sabato 21 gennaio 2017

Pietro d'Abano e il cadavere dissotterrato per il rogo


Pietro d'Abano, latinizzato in Petrus Patavinus, fu celebre medico e filosofo italiano del medioevo. Nacque nel 1250 in Abano, villaggio della provincia di Padova ai piedi dei colli Euganei.
Pietro fu uno dei più colti scienziati dei suoi tempi, ed i suoi scritti donano ai posteri una grande impronta di originalità. Fu tenuto in considerazione come uno dei principali rinnovatori della vera scienza in Italia. 
Amico di Marco Polo, visse a lungo a Costantinopoli per imparare il greco e l'arabo, studiando in originale i testi di Galeno e Avicenna. La partenza dal Veneto potrebbe considerarsi una fuga poiché in patria lo inseguiva l'accusa d'aver partecipato ad un omicidio.
Le notizie sulla vita di Pietro sono scarse e lacunose, purtroppo.
Tornò in Veneto per dirigersi a Parigi dove insegnò medicina, filosofia e astrologia all'università. In questo periodo subì il primo processo per eresia ma fu rilasciato grazie all'intervento del papa. L'anno esatto dell'incriminazione dovrebbe essere il 1300. Non è conosciuto l'anno in cui fu rilasciato.
Nel 1306 fece ritorno a Padova per insegnare nella locale università. 
Immediatamente fu agguantato dalla Santa Inquisizione. 
Subì un secondo processo, per negromanzia, senza incorrere nella sentenza definitiva, ossia il rogo purificatore. 
Perché la sua dottrina lo fece inquisire come negromante?
Cos'è la negromanzia?
La negromanzia, che deriva da una parola greca composta da altre due ovvero morto e predizione, è una forma di divinazione in cui i praticanti cercano di evocare spiriti e defunti. A partire dal medioevo la negromanzia fu associata alla magia oscura e all'evocazione di demoni. 
Perché Pietro d'Abano fu accusato di praticare la negromanzia?
Questo difficilmente lo potremmo scoprire, sappiamo però che il medico e filosofo portò nel nostro paese un insieme di conoscenze e concetti ignorati in precedenza. 
Pietro d’Abano non credeva che i pianeti fossero spiriti, quanto piuttosto corpi fisici superiori, che muovono ed influenzano in modo naturale gli esseri terreni, in particolare il corso delle malattie e la salute dell’uomo. L’astrologia-astronomia si configura dunque scientia licitae non ‘superstiziosa”. Una scienza “lecita” dunque, basata su cause del tutto naturali, che non contrastava soprattutto con le leggi divine dato che gli astri, nella visione di Pietro d’Abano, rappresentavano le “cause intermedie” tra Dio, l’origine di tutto, e gli eventi terreni. Questi accenti forse spiegano il motivo dei vari processi che Pietro dovette subire, senza che ci sia bisogno di ammettere da parte sua alcuna attività di mago o negromante. 1
La realtà spesso supera la fantasia dell'uomo moderno. 
Su Pietro d'Abano circolavano in Padova voci circa il fatto che avesse appreso le sette arti liberali da altrettanti spiriti, che egli stesso aveva rinchiuso in un'ampolla di cristallo, e che fosse capace di far tornare il denaro speso nella propria borsa.
Vox populi, vox Dei.
La voce del popolo, la voce di Dio.
Le accuse di negromanzia scavarono nell'ambiente più torbido ma anche più conosciuto dell'epoca. Il negromante Pietro comandava l'occulto!
Specchi, drappi e cerchi.
Cieli neri, lampi e lingue di fuoco.
Strane figure che appaiono dalle pareti e si aggrovigliano in un processo di moltiplicazione.
Potere della fantasia e della superstizione, mai sopita nel genere umano.
Torniamo alla realtà dei fatti.
Durante il soggiorno padovano, probabilmente, ispirò Giotto nella stesura pittorica del ciclo che ornava Palazzo della Ragione. Il ciclo andò perduto a causa di un incendio che si sviluppò nelle stanze del palazzo. Fu rifatto, dopo il 1420, da alcuni pittori seguendo il medesimo schema iconografico. Il ciclo è suddiviso in 333 riquadri e si sviluppa su tre fasce sovrapposte. Risulta uno dei rarissimi cicli astrologici medievali giunti sino a noi. 
La decorazione pittorica, dovuta a Niccolò Miretto e Stefano da Ferrara, si svolge nelle "tre fasce superiori" delle quattro pareti su oltre 200 metri lineari (il punto di partenza è l'angolo sud-est, parete su piazza delle Erbe, segno dell'Ariete). Il tema astrologico è diviso in dodici comparti corrispondenti ai mesi, articolati ciascuno in tre fasce di nove ripiani. Ogni comparto comprende le raffigurazioni di un apostolo, dell'allegoria del mese, del segno zodiacale, del pianeta, delle occupazioni tipiche, dei mestieri, delle costellazioni: tutto intorno sono rappresentate le attività e i caratteri individuali delle persone definiti dalle influenze astrali, a loro volta legate alla data di nascita e all'ascendente. Nella "fascia inferiore" sono raffigurate le insegne dei giudici (dischi), simboleggiate da animali, a cui si aggiungono le virtù cardinali e le virtù teologali, i Santi protettori di Padova.
Ma non gran tempo dopo aver ispirato il sommo artista fu, nuovamente, accusato d'eresia.
I capi d'imputazione erano 53.
I motivi alla base dell'accusa quali possono essere stati?
L'aver impugnato l'esistenza dei demoni, l'aver dubitato della vera resurrezione di Lazzaro e l'aver avanzato dubbi su altri punti facenti parte del dogma della chiesa.
I preti inquisitori d'allora lo agguantarono per le strade di Padova e lo tradussero nelle carceri cittadine per sottoporlo a nuovo processo. 
Durante lo svolgimento del procedimento morì.
Correva l'anno 1316, forse il 1315.
Del passato non v'è certezza in talune occasioni.
Fu sepolto, in onta al volere degli inquisitori, nella chiesa di Sant'Antonio.
Il tribunale dell'inquisizione, implacabile, lo volle perseguire estinto, pubblicando la sentenza di condanna e bruciandolo in effigie. 2
La morte fisica, avvenuta probabilmente in seguito al rigoroso esame, consente a Pietro di sorpassare la storia e d'entrare nella leggenda. Il medico e astrologo fu ritenuto, erroneamente, l'autore di alcuni testi di magia bianca e nera, come l'Heptameron o libro delle evocazioni, all'interno dei quali si narra di cerchi magici, di esorcismi e di riti per evocare gli angeli o i geni delle ore e delle stagioni. Le cerimonie descritte nel testo conducevano all'utilizzo di profumi, acqua santa, vasi di terra e fuochi per evocare gli spiriti, benigni i maligni che fossero.
I filosofi arabi sono del parere che alcuni individui si sollevino oltre le forze del corpo e della sensorialità e superando queste con l'ausilio del cielo e delle intelligenze giungano ad assumere entro di loro una forza divina. 
Pietro d'Abano studiò a stretto contatto con questi pensatori durante il soggiorno a Costantinopoli. 
Ritornò in Italia con un bagaglio di idee sino ad allora sconosciute sul suolo italico.
La figura di Pietro si colloca a cavallo tra duecento e trecento e sul difficile crinale tra medicina e astrologia. 
La mentalità ristretta dei frati inquisitori contribuì alla diffusione delle leggende sulla figura, carismatica, di uno scienziato dotato di grande ingegno ed intelletto. 
La riesumazione del cadavere per costringere il popolo allo spettacolo del fuoco, appartiene alle forme di controllo delle masse da sempre praticate dal potere, sia esso politico che religioso.


