lunedì 26 giugno 2017

Santuario della Beata Vergine del Castello a Fiorano Modenese


Appoggiato sul colle di Fiorano il Santuario della beata Vergine del Castello, simbolo del paese, ha una storia secolare da raccontare a coloro i quali decidono di fargli visita.
Tutto cominciò poco prima dell’anno 1000 quando, per difendere i cittadini da razzie e invasioni da parte di varie popolazioni, venne decisa la costruzione di un castello sul colle di Fiorano.
Il castello rimase a dominare la collina per oltre 300 anni e divenne residenza di ricchi signori del posto fino a quando, nell’estate del 1325, la fortezza venne presa d’assedio e dopo una settimana di resistenza venne espugnata. Ne seguì la distruzione di tutte le opere di fortificazione e gli edifici all’interno delle mura vennero dati alle fiamme: solo la chiesa parrocchiale venne risparmiata.
Ciò che era rimasto del castello fu definitivamente raso al suolo nel 1510 da truppe impegnate in azioni di conquista nel territorio modenese. Il forte fu prima bombardato con i cannoni e successivamente definitivamente demolito con l’ausilio di picconi. Nelle macerie venne trovata quasi intatta solo l’immagine della Madonna col bambino posta, secondo la tradizione, sopra l'ingresso del castello di Fiorano.
Fu il duca Francesco I di Este che nel 1634 fece costruire il santuario, in architettura barocca, per custodire l’immagine della Madonna col bambino. Alla protezione dell'immagine furono attribuiti diversi eventi miracolosi che risparmiarono il borgo di Fiorano da incendi assalti e pestilenze. 
Uno degli eventi più ricordati risale al 1558 quando le truppe spagnole incendiarono il borgo e l’affresco venne inspiegabilmente risparmiato. Nel dipinto, ai piedi della vergine, si scorge inginocchiato il soldato penitente per le azioni perpetrate dalle truppe a ricordare il miracolo del fuoco.
Il Santuario affaccia sulla prospiciente, e recentemente restaurata, Piazza Giovanni Paolo II dove, oltre ai resti i resti archeologici di un ambiente interrato del castello di Fiorano, è visibile una statua in bronzo dedicata al Pontefice a cui la piazza è intitolata.
Su un lato della Basilica, una terrazza panoramica permette di ammirare una romantica veduta sulle prime colline e la vasta pianura, nei giorni più limpidi capita di poter distinguere persino la torre del Duomo di Modena e, sullo sfondo, le Alpi.
A conclusione della visita, prima di gustare i piaceri di questa meravigliosa ed accogliete terra, non può mancare una passeggiata tra le case del borgo antico detto il Sasso. In Via Bonincontro è possibile ammirare un edificio che conserva le finestre decorate con formelle in terracotta originali del 400.

Marco Boldini

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