venerdì 17 febbraio 2017

E' passato il tempo in cui Berta filava

“È passato il tempo in cui Berta filava” è un'espressione legata a un aneddoto leggendario della storia europea del medioevo, il cui uso ricorre nei proverbi della nostra lingua per riferirsi ad un tempo lontano e concluso. 
Berta filava è una delle più famose canzoni scritte ed interpretate dal cantautore Rino Gaetano, pubblicata come singolo nel 1976. 
Hanno voluto farci credere che il titolo scelto da Rino si riferisse al proverbio legato alla figura storica, leggendaria meglio dire, di Berta.
Vi dimostrerò, grazie anche alle parole dello stesso cantautore, che siamo di fronte ad un falso storico della musica italiana.
Rino era profondo e politicamente attento.
La domanda sorge spontanea in tutti noi: chi è la Berta che filava secondo la storia?
La donna cui si fa riferimento dovrebbe essere la regina Bertrada di Laon, moglie di Pipino il Breve e madre di Carlomagno. L'esistenza e la circolazione del proverbio risale a prima dell'epoca rinascimentale, poiché era viva già prima del Cinquecento. Il detto si riferisce a un episodio storico da cui il troviero Adenet le Roi, vissuto tra la metà del Duecento e l'inizio del Trecento, trasse un romanzo la cui protagonista era chiamata Berta dal gran piede, poiché aveva un piede più lungo dell'altro. La ragazza, promessa sposa di Pipino il Breve, durante il viaggio per raggiungere il futuro marito, fu sostituita con la figlia della sua dama di compagnia, ma riuscì a fuggire e trovò asilo nella casa di un taglialegna presso il quale visse per anni mantenendosi con il lavoro di filatrice. In seguito la sostituzione fu smascherata, permettendo a Berta di prendere il posto sul trono.
Rino Gaetano ha voluto reinterpretare questa leggenda?
Assolutamente no.
Devo proporvi un salto indietro nel tempo.
Il 1976 si aprì con una crisi di governo, allora presieduto da Aldo Moro. Il presidente aveva ampiamente dimostrato, a partire dal 1974, d'essere disposto ad una apertura nei confronti del partito comunista italiano, all'epoca pilotato da Enrico Berlinguer. La linea-Moro non piaceva al Partito Socialista Italiano, che il 7 gennaio dello stesso anno decise di ritirare il sostegno al governo, che si dimise nelle ore seguenti. Nelle settimane successive la Democrazia Cristiana decise di riformare il governo, affidandolo nuovamente ad Aldo Moro.
La linea della DC si basava sull'avere esclusivamente propri ministri, senza dover ricorrere ad altri partiti, grandi o piccoli che fossero.
Il problema politico fu acuito dall'esplodere di due scandali di grande rilievo: il finanziamento ad alti esponenti della DC da parte degli Stati Uniti e lo scandalo Lockheed, ovvero il fatto che alcuni esponenti politici italiani avessero ricevuto tangenti per l'acquisto di aerei militari. Lo scandalo Lockheed ebbe un impatto devastante sulla politica italiana, tanto da indurre Aldo Moro alle dimissioni ed il presidente della Repubblica allo scioglimento delle camere.
Il Partito Comunista sognava lo storico sorpasso ai danni della Democrazia Cristiana.
Il 20 giugno del 1976 si giunse alle sospirate elezioni. Il PCI raggiunse il suo massimo storico portandosi al 34,4%, ma il sorpasso rimase un sogno. La DC si attestò al 38,7%, quattro punti percentuali sopra ai comunisti. Il PSI non raggiunse il 10%, per l'esattezza il 9,6%, e decise di cambiare la guida, passando da Francesco De Martino a Bettino Craxi.
Il blocco di sinistra si attestava intorno al 45%, stessa percentuale che raggiunse il blocco di centro, DC insieme a Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale e Partito Socialdemocratico.
Il problema del giugno 1976 era il seguente: come formare un governo?
Il Partito Comunista poteva entrare nel governo con la Democrazia Cristiana?
Gli Stati Uniti cosa avrebbero pensato?
Jimmy Carter, candidato presidenziale americano, disse che poi se il PCI fosse entrato nel governo italiano non sarebbe stata una tragedia.
Dopo enormi lavori di tessitura, parola non a caso, tra gli esponenti politici il PCI decise di non entrare nel governo che andava formandosi, ma partecipò alla spartizione delle cariche istituzionali dello Stato: Amintore Fanfani, democristiano, divenne presidente del Senato, mentre Pietro Ingrao, comunista, fu nominato presidente della Camera.
Il governo fu un monocolore della Democrazia Cristiana guidato da Giulio Andreotti.
Il giorno dell'insediamento Enrico Berlinguer disse che il PCI aveva deciso per l'astensione poiché metteva il bene del paese davanti alle questioni di opportunità politica.
Nel frattempo lo stesso partito si era preso la carica di presidente della Camera.
Il governo Andreotti del 1976 passò alla storia come il Governo della non sfiducia o delle Astensioni. Lo stesso Giulio Andreotti disse alla Camera: “ho pertanto proposto al Capo dello Stato la nomina di ministri che oggi con me si presentano per ottenere la fiducia, o almeno la non sfiducia del Senato e della Camera dei Deputati”.
Sembra passato un secolo, forse.
Il governo ottenne la fiducia, o almeno la non sfiducia delle Camere.
Vi risparmio i giochetti da politicanti per ottenere il numero legale senza che il non voto degli astenuti, che al Senato equivaleva a voto contrario, superasse quelli dei favorevoli.
