sabato 24 settembre 2016

L'enfant du Temple, l'ultimo Re dei francesi

Giace ardente, nobile e sacro il senso più profondo del principio di umanità, negli animi innocenti dei bambini, nella vecchiaia priva d'odio dell'uomo, nella sua malattia e laddove giunge fiera la fragilità con quella sua amabile consapevolezza, di attimi d'amore tra due eternità

Simone De Bernardin


Si narra che portasse ogni mattina un piccolo fiore alla madre, colto nel paradiso utopistico degli uomini DIO, i maestosi Giardini di Versailles.
La brezza di antiche primavere sicuramente il volto gli baciarono, e le sue risate soavi ed ingenue tra i bossi cespugliosi crespi sino a crear labirinti sinuosi e forme armoniose, riecheggiavano come il canto di teneri ciuffolotti tra dei in marmo, uomini schiavi, fontane dorate e riccioli barocchi infestanti.
Il suo nome è Charles Capet, la sua colpa è il suo sangue, il suo avvenente fatal nome LUIGI XVII.
Le teste di Re Luigi XVI, e della Regina Maria Antonietta (Nove mesi più tardi), rotolarono festanti tra le gioie delle genti, ma non bastò, il piccolo venne con forza murato vivo in una tetra cella della Torre del Tempio,(antico castello templare; sottile la linea che cuce il mistero templare dell'ultimo maestro del tempio De Molay arso vivo nel 1314 che pronunciò prima di morire queste parole “La casa reale Francese cadrà definitivamente entro la 13° generazione da Filippo IV”, e Luigi XVI, 13° discendente di Filippo IV fu realmente l’ultimo Re) una sola branda priva di coperte, una vaso per i bisogni ed una fessura per l'accesso del cibo saranno gli ultimi suoi compagni.
Gli verrà negata ogni cosa, ogni ricordo, ogni affetto, perfino la grazia della luce diurna, di quei raggi solari che coloravano le sue stanze, il suo giardino, fu lasciato in preda alle tenebre, alla desolazione umana, finché non si lasciò appassire silenziosamente, senza alcun rumore, un gemito, solo uno, rapido come la sua venuta.

8 GIUGNO 1795, 178 GIORNI DI BUIO. 10 ANNI DI VITA.

Verrà in seguito sepolto senza nome in una fossa comune del cimitero di Sainte Marguerite a Parigi.
Il giorno seguente, quattro medici effettuarono l'autopsia, ed il dottor Pelletan, ne trafugò il cuore rubandolo.
Dopo successivi furti della reliquia per svariati anni, il cuore fu depositato nella cripta della basilica di Sant-Denis in un boccaccio di spirito di vino e nel 1999, due laboratori europei di biologia molecolare, ne estrassero il DNA confrontandolo con quello di un ciuffo di capelli della madre Maria Antonietta, dimostrando che il piccolo re fosse morto eclissando alcune teorie su di una sua possibile fuga e della continuità del suo ramo.

Simone De Bernardin 



Illustrazioni
1- Ritratto di Luigi XVII eseguito da Alexandre Kucharsky
2- Ritratto di Maria Antonietta e i suoi figli. Dipinto di Élisabeth Vigée-Le Brun
3- Luigi XVII ritratto per l'ultima volta alla prigione della Torre nel 1793 da Joseph-Marie Vien le Jeune.







2 commenti:

  1. Permettimi caro Simone un sentito complimento, sia per la "finezza" del caratteristico raccontare, fatto di attenzioni storiche, e sia sulla condivisibile poetica espressa. Una teleportation d'epoca, il tutto condensato in poche righe.
    Un saluto
    Malles

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  2. Troppo cortese Malles per le tue belle parole !! Grazie mille
    Simone

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