giovedì 7 aprile 2016

La salvezza dalle acque ebbe inizio con Sargon il Grande

Sargon di Akkad, il Grande
«Mia madre fu scambiata alla nascita, mio padre non lo conobbi. I fratelli di mio padre amarono le colline. La mia città è Azupiranu, che è collocata sulle rive dell'Eufrate. La mia madre 'scambiata' mi concepì, in segreto mi partorì. Mi mise in un cesto di giunchi, col bitume ella sigillò il coperchio. Mi gettò nel fiume che si levò su di me. Il fiume mi trasportò e mi portò ad Akki, l'estrattore d'acqua. Akki, l'estrattore d'acqua, mi prese come figlio e mi allevò. Akki, l'estrattore d'acqua, mi nominò suo giardiniere. Mentre ero giardiniere, Ishtar mi garantì il suo amore e per quattro e […] anni esercitai la sovranità. »[1]  
Queste parole si riferiscono a Sargon di Akkad, noto come Sargon il Grande. Fu imperatore accadico dal 2335 al 2279 prima della nascita del Cristo. Facilmente rintracciabili sono le analogie relative alla salvezza di Mosè. Un uomo della famiglia di « Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose ad osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L'aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va'», le disse la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli divenne un figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l'ho salvato dalle acque!».[2]

Roma, San Pietro in Vincoli. Mosè di Michelangelo
Ogni storia dello spirito ha inizio dall’acqua. Egitto, prima di Sargon il Grande. Agli albori della prima dinastia, intorno al 3400 avanti Cristo circa, apparvero improvvisamente scrittura, aritmetica, medicina ed una complessa religione: tutto questo senza che via sia traccia d’evoluzione in nessuna di queste discipline. Egitto terra di mistero?
Osiride
Con molta probabilità queste discipline furono importate durante il IV millennio avanti Cristo. Notoriamente le culture importate non esprimono il massimo sviluppo durante la prima fase, ma nel momento in cui i nativi ne imparano le tecniche. All’interno della corposa religione dell’antico Egitto si trova un Dio salvato dalle acque: Osiride. La leggenda egizia, narrata da Plutarco, affermava che Osiride, dopo aver migliorato le condizioni di vita dei suoi sudditi, lasciò l’Egitto ed andò in giro per il mondo, per portare ad altre nazioni i benefici della civiltà. Nel periodo in cui era lontano dall’Egitto 72 membri della sua corte, capeggiati dal cognato Seth, tramarono contro di lui. Al suo ritorno fu invitato ad un bacchetto, durante il quale una cassa di legno ed oro fu offerta all’ospite che vi fosse adattato alla perfezione. Osiride non sapeva che la cassa era modellata sulle sue misure. Tutti gli ospiti del banchetto tentarono di entrarvi, senza successo. Osiride si distese comodamente dentro. Prima che riuscisse ad uscire i cospiratori si affrettarono a chiudere la cassa inchiodando il coperchio e tappando con il piombo tutte le fessure. Osiride non poteva respirare. Seth decise di gettare la cassa nel Nilo. Il sarcofago discese il fiume sino al mare per arenarsi nei pressi di Biblo dove un’acacia lo avvolse con i propri rami. Iside alla disperata ricerca di Osiride giunse a Biblo dove, dopo aver vissuto da comune mortale all’interno della corte della regina Nemano, riuscì ad ottenere la cassa di legno ed oro. Iside tentò vanamente di resuscitare Osiride, ma ne rimase fecondata. Qualche tempo dopo nacque Horus. Seth ritrovò la cassa con il corpo di Osiride. Preso dalla rabbia decise di smembrarlo e disperdere i pezzi per l’Egitto. Iside, dopo essersi liberata dalla prigionia imposta da Seth, ritrovò il corpo di Osiride e lo ricompose mummificandolo.  Vi ho proposto le tre leggende – due delle quali incredibilmente identiche – per meglio comprendere l’importanza dell’acqua all’interno delle religioni. L’ordine dell’elenco potrebbe essere il seguente: Osiride, Sargon il Grande e Mosè.  Possiamo ritenere che la leggenda di Mosè, non esistono documenti storici che comprovano la reale esistenza del legislatore, si basi su quanto pervenuto dalla Mesopotomia sotto forma di racconto sulla sorte di Sargon il Grande?

