venerdì 10 giugno 2016

L'inquisizione medievale: dalla strage di Béziers al rogo di Dolcino

L' inquisizione medievale fa riferimento a qual periodo compreso fra la fine del XII secolo e la metà circa del XV. Il termine inquisizione deriva dal latino inquirere, che ha il significato di indagare. Il compito del tribunale dell’inquisizione è quello di svolgere indagini per accertare l’eresia: una volta scoperta, il giudice aveva il fine di convincere l’indagato ad abiurare.
Quando non era in grado di ottenere l’abiura, rimetteva l’indagato ad un tribunale civile. Gli inquisitori potevano sottoporre a processo solo i cristiani, ne erano esclusi i non battezzati. Questa struttura iniziale dell’inquisizione si occupò principalmente dell’eresia catara e valdese.
In Béziers e Monte Rubello possiamo trovare i luoghi in cui si consuma l’inizio e la fine dell’Inquisizione Medievale, allo stesso modo in cui si consuma l’eresia Medievale perché Inquisizione ed Eresia vivono grazie alla presenza dell’altra.
Se non fosse esistita l’Eresia Medievale non sarebbe nata l’Inquisizione. L’occasione per la nascita di questo strumento giuridico è data dal proliferare dell’eresia Catara, e in misura minore di quella Valdese.
Cataro deriva dal greco Khataros, che significa puro. La definizione di cataro o puro appartiene agli adepti poiché gli avversari li chiamavano in funzione del luogo ove la loro presenza era predominante: albigesi per la zona di Albi in Francia, albesi e concorreziani per la città di Alba e Concorezzo.
I catari manifestavano il desiderio di tornare alla purezza originaria del messaggio evangelico, distaccandosi dalla struttura e gerarchia ecclesiastica divenuta un pericolo per la conservazione di quel messaggio. L’universo cataro è molto meno romantico ed illuminato di quanto una certa tradizione mostra. I catari invitavano all'aborto ed all'endura. Analizziamo il perché ricorrevano all'aborto. Se tutto quello che appartiene alla carne è male, il male peggiore è propagare quella carne. Propongono un rifiuto totale alla propagazione della vita. Per quanto concerne l’endura dobbiamo ricordare che se il corpo è ostacolo al progresso spirituale, non esiste modo migliore di lasciarsi morire di fame per raggiungere la perfezione. Nel 1167 un Concilio cataro venne organizzato a Saint-Félix, presieduto dal pop Niceta, vescovo dai bogomili di Costantinopoli. Durante quest'assemblea furono create quattro diocesi catare: Albi, Agen, Carcassonne e Tolosa.


Un secondo movimento eretico che portò alla nascita dell’inquisizione medievale fa riferimento a Pietro Valdo. Nel 1170 Pietro ebbe un’esperienza radicale di conversione: dopo aver venduto i propri beni a beneficio dei poveri si dedicò ad una vita di predicazione itinerante, svolta nella lingua del popolo. Nel 1179 due valdesi, tra cui Pietro, si recarono a Roma per sottoporre a Papa Alessandro III una traduzione in francese di diversi libri delle scritture. Chiesero autorizzazione al Papa per la predicazione. Alessandro III autorizzò purché fossero controllati da un ‘ecclesiastico loro superiore. Nel 1184 Papa Lucio III con decreto Ad Abolendam stabilì il principio che si potesse formulare accusa di eresia e iniziare il processo a carico di qualcuno anche in assenza di testimoni attendibili. Con lo stesso decreto si dichiaravano eretici i valdesi, che da quel momento si riunirono in piccole comunità costrette a vivere in clandestinità.
Nel 1199 Innocenzo III, strenuo avversario delle eresie che si stavano diffondendo in Europa, avviò una Crociata contro i catari: al comando della stessa Simone IV di Monfort. Tra i massacri dobbiamo ricordare quello di Beziers del 22 luglio 1209, giorno nel quale i crociati massacrarono almeno 20.000 abitanti tra uomini, donne e bambini. Le truppe al comando di Simone IV circondarono la città chiedendo che i catari venissero banditi oltre le mura cittadine: ottennero un secco rifiuto. I resoconti storici ci tramandano una cifra non superiore ai 500 catari presenti all’interno della città: sebbene la cifra di eretici fosse molto inferiore al numero degli abitanti, i crociati decisero per il massacro. Appartiene alla leggenda la risposta che Amaury avrebbe rivolto ad un soldato che gli chiedeva come poter distinguere nella battaglia gli eretici dagli altri: “uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi.” L'autenticità di tale frase, però, è messa in dubbio in quanto non risulta in nessuna delle pur numerose cronache degli eventi; si trova invece in forma leggermente diversa «Cedite eos. Novit enim Deus qui ejus sunt» e cioè "Uccideteli. Dio infatti conosce coloro che sono suoi"e introdotta da un prudenziale ”«fertur dixisse», si dice, nel Dialogus Miraculorum, il Libro dei Miracoli, scritto circa sessanta anni dopo gli avvenimenti dal monaco tedesco Cesario di Hesisterbach.