Fabio Casalini


Bibliografia

Prioreschi Plinio – A history of medicine - 2003

Seller Fabio – La fondazione epistemologica dell'astrologia in Pietro d'Abano – 2009

Panetto Monica – La lezione di Pietro d'Abano a 700 anni dalla morte – 25 giugno 2015

Centro studi Il Convivio – La storia esemplare di Pietro d'Abano – 2011

Il Mattino di Padova – Per Pietro l'eretico, il rogo dopo la morte – 16 marzo 2016

Tamburini Pietro – Storia generale dell'Inquisizione – Bastogi 1862

Ludwig Tieck – Pietro di Abano – Il flauto magico 1993
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1 Valeria Sorge – prefazione al libro La fondazione epistemologica dell'astrologia in Pietro d'Abano di Fabio Seller


2 A seguito della condanna il suo cadavere fu dissotterrato per essere arso sul rogo


2 commenti:

  1. Ciao Fabio, anche oggi conosco un nuovo eretico. Molto bella la struttura dell'articolo, precisa ed esplicativa. Peccato non avere altre notizie su di lui. Forse l'opera di cancellazione da parte dei frati ha avuto buon esito sugli atti processuali, ma non sull'uomo, giunto fino a noi grazie alla tua penna. I cassetti dell'inquisizione sono ancora pieni di storie da raccontare. Aspetto la prossima. Bellissimo lavoro di ricerca. Grande impegno come sempre. Grande passione. Rosella

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    1. Rosella i cassetti dell'inquisizione sono tenuti ben chiusi.....
      Ancora oggi molti sostengono che sia stato un bellissimo ed utilissimo strumento giuridico, forse il primo democratico della storia.
      Ah si?
      Le stesse persone si fermano alla storia ufficiale che vede il numero delle vittime ridotto a qualche migliaio, quando sappiamo che debbono essere misurate nell'ordine delle decine di migliaia...
      E se fossero anche poche migliaia?
      Un'istituzione religiosa aveva il diritto d'uccidere anche una sola persona?

      Fabio

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