giovedì 31 marzo 2016

Zoo umani, uomini trattati come bestie

Rinascimento epoca di luce, di magnifica produzione artistica e degrado morale, occorre ricordarlo. Nel corso del XVI secolo il cardinale Ippolito de Medici possedeva una collezione d’essere umani di diverse razze. Il cardinale si vantava di disporre d’uomini e donne di oltre venti diverse lingue: tartari, turchi, mori, indiani e varie etnie africane.[1] 
Il cardinale Ippolito de Medici precursore di quest’ignobile usanza – anche se occorre specificare che, con molta probabilità, altri prima di lui vollero dimostrare la superiorità di una certa etnia rispetto ad un’altra.
Ritengo il caso di introdurre alcune definizioni per meglio comprendere il seguito dell’articolo.
Iniziamo con la definizione di razza: raggruppamento d’individui che presentano un insieme di caratteri fisici ereditari comuni. Nel caso dell’uomo tali elementi si riferiscono a caratteristiche somatiche indipendenti dalla nazionalità, lingua o costumi.[2]
Questa definizione può considerarsi superata dall’evoluzionismo e dall’antropologia fisica.
Una seconda definizione è quella d’etnia: raggruppamento umano distinto da altri in conformità a criteri razziali, linguistici o culturali. [3]
La definizione può considerarsi superata grazie all’antropologia. Il concetto d’etnia potrebbe essere stato creato per motivazioni politiche tendenti a differenziare un gruppo piuttosto che un altro.
Il cardinale Ippolito non fu l’unico italiano precursore di quest’orrore umano: il tanto amato Cristoforo Colombo portò con se dei nativi americani, dai suoi viaggi, alla corte del Re di Spagna. Correva il 1493.[4]
Lo zoo umano nacque, in forma stabile, dal secolo XIX.
Il tempo corre e con lui la stupidità dell’uomo.
Una nuova epoca si affaccia.
Una nuova visione del mondo: l’imperialismo. In quest’ambiente si sviluppa il nuovo colonialismo, che consiste nell’azione dei governi di imporre la propria egemonia su altri paesi allo scopo di sfruttarli economicamente. I colonialisti assumono il controllo dei paesi conquistati e delle loro fonti energetiche. Non si fermano alla terra ma sfruttano anche gli abitanti.
Gli zoo umani si affermarono definitivamente dal 1870.
L’uomo – quasi moderno – inventò una definizione fuorviante, come a volersi ripulire la coscienza: esposizione etnologica. In queste mostre, sia permanenti sia itineranti, gli esseri umani potevano essere presentati in uno stato naturale. In questa situazione si voleva enfatizzare la differenza fisica e culturale tra i popoli dell’Europa occidentale ed altri europei o non europei.
Gli abitanti dei paesi non occidentali erano considerati primitivi, e si potevano trattare come animali. Il concetto fondamentale trae spunto dal razzismo scientifico nonché dal darwinismo sociale.
Il razzismo scientifico è una branca dell’antropologia formatasi in ambito universitario nel corso del XIX secolo negli Stati Uniti ed in Europa. Lo scopo principale era quello di trovare un fondamento all’ideologia razzista.
Il darwinismo sociale è una corrente di pensiero filosofica che ritiene come motore del mondo il concetto di struggle for life and death: combatti per la vita e la morte. Alla base di quest’idea vi era la ricerca di un fondamento, possiamo chiamarlo scientifico, per il pretesto con cui le parti dominanti della società cercavano di far apparire la differenza di classe come una disuguaglianza antropologica.
Questo strano miscuglio di idee, filosofia, sociologia ed antropologia – che voleva trovare un fondamento al razzismo – fu la base per la nascita e la proliferazione delle esposizioni etnologiche o meglio degli zoo umani.
Non fermiamoci alla teoria, avanziamo nell’orrore della pratica.
Dal 1870 gli zoo umani divennero popolari in diversi paesi del mondo occidentale. Leggendo i resoconti dell’epoca si smarriscono le parole, anche per il numero dei visitatori di queste esposizioni etnologiche: dai 200,000 ai 300,000 con picchi di diversi milioni.
Le città più prolifiche furono Parigi, Londra, Anversa, Milano, Barcellona, New York e Berlino. L’inventore di questo incredibile momento della storia dell’uomo potrebbe avere un nome ed un cognome – non fosse altro perché fu il primo: Carl Hagenbeck.
Nel 1874 decise di mostrare i samoani come delle popolazioni primitive. Visto il successo decise di catturare – purtroppo questo termine si deve utilizzare con riferimento alle incredibili nefandezze del periodo storico – dei nubiani, per effettuare nuove e visitate mostre.