Negli anni successivi i monaci cistercensi, primi predicatori in terre occupate dall'eresia catara, furono sostituiti dai frati domenicani e francescani nel ruolo di inquisitori. Questo perché avvenne? Il Papa intuì che la strada della povertà vissuta poteva salvare la Chiesa. I cistercensi per vari motivi non riuscirono a far breccia nel cuore delle persone, i seguaci di Domenico e Francesco erano più vicini al popolo come stile di vita e linguaggio.
Nel 1231 Gregorio IX affidò il compito dell’inquisizione a giudici nominati e inviati da lui stesso che potevano deporre il Vescovo se riscontravano inefficienze nel suo operato. La chiesa fu notevolmente aiutata dall’Imperatore Federico II che nello stesso anno istituiva la pena di morte e il rogo per gli eretici, con la seguente formula: “siano bruciati alla presenza del popolo.”
Nel 1252 Papa Innocenzo IV introdusse la possibilità di tortura negli interrogatori con la Bolla Ad Extirpanda.
Il tempo corre.
Gli eretici scappano.
Nascono e muoiano le idee.
Si giunge agli inizi del 1300. Un uomo, all’improvviso appare sulla scena: il suo nome è Dolcino.
Personaggio travolgente e stravolgente: modifica l’eresia trasformando i seguaci da adepti a guerriglieri.
Mazze contro spade.
Uomini semplici, e male armati, contro importanti eserciti.
Dolcino lottò con tutte le forze per salvare il proprio popolo.
Il 23 marzo 1307 fu l'ultimo giorno da uomo libero.
La storia ci ricorda che si consumò una sola giornata di guerra. 
Gli eserciti nemici catturarono vivi oltre 140 apostolici, tra cui Dolcino e Margherita.
Furono tradotti nelle carceri vescovili di Biella.

Il processo ed il conseguente rogo furono d'insegnamento per tutti coloro che che prenderanno la decisione d'allontanarsi dalla strada segnata da Dio.
Gli apostolici hanno devastato il corpo della Chiesa, ora la Chiesa devasterà il loro corpo.
L'inquisizione e la Giustizia vescovile si contesero i prigionieri. 

Tutti volevano gloria. 
Tutti bramavano il corpo di Dolcino.
Il processo fu breve. La sentenza, chiaramente, di condanna al rogo.
Dolcino e Margherita arsero tra le vive fiamme, insieme, a Vercelli il 1 giugno del 1307.
Il momento peggiore della vicenda legata all'eretico piemontese si consumò negli istanti precedenti il rogo purificatore. 
Nel passaggio dalle carceri alla piazza del rogo, Dolcino e Margherita furono torturati dinanzi al pubblico.  A Dolcino straziarono le carni, gli fu torto il naso e strappati i genitali. La folla inorridita osservava il passaggio delle vittime. Quella folla che aveva prima amato e poi odiato il ribelle piemontese, in quel momento provò compassione, tristezza nel vederlo soffrire in silenzio, n
el vedere un uomo devastato nel corpo fare forza alla propria compagna.
Dolcino in pochi istanti si trasformò da ribelle a martire.
Dolcino non sarà ricordato come un eretico giustamente punito, ma come un precursore, un martire ingiustamente mutilato ed ucciso.

Altri movimenti succederanno al frate venuto dalle valli alpine, ma la sua morte identifica la fine dell’inquisizione medievale: se non esiste un nemico forte anche l’istituzione religiosa perde di significato.

