sabato 9 aprile 2016

La storia del comandante nazista ordinato vescovo

Nel mese di marzo 2016 abbiamo richiesto all’archivio della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana materiale inerente all’armadio della vergogna. Ritengo che tutto questo debba essere comunicato al pubblico nella forma di divulgazione più semplice possibile.
L’espressione, relativa all’armadio della vergogna, fu ideata dal giornalista Franco Giustolisi nel corso di un’inchiesta per il settimanale L’Espresso. In questi articoli il giornalista denunciò l’esistenza di un armadio, rinvenuto nel 1994, in un locale di Palazzo Cesi-Gaddi a Roma. I locali del palazzo in Via Acquasparta erano la sede di vari organi di giustizia militare. All’interno dell’armadio furono rinvenuti 695 fascicoli d’inchiesta, ed un registro che conteneva 2274 notizie di reato relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante l’occupazione nazista e fascista. Partiamo analizzando i dettagli del ritrovamento: nel 1994 il procuratore militare Antonino Intelisano ritrovò un armadio con le ante rivolte verso il muro. All’interno dell’armadio, situato nei locali di Palazzo Cesi-Gaddi a Roma, furono rinvenuti i documenti sopra descritti insieme con un promemoria del comando dei servizi segreti britannici, intitolato Atrocità in Italia, con il timbro top-secret. Questi documenti sono stati celati al pubblico ed al popolo italiano per oltre 50 anni. Posso immaginare lo sgomento del procuratore nel momento in cui ha aperto il primo fascicolo. 
Nell'archivio sono stati rinvenuti documenti inerenti l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, quello delle Fosse Ardeatine, gli eventi di Marzabotto e molti altri. Tra questi un file è dedicato ad un comandante nazista divenuto prete ed infine vescovo. Tale personaggio non è mai stato giudicato per i crimini commessi.
Ripercorriamo la sua storia.
Siamo in Abruzzo, esattamente a Filetto di Camarda.
1944, fine di Maggio.
Le truppe tedesche dal fronte Castel di Sangro – Cassino si stavano ritirando verso il Nord dell’Italia. In Abruzzo vi erano diversi distaccamenti nazisti. A Filetto di Camarda sostavano quattro militari ed un maresciallo. Secondo alcune ricostruzioni gli stessi militari erano stati avvertiti della possibile presenza di partigiani nascosti nei boschi tutt'intorno al paese. Le testimonianze parlano di rapporti non conflittuali tra la popolazione locale ed i tedeschi. Qualche scaramuccia dovuta al commercio di derrate alimentari, ma nulla di più.
Agli inizi di giugno la situazione muta radicalmente. 
Alcune testimonianze riportano come possibile evento scatenante dei fatti, che accaddero in seguito, un incontro tra gli abitanti di Filetto: obiettivo della riunione era informare i partigiani della possibile partenza dei tedeschi verso il Nord e dell’eventualità che gli stessi potessero fare razzia di bestiame ed alimenti.
Il 7 giugno 1944 i partigiani escono dai boschi per sferrare un attacco a sorpresa ai tedeschi. 
L’operazione non giunse al risultato sperato: i partigiani uccisero un soldato tedesco, ferendone un secondo. Due tedeschi rimasti incolumi all'assalto partigiano si diressero verso Paganica e Camarda per chiedere rinforzi. Poco tempo dopo il paese fu invaso dalle truppe tedesche, che appena giunte in paese freddarono un uomo di 64 anni – Antonio Palumbo. Il maresciallo, residente a Filetto di Camarda, disapprovò il gesto ma fu ucciso senza esitazione dal sottufficiale che aveva freddato in precedenza Antonio Palumbo. Nell’arco di poche ore furono uccisi un ragazzo di 17 anni, Mario Marcocci, ed un altro abitante di Filetto, Ferdinando Meco. La rappresaglia era iniziata insieme al rastrellamento di civili. I tedeschi divisero gli abitanti in due gruppi: da una parte i ragazzi sotto i 16 anni con le donne e gli uomini sopra i 60 anni, dall'altra tutti gli uomini compresi tra i 16 ed i 60 anni. La prospettiva era chiaramente quella della fucilazione per gli uomini. Il primo gruppo, con i bambini e gli anziani, fu trasferito a breve distanza dall'abitato di Filetto. Gli uomini furono portati verso la montagna: ad un certo punto i tedeschi iniziarono a sparare verso gli inermi cittadini. Nove rimasero uccisi, altri scapparono in diverse direzioni. Purtroppo gli scampati furono raggiunti e freddati dai soldati nazisti. 
Abbandoniamo il dolorosissimo resoconto dei fatti per comprendere il personaggio a capo delle operazioni. L’ordine dell’esecuzione era stato dato dal capitano della 114° Divisione Cacciatori delle Alpi, Matthias Defregger, che dipendeva dal superiore Boelsen.
Nipote dell’artista tirolese Franz von Defregger e figlio del colonnello Hermann Defregger, Matthias studiò presso il collegio dei gesuiti di Feldkirch nel Vorarlberg. 
Abbiamo da poco appreso che si rese responsabile dell’eccidio di Filetto di Camarda, causando la morte di 17 persone, innocenti ed incolpevoli. 
Non si accontentò di causare la morte.
Ordinò il saccheggio e la distruzione del paese.
L’azione ignobile di rappresaglia gli consentì di essere elevato al grado di Maggiore. 
Scampato alla guerra, ai partigiani ed ai tribunali di giustizia, il nostro personaggio completò gli studi universitari in filosofia e teologia. Nel 1949 – 5 anni dopo aver ordinato di uccidere 17 persone – fu consacrato prete dal cardinale Faulhaber. 
Nel 1961 partecipò ad un raduno della 114° Divisione Cacciatori delle Alpi, celebrando la Messa. 
Un prete, che pochi anni prima aveva ordinato l’uccisione di 17 civili inermi, ha celebrato messa ad un raduno di ex nazisti. 
Esistono parole che non scadano nell'offesa?
Da parte mia no.
Allucinante. 
State comodi sulle vostre sedie o poltrone, non è ancora finita la vergogna.
Nel 1962 fu scelto per ricoprire la carica di vicario generale del cardinale Dopfner.
Nel 1968, esattamente il 14 settembre, il noto Paolo VI lo elevò a Vescovo.
Vescovo ausiliare di Monaco di Baviera, una piccola città della Germania.
Il suo motto episcopale?
Servo di tutti. 
Sicuramente servo del nazismo.
Era noto per la devozione mariana.
Non aggiungo parole evitando di offendere i tanti amici e lettori cristiani che da sempre mi seguono.
Ha ucciso, si è fatto prete e lo hanno nominato vescovo.
Si racconta che abbia cercato di impedire il massacro, che abbia cercato di mitigare la pena degli abitanti di Filetto. Altre testimonianze parlano invece di una grand’enfasi nel comandare e nel distribuire gli ordini appena giunto in paese. Non sapremo mai la verità, ma anche stando nel mezzo appare di una gravità assoluta.
Personalmente ritengo che Defregger debba aver lottato intensamente per impedire l’uccisione di civili inermi se, dopo poco, è stato nominato maggiore – forse anche grazie all’eccidio.
Gli eventi, riguardanti l’eccidio di Filetto di Camarda, rimasero sepolti nella storia sino al 1969, quando il giornale tedesco Der Spiegel li raccontò al mondo.

