sabato 18 giugno 2016

Malleus Maleficarum, il libro che trasformò la donna in strega

Durante il primo periodo della storia moderna, dal 1450 al 1750, migliaia di persone furono processate per il reato di stregoneria: oltre la metà di loro fu condannata a morte, solitamente il rogo. 
La grande caccia alle streghe in Europa fu essenzialmente un’operazione giudiziaria. L’intero processo di scoperta ed eliminazione delle streghe, dalla denuncia alla condanna, si svolgeva nell’ambito e sotto il controllo del sistema giudiziario.
Tale sistema era talmente penetrante negli animi dei giudicati che molte donne, accusate di stregoneria si tolsero la vita, pur di sottrarsi al meccanismo infernale.
Occorre ricordare che alcuni studiosi hanno formulato l’ipotesi, fantasiosa ed inverosimile, che le streghe si togliessero la vita per sfuggire al controllo del demonio: per sottoscrivere quest’affermazione occorrerebbe insinuare il dubbio che il demonio possa esistere.
Nel periodo della grande caccia alle donne, accusate di stregoneria, non sempre i tribunali riuscirono a tenere sotto controllo gli abitanti dei villaggi, i quali molte volte decisero che la soluzione migliore, e più veloce, era quella di ricorrere alla giustizia sommaria: formavano dei comitati di salute pubblica ed in preda all’eccitazione giustiziavano le povere donne sommariamente.
Voglio inserire in questa situazione un’affermazione di Brian P. Levack: “Si può ipotizzare con una certa chiarezza che la netta maggioranza delle persone giustiziate per stregoneria, durante la grande caccia, fu processata e condannata in maniera formalmente legale”.
Dobbiamo fare uno sforzo e fermare il dolore che sale dalle viscere.
Molti accusano lo scrivente di non contestualizzare i fatti, gli accadimenti.
Una religione non dovrebbe perseguire l’obiettivo, chiaro e netto, di processare, torturare ed infine giustiziare, per il giusto tramite del braccio secolare, delle povere persone la cui unica colpa è di appartenere, spesso ma non sempre, alle categorie emarginate della società.
Non mi soffermo sulle leggi relative all’eliminazione di lebbrosi ed ebrei del periodo compreso tra il Trecento ed il Quattrocento, non è questo l’ambito idoneo.
Nel mio lungo peregrinare per i secoli passati sono giunto ad una semplice conclusione: se non si fosse creata l’evoluzione culturale e giuridica, la caccia alle streghe non sarebbe esistita, perlomeno nella forma e nelle dimensioni che finì per assumere.
Una seconda conclusione cui è giunto colui che vi scrive è la seguente: l’evoluzione culturale e giuridica furono cause necessarie ma non sufficienti al perdurare di un fenomeno che costò la vita a migliaia di persone.
Occorre un approccio diverso da quello predominante che liquida tuot-court il problema come puramente fantastico, o frutto di credenze popolari. Dovremmo sforzarci di capire perché a un certo punto della storia vi sia un’improvvisa e quasi morbosa attenzione per un fenomeno largamente conosciuto nei secoli precedenti, dal periodo pre-cristiano a quello longobardo. Teocrito parlava delle streghe della Tracia e della Tessaglia, Orazio parla di lamiae che mangiano i bambini e poi restituiscono i corpi intatti, infine Ovidio parla di striges come di uccelli rapaci che insidiano i bambini nelle culle. Avanzando nel tempo, la stria o striga è già documentata nell’Editto del re longobardo Rotari del 643.
Evoluzione culturale e giuridica non furono sufficienti.
Rivendendo la storia di quel periodo angusto ho trovato un altro fattore che potrebbe essere alla base dell’eliminazione delle donne: la nuova prospettiva religiosa.
Il cambiamento più importante fu la Riforma, movimento che frantumò la pretesa d’unità del cristianesimo medievale. Obiettivo della Riforma fu di riportare la Chiesa alla purezza delle sue origini cristiane.
Una domanda sorge in tutti noi: quale fu l’importanza di questa nuova prospettiva religiosa?
La prima risposta nasce spontanea: smosse i paesi cattolici a riformare a loro volta la Chiesa, portando alla nascita della Controriforma. Furono introdotte una serie di riforme amministrative e liturgiche che modificarono profondamente la Chiesa e che mutarono gli equilibri che si stavano creando. Un aspetto da ricordare è quello relativo ai missionari della Compagnia di Gesù, fondata in quel periodo storico, e d’altri ordini religiosi che s’impegnarono nell’opera di riconversione al cattolicesimo dei protestanti.
Rileggendo la storia appare azzardato attribuire alla riforma, o più in generale al mutato ordine religioso, la responsabilità della caccia alle streghe: i processi per il reato di stregoneria iniziarono cento anni prima rispetto al momento in cui Martin Lutero affisse le sue 95 tesi nella chiesa del castello di Wittenberg.
La convinzione, di quest’affermazione, si trova nel numero relativamente modesto di processi per stregoneria del primo periodo posteriore alla Riforma – dal 1520 al 1560.
Ci furono altre cause alla base della caccia alle streghe?
Durante il periodo della Riforma, la consapevolezza della presenza del diavolo si fece più forte rispetto al periodo storico precedente. Martin Lutero affermò: “Il diavolo vive, anzi regna nell’universo mondo”.