Fabio Casalini

Bibliografia
Pietro Tamburini, Storia generale dell'Inquisizione.
Ximenes Cisnero, Guida dell'inquisitore.
Grado Giovanni Merlo, Eretici ed eresie medievali.
John Edwards, Storia dell'inquisizione.
George Ridley Scott, Storia della tortura.

Fotografie
- L'inquisizione medievale
- Pietro Valdo
- San Domenico che assiste ad un autodafè
- Gregorio IX

14 commenti:

  1. In ogni tempo, le dispute di questo genere oltre che di carattere religioso, avevano basi di interesse economico e ambizioni variabili. nel nord della Francia i feudatari del cattolicesimo ortodosso erano invidiosi della potenza e delle ricchezze di quelli della Francia del sud. La "Santa Inquisizione" poi, che di santo nulla aveva, oltre a contrastare le eresie, ignorante com'era, mise al rogo opere scritte, medium, sensitivi ed altri "NON normali". L'inquisizione spagnola (posta a "baluardo della fede"...), prese uno stormo di piccioni con una fava, accelerando l'unione nazionale con la soppressione di minoranze religiose ed etniche come le arabe ed ebraiche.

    Molte domande forse trovano corrispondenza nel Cristianesimo delle origini, quello delle persecuzioni e la sua susseguente consolidata trasformazione religiosa del IV sec. Fino a quel momento si era preso per oro colato gli scritti polemici di eresiologi come Ireneo, Ippolito, Tertulliano, cioè i padri della futura chiesa cattolica.

    Da quel momento, gli gnostici, un movimento nato alcuni secoli prima d'impronta cristiana, ma anche con radici teosofiche ed esoteriche, furono demonizzati amplificando e distorcendo le loro dottrine, una intolleranza che degenererà nelle persecuzioni e nei famigerati roghi.Lo Gnosticismo può essere posto tra il paganesimo ed il vangelo. nello Gnosticismo si trovano elementi delle religioni misteriche, della magia egiziana e babilonese, delle concezioni platoniche e pitagoriche, del dualismo iranico, della cabala ebraica ecc.

    I Catari... Questi rifiutavano l'Antico Testamento, ma nel contempo accettavano i libri profetici, sostenevano elementi manichei, gnostici e orfici, nonchè la corrente balcanica dei Bogomili. Il loro pensiero includeva un'entità demoniaca creatrice del Mondo (il famoso Demiurgo...). Noi spesso li liquidiamo come soggetti poco raccomandabili, ma il loro ideale rispecchiava la purezza etica, ovviamente difficilmente raggiungibile. Il loro era un rigoroso ascetismo, frutto di un'impostazione dualista che sosteneva l'antinomia tra il Bene e il Male, (cioè Spirito e Materia), lottando strenuamente per il trionfo del primo.

    Ritenevano la chiesa non osservante la morigeratezza e la povertà del Cristianesimo delle origini (non si può in questo caso dar loro torto considerando la frenesia e l'opulenza del ceto ecclesiastico). Il patatrac ci fu quando gli Albigesi, i Catari di Albi, si costituirono in diocesi. Tale situazione impensierì (meglio, imbestialì)papa Innocenzo III, che emise disposizioni rigorosissime per ristabilire l'egemonia della Chiesa. Subentrarono così i domenicani, noti per il loro "TRIBUNALE"...Il seguito è noto, gli Albigesi furono trucidati senza pietà. L'ultima roccaforte, quella di Montsègur, cadde il 16 marzo 1244. E così anche la lingua dei vincitori, il francese, si impose infine sull'occitano.
    Un salut-ONE
    Malles

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    1. ciao Malles!
      Partendo dalla fine (capita spesso): per questioni di spazio e tempo di lettura ho ricordato esclusivamente il massacro di Beziers, dovendo tralasciare l'assalto a Montségur..purtroppo.
      Sui catari andrebbero scritte intere enciclopedie.
      La mia visione è sempre stata lontana dal romanticismo proposto da determinati testi per i motivi elencati: proposizione dell'aborto e ricorso all'endura.
      Sull'aborto sappiamo, sull'endura - anche qui - andrebbero scritte pagine...
      La scelta del "come morire" era lasciata all'adepto.
      Malles avranno propugnato il ritorno alle origini del cristianesimo, ma se avesse preso piede tale forma di visione della vita - come dire - noi oggi potremmo non esistere...
      Fabio