Dopo l’enorme successo di pubblico decise di trasformare le mostre da stabili ad itineranti, per la gioia delle popolazioni di Parigi, Londra e Berlino.
Nel 1877 de Saint-Hilaire, direttore dello Jardin d’acclimatation, decise di introdurre spettacoli etnologici in cui si esibivano dei nubiani. I visitatori raddoppiarono nel corso di un anno, toccando l’incredibile cifra di un milione. Siamo nell’anno 1877. Sino al 1912 furono allestite oltre 30 mostre.
Il nostro paese non si discostò da questa pratica, giacché è stato tra i precursori. Il primo caso d’umanità in mostra nell’Italia contemporanea – o quasi – fu la realizzazione, nel parco del Valentino, a Torino di un villaggio coloniale. Anno 1884. Sei abitanti eritrei, tre uomini con una donna e due bimbi, furono “invitati” a Torino con la motivazione di richiamare gente per vedere dei veri selvaggi.[5]
Italiani brava gente.
Il caso di Torino potrebbe sfociare nel comico se non fosse tragico: appena giunti i sei eritrei si rifiutarono di alloggiare presso il villaggio coloniale costruito per loro. Furono spediti in un albergo della città sino a quando le abitazioni non furono restaurate secondo il loro volere. Gli eritrei divennero famosi, tanto da essere ricevuti anche dal Re d’Italia.
Si diceva Italiani brava gente.
All’Expo del 1889 di Parigi fu realizzato un villaggio negro visitato da oltre 28 milioni di persone.
I francesi vollero andare oltre: nacquero le esposizioni coloniali, che continuarono sino al 1931.
Le sedi furono le città di Marsiglia e Parigi. In queste mostre erano esibiti esseri umani nudi o seminudi rinchiusi in gabbia. L’ultima esposizione, quella del 1931, attirò oltre 30 milioni di visitatori in soli sei mesi.
Nel 1904 gli Stati Uniti d'America spesero oltre un milione  di dollari per farsi spedire dalle Filippine più 1300 nativi, appartenenti ad oltre una dozzina di tribù. La motivazione di fondo era chiaramente politica: il governo americano sperava di aumentare l'appoggio all'imperialismo tra la popolazione esibendo il selvaggio, l'uomo considerato bestia o il barbaro non occidentale. 
Secondo il reverendo Sequoyah Ade: "Per illustrare ulteriormente la vastità di umiliazioni subite nelle Filippine oltre alla loro conquista da parte degli Americani, gli Stati Uniti hanno reso la campagna Filippina il centro della Fiera Mondiale del 1904 tenutasi quell'anno in St. Louis, MI. In quella che era definita entusiasticamente come la "sfilata del progresso", i visitatori potevano scrutare i "primitivi" che rappresentavano l'opposto della "civiltà" che giustifica la poesia di Kipling "Il fardello dell'uomo bianco". Pigmei dalla Nuova Guinea e dall'Africa, che furono in seguito mostrati nella sezione primati del Bronx Zoo, sono stati fatti sfilare accanto agli indiani d'America come il guerriero Apache Geronimo, che ha venduto il suo autografo. L'attrazione principale fu tuttavia la mostra Filippina di repliche intere delle abitazioni indigene, erette per esibire l'arretratezza intrinseca nel popolo Filippino. L'obiettivo era quello di mettere in evidenza sia l'influenza "civilizzatrice" del governo americano sia il potenziale economico delle risorse naturali delle catene insulari sulla scia della guerra filippino-americana. Era, a quanto riferito, la più grande mostra specifica aborigena esibita alla fiera. Come un visitatore soddisfatto ha commentato, lo zoo umano appare il racconto di strane persone che segnano il tempo mentre il mondo avanza, e di selvaggi resi dei lavoratori civilizzati coi metodi americani." [6]
All'esposizione del 1907 di Parigi, voluta per promuovere il colonialismo, furono ricostruiti sei villaggi in rappresentanza degli angoli di mondo dell’impero francese. Furono ricostruite le abitazioni per ricreare lo stile di vita, naturalmente non potevano mancare gli abitanti, mostrati come prede del colonialismo francese. 
Quest’esposizione fu visitata da oltre un milione di persone.
L’ultima assurda esposizione fu allestita nel 1958 in Belgio, a Bruxelles, durante una fiera mondiale. Nella capitale belga fu ricostruito un villaggio del Congo. Vi sono immagini incredibili che conducono sul sentiero del vomito: si distinguono chiaramente attempate e sorridenti signore di mezza età lanciare banane ad una bimba, proveniente dal Congo, che cammina sorridente verso di loro.
L’uomo come scimmia.
Nessun rispetto per l’essere umano.
Vorrei concludere con una frase di Albert Einstein: io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana.