Lupa Capitolina, Musei Capitolini - Roma
L’elenco sarebbe incompleto senza una menzione a Romolo e Remo: Numitore ed Amulio erano fratelli che si contendevano il trono di Albalonga. Amulio cacciò il fratello e costrinse la figlia di Numitore, Rea Silvia, a diventare vestale. La ragazza in questo modo non avrebbe potuto sposarsi e generare figli. La ragazza fu amata da Marte e dal loro rapporto nacquero Romolo e Remo. Rea Silvia fu condannata a morte e gettata nel fiume Aniene. I figli furono messi in una cesta ed affidati alla corrente del fiume. La cesta si adagiò nei pressi di un fico – altre fonti riportano una grotta. Una lupa, scesa al fiume per abbeverarsi, udì il vagito dei bimbi. Li raggiunse e si mise ad allattarli – altre fonti riportano anche la presenza di un picchio portatore di cibo. Poco tempo dopo il cesto fu rinvenuto da un pastore di nome Faustolo che decise, insieme alla moglie Acca Larenzia, di salvare i bimbi dalle acque e crescerli come figli suoi. La data della fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile del 753 avanti Cristo. Datazione riportata dallo storico latino Varrone in conformità a calcoli effettuati dall’astrologo Lucio Taruzio. Sargon il Grande, Mosè ed ora Romolo e Remo. Bimbi lasciati alla deriva nelle acque all’interno di un cesto. Bimbi salvati dalle acque.

Molto interessante cercare di comprendere il ruolo dell’acqua nelle antiche religioni.
La Genesi della Bibbia. «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. »[3]
Non solo Bibbia. 
In molti miti della creazione del mondo l’acqua rappresenta la sorgente d’ogni forma di vita: è associata alla fecondità femminile. Il concetto dell’acqua che genera la vita, come abbiamo visto nelle leggende sopra descritte, fu elaborato in Mesopotamia, da qui è stato trasmesso all’ebraismo e da questi al cristianesimo e all’islam.
Prima dell’elaborazione dell’acqua come fonte di vita nella terra compresa tra il Tigri e l’Eufrate esistevano credenze similari?
Fin dalla Preistoria il complesso Acqua-Luna-Donna era percepito dalle popolazioni come il circuito della fecondità. In vari siti Neolitici, nella civiltà detta di Walternienburg-Bernburg, l’acqua era rappresentata con segno VVV, che rappresenta anche il più antico geroglifico egiziano dell’acqua corrente. [4]
L’acqua diventa sostanza magica e medicinale per eccellenza: guarisce, ringiovanisce, assicura la vita eterna.
Il mio interesse per i Salvati dalle Acque è da leggere in riferimento al rito del Répit o Ritorno alla vita dei bimbi nati-morti. Questo rito, ritrovato nella forma moderna e cristianizzata in Provenza intorno alla metà del XIII secolo, pianta le proprie radici in un lontano passato. I seguaci del cristianesimo hanno cercato il battesimo ad ogni costo per elevare il proprio figlio nato-morto alla luce del Paradiso. Non potevano permettere che l’anima restasse nell’eterno limbo o, nelle considerazioni peggiori, tra le fiamme dell’inferno. [5]

Verbania - Museo del Paesaggio. Ex voto del santuario della Madonna del Boden di Ornavasso (VB)
I genitori dei bimbi si trascinavano per giorni alla ricerca del Santuario che potesse intercedere per loro e per l’anima del piccolo. Chiedevano e pregavano il miracolo del momentaneo risveglio per impartire il battesimo. Il battesimo nasce per immersione nell’acqua.  L’immersione equivale a purificazione: tutto si scioglie nell’acqua, ogni forma si disintegra e qualsiasi storia è abolita.[6] Il simbolismo antico ed universale dell’immersione nell’acqua come mezzo di purificazione, o rigenerazione, fu accolto dal cristianesimo ed arricchito di nuove valenze religiose. Il battesimo impartito da Giovanni mirava alla redenzione dell’anima ed al perdono dei peccati. Nel vangelo di Luca troviamo: «Vi battezzo con l’acqua, ma colui che è più forte di me vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco. »[7]

