A tu per tu con la Madonna del Latte: battistero di Agliate

Agliate è una piccola frazione di Carate Brianza che sorge nella valle del Lambro, in prossimità del fiume. Si ipotizza che la zona, in antichità, fosse abitata o perlomeno utilizzata per riti religiosi propiziatori o funerari.  
Agliate è nota soprattutto per la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, romanica, costruita tra il X e l'XI secolo. La Basilica, disposta su tre navate, ha un notevole ciclo di affreschi oggi piuttosto danneggiati. Nel complesso della basilica si trova un Battistero con una peculiare pianta a nove lati, due dei quali costituiscono la parte absidale, sovrastata da una cupola a otto spicchi. Proprio nel battistero, al cui centro si apre l'antica vasca, si trova l'affresco che andremo a esaminare. Nell’emiciclo absidale, a destra, si nota un piccolo affresco devozionale: si tratta di una Madonna del latte o Virgo lactans, presumibilmente già concepita come figura indipendente, forse circondata da altri personaggi o scene a loro volta indipendenti. Dico forse perché il catino absidale del battistero è un incredibile palinsesto di immagini devozionali e cicli pittorici più articolati realizzati in momenti storici diversi. La lettura del complesso delle immagini risulta quindi difficoltosa, ma la stratificazione delle pitture è molto interessante ed eloquente. Basti pensare che nel battistero di Agliate, sempre nell’emiciclo absidale, si intravede la figura di un orante, rappresentazione di carattere molto arcaico. Infatti le figure oranti sono pressoché scomparse del tutto dalle chiese lombarde, mentre numerose si possono trovare nelle rappresentazioni paleocristiane catacombali. 
Come ho già accennato, la figura di Maria è a se stante, sembrano esserci tracce di una sottile cornice rossa a inquadrare la scena. Maria, a differenza di altre madonne lombarde assise in trono, è seduta su un’umile panca priva di schienale. Le sue vesti sono semplici, prive di ornamenti. L’unico accenno di regalità si ritrova nell’abito del Bambino, di colore dorato e decorato con piccole figure a cerchio di colore bruno. Sono queste le principali caratteristiche che danno a quest’opera un gusto squisitamente popolare e genuino, che rivela la sua origine prettamente devozionale.
In sintesi

Identificazione e caratteri generali

Oggetto: pittura murale

Autore: anonimo di ambito lombardo

Titolo: Virgo lactans

Datazione: seconda metà del XIV secolo

Luogo di conservazione: battistero del complesso basilicale di Agliate, Carate Brianza (MB)

Collocazione: lato destro del catino absidale del battistero

Tecnica e materiali: affresco

Dimensioni: circa 50 x 30 cm

Stato di conservazione: discreto
Motivi della realizzazione: soggetto devozionale
Descrizione

Soggetto principale: virgo lactans o galaktotrophousa di carattere devozionale

Elementi presenti: figura in primo piano della Madonna allattante, parzialmente lacunosa sul lato sinistro. La vergine è assisa su un bassa panca, con il bambino accoccolato sul ginocchio destro. Con la mano sinistra, porge il seno destro al bambino e a sua volta il bambino regge il seno materno con la mano destra. Il Bambino, rappresentato nell’atto della suzione, sembra rivolgere lo sguardo verso le mani della madre, mentre la vergine guarda con tenerezza il figlio. La figura appare in una dimensione a-spaziale per la quasi totale assenza di elementi che costituiscano un’ambientazione o un fondale.

Tipo di rappresentazione: virgo lactans di tipo B-2-I (figura intera, seduta, con Bambino nell’atto della suzione)

Proporzioni e rapporti: la scena ha uno sviluppo tendenzialmente in verticale e sembra racchiusa in una cornice di colore rosso (molto sbiadita e lacunosa). L’affresco risulta sovrapposto ad altre pitture antecedenti.

Effetto d'insieme: l’insieme è piuttosto statico, ma non manca di trasmettere tenerezza
Analisi stilistica

Struttura compositiva: la struttura compositiva ha una vaga sembianza piramidale, che va dalle base (veste e piedi) fino alla testa e all’aureola della Madonna.

Linee e forme: le linee, di norma morbide, descrivono forme molto semplici. Il tratto è in genere medio-sottile, ma diventa più spesso in corrispondenza dei panneggi.

Cromie: i colori sono a contrasto chiaro e scuro, con abbondanza di blu sullo sfondo che richiama la veste della Madonna. Il manto della Vergine risalta per il suo colore bruno, mentre la linea della panca, di colore bruno chiaro, divide lo sfondo in orizzontale in due metà: quella superiore di colore blu e quella inferiore di colore bianco avorio. Presente anche il giallo nelle aureole e nella veste del bambino, a sottolinearne la regalità.

Volumi: la quasi totale assenza di chiaroscuro fa apparire la figura pressoché priva di volume. Qualche, seppur debole, accenno di tridimensionalità si può ritrovare sul manto della madonna, con un panneggio abbozzato in corrispondenza delle ginocchia e sul lato destro dell’osservatore. L’incarnato non presenta chiaroscuro, ma il volume è suggerito dallo spessore delle linee dei tratti del volto e delle mani. Nel complesso, si può dire che la figura appare bidimensionale.

Spazio: l’affresco è parzialmente lacunoso, perciò non è possibile fornire una valutazione accurata degli spazi. Tuttavia, come avviene in genere per i soggetti votivi, lo spazio è piuttosto ristretto. 

Luce/ombra: la luce è in genere diffusa e sembra provenire da un punto in alto a sinistra. I contrasti non sono netti e si trova un accenno di ombra sul lato sinistro della vergine (destro per l’osservatore).

Analisi tecnica: il colore è steso per ampie campiture. A un’analisi superficiale, non si  notano fasi di lavorazione.
Contesto storico-culturale

L’opera, datata intorno alla metà del XIV secolo, rappresenta il periodo iniziale di fioritura di questo tipo di raffigurazione. Come gran parte delle virgines lactantes dell’epoca, il carattere devozionale (tra l’altro qui molto evidente), supera di gran lunga il carattere didattico-teologico. 

Confronti
Il linguaggio figurativo e stilistico è riscontrabile in altre numerose opere con lo stesso soggetto. Ciò che rende questa raffigurazione particolare è la sua dimensione a-spaziale e il carattere quasi dimesso della Vergine. Più che per la sua valenza artistica (non proprio eccelsa), la Madonna del Latte del battistero di Agliate è importante per la datazione e per il luogo in cui si trova affrescata.

Il complesso di Agliate ospita un’altra raffigurazione della virgo lactans, più precisamente nella navata sinistra della basilica dei Santi Pietro e Paolo.

Claudia Migliari

Bibliografia

Beretta Rinaldo, Agliate e la sua basilica, Carate Brianza 1971
Besomi Ottavio, La Madonna di Sigirino, Pagine d’Arte, Tesserete 2008
Bonicalzi Laura,  Poretti Sara, Urizzi Francesca, Viotto Paola, Il latte della vita, Pietro Macchione editore, Varese 2015
Perego Natale, Una Madonna da nascondere, Cattaneo Editore, Oggiono 2005

Commenti

  1. Ottima e dettagliata descrizione, ricordo di una bella gita. Rosella

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