domenica 7 maggio 2017

Il mercato della Boqueria. Esperienza multisensoriale

Sulla Rambla, la passeggiata più famosa di Barcellona insieme al Passeig de Gracia, a pochi passi dalla fermata della metropolitana Liceu è possibile visitare il mercato coperto più famoso della capitale Catalana e forse d’Europa.
Sull’origine del nome vi sono alcune versioni, tuttavia la più accreditata deriva dal fatto che nel mercato venga veduta la carne di montone (carn del boc).
Per individuarne le origini bisogna viaggiare indietro nel tempo, vi sono testimonianze di attività più modeste di quelle attuali e limitate alla vendita di carne e pesce già nel 1200. Per avvicinarsi a qualcosa di più simile all’attuale dobbiamo però attendere il la prima metà del 1800 quando un incendio distrusse il monastero carmelitano di San Josep e al suo posto venne realizzata una piazza per il mercato coperto la cui struttura originale venne sostituita nel 1914 con quale attuale che possiamo ammirare.
Entrare nel mercato non rappresenta una “semplice” visita a un monumento ma un’imperdibile esperienza multisensoriale dove profumi, colori e suoni la fanno da padrone mettendo in bella mostra eccellenti prodotti di qualità. Molti inservienti vestono eleganti grembiuli impreziositi di merletti per rendere ancora più speciale la visita del luogo.
Il mercato è diviso in diversi settori dove vengono esposte con cura e precisione frutta, verdura, carne, pesce, uova, formaggi e frutta secca paragonabili ad autentiche opere d’arte. È possibile dissetarsi con un veloce frullato di frutta fresca oppure gustare seduti uno “street food” a base di pesce o di carne tutto (o quasi) rigorosamente della zona.
Il vocio chiassoso degli espositori e degli avventori fanno da colonna sonora durante la visita dei chioschi dai colori sgargianti che sembrano tasselli che formano un grande mosaico tutto da scoprire. 
A ogni angolo, oltre a vista e udito, anche l’olfatto viene messo a dura prova perchè le fragranze zuccherine della frutta vengono amalgamate a quelle del pesce per poi cedere il posto a quelle del prosciutto (il Jamon iberico o serrano, altro prodotto tipico Catalano). Il tatto, ultimo senso rimasto, viene invece coinvolto durante gli assaggi che molti banchetti propongono per invogliare all’acquisto o semplicemente per farvi rimanere ancora un po’ in questo quadro vivente.
Insomma cosa aspettate per una visita multisensoriale?

Marco Boldini


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