Per comprendere la paura del demonio dobbiamo compiere un passo indietro nel tempo: nel 1484 Papa Innocenzo VIII promulgò la bolla Sumis Desiderantes Affectibus, il cui significato – desiderando con supremo ardore – ci permette di comprendere l’atmosfera che regnava a cavallo tra XV e XVI secolo. In questa bolla il Papa affermava la necessità di sopprimere la stregoneria nelle valli del Reno, nominando i frati domenicani Kramer e Sprenger inquisitori incaricati di estirpare il male in quell’angolo di mondo. I due frati, autori del Malleus Maleficarum, utilizzarono la bolla del Papa come introduzione al libro, che fu stampato tra il 1486 ed il 1487. I due frati rimproveravano tutti coloro, soprattutto religiosi e studiosi, che minimizzavano le credenze popolari ritenendole superstizioni: occorre ricordare che molti eminenti rappresentanti del cristianesimo dubitavano della reale presenza di streghe e stregoni. Il Malleus Maleficarum rimase sino al XVII secolo il manuale più consultato dagli inquisitori che si occupavano di caccia alle streghe, sia cattolici che riformati, perché spiegava proposizione per proposizione come comportarsi in ogni occasione.
Il Martello delle Streghe – questa una delle traduzioni più conosciute – non fu mai adottato ufficialmente dalla Chiesa cattolica, ma non fu mai inserito nell’indice dei libri proibiti.
Il Malleus Maleficarum non rappresentò una novità: gran parte del contenuto era estrapolato dal Directorium Inquisitorum di Nicolas Eymerich e dal Fornicarius di Joahnnes Nideri.
Il libro è diviso in tre parti: della natura della stregoneria, dell’utilizzo della stregoneria e della cattura, del processo, della detenzione e dell’eliminazione fisica della strega.
Il Malleus Maleficarum stabiliva l’indissolubile legame tra stregoneria e sesso femminile, autorizzando la soluzione finale. Utilizzando le parole di Ester Cohen risulta che: “Nelle sue pagine la strega fu fissata e racchiusa in una cella dalla quale non riuscirà ad uscire prima degli inizi del XVIII secolo”.
La paura del diavolo fu la principale causa del fenomeno relativo alla caccia alle streghe?
Probabilmente si, necessario e sufficiente.
Vorrei aggiungere particolari poco noti o dimenticati nelle nebbie del tempo.
Un passaggio importante è legato alla medicina ufficialmente riconosciuta. Negli anni che seguirono la pubblicazione del Malleus Maleficarum l’inquisizione fu coadiuvata da coloro svolgevano la professione medica.
Quali i motivi alla base del loro intervento?
Per spiegare tali motivazioni dobbiamo introdurre la presenza delle donne sagge – sages femmes – identificate con la figura delle levatrici. Queste donne erano in grado di alleviare i dolori del parto quando, al massimo, alle partorienti era consigliato di pregare. Nella Bibbia ritroviamo scritto: “[...] alla donna disse moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà.”
Dove ritroviamo le levatrici in questo vorticoso rincorrersi del tempo?
Nel Malleus Maleficarum le sages femmes erano un pericolo da affrontare, poiché causavano i danni maggiori arrivando ad uccidere i bambini per offrirli al demonio. Le levatrici debbono essere cancellate dalla storia. La religione cura con la parola, le sages femmes con sostanze reali che potevano lenire i dolori: tra il parroco e la levatrice, la partoriente chi ascoltava?
Per la stessa natura della professione svolta, queste donne erano vulnerabili poiché si poteva facilmente imputare loro la morte del bimbo, in un tempo dove 1/5 dei bambini moriva alla nascita o nei primi mesi di vita. L’accusa alla levatrice era funzionale e plausibile, offrendo ai genitori uno strumento di vendetta.
Le levatrici erano chiamate ad aiutare ma anche accusate.
Erano necessarie ma temute.
Furono un dono.
Lo compresero tardi.
Dobbiamo cercare nella cenere dei roghi la comprensione di questa figura femminile.
Le conoscenze di queste donne furono gradualmente assorbite dalla medicina ufficiale, lasciando scomparire una figura che riuscì a sopravvivere nella cultura contadina ancora legata alla natura.
La visione di queste donne risulta, agli occhi dell’uomo moderno, confusa e corrotta: come spiegare l’interpretazione dei contemporanei?
Potrebbe venirci in aiuto un medico veronese, Alessandro Benedetti, vissuto a cavallo tra il XV ed il XVI secolo: l’ostetrica deve essere robusta, giovane, prudente, provvista di una disposizione naturale a quest’esercizio e alquanto audace. Cerchi tener sollevato l’animo della primipara, non dimostri eccessiva avidità di denaro, sia faceta ed ilare e sempre pronta a rimuovere in modo adeguato e rapido ogni difficoltà ed ostacolo al normale procedere del parto. Sia intelligente ed anziché perdersi in chiacchiere, non si dimostri lenta nell’operare come nel legare il cordone al neonato. E’ necessario che sia religiosa perché spesso il feto nasce come morto ed in tal caso se prima di legare il cordone è respinto il sangue dentro, il bambino che altrimenti sarebbe morto può sopravvivere, come se avesse avuto un nutrimento.
Ritengo che tutte le cause furono necessarie ma non sufficienti, ad eccezione di una: la paura del diavolo.
L’immaginaria figura del demonio, scaturita dalla mente di misogini e sadici, costò la vita a decine di migliaia di donne, la cui unica colpa fu di proporre aiuto al prossimo.
Il Malleus Maleficarum permise ad intere generazioni di uomini di staccare la spina del proprio cervello, ragionando in funzione di quello che trovavano all'interno del libro.
A partire dal 1487, e sino alla fine del 1600, il manuale per gli inquisitori fu stampato e venduto in oltre 30000 copie: solo la Bibbia nello stesso periodo trovò maggiore successo.
Come concludere?
Un pensiero che lega la storia dell'Inquisizione a quella dell'altro ieri: l’infamante accusa di mangiare i bambini è stata un’arma utilizzata spesso dalla Chiesa Cattolica per sminuire il prossimo e renderlo un mostro agli occhi della comunità.