Furono settimane di vero equilibrismo politico. I protagonisti furono Andreotti e Moro per la DC e Berlinguer per il PCI.
Il periodo storico è chiaro.
Rino Gaetano e la canzone Berta Filava come entrano in tutto contesto?
Ripropongo il testo per rendere comprensibili i collegamenti che seguiranno:
Berta filava e filava la lana, la lana e l’amianto
del vestito del santo che andava sul rogo
e mentre bruciava urlava e piangeva
e la gente diceva: Anvedi che santo vestito d’amianto
E Berta filava e filava con Mario e filava con Gino
e nasceva il bambino che non era di Mario che non era di Gino
E Berta filava, filava a dritto, e filava di lato
e filava, filava e filava la lana
E filava, filava E filava, filava E filava, filava
E filava, filava E filava, filava E Berta filava
e Berta filava e filava la lana, filava l’amianto
del vestito del santo che andava sul rogo
e mentre bruciava urlava e piangeva
e la gente diceva: Anvedi che santo vestito d’amianto
E Berta filava, filava con Mario, filava con Gino
e nasceva il bambino che urlava e piangeva
e la gente diceva: Anvedi che santo
Nel 1976 quale personaggio politico riusciva a tessere rapporti tra i partiti, e quindi a filare la lana?
Aldo Moro.
Nella mente di Rino Gaetano, la Berta che filava la lana era Aldo Moro?
Il democristiano filava, o tesseva rapporti, con Gino e Mario.
Potrebbero essere i segretari dei partiti dell'arco governativo: Psi, Psdi, Pri e Pli.
Aldo Moro tesseva rapporti con i politici al fine d'ottenere un governo per il paese?
Il figlio lo possiamo identificare con il Governo?
Vi è un secondo personaggio all'interno della canzone: il santo che andava sul rogo.
Chi potrebbe rappresentare per Rino Gaetano?
Enrico Berlinguer.
Gianni Agnelli, potente capo di Confindustria, aveva ribadito che i democristiani non potevano scendere a patti con il PCI, che da parte sua doveva rinunciare a qualsiasi posizione all'interno del governo per non fermare il paese.
Berlinguer si trovava tra due fuochi: da una parte Aldo Moro, con cui trattava segretamente, e dall'altra il mondo sociale e politico del paese.
Moro dopo aver trattato con i partiti minori riuscì a far nascere un governo, affidato ad Andreotti, senza riconoscere cariche all'interno dello stesso agli esponenti di tali partiti.
Tutta questa costruzione sembrava reggere nella mia testa.
Sembrava.
Cercando contributi mi sono imbattuto in un audio relativo ad un concerto di Rino Gaetano in Puglia.
Correva il 1977.
In sottofondo le note di Berta Filava.
All'improvviso la voce di Rino tuona: “vorrei ricordare un grosso personaggio che è nato a pochi passi da qui, è nato a Maglie. È uno dei più grossi calzaturieri. È uno che ha fatto le scarpe a tutta Italia. E' uno che ha la freccia bianca in testa. Lui ha inventato diversi termini. È un grosso filologo. Ha inventato le convergenze parallele e la congiuntura, tutte queste cose che tendono a non chiarire nulla. È una cosa dispersiva. Io l'anno scorso ho scritto una cosa ancora più dispersiva, dedicandola a questi grossi personaggi del mondo della politica e di altri mondi. Questa sera la voglio dedicare a questo personaggio che ha fatto le scarpe a tutta Italia”.
Chi ancora si ostina a sostenere che la canzone Berta Filava è collegata alla leggenda della madre di Carlomagno mente, sapendo di mentire.
Lo stesso Rino Gaetano ammise pubblicamente d'averla dedicata a grossi personaggi del mondo della politica e di altri mondi.
Perché parlò di mondi diversi dalla politica?
Quale evento colpì profondamente l'immaginario del paese nel 1976?
Lo scandalo Lockheed.
Le parole “Berta filava, filava con Mario, filava con Gino e nasceva il bambino che urlava e piangeva” assumono, ora, un significato ed un senso compiuto.
Quali personaggi risultarono coinvolti dalle accuse?
I ministri Luigi, o Gino, Gui e Mario Tanassi.
Lo scandalo colpì lo Stato nel profondo: furono coinvolti il Generale di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare e il presidente di Finmeccanica, che riuscì ad evitare l'arresto fuggendo in Messico. Inoltre l'indagine insinuò forti dubbi su l'ex presidente del Governo Mariano Rumor e sul Presidente della Repubblica in carica, il senatore a vita Giovanni Leone.
Secondo Rino Gaetano, Berta filava, filava con Mario, Tanassi, filava con Gino, Gui.
La canzone non era riferita ad Aldo Moro ma a lui era dedicata.
Non ho dato risposta alla domanda principale: chi era quella Berta che filava con tutti?
Potrebbe essere Robert Gross, detto Bert, storico presidente di una delle compagnie aerospaziali più importanti della storia?
Lo storico presidente identifica la compagnia, Gino e Mario due ministri coinvolti nello scandalo.
Perché Rino scrisse e cantò che Berta filava con Mario, filava con Gino, e nasceva il bambino che non era di Mario e non era di Gino?
Probabilmente per spiegare che i due furono utilizzati come capri espiatori. 
Mario Tanassi e Luigi Gui dovevano coprire personaggi molto più importanti.
Dovevano coprire l'ex presidente del Consiglio Mariano Rumor?
La loro funzione consisteva nel nascondere Giovanni Leone?
La canzone fu scritta e cantata nei momenti in cui lo scandalo prendeva forma e si dipanava in tutto il mondo.
Se non loro, chi dovevano salvare?
Forse aveva ragione lo stesso Rino quando cantava beati i critici e gli esegeti di questa mia canzone.

