mercoledì 15 marzo 2017

Il gigante e la bambina. Il pedofilo e la vittima

Il gigante e la bambina
Sotto il sole contro il vento
In un giorno senza tempo
Camminavano tra i sassi

Correva il 1971.
L’Italia divideva la propria attenzione tra l’abrogazione dell’articolo 553 del codice penale, che vietava la produzione e il commercio degli anticoncezionali, e gli omicidi mafiosi di Pietro Scaglione e Antonio Lo Russo.
In quell’Italia, che non esiste più, un ragazzo diciottenne presenta la canzone Il gigante e la bambina alla manifestazione “Un disco per l’estate”. Il cantante era Rosalino Cellamare, conosciuto come Ron, la musica era costruita da Lucio Dalla e le parole provenivano da Paola Pallottino. La canzone fu accolta dal pubblico come una favola per bambini. D’altro avviso i censori Rai del programma “Un disco per l’estate”. Paola Pallottino fu costretta ad apportare grandi modifiche al testo.
Nel testo originale era contenuta la frase: ma il gigante adesso è in piedi - con la sua spada d’amore - e piangendo taglia il fiore - prima che sia calpestato. La frase fu trasformata in: ma nessuno può svegliarli – da quel sonno tanto lieve – il gigante è una montagna – la bambina adesso è neve.
Il gigante è un giardiniere
La bambina è come un fiore
Che stringe forte il cuore
Con le tenere radici

La canzone parla, chiaramente, di uno stupro su minori. Gli autori della canzone hanno più volte ribadito che si trattava di uno scritto che prendeva le basi da una storia vera.
Cercando quale sia il fatto di cronaca su cui hanno costruito la canzone, s’inciampa spesso sul rapimento di una bimba di dieci anni, Claudia Bellante di Cavalese, avvenuto nel settembre del 1970. La piccola fu rapita mentre giocava nel parco del paese. Fu ritrovata una decina di giorni dopo, viva, in un’abitazione di Santo Stefano di Cadore. Era stata rapita da uno squilibrato senza figli che voleva avere la compagnia di una bambina. Il rapitore si chiamava Demetrio Bocchi.
Leggendo le interviste rilasciate da Ron, comprendiamo che siamo sulla strada sbagliata.
E la mano del gigante
Sul quel petto di creatura
Scioglie tutta la paura
È un rifugio di speranza

Il primo motivo risiede nel finale della canzone, dove lo stupratore diviene omicida ammazzando la piccola. L’obiezione la potrei conoscere: licenza poetica. Assolutamente vero, Paola Pallottino avrebbe potuto modificare il finale a suo piacimento.
Il secondo motivo, e qui abbiamo la certezza della conferma, è legato ad un’intervista rilasciata a Mario Luzzatto Fegiz dove Rosalino Cellamare ammette che “la canzone narrava di uno stupro da parte di un giardiniere che violentava una bambina”. Molto interessante rileggere la risposta che il cantante diede alla domanda: per quale ragione il giardiniere-stupratore doveva piangere? Ron rispose che “si voleva rappresentare la follia del personaggio, che piange poiché crede davvero d’obbedire ad un impulso amoroso nei confronti della poveretta”.
Del gigante e la bambina
Si è saputo nel villaggio
E la rabbia dà il coraggio
Di salire fino al bosco

Il terzo motivo, che ci permette di comprendere d’essere fuori strada quando ci riferiamo al caso del Trentino Alto Adige, lo fornisce ancora Ron rispondendo ad un’altra intervista. Alla domanda, decenni fa lei cantò un pezzo a doppia lettura come il gigante e la bambina, il cantante risponde che “avevo 18 anni e poteva sembrare una favola candida, ma Paola Pallottino aveva scritto il testo ispirandosi ad un fatto di cronaca accaduto vicino a Bologna, lo stupro di una minorenne. Compresi che quella canzone era una bomba innescata solo dopo la censura parziale della Rai. Erano i primi anni settanta e neppure i media parlavano volentieri di certi temi”.
Abbiamo tre motivi per affermare che la canzone Il gigante e la bambina non fa riferimento al rapimento di Claudia Bellante di Cavalese: la morte della bimba che nella realtà non avvenne, il riferimento allo stupro da parte di Ron e la collocazione geografica indicata sempre dal cantante. Siamo nelle vicinanze di Bologna e non in Trentino Alto Adige.
Il gigante e la bambina
Li han trovati addormentati
Falco e passero abbracciati
Come figli del Signore