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  2. Comprendo caro Fabio il tuo punto di vista, e lo avvallo, l'estremismo, da qualunque pulpito venga indotto resta sempre inaccettabile. Certo facevano più notizia i bischeri catari promulgatori di esagerate discipline controcorrente, che certi papi e vescovi ricoprenti l'adipe con setate porpore, stole di Ermellini, con molteplici figli e figliastri, 11 (undici) anelli brillantati per ornare le tozze 10 dita...

    Il cambiamento (il tentativo) era dato dalla centralizzazione pontificia e la decadenza del clero, questo fu senza dubbio la scintilla che fece innescare la rivolta, con la conseguenza ritorsione ecclesiastica che portò alla lotta contro l'eresia. E' fuori dubbio che vi fosse in atto un forte decadimento di valori, quei valori che fin dal principio erano stati, per la Chiesa, il proprio vessillo di fede e giustizia. All'interno della Chiesa stessa, nelle sue varie corporazioni, vi erano presenti posizioni riconducibili all'eresia, se è vero che per riportare all'interno un pò di ordine, nel II Concilio di Lione (1274) la Chiesa emise il Canone Religionum diversitatem Mimiam.

    Frà Dolcino (poareto)... le cui vicende si confondono spesso con la leggenda, fu inizialmente un adepto del gruppo "I Fratelli Apostolici", una setta fondata nel 1260 da tal Gerardo Segarelli da Parma, il quale, lo confesso, mi è alquanto simpatico. Pare che si facesse avvolgere da fasce e, postosi in una culla era spesso intento a suggere dalle mammelle di una giovane donna... Ancora più simpatico quando si fece ospitare da una vedova, madre di una figlia procace e nubile, convincendola che il Signore gli aveva rivelato che doveva dormire quella notte nel letto della ragazza, standosene entrambi nudi, onde VERIFICARE se fosse o meno in grado di mantenersi casto...
    Fabio, io ci scommetterei la TUA casa che ci riuscì...EeEeHh!! come no...
    Salutammo
    Malles

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    1. Malles scommetto anche la tua se posso!
      E sono sicuro che la teniamo entrambi!
      Sai la smodata passione che avvolge il mio pensare sul frate venuto dall'Ossola - perché Dolcino è di origine del paese di Trontano vicino a Domodossola, ma ne scriverò - che mi ha portato a conoscere Segarelli ed il gruppo degli Apostolici.
      Possiamo dire, come ho affermato nell'articolo, che rappresentano il momento finale dell'eresia medievale per diversi motivi: il primo è riscontrabile in quel distacco dal pauperismo che aveva avvolto i precedenti movimenti eretici ed il secondo concerne la mancanza di forza - fisica e morale - dei gruppi che seguirono.
      Diciamola tutta... dopo Dolcino si dovettero inventare le streghe perché oltre lui cosa potevano trovare nell'eresia?
      Fabio

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  3. Presentare la pratica dell'endura come un rito suicidario parte della teologia catara, al pari dell'aborto, è un colossale equivoco, dovuta o a superficialità nell'approccio alle fonti, o a consapevole volontà di condurre un'operazione ideologica. Un po' più di approfondimenti non guasterebbero, magari ricorrendo ad opere specialistiche, come quelle del Duvernoy, invece che a divulgazioni di parte cattolica, basate acriticamente sull'apologetica inquisitoriale del tempo.

