Pietro Cambiani di Ruffia

La costruzione dell’ antica chiesa di San Domenico a Torino fu iniziata nella seconda metà del tredicesimo secolo ed è legata al periodo dell’ inquisizione. Nel suo interno è piena di lapidi e sepolcri e vi è un archivio che racconta sotto il profilo storico e ambientale sette secoli di vita cittadina.
Nel medioevo l’ inquisitore era scelto fra i padri Domenicani (i fedeli cani del Signore) e abitava in un piccolo chiostro situato all’ angolo di via Bellezia con via San Domenico, Il Tribunale dell' Inquisizione di Torino ebbe molti importanti esponenti, tra cui Pietro Cambiani di Ruffia. 
Un inquisitore ucciso barbaramente, diviene un martire per la Chiesa cattolica, mentre per altri è solo una vittima di un fenomeno religioso, politico e sociale, di un determinato periodo storico, di cui era stato un protagonista non sempre in positivo. Nati alla fine del XII secolo e, nel corso dei secoli, assai diversi nel loro funzionamento, a seconda degli stati in cui operavano, i tribunali dell’ inquisizione dovevano difendere la fede dalle eresie e erano divenuti in alcune occasioni anche lo strumento con cui i vari sovrani controllavano i loro territori. In seguito dopo la nascita della Riforma Luterana anche le varie chiese protestanti e calviniste attuarono un sistema simile di difesa del proprio credo religioso. I frati Domenicani, erano etichettati come degli intransigenti, difensori del credo e per questo fatto pagarono in alcuni casi un tributo di sangue. 
Il beato Pietro Cambiani è il protomartire degli inquisitori piemontesi, al suo successore, il beato Antonio Pavoni, toccò la stessa sorte, la domenica in Albis del 1374 a Bricherasio, come pure al beato Bartolomeo da Cervere nel 1466. 
Pietro, di nobile famiglia, nacque a Ruffia (Cuneo), intorno all’anno 1320. A sedici anni abbandonò gli agi familiari per entrare tra i Domenicani del convento di Savigliano dove studiò brillantemente la Sacra Scrittura, la teologia e il diritto. Era dotato di eccellenti doti umane e dottrinarie che gli valsero la fama di grande oratore. Ricercato per i preziosi consigli, il suo nome giunse fino a Roma, tanto che il Papa Innocenzo VI lo nominò, nel 1351, inquisitore generale per il Piemonte e la Liguria.
Torino, che già assumeva le caratteristiche di una capitale, era la sede del tribunale dell’inquisizione che come già riferito si trovava nelle immediate vicinanze dell’antica chiesa di S. Domenico. Li Pietro aveva la sua dimora con vicino alcune stanze adibite a carcere speciale.
In quel tempo il problema più grave per le gerarchie ecclesiastiche era rappresentato dai Valdesi. L’ispiratore del nuovo movimento religioso era un mercante francese, Pietro Valdo, che nel 1173 aveva rinunciato ai suoi beni per praticare e predicare la povertà. Il movimento, aveva conosciuto un rapido sviluppo, raggiungendo alcune valli piemontesi. La loro dottrina confutava il potere dei sacerdoti, l’utilità degli edifici di culto e delle indulgenze, negava la venerazione dei santi e il purgatorio. Pietro Cambiani dotto in scienza e dottrina, conosceva bene il territorio piemontese maggiormente esposto al pericolo e per questo era stato appositamente scelto come predicatore e inquisitore. Molto pio, zelante nel suo ufficio, instancabile, per quattordici anni operò fra Torino, e le valli della regione. Si spostava a piedi per le strade di montagna, sopportando enormi. fatiche vista la gravosità del compito, chiedeva forza al Signore, fortificando il proprio spirito con preghiere, penitenze e digiuni. Convertì molti eretici e difese interi paesi dall’abiura, con un ardore e un impegno eccezionali che però furono causa di molte inimicizie.
Il 2 febbraio 1365, celebrata la S. Messa della Presentazione del Signore nella chiesa francescana di Susa, due sconosciuti giunti dalle Valli di Lanzo, che vennero poi subito etichettati come valdesi, gli chiesero un colloquio appartato. Nel chiostro lo pugnalarono a morte per poi fuggire. L’omicidio suscitò grande emozione perché era avvenuto in un edificio sacro, un vescovo dovette in seguito purificare il luogo del delitto. I Savoia, con una dura repressione, aumentarono il presidio del territorio. 
La fama del martirio di Pietro Cambiani fu tale che ne parlarono come Papa Gregorio XI nel 1375 e San Vincenzo Ferreri santo domenicano spagnolo nel 1403. Qualche tempo dopo la sua morte circolava un’incisione in cui gli assassini non era più effigiati come valdesi ma come demoni. Satana aveva ordito un complotto per eliminare l’ inquisitore. Il corpo rimase a Susa fino al 7 novembre 1516, quando fu traslato solennemente nella chiesa torinese di S. Domenico a Torino. Vi era un affresco che lo ritraeva, ora scomparso. Oggi le reliquie si trovano nella navata di sinistra della chiesa. Papa Pio IX il 4 dicembre 1865, nel quinto centenario della morte, ne confermò il culto.
E come scriverà uno dei sui successori Aimone Tapparelli l’unica salvezza è servire Dio il resto è illusione….

Luciano Querio

Commenti

  1. E' sempre molto piacevole e istruttivo leggerti! Grazie Luciano, Rosella

    RispondiElimina

Posta un commento