L’ultima curiosità legata alla canzone fa riferimento al fatto che non fu Dalla a cantarla per primo. Paola Pallottino ammise che “mi fece inquietare che lui – Lucio Dalla – avesse preferito darla a Ron, mentre io la consideravo adatta ad una personalità già forte come la sua”.
Ma il gigante adesso è in piedi
Con la sua spada d’amore
E piangendo taglia il fiore
Prima che sia calpestato

Le ricerche sono state complesse e non conducono ad una risposta definitiva.
Con ottime possibilità possiamo scartare l'evento della bimba del Trentino Alto Adige come base per il testo della canzone: la bimba fortunatamente fu ritrovata in vita, mentre la canzone si conclude con l'uccisione dell'ostaggio da parte del predatore sessuale. 
Ron ammette che Paola Pallottino scrisse la canzone riferendosi ad un evento accaduto nelle vicinanze di Bologna. Non ho trovato riferimenti a casi di stupri con uccisione della piccola vittima. 
Un fatto in quel periodo catturò, purtroppo, l'attenzione degli italiani come dalla morte della povera Wilma Montesi non accadeva.
Quell'evento però non avvenne nelle vicinanze di Bologna, ma bensì nella zona di Viareggio.
Il caso divenne nazionale con implicazioni nella politica locale.
Molti mostri furono sbattuti in prima pagina, come ai tempi del povero Girolimoni.
Forse quell'evento, che stordì l'immaginario collettivo, è alla base della canzone?
Ron potrebbe essersi scordato la zona geografica nella quale avvenne lo stupro con relativo omicidio?


Fabio Casalini


Bibliografia

Il Trentino - Paese scosso: incredibile - 31 marzo 2004

Mario Luzzatto Fegiz - Intervista a Ron - Corriere della Sera, 9 febbraio 1996

Borrelli Lorella - Intervista a Paola Pallottino. Scrivevo le canzoni pensando a lui - Il Resto del Carlino, 3 marzo 2012

Il Tempo - La battaglia di Ron: duetto con le stelle per i malati di SLA - 13 marzo 2016


6 commenti:

  1. Dal primo ascolto 30 anni fa ho capito di cosa parlava. Ma era anni in cui la pedofilia era ancora nella mente dei criminologi, si parlava di reati sui minori ma con parole diverse da oggi.
    I reati sui bambini sono sempre i peggiori, da raccontare, da cantare, da metabolizzare. Questa canzone è dolce e delicata, piena di significato e di tristezza. le parole danno vita alle immagini, le immagini al dolore di quel fatto. Cerca tu di scoprire chi era la vittima, dagli voce tu, hai lasciato un punto di domanda gigantesco, aspetto la soluzione. Dirti bravo sempre è ripetitivo, ma meriti come sempre. Rosella

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    1. Rosella ho cercato negli archivi online delle varie testate alla ricerca del fatto di cronaca nelle vicinanze di Bologna. Non ho trovato nulla, da lì i dubbi finali...
      Grazie per i complimenti!
      Fabio

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  2. Come mai un articolo così diverso dal consueto?
    Non sapevo che questo brano parlasse di pedofilia, in ogni caso non mi sembra così importante andare a cercare il caso di cronaca da cui è stato tratto, un sorta di inutile accanimento giornalistico. Non sarebbe strano ritenere che sia stata la stessa autrice le testo la vittima dell'abuso.

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    1. Ciao Alessandro.
      Come sai - personalmente e come progetto - cerchiamo di ricordare le vittime dimenticate. Un secondo motivo risiede nel fatto che molti fanno risalire la base del testo ad un fatto avvenuto vicino a Trento. Come abbiamo letto non fu il caso della bimba Claudia - ritrovata viva alcuni giorni dopo - a muovere Paola Pallottino alla scrittura. Ron ricorda un evento nei pressi di Bologna. La canzone si chiude con la morte della bambina, fatto che avrei trovato nelle cronache del tempo. Oppure tutto fu dimenticato?

      Fabio

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    2. Nulla vieta che da un fatto reale di partenza l'autore abbiamo costruito una storia personale.

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    3. Alessandro assolutamente si.
      Il mio cercare è dovuto al fatto che troppe fonti si riferissero ad un evento lontano da Bologna e che al tempo le informazioni non circolavano come oggi. Gli esegeti delle canzoni, spesso prendono cantonate pazzesche...

      Fabio

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