Negli anni successivi non è stato possibile processarlo come criminale di guerra poiché le donne di Filetto di Camarda hanno preferito dimenticare. 
Alcune annotazioni: quando il deputato del PCI Eude Cicerone lottò per processare l’assassino – prete - vescovo Defregger si trovò di fronte un muro alzato da un ex parroco del paese di Filetto, don Demetrio Gianfrancesco. 
Una seconda nota: Defregger fu assolto in istruttoria dal procuratore generale di Francoforte nel 1970 poiché aveva “solo” obbedito agli ordini dei superiori. Lo stesso magistrato, secondo me vergognosamente, concluse che l’uccisione degli ostaggi non era stata malvagia né crudele, e neppure comandata per motivi abbietti. 
Tutte le intenzioni di processarlo caddero nel dimenticatoio, e le persone di Filetto di Camarda preferirono aderire alle iniziative di riconciliazione promosse da don Demetrio. I parenti delle vittime incontrarono il vescovo Defregger durante un viaggio in Germania.
Aggiungo solo l'ultima nota: nei giorni successivi l'eccidio  di Filetto di Camarda la 114° Divisione Cacciatori delle Alpi, di cui Defregger faceva parte nelle vesti di maggiore e per cui nel 1961 al raduno celebrò la messa, si macchiò di ulteriori omicidi, tra cui il massacro di 40 persone a Gubbio.
A voi le conclusioni io non trovo parole, forse il mio senso di giustizia e la ricerca della verità stonano in tale situazione ed in questo paese chiamato Italia. 
Non credo al perdono.