Fabio Casalini


Bibliografia
Abbattista Guido, Umanità in mostra. Esposizioni etniche ed invenzioni esotiche in Italia (1880-1940). 2013

Mullan, Bob e Marvin Garry, Zoo culture. The book about watching people watch animals, 1998

Jonassohn Kurt, On A Neglected Aspect Of Western Racism, December 2000, Montreal Institute for Genocide and Human Rights Studies

Fotografie
1- I cacciatori di teste di Coney Island
2- I cacciatori di teste di Coney Island 
3- Uno dei primi zoo umani 
4- Locandina del 1886 di Carl Hagenbeck 
5- Bimba congolose trattata come una scimmia a Bruxelles nel 1958

Note
[1] Mullan, Bob e Marvin Garry: Zoo culture. The book about watching people watch animals, 1998
[2] Definizione di razza estrapolata dall’Enciclopedia Treccani.
[3] Definizione di etnia estrapolata dall’Enciclopedia Treccani.
[4] Kurt Jonassohn: Studi sui diritti umani ed i genocidi per il Montreal Institute, 2000
[5] Guido Abbattista, Umanità in mostra. Esposizioni etniche ed invenzioni esotiche in Italia dal 1880 al 1940. 2013
[6] The Passions of Suzie Wong Revisited, by Rev. Sequoyah Ade, Aboriginal Intelligence, 4 gennaio 2004


22 commenti:

  1. Non ho parole..... non riesco ad immaginare nemmeno una cosa simile, la società di oggi deriva da questo...purtroppo.... Simo

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    1. Ciao Simo.
      Purtroppo sono esistiti e per lungo tempo.
      L'uomo non smette di sorprendere vero?
      Fabio

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    2. Purtroppo no.... E questa è la cosa che fa più male....

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    3. Purtroppo non smetterà nemmeno nel proseguire del nostro cammino
      Fabio

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    4. Altro che vero. Ormai, è scientifico: UN'UNICA RAZZA UMANA, L'HOMO SAPIENS SAPIENS, anche se condizioni di vita simili (e ambiente simile)hanno creato varietà di aspetto simile. E generalmente i mulatti, i meticci, sono molto belli, perché i genitori non condividono le stesse tare familiari.

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    5. Laila dovremmo spiegarlo a molte persone che si intestardiscono a cercare chissà quali differenze... non li capisco.
      Non ci arrivo.
      Fabio

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  2. Complimenti per l approfondimento e lo studio

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    1. Ciao Giorgio piacere trovarti anche su Google+.
      Grazie per i complimenti.
      Spiace essere sempre quello che fa conoscere eventi poco piacevoli.
      Fabio

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  3. Purtroppo gli "zoo umani" dove gli uomini sono trattati come bestie esistono ancora, anzi: si moltiplicano e oggi si chiamano "campi profughi".
    Se questo è un uomo, avrebbe detto Primo Levi.
    Uomini, donne e bambini in fuga da guerre e carestie che, dopo aver attraversato migliaia di chilometri, intirizziti per il freddo si trascinano lungo fiumiciattoli di fango e detriti, tra i desolanti binari di una ferrovia per finire in questi agglomerati umani privi di tutto, se non della poca solidarietà di qualche volontario.
    Forse quanto descritto da Fabio potrebbe essere (ma non lo è) giustificato dall'arretratezza culturale di quegli anni, ma sotto i nostri occhi si consuma invece, nella indifferenza generale, il tramonto della civiltà che non riesce a dare le condizioni minime per una vita degna a tutti coloro che fuggono da morte e orrore. L'isola di Domeni in Grecia, il campo di Calais in Francia come ieri Lampedusa in Italia.
    Oggi nessuno più si definisce razzista, anche se ancora tante guerre si combattono in nome dell'odio etnico e religioso, ma credo che l'indifferenza nei confronti del dramma dei profughi sia la moderna diffusa e spesso inconsapevole forma di razzismo.
    Ieri come oggi: esiste peggiore orrore dell'indifferenza ?....
    Ancora una volta la Storia ci rimanda ad emozioni e contraddizioni più recenti. (Ridao)