Nel cristianesimo il battesimo divenne il principale strumento di rigenerazione spirituale, perché l’immersione nell’acqua battesimale equivale alla sepoltura di Cristo. San Paolo scrive: «Ignorate voi tutti che noi tutti battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morte? »
Il ritorno alla vita dei bimbi nati-morti come avveniva?
I genitori si recavano al santuario prescelto poggiavano il corpo del bimbo nei pressi di un’icona, che svolgeva il ruolo d’intercessore per il ritorno alla vita, ed iniziavano a pregare. 
Nel momento in cui apparivano segni inconfutabili di ritorno alla vita, il bimbo era battezzato – spesso sotto condizione – con l’acqua dall’officiante.
Molti santuari del respiro o del ritorno alla vita si trovavano nei pressi di sorgenti. Scrive Mircea Eliade: «Alla multivalenza religiosa dell’acqua corrispondono, nella storia, numerosi culti e riti incentrati intorno alle sorgenti, ai fiumi e ai corsi d’acqua. »[8]
Il culto delle acque mostra un’impressionante continuità nella storia. Nessuna rivoluzione religiosa ha potuto abolirlo, alimentato dalla devozione popolare. Il culto delle acque finì per essere tollerato anche dal cristianesimo.
Acqua fonte di vita iniziale.
Acqua fonte di restituzione della vita.
L’acqua utilizzata per impartire il battesimo, sotto condizione, ai bimbi tornati dalla morte.
Dopo aver letto e scritto molto sul Répit una domanda mi sorge spontanea: Sargon il Grande, Osiride, Mosè, Romolo e Remo possono ritenersi i primi ritornati dalla morte?
Prima di rispondere sottraiamo Osiride da questo elenco: Sargon, Mosè, Romolo e Remo non erano bimbi lasciate in un cesto alla deriva nell’acqua?
Acqua che dona la vita.
Acqua che restituisce la vita.
Forse non ci hanno raccontato tutto.

Fabio Casalini



Bibliografia
Casalini Fabio e Francesco Teruggi. Mai Vivi, Mai Morti. Giuliano Ladolfi editore, 2015
Eliade Mircea. Trattato sulla storia delle Religioni. Bollati Boringhieri, 1976
Pallottino Massimo. Origini e storia primitiva di Roma. Rusconi editore, 1993
Tosi Mario. Dizionario enciclopedico delle divinità dell’Antico Egitto. Ananke, 2004



[1] Testo neoassiro risalente al VII a.C.
[2] Esodo 2
[3] Genesi 1
[4] Mircea Eliade, Trattato di storia delle Religioni. 1976
[5] Fabio Casalini e Francesco Teruggi, Mai Vivi, Mai Morti. 2015
[6] Mircea Eliade, Trattato di storia delle Religioni. 1976
[7] Vangelo di Luca 3,16
[8] Mircea Eliade, Trattato di storia delle Religioni. 1976

12 commenti:

  1. Sei speciale, Fabio.Complimenti.

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  2. Notevole e suggestivo questo filo conduttore che lega simbologismi e percorsi antichissimi fino ai giorni nostri e per giorni nostri mi viene in mente il modo quasi "ossessivo" col quale stiamo andando su altri pianeti alla ricerca di.... acqua! Trascinato dalle suggestioni di Fabio comincio a pensare che non si tratti solo di ricercare le condizioni minime di vita su pianeti lontani e desolati, ma che ancora la storia dell'umanità si ripeta in epoca moderna con mezzi moderni (non più arcaici cesti abbandonati nell'acqua ma navicelle spaziali adagiate su mari galattici.... l'intelligenza artificiale di un computer a bordo invece di un corpo umano nel cesto...); senza rendercene conto stiamo ancora perpretando l'ancestrale simbologia della ricerca purificatrice e del ritorno alla vita?
    Veramente stuperfacente ed emozionante, grazie Fabio (mi sà che mi sto contagiosamente e gioiosamente "ammalando" anch'io!).... (Ridao nella versione visionaria).

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    1. Ciao visionario-Ridao.
      Non saprei chi tra i due si avvicini maggiormente all'appellativo visionario...
      Il battesimo come viene impartito oggi è puramente una pratica obbligata e senza alcun momento purificatore. Si battezza perché lo fanno tutti e per costruire una bella festa con parenti ed amici.
      Di quell'ancestrale momento di purificazione cosa rimane?
      Forse andiamo in mondi lontani alla ricerca di qualcosa che non riusciamo a trovare a casa nostra..
      Fabio

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  3. Che racconto coinvolgente! Ricordo che da bambina me la raccontavano in modo molto simile....avevo un libro per bambini con tutte le illustrazioni a fumetto... un bel salto nel mio passato di bambina! Grazie Fabio!! Glory

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    1. Ciao Glory.
      Felice di raccontare eventi che permettono il ritorno all'infanzia.
      Su Mosè dico sempre che dobbiamo riuscire a levarci di torno quello che abbiamo imparato a catechismo, la sua figura è completamente diversa.
      Fabio