Fabio Casalini

Un sentito e profondo ringraziamento a Rosella Reali che mi sta accompagnando in questa peregrinazione in terre di dolore e sofferenza.


Fonti bibliografiche
- archivio storico della Camera dei Deputati
- articolo del quotidiano Der Spiegel del 1969
- L'Aquila dall'armistizio alla Repubblica. 1943-1946 di Walter Cavalieri. Edizioni Studio Sette società aquilana di studi storici e strategici. L'Aquila 1994
- articolo del quotidiano Il Centro - Edizione l'Aquila del 2014 di Giovanni Altobelli

22 commenti:

  1. Nasconto in Santa Romana Chiesa ha chiesto perdono per i suoi peccati ma non si è pentito. E' giusto sapere e chiedersi come sia potuto passare inosservato ciò che ha fatto. Un intero fascicolo, nascosto, tenuto segreto per 50 anni, insieme a chissà quanti altri. Giusto cercare, giusto raccontare. Doloroso è il termine giusto, essendo molti i particolari letti. Grazie di questa ennesima denuncia e di questa opportunità di crescita che mi dai. Il '900 affascina e sconvolge per la sua organizzata brutalità. Abbiamo un armadio da scoprire. Grazie Fabio... Rosella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rosella grazie a te per l'impegno, la dedizione e la passione che stai mettendo a mia disposizione.
      Siamo così sicuri che abbia chiesto perdono?
      Io non conosco il perdono per cui mi affido a voi.
      Ma se una persona si pentisse realmente dei suoi brutali errori si presenterebbe ad un allegro ritrovo della sua ex compagnia d'armi di stampo criminoso per celebrare messa prima o dopo una bella mangiata di salsicce ed una allegra bevuta di birra?
      Fabio

      Elimina
  2. Accidenti che documento! Quanti di questi vergognosi accadimenti si celano ancora nascosti da stato e "santa" Chiesa? Fabio sono sconcertata! Sai già cosa penso del tuo operato, ma te lo ripeterò: ammiro il tuo coraggio e determinazione!
    Glory

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Glory, grazie per gli apprezzamenti.
      E' solo il primo file interessante che ci è passato tra le mani, pensa a cosa troveremo.
      Tra l'altro l'eccidio di Filetto di Camarda non ho una pagina wikipedia, fatto stranissimo. Esiste una piccola pagina per il signor Defregger ma non per l'eccidio. Pochissimi articoli per lo più in quotidiani locali abruzzesi.
      Sono fiero di contribuire alla ricerca della verità storica.
      Un ringraziamento grandissimo a Rosella per la ferma volontà di aiutarmi!
      Fabio

      Elimina
  3. Ciao Fabio. Defregger? Bravissima persona, parente stretto dei gesuiti che benedicevano la garrota che poneva fine alla vita dei nativi peruviani. I paraventi ecclesiastici sono meglio dei giubbotti antiproiettili, ma è doveroso chiedersi: se questo messere si era macchiato di queste nefandezze, perchè mai il mite Paolo VI lo avrebbe fatto vescovo? Possibile che le doverose indagini (ricordi P. Pio?) ignorassero i suoi precedenti?

    Perchè le donne ed i bimbi sopravvissuti all'eccidio, testimoni oculari, non ebbero mai in futuro la volontà di accusare i carnefici preferendo dimenticare? Sarebbe il primo caso in cui deliberatamente si rinuncia ad accusare chi tolse la vita ai propri cari. perchè il parroco del paesello, testimone anch'egli, difese sempre a spada tratta il macellaio?