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    1. Ciao Ridao, come sempre siamo in accordo quasi su tutto.
      Posso permettermi una piccola distinzione?
      Nel caso degli ZOO UMANI non furono loro a scegliere di andarsene via dai luoghi natii ma l'arroganza dell'occidente che li trasformò prima in schiavi e poi in bestie.
      Nel caso moderno i nativi sono costretti ad andarsene sempre per l'arroganza dell'occidente ma anche per l'incapacità dei loro governanti di trovare delle soluzioni.
      Non esiste una scala di degrado, non può esistere, per cui non posso mettere a confronto i due accadimenti.
      Ma la scelta di conquistare-colonizzare-monopolizzare-ridurre in schiavitù e strappare alle loro terre i nativi per farne animali da circo è di una dolorosa inquietudine mentale.
      Fabio

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  4. Ciusghi!! Un altro articolo facile-facile.
    Salàm, Mir, vulimmace 'bbene...Il discorso sui profughi innescato dall'On. Ridao (è una bomba in tutti i sensi) lo evito, perchè sarebbe da parte mia (lo fanno tutti) fin troppo facile pontificare seppur nella sua INDOTTA drammaticità, ed io NON sono ancora pontefice, quindi abuserei di una carica impropria... Se ne parla spesso,e troppo spesso a sproposito, seguendo NON la ragione ed il cuore, ma cinciallegri schieramenti politici dati in pasto, tra schiamazzi e URlazzi, ai telespettatori. Ci si ritrova dunque a volte di parte, dove sora politica domina, riduce e condiziona.

    Metto la lente d'ingrandimento su uno spezzone di frase di Fabio: "dopo che l'enorme successo di pubblico"... Ciò che segue è orribile, fuori dal buon senso che si presume ogni persona abbia.
    Ho già finito? Nooo!! Mi preme sUpportare l'amico Fabio con un paradosso che ripeto per chi non lo conosce: il cane è una bestia (che il mio fedele volpino mi perdoni...) con 4 zampe, chi dunque possiede 4 zampe e non è un cane, è comunque una bestia e che chi è bestia ha 4 zampe. Ne consegue che il pollo che non è un cane e di gambe ne ha 2, non è una bestia, ma un uomo.
    Sono stato troppo tenero con la nostra categoria?... Suppongo di si. Mi rifarò...
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles l'argomento introdotto da Ridao è una bomba ad orologeria che ho cercato di scansare anche io. Pesante come un macigno che grava sulle nostre teste come il mondo pesava su Atlante.
      Purtroppo gli articoli che scrivo - di notte o al mattino tra le 4 e le 6 fuori da comprensibili orari di lavoro e famiglia - sono e saranno sempre in riferimento alla narrazione del non detto o del celato agli occhi del mondo.
      Come sempre evito la contestualizzazione perché sono divulgatore/cantastorie e non storico, motivo per cui non mi attiene.
      Troppo facile "a quel tempo non si conosceva il mondo ed allora era una via semplice il mostrarlo così" oppure "non sapevano leggere e scrivere (gli occidentali intendo) vanno compresi".
      No!
      Hanno sbagliato.
      In qualunque epica certi eventi FANNO SCHIFO.
      Ciao Malles e grazie del tuo intervento.
      Fabio

