venerdì 23 dicembre 2016

Il Dio Sole Invincibile

Nel Rinascimento si formò l'idea che il cristianesimo sia stato pesantemente influenzato dal mitraismo e dal culto del Sol Invictus, o addirittura che trovi in loro la sua radice vera.
Esistono fonti che ci permettano di comprendere l'influenza del culto solare nei confronti del cristianesimo? 
V secolo, Roma.
Papa Leone I scriveva: «È così stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa s’inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che è ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza d’ossequio a questo culto degli dei.» [1]
Il Sol Invictus, per esteso Deus Sol Invictus, era un appellativo religioso usato per diverse divinità nel tardo impero romano, tra cui Helios, El-Gabal e Mitra, che finirono per essere assimilate in un monoteismo solare.
Il culto del Sol Invictus ebbe origine in Oriente, dove le celebrazioni del rito della nascita del Sole prevedevano che i celebranti, ritiratisi in appositi santuari, uscissero a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un infante. Questi riti si celebravano in Egitto e Siria.
L’usanza sparì con la diffusione della nuova religione?
Cosma da Gerusalemme testimonia che ancora nel VII secolo s’effettuavano tali cerimonie nella notte tra il 24 ed il 25 dicembre.
Possiamo affermare che ancora nel 600 le celebrazioni della vergine che partorisce il Sole si effettuavano in paesi dell’Oriente.
Una domanda sorge spontanea: quando il Dio Sole Invitto entrò nelle celebrazioni dei romani?
Il culto acquisì importanza nella città di Roma grazie all’imperatore Eliogabalo che tentò d’imporre il culto d’Elagabalus Sol Invictus, il Dio Bolide della propria città natale, Emesa in Siria. L’imperatore fece costruire un tempio dedicato al nuovo Dio sul Palatino. La morte violenta dell’imperatore, nel 222, comportò la cessazione delle celebrazioni. Tale avvenimento ricorda gli accadimenti dell’Antico Egitto dove il faraone Akhenaton cercò d’imporre il monoteismo, tramite la sostituzione dei culti precedenti con quello relativo al Dio Aton. Alla morte del faraone, il dio e la rivoluzione religiosa d’Akhenaton furono coperti da damnatio memoriae. Una piccola differenza esiste: le celebrazioni continuarono fuori delle mura di Roma, ma all’interno dei confini dell’impero. 
Nel 272, Aureliano riuscì a sconfiggere la Regina Zenobia del Regno di Palmira grazie all’intervento, provvidenziale, delle truppe della città stato d’Emesa. L’imperatore ammise d’aver avuto la visione del dio Sole d’Emesa che interveniva in aiuto delle truppe. L’imperatore fece ritorno a Roma con le truppe ed i sacerdoti del Dio Sol Invictus, ufficializzando così il culto solare d’Emesa. Edificò un tempio sul Quirnale e creò un nuovo corpo di sacerdoti, i pontifices solis invicti.
Possiamo pensare che Aureliano cercò di unificare, sotto le sembianze del Sol Invictus, varie divinità presenti nell’impero?
Vorrei ricordare che Giove e Apollo erano identificati con il sole.
Tertulliano asserì che molti romani pensavano che i cristiani adorassero il Sole.
Aureliano fece del Dio Sole la principale divinità dell’impero romano. Con molte probabilità risale al periodo dell’imperatore la nascita della festa solstiziale del Dies Natalis Solis Invicti, in altre parole il giorno di nascita del Sole Invitto. 
La data che fu scelta s’innestava con la festa più antica ed importante dell’impero, i Saturnali.
Quale data fu scelta?
Il 25 dicembre come data per la celebrazione del Solo Invitto è riportata solo nel Cronografo del 354.[2]
Nel regno di Licinio la celebrazione del Sol Invictus si svolse il 19 dicembre. [3]
La celebrazione avvenne in date diverse dal 19 o dal 25 dicembre: vi sono esempi che avvenisse dal 19 al 22 d’ottobre.[4]
Le celebrazioni legate al Dio Sole come s’intersecano con la nuova religione?
Legami tra il Sole e la figura del Messia compaiono in una profezia biblica di Malachia: « la mia giustizia sorgerà come un Sole e i suoi raggi porteranno la guarigione...il giorno in cui io manifesterò la mia potenza, voi schiaccerete i malvagi.»[5]
Le associazioni tra il Sole e il Messia appaiono anche nei manoscritti del Mar Morto: « La sua parola è come parola del cielo; il suo insegnamento è secondo la volontà di Dio. Il suo eterno Sole splenderà e il suo fuoco sarà fulgido in tutti i confini della terra; sulla tenebra splenderà. Allora la tenebra sparirà dalla terra, l'oscurità dalla terraferma. »[6]
La prima testimonianza del Natale cristiano, successiva al Cronografo del 354, risale al 380, grazie ai sermoni di Gregorio di Nissa.
La festa del Natale di Cristo non è riportata negli antichi calendari delle feste cristiane: gli adepti della nuova religione prediligevano altre festività quali la Pasqua, l’Epifania e il concepimento. 
Il 380 lo possiamo definire uno spartiacque: la religione del Sol Invictus restò in uso sino all’editto di Tessalonica del 27 febbraio, con cui Teodosio stabiliva che l’unica religione di Stato era il Cristianesimo di Nicea.
Le religioni imposte per legge con gran difficoltà attecchiscono immediatamente.
Il culto del Sole continuò ad attraversare i secoli.
XII secolo, verso la fine.
Un vescovo siriano ammette: «Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la "vera" Natività doveva essere proclamata in quel giorno.»
Jacob bar-Salibi, vescovo siriano, permette di comprendere come alla fine del XII secolo ancora si ricordava la sovrapposizione del culto solare con il cristianesimo delle origini.