Fabio Casalini


Bibliografia

Michael Baigent e Leigh Richard. L'inquisizione. Persecuzioni, ideologia e potere. Il saggiatore, 2004

Gianbattista Beccaria. Le streghe di Baceno in Domina et Madona. Antiquarium Mergozzo, 1997

Natale Benazzi, Matteo D'Amico. Il libro nero dell'inquisizione. La ricostruzione dei grandi processi. Piemme, 1998

Cammilleri Rino. La vera storia dell'inquisizione. Piemme. 2006

John Edwards. Storia dell'inquisizione. Tra realtà e mito. Oscar Mondadori, 2006

Franco Cardini, Marina Montesano. La lunga storia dell'inquisizione. Luci e ombre della «leggenda nera». Città Nuova Editrice, 2005

Brian P. Levack. La caccia alle streghe in Europa. Laterza, 2012

Alessandra Micheli. I roghi delle streghe, storia di un olocausto. Caravaggio Editore, 2008 

Giovanni Romeo. L'Inquisizione nell'Italia moderna. Laterza, 2002 

Pietro Tamburini. Storia generale dell'Inquisizione, 1862.

Sebastiano Vassalli, La Chimera. Giulio Einaudi Editore, 1990

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale, che si avvia a diventare un vero e proprio modello di diffusione della tradizione popolare, dell’arte meno conosciuta, dei misteri e delle leggende conosciuti o meno, in un felice connubio con le moderne tecnologie. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.



14 commenti:

  1. Sono d'accordo con Fabio (mmmm sono già troppe le volte...), studiare e approfondire fenomeni che hanno attinenza col "diverso" non significa necessariamente avallarli o accettarli acriticamente anche nei suoi risvolti negativi nè al contrario demolirli preordinatamente, quanto piuttosto esaminarli nei loro vari aspetti, valutandone obiettivamente tutti gli elementi, per cercare di comprenderne l'intima essenza.