    Qualcosa sfugge, Perchè la commissione d'inchiesta, anni dopo, lo assolse completamente? (NON è questo comunque il primo caso che le orecchie da mercante dei giudici fanno concorrenza con quelle del signor Spock). Il ribrezzo per le ritorsioni militari nei confronti dei più deboli, da qualunque latitudine avvengano, sono sempre indifendibili. Gli eccidi e le ritorsioni dell'esercito tedesco nella sua ritirata dal sud verso il nord Italia sono innumerevoli, il sangue innocente versato non si è ancora raggrumato, ne mai dovrebbe diventarlo, per le coscienze.

    Perchè in questo caso si volle dimenticare, a differenza di decine di altri casi simili? Cito brevemente alcuni luoghi in cui il tragico passato non è mai stato dimenticato o messo agli archivi: Marzabotto, Roccaraso,Boves, S. Anna di Stazzena, Bosio ecc. Deliberatamente tralascio la vergogna delle tombe a cielo aperto delle Foibe, spaccature naturali del Carso.
    Un saluto
    Malles

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Malles, qui sfugge tanto, anzi quasi tutto.
      Le prediche domenicali del parroco del paese possono aver influenzato?
      I rimborsi per le vittime di guerra possono aver influenzato?
      Cosa è successo negli anni posteriori all'articolo di Der Spiegel in quel lembo di terra?
      Come mai nessuno si è impegnato, se non il povero deputato comunista, nel tentativo di mettere i ceppi al criminale Defregger?
      Stiamo ancora cercando nella immane documentazione per fare chiarezza, ma dubito troveremo quanto andiamo cercando.
      Il "mite" Paolo Vi poteva e doveva sapere?
      Fabio

      Elimina
    2. Pensa Fabio, se quello è ancora vivo rischiamo di trovarcelo come papa.
      Quanti criminali nazisti sono passati per il Vaticano o negli arcivescovadi per fuggire oltre Oceano? Un numero ancora sconosciuto del quale non sapremo mai l'esatta entità. Sono d'accordo con te, non c'è perdono possibile per chi ha commesso certi crimini e per i conniventi, anche se si sono travestiti da vescovi.

      Elimina
    3. ciao Cleide. No il Defregger è morto qualche anno addietro ed inoltre Bergoglio non mollerà tanto presto...
      Il numero non lo sapremo mai, ma di tutti quelli che troverò sulla mia strada racconterò la storia, è doveroso verso le vittime.
      Fabio

      Elimina
  4. Credo che le parole di Fabio "qui sfugge tutto" siano sacrosante! Dobbiamo calcolare poi che i documenti ecclesiastici segreti sono il lato B pensiamo al lato A dei segreti di Stato sulle stragi, poi facciamo la somma e alla fine? "Qui sfugge tutto!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carrozze & Cavalli sfugge tutte, lato A e lato B.
      Ultimamente è possibile richiedere i documenti da cui è tratto il resoconto all'archivio della camera dei deputati.
      I documenti attengono al cosi detto armadio della vergogna.
      La vergogna risiede nel fatto che il popolo non sa, e che non vuole sapere.
      Fabio

      Elimina
  5. In quel armadio ci sono troppi scheletri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Maurizio per quanto potrò cercherò di leggere e scriverne nel modo più semplice possibile per informare le persone. Ad oggi 25/04/2016 questo articolo è stato letto da quasi 2000 persone ed è pubblicato da meno di un mese.
      Fabio

      Elimina
    2. non c'è perdono.
      Continua a scavare ed a riportare in luce questi accadimenti e queste persone. Ne abbiamo bisogno come persone e come popolo

      Elimina
    3. Ciao Gio'.
      Storie come quella di Defregger purtroppo non rimasero isolate, basti pensare al vescovo del male Hudal o la copertura alla fuga di Rauff.
      Grazie per il sostegno, per noi è fondamentale!
      Fabio

      Elimina
  6. Bravo, continua così. Continua a cercare gli scheletri nell'armadio.
    Dobbiamo sapere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Maria, non smetterò di cercare.
      Grazie!
      Fabio

