giovedì 22 settembre 2016

Cristoforo e la chiesa sul Naviglio a Milano

Sul santo e martire cristiano Cristoforo, raffigurato in molte icone e affreschi bizantini con le fattezze di Cinocefalo, vi sono diverse leggende. Personalmente prediligo quella che parla di un tale Reprobus (che diventò Cristoforo dopo il battesimo a seguito dell’illuminante incontro) descritto come un uomo burbero, corpulento e solitario che viveva in un bosco di cui era il padrone nella regione di Canaan (l’attuale territorio tra Libano e Israele) e faceva il traghettatore di fiume. 
Una notte uno sconosciuto fanciullo gli si presentò di fronte chiedendo di essere accompagnato sull’altra riva, egli acconsentì.
Nonostante la stazza, Cristoforo faticò non poco ad attraversare il fiume la cui corrente, secondo alcuni, si fece pure più vorticosa. Sembrava che la creatura che portava sulle spalle si facesse sempre più pesante ad ogni passo, allo stremo delle forze riuscì comunque a portare a termine la traversata.
Posato il passeggero a terra, con grande stupore dello sfinito traghettatore il bimbo rivelò di essere il Cristo spiegando che durante la traversata Cristoforo non portò solo il peso del fanciullo ma il peso del mondo. Da questo incontro seguì la conversione di Reprobus al cristianesimo e, dopo esser stato battezzato con il nuovo nome di Cristoforo, si recò in Asia Minore, sulla costa meridionale dell'Anatolia (la moderna provincia turca di Adalia) a predicare e li, nel 250, subì il martirio.
Milano ha dedicato una chiesa a Cristoforo, si trova sul Naviglio Grande a poche fermate di tram da Porta Genova e dalla movimentata movida dei Navigli. E’ tra le chiese più piccole di Milano ma allo stesso tempo tra le più suggestive e ricca di opere e affreschi rinascimentali alcuni di scuola dei Fratelli Zavattari ed altri di scuola del Bergognone tra cui la Madonna in trono con Bambino tra i santi Rocco, Antonio, Agostino e Sebastiano.
Come la chiesa di Santa Maria Incoronata, rappresenta una delle rare chiese doppie lombarde che comprende un edificio sulla sinistra di origine medievale e uno di destra, noto anche coma Cappella Ducale, edificato in epoca viscontea come voto per l’improvvisa cessazione dell’epidemia di peste che colpì Milano nel 1399. Credenza popolare vuole che l’epidemia si spense anche per intercessione di San Cristoforo.
Gian Galeazzo Visconti intitolò la chiesa oltre che al santo (protettore degli appestati e in tempi più recenti degli automobilisti), anche ai santi Giovanni Battista, Giacomo e alla beata Cristina, protettori della famiglia e in ricordo della vittoria sugli Armagnacchi ad Alessandria il 25 luglio del 1391.
Sulle facciate esterne sono tuttora visibili tracce di importanti frammenti di affreschi di scuola Lombarda. Alla chiesa si accede da un portone sormontato da un pregevole rosone a raggi intrecciati che da sulla piccola navata della chiesa impreziosita da un soffitto a cassettoni ancora molto ben conservato.
Gli interni, che sono stati unificati in un unico corpo nel 1625, fanno da cornice ad affreschi rinascimentali e statue lignee del 400, periodo in cui è databile anche Il piccolo campanile in cotto sul lato della chiesa. L’abside semicircolare è decorata con affreschi raffiguranti Dio con ai suoi lati i simboli dei quattro Evangelisti della scuola di Bernardino Luini.
Molta suggestiva la visita durante tutto l’arco di una giornata di sole ,che grazie al filtrare della luce da diverse angolazioni, permette di scoprire la chiesa in maniera sempre diversa ammirando i colorati riflessi delle vetrate sui muri e sul pavimento.

Marco Boldini

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