    Valutare ciò che realmente accadde in quei secoli bui risulta difficile, lo so,anche sbirciando copie di documenti dell'epoca. Parlando di stregoneria, di Inquisizione e di roghi, si entra in una problematica dalle molteplici facce. La citata stregoneria veniva anche usata per i loschi ed abietti fini del facile guadagno, circuendo i poveri sprovveduti dell'epoca (anche della nostra...), faccio un nome per tutti: Caterina Donati.

    Sul Malle(U)s il discorso è vastissimo, ma non dubito che Messer Dottor Fabio ne sia ampiamente al corrente e lo spazio si sa è tiranno. Forse (senza forse?) su quel diavolaccio di un satanello i pareri non coincidono, ma non per questo mi sento di sfidarlo a duello in singolar tenzone... Per ora grazie come sempre dell'accoglienza.
    Un saluto
    Malles (NON Maleficarum...)

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    1. Mai potrei pensare ad un Malle(u) Maleficarum!
      Sei sempre uno sprone ed aggiungi nei commenti idee ed analisi che permettono di ampliare il discorso, che come ben sai per spazio manco di citare.
      L'essere in accordo o disaccordo su determinati argomenti non è importante, quanto è fondamentale continuare a parlarne e scriverne per non dimenticare mai quanto accaduto.
      Fabio

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  2. Ciao e grazie per questo bel post che propone una lettura al tema su cui non mi ero mai soffermato troppo e che invece è molto significativo!
    Volevo aggiungere che nel libro di Luisa Muraro "La Signora del Gioco" (maiuscole mie!), si evinceva in modo netto l'introduzione a un certo punto del demonio / diavolo al posto di altre figure archetipali tradizionali delle vie tradizionali. Una sostituzione operata dagli inquisitori e via via "fatta propria" (a suon di violenza e perpetuazione culturale ecclesiastica) anche dal popolo

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    1. Emmeggì grazie per i complimenti e per lo spunto.
      A Baceno il sabba si chiamava "il gioco del Devero" - per fare un esempio in riferimento al titolo del libro della Muraro.
      Come i santi hanno sostituito gli antichi dei - siamo passati da un aldilà e tanti dei a 6 aldilà ed un unico dio per cui si doveva ovviare al problema - il demonio (come sposo della strega) ha sostituito le antiche figure legate al culto antecedente la nuova religione.
      Grazie per l'ottimo spunto!
      Fabio

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  3. Ciao Fabio. Un saluto anche all'amico Emmegi. Traggo spunto dai vostri spunti che non ritengo affatto spuntati...
    La paura del diavolo--- L'esatta descrizione del diavolo ha inizio con Pier Damiani con il suo "Liber Gomorrhianus", la figura satanica acquista valore di simbolo malefico solo quando viene in contrapposizione al concetto di un Dio buono e amorevole, come nel Cristianesimo, ma anche nelle concezioni di religioni diverse, come tentatore - punitore, oppositore di un potere costituito, presente dagli albori della civiltà da Cronos-Saturno a Saturno-Giove.

    La definizione di demonio, come entità esclusivamente malefica è forse opera solamente del Cristianesimo che, riprendendo la figura biblica di satana (Zaccaria e Giobbe III,1 e I,6 - II,7) che da accusatore del tribunale celeste viene trasformato nella personificazione del male. Tu sai bene caro Fabio, come si prese cura di questo "personaggio" la santa Inquisizione, per il quale centinaia di migliaia di persone persero la vita tra torture e fiamme, ovviamente (come no!) solo per la difesa della vera fede.

    Diavolo di un satanassen... perchè mai Dio lo avrebbe creato? Per tentare la prima coppia? Forse per ragioni teologali? Dio cioè non poteva assumere il ripugnante ruolo di tentatore, per cui si sarebbe servito di un angelo diventato improvvisamente "anomalo"... Mah! Che senso hanno la giustizia e la logica del dio biblico che crea un angelo imperfetto, lo scaraventa all'inferno, gli consente poi di tentare l'uomo, sapendo a priori che tutta l'azione si sarebbe attuata? Infatti, Dio prima caccia dal paradiso lucifero, caccia poi anche Adamo ed Eva condannandoli, assieme ai loro innocenti posteri a peregrinare e a lavorare nell'inferno terrestre. Dio si sdegna di questa umanità imperfetta che poi condanna nell'affogata generale. Un Dio genocida dunque? E' tutto assurdo.