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    1. Ciao Pardo.
      Accetto la critica relativa alla presentazione dell'endura, ma non quella relativa ad una divulgazione di stampo cattolico.
      Con molta probabilità questo è il primo articolo che leggi a mia firma. Ho raccontato le pasque piemontesi, l'inquisizione nelle valli alpine, i viaggi pastorali del cardinal Borromeo etc.. e per ultimo la ratline o via di fuga dei gerarchi nazisti coperta con l'ausilio di esponenti della chiesa cattolica.
      Ho molti, oltre 50, libri sull'inquisizione e le eresie medievali. Non posso averli tutti. Esiste sempre la possibilità di una diversa lettura rispetto ad eventi che si sono caratterizzati molti secoli addietro.
      La visione dell'endura in molti testi è quella consistente in un digiuno caratterizzato dall'astinenza totale dal cibo e dall'acqua, sovente sino al sopraggiungere della morte. Tale digiuno rappresentava una forma estrema di negazione di sé e di separazione dal mondo materiale, che per la concezione catara era dominato dal male.
      Ho semplicemente affermato che, forse, dovremmo levare un poco di romanticismo di molte fonti rispetto al movimento cataro.
      Fabio

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  4. Eh, no! Caro Pardo, anche non volendo spezzare un grissino a favore del conduttore, qui uno solo, (il sotto e scritto) da tempo immemore, da arrogante, si è arrogato il diritto (anche il rovescio) di criticare il Fabio nostro... Si scherzucchia naturalmente... Però insisto sul grissino, sapere tutto di tutto è impossibile per tutti, non si può per di più, criticare più di tanto un proprio intimo criterio di giudizio, che seppur nascosto fa spesso capolino tra le righe.
    Consentimi caro Fabio, già che sono in LOCO... di rompere ulteriormente le scatole...

    L'ENDURIA catara... Bisogna intenderla partendo da lontano, dal loro rifiuto ai sacramenti, alla negazione del purgatorio e della resurrezione della carne; la proibizione di uccidere animali ed il ripudio degli alimenti carnei, compresi uova e latticini; astensione dai giuramenti. Era generale anche il riconoscimento della malignità della vita umana (cioè la materia che emanava il male). Con questo si giungeva a disprezzare il matrimonio, in quanto motivo di atto sessuale destinato a confinare nel mondo materiale. Da questo convincimento scaturì la tendenza di indebolire le fonti della vita con la pratica di TRE prolungati digiuni annuali e, TALVOLTA (molto raramente) con il digiuno (NON imposto) protratto volontariamente fino a provocare la morte.

    Pratica rara, dicevo, e ristretta ai "PARFAIST" (i perfetti), NON ai "filius minor".
    Andando a ritroso nel tempo, la loro dottrina aveva orientamento docetico, si ispirava al pensiero eretico dei primi secoli del Cristianesimo, che negava la realtà fisica del corpo di Cristo. In tal modo si negava il valore della redenzione dovuta alle sofferenze di Cristo, mettendo in atto l'eresia. In più non considerando il Cristo, nè Dio nè uomo, ma angelo adottato da Dio e da Questi inviato sulla Terra con apparenza umana, abolivano il più importante dogma del Cristianesimo, che consiste nel considerare Cristo come Il Dio incarnato.

    Insieme ai sacramenti del cattolicesimo, i Catari rifiutavano i riti e le festività. (fuorchè la Pasqua, il Natale e la pentecoste) escludevano la venerazione alle immagini e ai culti dei santi. Preghiera fondamentale era il PATER, con la variante di PANEM SUPERSUBSTANTIALEM, in luogo di panem cotidianum. Due erano le classi Catare: i "credenti" e i "perfetti", a quest'ultima si accedeva mediante iniziazione, mediante il "consolamentum" (specie di battesimo spirituale, considerato salvifico anche in extremis). La classe dei "perfetti" era vincolata ad obblighi di povertà e castità (l'amico frà Dolcino invece, giustamente, dove prendeva, prendeva...). Mi fermo? E' meglio...

    Un saluto al gRRande Fabio, e nientepopodimeno che all'amico Leo-Pardo che canta-le-storie.
    Malles

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    1. Malles ciao e grazie per aver spezzato - nientemeno - che un grissino a favore del conduttore (spero almeno sia torinese).
      A parte l'ovvia battuta in risposta alla tua - sempre presente - simpatia oltreché preparazione.
      Non mi sento di aggiungere una virgola al tuo commento rispetto all'endura e alla spiegazione delle differenze tra perfetti e minori.
      L'articolo in pochi giorni è stato letto da oltre 3000 persone e non tutti costoro sono affini a terminologie specifiche. Sempre ti sei complimentato per la relativa facilità con cui riesco a spiegare concetti complessi e, come da te affermato, non si può sapere o scrivere tutto.
      Accetto molto volentieri la critica relativa alla visione dell'endura ma non quella relativa al fatto che io possa divulgare il cattolicesimo o altra religione. Da un anno e passa ci siamo incontrati - ricordo ancora i lunghissimi commenti a margine degli articoli su Padre Pio - e spesso "scontrati" per la diversa visione del mondo religioso.
      Ti ringrazio per tutti i commenti che hanno migliorato gli articoli e la mia conoscenza personale, perché ogni giorno riesco ad imparare qualcosa da coloro trovano il tempo di scrivere.
      Grazie Malles.
      Fabio

