giovedì 30 marzo 2017

C'è la pietra dove c'era il mare: la molera di Cagno e Malnate

Avete voglia di seguirmi in un mare "che non c'è più"? Sarà una passeggiata breve ma virtualmente lunga milioni di anni, in un punto preciso di un'enorme golfo di un immenso oceano, alcuni dicono un oceano in un "superoceano".
Qualcuno avrà già intuito: il golfo-oceano era la Tetide, il superoceano era la Panthalassa e bagnato da essi c'era un unico continente, chiamato Pangea, che si è poi diviso nei continenti che conosciamo. Mentre la terra lentamente si frammentava l'acqua s'infiltrava ma i brandelli di Pangea non hanno mai smesso di muoversi e così dove era arrivata l'acqua è successo, a volte, che sia tornata la terra...
Ricomincio da capo ma al contrario, partendo dal presente, dal luogo d'una recente passeggiata: ci troviamo sul confine tra le provincie di Como e Varese, più precisamente tra Cagno (CO) e Malnate (VA), sui sentieri che oggi costeggiano il fiume Lanza. Una volta era invece il mare a bagnare queste zone, possiamo dire d'essere in una delle crepe in cui la Tetide si è insinuata, oggi però non ci troviamo in mezzo al mare ma su terra insubrica, alla base delle Alpi o meglio delle Prealpi, lungo un tratto dei sentieri del Parco della Valle del Lanza, tra il Mulino del Trotto e la Folla di Malnate.
Qui possiamo scoprire delle grotte create dall'uomo, delle cave di arenaria, pietra formatasi mentre Alpi e Prealpi si modellavano, innalzandosi per per la compressione di due placche (asiatica ed europea) in riavvicinamento. È questa una pietra fatta di detriti, resi sabbiosi e compatti da tanti eventi geologici e climatici. Strati di molte sabbie: quelle del fondale marino emerso, quelle trascinate dall'acqua fluviale che scorreva verso il mare in ritirata, quelle mosse dall'alternarsi di fasi glaciali e fasi miti, quelle erose dalle Alpi ormai nate...
La pietra di queste cave è stata sfruttata per svariati usi, da quelli ornamentali a quelli tecnici. Ad esempio, la troviamo localmente indicata in due notevoli siti storici, artistici ed archeologici, Castiglione Olona e Castelseprio e un'importante industria la cita nella sua storia: "La Mole Abrasivi Ermoli nasce nel lontano 1882, per estrarre la pietra “molera” dalle vicine cave e ricavarne macine per mulini e mole in arenaria per l’affilatura di falci e coltelli".
Sabbia ben compattata ma pur sempre sabbia, infatti l'estrazione da queste cave si è interrotta nei primi decenni del XX secolo, con l'avvento di nuovi materiali sintetici più performanti.
Oggi è un luogo di lavoro dismesso ma rimane prezioso per la sua testimonianza storica e geologica. Turisticamente è un luogo affascinante, ricco di spunti naturalistici, artistici ed anche giocosi!
Nel 2015 l'area in cui si trovano queste grotte artificiali è stata dichiarata Monumento Naturale, denominato “Sistema naturalistico delle cave di Molera di Malnate e Cagno”. Quindi un luogo prezioso ufficialmente ed io, personalmente, spero d'aver contribuito a farne intuire la bellezza.

Anna Bernasconi
(blog personale al link annabernasconi.blogspot.com)

4 commenti:

  1. Che belle cave. Da vedere.

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    1. Ciao Sergio, grazie di essere venuto a curiosare, mi fa piacere che questa passeggiata virtuale ti sia piaciuta!

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  2. Ciao Anna, un viaggio a ritroso nel tempo immersi nella bellezza che solo la natura riesce a "creare".
    Un luogo, che non conoscevo, a metà tra la realtà e la fantasia (non poteva essere altrimenti).
    E' stato un piacere esplorare in tua compagnia un mondo che, spero presto, mi piacerebbe visitare di persona.
    Grazie, a presto.

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    1. Caro Romualdo, hai ragione, se non è "tra tealtà e fantasia" non ci sono di mezzo io!
      Sono contenta che questa passeggiata virtuale ti abbia ispirato una visita reale.
      A presto, tra un post e l'altro o magari chissà, prima o poi anche per una stretta di mano nelle mie zone o nelle tue!

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