    Sostenere che tutto il dramma umano è accaduto per il cattivo uso del dono della libertà NON giustifica la pseudo-logica attribuita al diritto divino di punire chi, questa libertà la vuole sperimentare liberamente. Favole queste, riprese dal Cristianesimo per una umanità bambina, che ormai è cresciuta, cresciuta male purtroppo. Il diavolo non è introvabile, è in ognuno di noi, vive nel nostro " IO ", nel nostro profondo, il quale ad oggi rimane quasi del tutto insondato.
    Un saluto
    Malles (oggi particolarmente Malle(U)s

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    1. Ciao Malle(u)s!
      Poco da aggiungere alla tua disgressione se non una domanda: se Lucifero è stato cacciato per primo, seguito da Adamo ed Eva, Lilith dove è finita?
      Ce la siamo scordata...
      Fabio

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  4. Ciao Fabio.
    Lilith? Por todos los diablos, mi vuoi prendere in castagna? Niente di più facile, anche se la mia preferenza è per le noci... Gran donna questa Lilith, direbbe l'ex cav. ringalluzzito e messo a nuovo... Questa (Lilith, NON il Cav.) viene citata da Isaia (34,14), da Giobbe (18,15), nel Talmud e nello Zoher (libro dello splendore). Ha pure tradizioni mesopotamiche, greche e romane.

    Per la tradizione ebraica Lilith in origine fu la prima Eva, ma contestando Adamo rinunciò al Paradiso terrestre. Se dopo la cacciata dal paradiso Eva seguì Adamo, stessa cosa avrà fatto Lilith nel frattempo andata in sposa a satana: che buongustaia... Nella tradizione popolare- per rimanere nel contesto del tuo articolo- il mito di Lilith nel medioevo si connetteva alle "lamie" e alle "strie" classiche e alla conseguente credenza del loro volo notturno per raoire neonati a scopo antropofago.

    Si hanno ancora rituali lilithiani (incredibile ma vero!!) con tanto di preghiere di evocazione. Sono queste delle sette particolari, composte da sole donne più un "sacerdote" chiamato "sole nero". Molto altro si potrebbe dire di questa poliedrica dea nera, ma forse ripeterei ciò che probabilmente hai già scritto in passato e che ignoro.
    Un saluto
    Malles

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    1. Esatto Malles era proprio li che volevo parare in questo volo (mai termine appare più consono).
      Nella tradizione popolare Lilith si connetteva al volo allo scopo di rapimento, ma pochi hanno prestato attenzione a questo particolare.
      Chiaro parlare delle torture rende, ma dovremmo fare uno sforzo collettivo per comprendere il fatto che molte donne erano le ultime sacerdotesse di antichi riti (da loro chiamati pagani).
      Sabato sera abbiamo tenuto una conferenza a tema io ed Andrea Dallapina - direttore di EcoRisveglio - e nello specifico dei casi di Baceno. Ora non posso riassumere tutta al serata ma il direttore ha estrapolato questa tesi: perché portavano le donne di Baceno di fronte all'affresco di Adamo ed Eva nella chiesa di San Gaudenzio - sempre a Baceno? La mia ipotesi che le donne erano costrette a guardare Eva che si specchia nel viso del serpente che ha la stessa fisionomia, secondo lui non è Eva ma Lilith...
      Quante cose ancora da scoprire...
      Fabio

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  5. Malles devi vedere Fabio e Andrea dal vivo. Il 30 luglio ci sarà altra serata sul tema, ti invito ufficialmente a venire. Così sarà placata anche la mia curiosità sulla tua persona (e non solo la mia). Il tema è interessantissimo, molto vasto e Fabio, ritengo, sia uno dei maggiori conoscitori sull'argomento. La sua visione su certi accadimenti si discosta in alcuni casi da quella di Andrea, anche lui molto preparato e pieno di spunti incredibili. Insieme fanno riflettere e spingono gli ascoltatori ad andare al di là del conosciuto. Riempiono il palco, donano il loro sapere in modo semplice e coinvolgente.
    Per ciò che riguarda il tuo scritto Fabio non aggiungo nulla, ne abbiamo parlato a lungo, ho già fatto mille domande, ne ho mille ancora. Mi sento molto fortunata di poterti aiutare, come posso, in questo percorso e in altri. E' una grande opportunità di conoscenza e di crescita. Rosella