Fabio Casalini









[1]Sermone tenuto da Papa Leone I nel Natale del 460
[2] Il Cronografo è un calendario illustrato per l'anno 354, accompagnato da altri testi e illustrazioni, opera del calligrafo Furio Dionisio Filocalo, il cui nome è riportato nella dedica sulla prima pagina del codice, offerto ad un aristocratico romano di fede cristiana di nome Valentino. Secondo gli studiosi il Cronografo contiene documenti risalenti almeno al 336
[3] L’ordine ufficiale dato all’esercito di Licinio di celebrare la festa il 19 dicembre, è contenuta in un’iscrizione citata in “Official Policy towards Oriental Cults in the Roman army” di Allan Hoey, 1939
[4] Secondo il Cronografo del 354 in quelle date si svolgevano i Giochi del Sole
[5] Libro di Malachia, 3, 20-21
[6] Giovanni Ibba - Qumran. Correnti del pensiero giudaico – Carocci, Roma, 2007

Immagini
1- Sol Invictus presso il Museo Nazionale Romano
2- Moneta coniata nel 216. A sinistra testa laureata. A destra il Sole tiene in mano il globo.
3- Rappresentazione di Mitra e del Sol Invictus presso i Musei Vaticani.
4- Moneta coniata nel 274. Aureliano con la corono radiata.
5- Moneta del tempo di Costantino con rappresentazione del Sol Invictus.
6- Mosaico del III secolo rinvenuto presso la necropoli cristiana sotto la Basilica di San Pietro. Tra le ipotesi la visione di Cristo rappresentano come il Dio Sole-Apollo.

8 commenti:

  1. La ricerca in questi ambiti non è dunque soltanto mia e di pochi altri caro Fabio, ne prendo felicemente atto a 33 denti. Tematiche che fuoriescono da vecchi schemi preordinati, pre-cristiani, poi cattolici o meno che fossero o siano. Il tuo articolo ruota attorno alla data del 25 dicembre e alla festa che ne deriva. Un culto però antecedente che fiorì attorno al V sec. a.C., parlo del culto mitriaico, che si estese poi in tutto il mondo cristiano, da Roma in Britannia, dalle rive del Reno al Danubio, in Siria e in Egitto.

