Le sette sorelle Sutherland, una storia di celebrità basata sul nulla


Brandon Stickey, autore del fortunato libro The amazing seven Sutherland sisters, ha definito le sorelle Sutherland il primo modello di celebrità americana.
La definizione seguì, a distanza di quasi un secolo, quella lasciata dal fondatore del famoso Circo Barnum, Phineas Taylor Barnum, che raccontava che le sorelle fossero le sette meraviglie più belle del mondo.  Cosa avremmo potuto aspettarci dall'uomo che diede il nome al famoso principio, chiamato effetto Barnum e conosciuto anche come effetto Forer, che analizza la tendenza dell'individuo di credere che una descrizione o un oroscopo siano ritagliati su misura propria anche quando sono formulati in termini generici?

Phineas Taylor Barnum divenne famoso per aver inserito negli spettacoli del proprio circo lo scheletro di Cristoforo Colombo, il gigante di Cardiff e le sirene delle isole Fiji. Per narrare questa vicenda a cavallo tra povertà economica e miseria intellettuale spostiamoci nelle verdi montagne della costa est degli Stati Uniti. Il Vermont, il cui nome deriva dal francese con significato di monte verde, è uno degli stati della regione del New England, primo ad abbandonare la schiavitù ed istituire il suffragio universale, anche se solo maschile. In quella verde terra si aggirava un vagabondo di nome Fletcher Sutherland. Quest'uomo, spostatosi nella zona di New York, incontrò sul proprio cammino una donna di nome Mary. I due si sposarono ed ebbero sette figlie tra il 1851 e il 1865, tutte in anni dispari: Sarah, Victoria, Isabella, Grace, Naomi, Dora e Mary. La madre, e sposa, morì due anni, nel 1867, dopo aver messo al mondo l'ultima figlia, lasciando il carico umano ed economico sulle spalle di Fletcher Sutherland, non prima d'aver introdotto le ragazze alla musica. 
Una particolarità univa le sorelle, oltre all'amore per il bel canto: la lunghezza dei capelli. Dopo la morte della madre, probabilmente poco sarebbe mutato senza quella disgrazia, la famiglia viveva in condizioni di povertà assoluta. Il padre cercando di uscire da questa situazione al limite della sopravvivenza ebbe un'idea geniale: presentare le figlie ad un circo per sfruttare le indubbie doti, non solo canore. Riuscì a farle scritturare nel circo più importante dell'epoca, il Barnum & Bailey nato dall'unione dei due più importanti spettacoli itineranti dell'epoca, il Barnum e il Bailey. Nel 1882 iniziarono ad esibirsi vestite di bianco ed accompagnate da un pianoforte. La voce era solo una parte dello spettacolo poiché, alla fine della prestazione canora, le sorelle si giravano contemporaneamente offrendo la schiena al pubblico e lasciando cadere i lunghissimi capelli neri, che in alcuni casi superavano i piedi delle ragazze. I resoconti dell'epoca ricordano che una sorella avesse i capelli lunghi oltre due metri. Il finale dello spettacolo non poteva che essere studiato da Phineas Taylor Barnum, fondatore e genio del mondo dello spettacolo. La capacità teatrale, e ingannevole, di Barnum si distribuì anche tra i parenti del socio di Phineas Taylor, i Bailey. Nel 1885 una delle sorelle, Naomi, sposò il nipote del fondatore del circo Bailey, Henry, che intuì immediatamente quale fosse il potenziale economico delle sorelle, e che lo stesso non risiedeva nel canto ma nella lunghezza dei capelli. 
A partire dal 1885 al termine di ogni spettacolo era venduta una lozione per capelli, che Bailey disse provenire da una ricetta della defunta madre delle sette sorelle. L'imprenditore giurò che la lunghezza dei capelli fosse da ricondurre all'uso di questa lozione da parte delle sorelle Sutherland. Una bottiglia di questa strana miscela era venduta alla cifra di 50 centesimi di dollaro. La lozione, chiamata the seven Sutherland sister hair grower, ebbe un successo clamoroso. Nel giro di pochissimi anni il fatturato che derivò dalla vendita dell'intruglio giunse a superare i 3.000.000 di dollari. Le ragazze divenute ricche e famose decisero di tornare nella città natale, Cambria nello stato di New York, dove costruirono una bellissima e sfarzosa villa nello stesso luogo ove si trovava la baracca del padre. 