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    1. Rosella grazie per i complimenti e per aver invitato Malle(u)s ai nostri eventi.
      La funzione di addetta-stampa ti si addice e ti veste a pennello!
      Fabio

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  6. Grazie dell'invito amabile Rosella, io però non sono del nord, anche se di tanto in tanto ci spingiamo fino a Malles Venosta (alto Trentino). Credo di essere uno dei tanti affascinati dal mystero e da tutto quanto non ci è dato conoscere. Che dire, pratico meditazione, faccio podismo e nuoto, ex calciatore dilettante, sposato con prole. che altro? Scrivo poesie, ho più o meno l'età di Fabio nostro, sono alto 1,83 X 78 kg. se nel frattempo, prima di conoscerci dovessi ingrassare passerei per bugiardo... Mannaggia, ci tengo, non sia mai...

    Sono contento che tu aiuti Fabio, io non potrei, non bene almeno, avendo i piedi (forse dovrei dire zampe...) in molte, troppe scarpe, anche se con il lavoro che faccio ho spesso tempi liberi. Spero di averti detto -QUASI- tutto di me.
    E' un piacere per me seguirvi e spendere qualche decina di minuti nel leggere e commentare a volte le fatiche di Fabio e degli altri "viaggiatori".
    Un saluto
    Malles

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    1. Malles avevo intuito l'amore per la Val Venosta dal nome.
      Ti voglio ringraziare per tutti gli spunti che hai fornito a me e ai ragazzi da quando ci segui!
      Fabio

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  7. La mia ipotesi è che a metà del Quattrocento la Chiesa si sia trovata in una situazione di pesante pressione e abbia reagito.

    La Riforma sarebbe arrivata dopo ma era nell'aria, il Rinascimento minava la centralità della Chiesa: non si poteva più abbassare la guardia. In questo contesto il nemico più antico, mai sconfitto ma circoscritto e, diciamolo pure, tollerato, poteva tornare a far paura.

    In una situazione di controllo pressoché totale come il Medioevo, la Chiesa poteva permettersi di chiudere un occhio nei confronti del Paganesimo, nel XV secolo non era più possibile mostrarsi deboli.

    Anzi: la lotta contro le streghe e il demonio avrebbe ridato lustro al potere della Chiesa e alla sua grandezza. Tovare un nemico per celebrare la propria potenza è una pratica diffusa anche nella politica moderna.Se quel nemico è il diavolo sei un genio del marketing E infatti l'esempio viene seguito anche dai riformati,che di certo non sono teneri con le streghe.

    Soffermiamoci su un punto, la maggior parte della caccia avviene in luoghi sperduti, spesso in mezzo alle montagne, come mai la caccia alle streghe non assume quasi mai la città come ambiente naturale? In una città di cinquantamila abitanti statisticamente ci saranno più streghe che in un borgo di montagna o no?
    E' nelle valli alpine che si consuma la tragedia, e in generale in tutti quei luoghi dove era ancora forte la presenza dell'antica religione, che a seconda delle varie parti d'Europa ovviamente assume connotazioni diverse.

    Dalla mia Triora alle vostre valli piemontesi, lombarde, altoatesine la guerra è contro lo stesso nemico per sconfiggerlo definitivamente ed ergersi a vincitori del diavolo: due piccioni, una fava.

    Mai prima d'ora la chiesa si mette in prima linea contro il demonio così direttamente, senza bisogno di intercessione divina, senza quasi averne paura.

    Soliti geniali comunicatori...

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    1. Ciao Alberto il tuo commento apre mille porte!
      La prima: valli alpine e villaggi isolati. Colpirono duro dove il cristianesimo aveva si attecchito ma ancora persistevano pratiche religiose agresti, tanto da fondersi in uno strano sincretismo che ancora oggi perdura. Come hai ottimamente osservato si eliminavano due priblemi in un colpo solo! Nel loro geniali.
      Seconda porta: il marketing. Alla fine erano figli di San Paolo e Sant'Agostino veri uomini marketing del primo cristianesimo.
      Terza e ultima porta che hai aperto: i numeri dei revisionisti comprendono le stragi di casa mia? Osdola e Val Mesolcina? No.
      Sono pienamente d'accordo con te.
      Abbiamo pagato la nostra cultura religiosa agreste,
      Fabio

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