontaneità affettuosa nelle dimostrazioni popolari, sia della grandiosità delle opere ideate e costruite dalla geniale iniziativa del senatore Conti. Chi ha potuto ammirare il ritorno trionfale di S.M. Vittorio Emanuele III attraverso i passi della vallata, ha pur avuto modo di comprendere l'intima soddisfazione che traspariva dal suo volto austero. Siamo certi che S.M. Non dimenticherà mai la magnifica giornata vissuta tra Domodossola e Formazza”.
Al visatorire moderno non resta che recarsi in questo piccolo ma splendido angolo di mondo chiamata Val Formazza.

Fabio Casalini

Bibliografia
La Voce del Lago Maggiore, numero 37 del 13 settembre 1867
Guide d'Italia, Il Piemonte, Touring Club Italiano, 2005
L'Ossola, numero 38 del 12 settembre 1925
Umberto de Petri, Cronache di Formazza dal 1867 al 1963
AA. VV., Terra d'Ossola, Edizioni Grossi, 2005

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.


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