      Elimina
  7. Non credo che sia trattato di un evento unico poiché erano molti in Italia i parroci che si trovavano nelle due sponde. Da una parte, forse la più numerosa, che aveva simpatie filo-fasciste prima e naziste poi e quelli, una minoranza, che invece avevano simpatie socialiste. Visto che lei è un assetato di scoprire le verità nascoste, sete di cui anch'io nutro, le suggerirei di indagare sulla curia bergamasca dell'epoca perché ritengo ci siano molte verità mantenute, tuttora, gelosamente nascoste. Grazie e complimenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per i complimenti.
      Assolutamente non fu un caso unico: si trattò di una vera e propria rete che permise il salvataggio di moltissimi gerarchi.
      L'operazione, imbastita con l'aiuto di molti preti, vescovi e cardinali, è conosciuta come Ratline o Via dei Conventi o dei Monasteri.
      Tra i più noti che trovarono riparo in Sud America, quasi tutti partendo da Genova dove risiedeva il cardinale Siri, ricordiamo Rauff, Priebke, Mengele Josef conosciuto come il dottor morte.
      Ricevevano il battesimo secondo il rito cattolico e i documenti, spesso a Termeno in Trentino Alto Adige, e attraverso questa rete partivano per il Sud America.
      fabio

      Elimina
  8. Leggo con stupore questo articolo e Vi ringrazio perché era un fatto della nostra storia che mi mancava.
    Fermo restando la libertà delle opinioni di tutti mi paiono strane un paio di cose nell'articolo:
    1-"I parenti delle vittime incontrarono il vescovo Defregger durante un viaggio in Germania."
    Forse lo hanno incontrato perché si ricordavano di quanto fatto per evitare la strage dei propri famigliari.
    2- "Personalmente ritengo che Defregger debba aver lottato intensamente per impedire l’uccisione di civili inermi se, dopo poco, è stato nominato maggiore – forse anche grazie all’eccidio." Non capisco: l'eccidio è titolo di merito o di demerito per quelli che lo hanno nominato maggiore?
    3- "Eude Cicerone lottò per processare l’assassino – prete - vescovo Defregger si trovò di fronte un muro alzato da un ex parroco del paese di Filetto, don Demetrio Gianfrancesco." Il parroco di un paesino sperduto ha il potere di alzare muri contro un deputato della repubblica che chiede sia fatta giustizia?

    Dette queste cose che mi hanno incuriosito grazie per il Vs articolo decisamente interessantissimo e anche doloroso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao.
      1- No. Defregger fu assolto in istruttoria dal procuratore generale di Francoforte nel 1970 poiché aveva “solo” obbedito agli ordini dei superiori. Lo stesso magistrato, secondo me vergognosamente, concluse che l’uccisione degli ostaggi non era stata malvagia né crudele, e neppure comandata per motivi abbietti.
      2- E' una frase ironica. "Deve aver lottato intensamente" in questo sono stato ironico. I suoi superiori effettuarono la promozione in seguito all'eccidio.
      3- Anche in questo caso vi è dell'ironia. Le donne del paese ove avvennero i fatti furono "convinte" a dimenticare....

      Fabio

      Elimina
  9. ma che sorpresa...la chiesa cattolica (cattolico=universale) si è prostituita con tutti i potenti del mondo, da sempre...ma ora è arrivata al capolinea...

    Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande autorità, e la terra fu illuminata dal suo splendore. Egli gridò con voce potente: «È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso».
    Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi; perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità. Usatele il trattamento che lei usava, datele doppia retribuzione per le sue opere; nel calice in cui ha versato ad altri, versatele il doppio. Datele tormento e afflizione nella stessa misura in cui ha glorificato se stessa e vissuto nel lusso. Poiché dice in cuor suo: "Io sono regina, non sono vedova e non vedrò mai lutto". Perciò in uno stesso giorno verranno i suoi flagelli: morte, lutto e fame, e sarà consumata dal fuoco; poiché potente è Dio, il Signore che l'ha giudicata. (Apocalisse 18:1-8)

    alla base c'è la menzogna originaria:
    http://www.assembleadiyahushua.it/la-chiesa-e-stata-davvero-fondata-su-pietro-lapostolo/#axzz4lkGQXByi

    Da costoro lo stesso Pietro mette in guardia i primi veri discepoli:

    "Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina immediata. Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna già da tempo è all'opera e la loro rovina non si farà aspettare." (2 Pietro 2:1-3)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che sia arrivata al capolinea ne dubito fortemente.
      Anzi la contrapposizione sociale sta acuendo le differenze religiose, permettendo d'indossare i panni dei crociati a persone che sino a qualche mese fa non immaginavano neppure d'essere cattolici...

      Fabio

      Elimina