Iniziarono a vivere in maniera dissoluta e principesca, sperperando quantità notevoli di soldi in vestiti per cani e festeggiamenti pirotecnici nella villa di famiglia. La fortuna economica delle sorelle Sutherland era un lume acceso in una stanza attraversata da venti violentissimi. Prima o poi quel lume si sarebbe spento. La causa scatenante del dramma successivo fu la morte prematura di Naomi, la moglie di Henry Bailey. Le sorelle ebbero la strana idea di costruire un mausoleo dall'iperbolica cifra di 30.000 dollari. Per fortuna loro, ma non della povera Naomi, il progetto fallì e il corpo della sorella fu abbandonato nel campo della villa senza neppure una lapida a ricordo. Nel frattempo, tra i tanti che si presentarono alla porta della villa, un uomo si avvicinò alle sorelle: Fredrick Castlemaine. Il cacciatore di denari dapprima sembrò dimostrare interesse per Dora, ma all'improvviso decise di sposare Isabella. La differenza di età tra i due non era l'unico problema della coppia, e di conseguenza della famiglia. Fredrick era dipendente dalla morfina e dall'oppio. Non contento di perdersi tra le droghe, l'uomo aveva uno strano divertimento che consisteva nello sparare alle ruote dei carri dei contadini che transitavano davanti alla villa. 
Le urla e le arrabbiature dei conducenti si spegneva con una mazzetta di biglietti verdi. I problemi creati da Fredrick si conclusero con il suicidio avvenuto nel 1897. La stessa Isabella, dopo un breve periodo di lutto, conobbe e s'innamorò di un uomo molto più giovane di lei, Alonzo Swain. Il ragazzo convinse la sorella ad abbandonare la famiglia. Isabella decise di vendere tutte le azioni che deteneva dell'azienda per lanciarsi nella creazione di una nuova compagnia il cui fine era quello di commercializzare una lozione per i capelli, ponendosi quindi in contrapposizione con la famiglia anche sul piano economico. Le sorelle abbandonarono Isabella al proprio destino. La nuova azienda fallì miseramente. Alonzo Swain scomparve con la stessa velocità con la quale si era entrato nella vita della donna. Isabella Sutherland morì in miseria. Da quel momento sembra che la follia, o la mancanza di capacità di assumere decisioni corrette, si sia impadronita delle sorelle rimanenti. Victoria alle soglie dei 50 anni decise di sposare un ragazzo di soli 19 anni. Le altre sorelle non gradirono la scelta e l'abbandonarono al proprio destino. Nel frattempo Mary Sutherland iniziò a conoscere profonde crisi psicotiche. 
Per lunghi periodi la donna viveva rinchiusa nella propria stanza. L'impresa Sutherland, scossa da pazzia e incapacità decisionali, dovette affrontare una vera rivoluzione nel campo delle acconciature: negli anni venti del secolo scorso le donne iniziarono a tagliarsi i capelli. A quel punto perdeva completamente d'interesse la lozione the seven Sutherland sister hair grower, che soldi e fortuna aveva portato alla famiglia. Nel 1926 l'ultimo dramma. Le sorelle Sutherland, quelle rimaste all'interno dell'impresa, si recarono a Hollywood per assistere alle riprese di un film tratto dalla loro vita. Purtroppo alcuni giorni dopo Dora rimase vittima di un incidente stradale. Il film fu annullato. Mary e Grace, ridotte in povertà tornarono nella loro villa a Cambria. La situazione economica si rivelò tale da far prendere la decisione di vendere la proprietà. Mary finì isolata in un manicomio. L'azienda fallì nel 1936. Grace morì a 92 anni nel 1946. Poco tempo dopo la morte dell'ultima sorella Sutherland la villa fu vittima di un terribile incendio. Nel fumo di quella casa si concluse la parabola delle sette sorelle.

Fabio Casalini



Bibliografia
Stickey Brandon, The amazing seven Sutherland sister, una biografia del primo modello di celebrità americana, 2012

Riccardi Katia, Chiude lo spettacolo più grande del mondo, Repubblica, 5 gennaio 2017

Mele Christopher, Ringling bros and Barnum & Bailey circus end its 146 year run, New York Times, 14 gennaio 2107


FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

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