Fabio Casalini

2 commenti:

  1. Buongiorno Fabio, mi piace molto questa tua interpretazione e come hai collegato con una logica perfetta i fatti e il testo di Rino.
    Direi che lo sai "leggere" molto bene, in modo non usuale, lasciando anche un ampio spazio di riflessione a chi ti legge.
    Effettivamente Rino sapeva scrivere fra le righe e con la musica atti di vera e propria denuncia nei confronti dei fatti a cui assisteva. Sta poi a chi legge cercare e trovare una spiegazione, in genere la più ovvia e semplice, tu cerchi sempre la via meno chiare, quella più complessa. Ancora una volta però non credo che qualcuno possa dire il contrario di quello che hai scritto: nomi, date, senso, tutto combacia perfettamente. Complimenti per questo scritto inusuale, si capisce il grande lavoro di ricerca e di collegamento che hai fatto. E' come se Rino avesse spiegato la sua canzone, per dire al mondo... non avete capito nulla! Rosella

    RispondiElimina
  2. Rino aveva una carica antagonista incredibile.
    Veniva dal basso, dal popolo.
    Avrà commesso errori, come tutti, ma ha lasciato uno spaccato perfetto degli anni settanta.
    Sta a noi rileggere le sue parole con gli occhi non bendati dalle convenzioni.
    Le convenzioni per loro stessa natura sono imposte da chi non vuole fare conoscere.
    Grazie per il bellissimo commento.

    Beati sono i critici e gli esegeti di questa mia canzone.

    Fabio

    RispondiElimina