    Gli stessi imperatori romani Commodo e Giuliano ne furono adepti, mentre Aureliano lo rese ufficiale con il culto al "Sol Invictus" (del sole mai vinto) diffusosi al punto di avere luoghi dedicati al dio Mitra, come ad esempio nel porto romano di Ostia, ma non solo se è vero che ne abbiamo riscontro pure a Carrawburgh in Inghilterra, nella fortificazione romana di Brocolita sul vallo di Adriano, dove nel 1876 si scoprì un tempio dedicato a Mitra fatto erigere da tre ufficiali romani, tali Marcus Simplicius, Aulus Cluentius,e Lucius Proculus. Il mitraismo perse gran parte della sua connotazione trasformandosi in seguito in una religione iniziatica.

    Altro che 25 dicembre della nostra era, il culto del dio Mitra nacque nel I millennio a.C. quando alcune tribù nomadi indoeuropee si stabilirono sull'altipiano di Susa (Iran), terra che prese il nome di "Ariana" "la terra degli ariani". In quel periodo la divinità indoariana Mitra divenne "Mithra", dio della luce e della guerra, del bene e del male, identificato in seguito come il sole, Mitra fu da allora rappresentato come un giovane biondo che infligge un pugnale nel collo di un toro, il sangue che ne scaturì portò a tutta una serie di venerazioni. Non vi è dubbio che il dio iranico fu nell'era cristiana il più valido antagonista di Cristo, giungendo alla ipotesi da te Fabio notificata che lo stesso cristianesimo non sia altro che una "varietà" derivata dal mithraismo, almeno in considerazione di alcune analogie fra le due correnti filosofico-religiose, che possono effettivamente creare qualche inquietante dubbio.
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles, sto cercando di chiudere il cerchio dalle Veneri preistoriche alle pietre su cui scivolavamo per favorire la fertilità.
      Su Mitra come avrai capito seguiranno articoli, sempre brevi per non appesantire eccessivamente le, tante, persone che leggono.
      Sono argomenti di cui, purtroppo, pochi parlano.
      Tra l'altro sono molto interessato al culto di Orfeo, che come saprai, in alcune illustrazioni è in croce come Cristo...

      Fabio

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  2. Ciao Fabio, anticipo gli auguri di feste serene a tutti voi, considerando non trovi tempo per altri interventi.
    Similitudini alla figura di Cristo si trovano in molti personaggi antichi, storici e non, Orfeo compreso, in Krishna in primis. A mio parere il messaggio di Cristo non viene mai meno in questi confronti. Non modificato o rimpicciolito, anzi, nonostante le improntitudini vandaliche umane che, nei secoli, lo hanno in certe circostanze fuorviato, sforzandosi di ridurlo a loro misura, gretta e umana, con le conseguenze deleterie sfocianti in sindromi mistiche ad uso di poteri temporali.

    Non sono un sociologo e non mi propongo di discutere qui (ma solo per motivi di spazio...) le profonde motivazioni sociali che sono esistite nei secoli dietro queste figure mistiche-misteriche che portarono a tutta una serie di "fenomeni" mai ben definiti. Certo, posso pensare che certe "storie" siano confluite in problemi religiosi-esistenziali che ci affliggono tutt'oggi.

    D'accordo quindi con te sull'accentuato misticismo dell'orfeismo, nel Culto di Delfi e nei Misteri. In successione il misticismo greco influenzò pure lo gnosticismo, il neoplatonismo e, in parte, come stiamo discutendo, anche il cristianesimo.
    Auguroni sentiti
    Malles

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    1. Tantissimi auguri di trascorrere delle serene giornate di riposo.
      Sono affascinanti i culti misterici, affermo questo avendo compreso quanto tu leggi e ricerchi in questo campo.
      I sincretismi e le sovrapposizioni sono argomento altrettanto affascinante, partendo dalla figura di Iside ed Horus...
      Quale fu il messaggio reale del Cristo?
      Siamo così sicuri che i vangeli ritenuti validi trasmettano quanto detto nel suo peregrinare su questa terra?
      Fabio

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  3. Il messaggio reale di Cristo? Me lo chiedo dall'età di 5 anni, ora ne ho 547 e ancora... Ancora due cose (sèee...) tra gli elementi in comune tra Cristianesimo e Zoroastrismo, uno dei quali è il sacrificio che per i Parsi consiste nell'ingerimento del "haoma" (vista non solo come pianta inebriante, bensì anche come un Dio e cioè il figlio dello stesso Ohrmazd, il creatore) quale "anticipo di vita eterna", il cristiano ingerisce l'ostia che rappresenta la Vittima della sua redenzione. Le correlazioni sono innumerevoli ed hanno una loro valenza se si considerano le dottrine dei molteplici culti orientali, filtrati attraverso quella zoroastrana, preparando di fatto il terreno a giudaismo e cristianesimo.