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  4. Ciao Fabio, ad ogni articolo scopro nuove cose che non sapevo. Un grande stimolo per leggere e scoprire ancora. Se i professori di storia avessero la metà della tua passione e semplicità di esposizione, avremmo più ragazzi innamorati della storia. Interessante il tuo percorso a ritroso nel tempo, per poi tornare a noi con un collegamento inedito al Repit. Dobbiamo presumere nuove scoperte sul tema? Dobbiamo presumere che ci sia nuovo materiale che ci sottoporrai? Viaggiare nel tempo con te è sempre molto affascinante. Grazie. ...Rosella

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    1. Ciao Ros.
      Sicuramente la prossima serata a Pieve Vergonte sottoporrò nuove ipotesi che al momento sono ancora in divenire.
      Vi saranno collegamenti non tanto all'acqua quanto ad un precedente articolo di Andrea Dallapina che chiedeva dove fossero finite le donne del Medioevo...
      Fabio

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  5. Hola. Avveniristico il collagene dell'amico Dr. Ridao, ma forse non più di tanto. Ultimamente l'amico Don Fabio no tiene respuesta. ma se fosse... gli chiederei da quando ha aperto l'orizzonte , spaziando oltre le pratiche religiose, praticate spesso da praticoni monocoli? La materia dei quali, a mio parere, non è tutta da buttare.

    L'acqua... elemento naturale a cui via via hanno attinto tutte le dottrine. Osiride ha con essa un manifesto parallelismo simbolico. Ci si avvale di documenti ideografici e di simbolici, nel primo caso si ha una scrittura sia pure per segni corrispondenti ad immagini, nel secondo si ha un racconto rappresentato da disegni, stilizzati con simboli.

    Molteplici sono gli eroi dell'antichità salvati dalle acque, troppi... come troppi sono quelli nati da madre vergine. A cosa e a chi credere? Questo è l'inghippo. Mosè probabilmente NON era Mosè... nè l'esodo ha mai esondato in mare, nè il faraone Ramses II (1290-1224) conobbe mai Mosè. Lo confermerebbe una stele egiziana del 1220 a.C. fatta incidere dal faraone Merenptah (1224-1214) per ricordare la conquista di diversi territori asiatici ed un regno israelita. Come poteva esistere già Israele nel XIII sec. se gli ebrei erano appena usciti dall'Egitto?

    In pochi anni avrebbero dovuto peregrinare nel deserto, occupare militarmente la terra promessa e creare uno stato che meritasse di essere menzionato tra le conquiste di un faraone. Le scoperte di Har Karkom retrodatano l'esodo all'epoca della VI dinastia menfita, quando, come dice la stessa Bibbia, sorgeva "... sull'Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe". Chi era questo faraone? Probabilmente Pepi II Neferkare (dal nome di Horus Netjerkhau) salito al trono alla morte del fratello Merenre morto dopo solo 5 anni di regno. Con questo nei film ci propinano ancora Ramses II...

    Chi poi raccolse Mosè dalle acque, su una cesta di vimini spalmata di bitume e pece, non poteva essere la principessa figlia del faraone Pepi II, nè si attraversò mai il Mar Rosso, nè il monte Sinai fu il monte santo che... nè .. nè.. troppi punti che non coincidono, ma coincidono molteplici origini mitologiche, accomunate e rinverdite nei secoli.
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles, mettiamoci comodi.
      Interessante per lo svolgimento anche futuro del nostro ragionamento è la fine del tuo intervento (non possiamo più parlare di commenti ragazzi, parliamo di interventi come fosse una tavola rotonda). Il Monte Sinai abbia la certezza che sia quello che ci hanno raccontato?
      Assolutamente no!
      Il dio Yahweh, secondo alcune interessanti e ragguardevoli fonti, nasce con un dio vulcanico che si presenta come il fuoco che arde... orbene YHWH si presenta a Mosè proprio nella forma del rovo infuocato... non è che Mosè o chi per esso sia salito su un monte che sputava fuoco?
      Se la risposta è affermativa, dove si può trovare questo Vulcano-Sinai che sputa fuoco?
      In Egitto sicuramente no, in quanto non sono presenti vulcani.
      Potrebbe essere in Arabia Saudita?
      Penso che ne riparleremo...
      Fabio

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  6. più che interessante e coinvolgente

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    1. Grazie Giò, argomento che ho dispiegato in diversi articoli all'inizio del 2016.
      Fabio

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