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  5. Un articolo principale e uno nei commenti! Tu e Malles date vita a scambi sempre molto utili. Mi è piaciuto molto questo viaggio a ritroso, alle origini dell'eresia. Mi piace la tua indiscussa obiettività nel presentare i fatti, anche ammettendo che i catari avevano comportamenti un po'estremi. Le crociate, i massacri, le torture, la regola del sospetto su chi poteva essere diverso rendono quel periodo veramente nero e buio. Ricordo la prima serata che ho visto a Vogogna. Parlavi di eresia, di Dolcino, dei rami secchi che la chiesa voleva tagliare nell'intento di sopravvivere alla novità. Mi sono "innamorata "del personaggio Dolcino attraverso i tuoi scritti e le tue parole. Sabato sera sono curiosa di assistre alla serata sulle nostre donne dell'Ossola accusate di stregoneria. Sarà come fare un viaggio in quegli anni bui. Grazie al nostro barbagianni. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      Come detto in risposta a Malles e Pardo è complicato per noi uomini del 2000 entrare in contatto con i pensieri e i comportamenti di persone vissute così tanto prima di noi.
      Abbiamo discusso poco prima della pubblicazione dell'articolo sia dell'aborto che dell'endura, come anche dei massacri perpetrati dalla crociata cristiana contro questi eretici.
      Dolcino è Dolcino: la sua morte a mio modo di vedere ha rappresentato la fine di un determinato momento storico.
      Chi dopo di lui è riuscito a rappresentare nell'immaginario l'eretico medievale?
      Dobbiamo attendere Giordano Bruno per ritrovare un altro così importante combattente.
      Sabato sera con ausilio di Andrea daremo il nostro - diverso come sempre - punto di vista. Ci sarà da allungare le orecchie...
      Fabio

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  6. La completezza storica e l'equilibrio perfetto dei tuoi scritti trova qui ulteriore conferma, i punti di vista possono variare , l'interpretazione delle fonti avere diverse sfumature e questo si coglie nei dibattiti interessanti che ne scaturiscono , rimane di fondo la tua bravura nel trasmettere momenti di vera cultura!

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    1. Ti ringrazio di cuore per il commento!
      Chiaramente non sono cattolico ed ormai è risaputo, ma questo non significa prendere parte a tutte gli articoli che scrivo. Non sempre sono critico e basta, cerco di comprendere i movimenti degli uomini nel tempo.
      Fabio

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  7. Trovo alquanto assurdo pensare che l'azione inquisitoria fosse dovuta al fatto che praticassero l'Endura. Ammettendo (ma non era assolutamente una morte biologica quella che praticavano ) che si lasciassero morire, non capisco come fossero invece vivi e vegeti !
    E la punizione della chiesa poi, mi verrebbe da pensare che si traducesse in un : " Uccidiamoli altrimenti si suicidano". Non vi pare che sarebbe opportuno approfondire, se veramente si vuol comprendere, che cos'era l'endura ?
    Non credo si aiuti la verità ad emergere giustificando i motivi del massacro con assurde e ridicole motivazioni.

    Piero

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    1. Ciao Piero.
      Come puoi leggere nelle prime righe ho scritto che: invitavano all'aborto ed alla pratica dell'endura.
      La Chiesa intervenne perché l'eresia catara proliferava e vi era un allontanamento dall'idea prevalente in quel momento.
      Sulle assurde e ridicole motivazioni non rispondo, perché sino a quando si resta in un ambiente familiare e di dialogo rispondo, oltre no.
      Ripeto molte delle fonti che ho analizzato per scrivere questo articolo manifestano questa posizione, e non sono certamente posizioni cattoliche.
      Fabio

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