    Tu Fabio dicevi del messaggio di Cristo. Interessanti a mio avviso sono i testi di Nag Hammadi che si collegano ad alcuni testi "Apocrifi" rigettati dalla patristica. La nozione più straordinaria che esce dalle Scritture gnostiche è che il Creato non debba attribuirsi ad un'opera del vero Dio, ma ad un "demiurgo", cioè al Dio d'Israele. Così spiegava Gesù ai suoi Apostoli (dal vangelo di Tommaso) : "Mia Madre (il Dio d'Israele creatore della natura) mi diede la menzogna, la mia vera Madre (il Dio del regno spirituale) mi diede la vita (cioè l'anima eterna, preesistente al corpo), guai all'anima che dipende dalla carne". Nel "Vangelo di Verità" Gesù insiste:"l'errore ha fabbricato la materia".

    Come non convenirne quando in natura (tutta) si hanno obbrobri di tutti i tipi, dall'acaro all'orca. Anche tra gli insetti esiste il sadismo, la schiavitù e l'omicidio. Sappiamo di termiti kamikaze. Tra le migliaia di specie di formiche ci sono pure le formiche schiaviste Amazzoniche che rubano le "pupe" di altre colonie per usarle come operaie quando cresceranno. Si hanno anche le formiche fratricide del Giappone che praticano il cannibalismo in famiglia. L'elenco è lunghissimo, con le noti mantidi omicide e i ragni stupratori, ecc, ecc, ecc...(prima o poi ne scriverò in un libro). Chi ha immesso sto popò di patrimonio genetico? Bella eredità.
    Un saluto
    Malles

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    1. Chi l'abbia messo è domanda cui difficilmente troveremo risposta.
      Ho acquistato negli anni diversi libri che analizzavano i testi di Nag Hammadi, trovandoli spesso troppo "spessi" (scusa la ripetizione), troppo circolari nel loro incedere.
      Non li ho mai finiti, mea culpa, mea grandissima culpa.
      Penso che non li finirò mai....
      L'argomento è interessante, anche per la scoperta ed il rinvenimento, un po come la tomba di Tut....
      Il messaggio è parte di un credo, di qualcosa che appartiene all'essere umano singolo. Da ateo molto del materiale inserito nei vangeli non lo riconosco come storicamente attendibile, chiaramente altri lo considerano l'esatto contrario... un po come gli Ufo nell'arte... io posso negarli tutti portando a supporto spiegazioni attendibili ma se uno ci vuole credere, alla fine ci crede...

      Fabio

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  4. Ciao a tutti, penso che il mitraismo si debba relazionare con il cristianesimo in maniera non parallela. Non credo la professione di Nicea sia un derivato ma che piuttosto (vedi tutto il sistema celebrativo dei santi d'talia) sia stato assorbito

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    1. ciao Francesco, innanzitutto ricordiamo, per coloro che leggeranno in futuro l'articolo, che il mitraismo o mithraismo fu un'antica religione ellenistica, basata sul culto di un dio chiamato Meithras che apparentemente deriva dal dio persiano Mitra e da altre divinità dello zoroastrismo. A differenza dello zoroastrismo fu una religione misterica.
      Sulla relazione è interessante leggere Ilaria Neri quando afferma che gli studi di Testini hanno evidenziato "come ambedue i culti abbiano attinto a un repertorio figurativo comune, composto di segni e simboli di lunga tradizione, interpretato in modo funzionale ai nuovi contenuti che ciascuno intendeva esprimere. Le somiglianze iconografiche si ridurrebbero quindi a semplici coincidenze tematiche, completamente avulse da un qualunque tipo di dipendenza, in quanto entrambe espressioni artistiche derivate dallo stesso patrimonio iconografico."

      Fabio

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