Ove giunse sera?

Ove giunse sera?
Miserabil sconfitta del dì!
o quiete fatal di cauta vita, 
di normal moto armonioso di tempo,
ove giace maledetta la follia? 
L'amabile impulso del rischio?
La vergine ignuda libertà?
Così palpabile da guastarne l'essenza
nel bacio dolente di labbra d'orizzonte.
Ove dormiente si posa lacrimosa la gioia d'animo?
Se severo penetra il giorno col suo dettato doveroso,
inumano al gagliardo spirito Romantico
selvaggio e nobile
della venerabile giovinezza!
Ove irraggia la speranza curiosa della scoperta?
Dell'eterno mutar della forma.
Dell'essenza
della vita.
Fui quindi sfiorato dall'oro sacro della Poesia,
Senza divenir in essa un canto,
ma un irrequieta creatura,
che conobbe la sua scia.


Simone De Bernardin

Commenti

  1. Molto bella Simone. Tenera. Lieve. Delicata. Profonda. Il mutamento costante, dello spirito, del corpo , ci accompagna tutta la vita. Tanto da faticare noi stessi a riconoscere la nostra metamorfosi. Bravo davvero. Rosella

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    1. Grazie mille Rosella per le tue parole. Simone

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  2. Ciao Simone, complimenti vivissimi. Poetica sublime a mio intendere, un universo ottocentesco di forma e di pensiero. Qui, come un novello Schliemann hai scavato e fissato nell'anima un'istanza profonda di essenza eterna.

    Consentimi Simone due parole sull'amica Rosella che, commentandoti, forse non se ne accorta, ma ha scritto a mio avviso, un'autentica lirica che, per l'occasione meritava un accompagnamento del relativo ellenico strumento a corde.
    Un abbraccio ad entrambi
    Malles

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  3. Grazie di cuore per questo messaggio!
    Simone

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