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  5. leggo gli articoli e leggo i commenti. Mi piace lo scambio che si crea, arricchisce un qualcosa che è già molto profondo. Un ciao a Ridao e a Malles. Fabio trovi sempre "nell'armadio" argomenti sconosciuti a molti, forse ben celati sotto il solito e consueto velo di perbenismo o di opportunismo. La correttezza politica qui è andata in giudicato. Argomento campi profughi centrato in pieno. Oggi più mai. Ma perchè non faceva tanto scalpore quando i campi profoghi erano quelli del Sud Sudan? Perchè non facevano scalpore come oggi le donne e i bambini ammasati e stremati? Oggi siamo pronti a questo?
    Sono tanti gli zoo umani che mi vengono in mente, tutti fatti per nutrire lo sdegno di persone che in realtà sanno e non fanno nulla perchè oggi come allora il tornaconto economico vale più di qualsiasi altro valore.
    Concludo con una frase che mi piace molto.... Quando guardi a lungo nell’Abisso… l’Abisso guarda dentro di te.” [Friedrich Nietzche].
    L'abisso lo guardiamo ogni giorno, ormai poche cose ci stupiuscono davvero. Grazie Fabio per la tua Perseveranza. Ti seguiamo con costanza per questo, Rosella

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    1. Grazie Rosella per il tuo commento.
      Io fuggo dalla similitudine campi profughi-zoo umani e voi mi riportate.
      Secondo me vi è una grande differenza come detto in risposta a Ridao: all'epoca degli ZOO UMANI i nativi venivano cacciati e catturati come prede da esibire ad un pubblico festoso e sghignazzante, nel caso attuale dei campi profughi - con tutte le responsabilità che può avere l'occidente da cui nessuno vuole fuggire - è una fuga disordinata da paesi dove esiste la guerra ed una religione che azzera le libertà personali.
      Siamo di fronte ad un risultato simile partendo da una base diversa.
      Grazie per seguirmi con sempre maggiore affetto!
      Fabio

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    2. La partenza è diversa. Il risultato medesimo. Sono in vetrina per suscitare lo sdegno di chi guarda. Ma i più girano la faccia. E molti li resteranno a vita. I tempi cambiano. Cambiano le forme di sfruttamento. L'uomo cambia, in peggio. Rosella

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    3. Su questo concordo Rosella.
      Sino a quando l'uomo dell'occidente si sente superiore a qualsiasi altra persona non riusciremo a risolvere i problemi.
      Ogni popolo, ogni gruppo ed ogni persona ha la propria spiritualità e la propria vita. Debbono essere rispettate.
      Non è più tempo di portare la croce in giro per il mondo, è ora di levarla ed iniziare a ragionare con gli altri da pari.
      Fabio

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  6. Basita... amareggiata.... non ho altre parole. Grazie Fabio per il tuo coraggio..di raccontare senza omissioni. Glory

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    1. Ciao Glory grazie per l'apprezzamento.
      Raccontare senza omissioni è il mio unico compito: non appartengo a nessuna ideologia politica, non appartengo a nessun credo religioso e nessun gruppo o associazione.
      Mi sento libero seguendo questo concetto da sempre: La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica.
      (Ignazio Silone)

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  7. A volte mi vergogno di appartenere alla razza umana .

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    1. Maurizio spiace pubblicare spesso notizie storiche negative e nefaste della nostra civiltà.
      Il mio timore sta nel fatto che potremmo perdere molto del passato.
      Fabio

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  8. Diversamente dagli altri non mi é piaciuto questo articolo perché é inesatto e decontestualizzato e lo riediterei.. innanzitutto la bimba congolese e il seguito erano pagati e li volontariamente e alla sera erano libero di girare in città e poi tornarsene da dove erano arrivati, loro stessi scrissero che se c'erano problemi e critiche se ne sarebbero andati.. certo il gesto della banana é poco political correct ma forse ingenuo di una signora .. non diverso da chi oggi va da turista in Africa e regala penne... puoi aggiungere anche altre esibizioni del 2007 2009 in Germania Inghilterra Australia ...tutto oggi ci sono figuranti neri in Messico.. quelli piu antichi credo che da storico non bisogna mai decontestualizzare e non era certo scandaloso probabilmente se ti fossi trovato li avresti ammirato, era qualcosa che non avendo internet e nemmeno fotografie era un metodo di informazione (wunderkammer e molto interessante da valutare i perché dei freak lo strano il diverso e la componente divina)
    psicologicamente stupore umano bilaterale non diverso dai bambini di allora che ammiravano x la prima volta gente con usi e costumi .. dinamiche ben spiegate nel film il pianeta delle scimmie...
    Piuttosto di maggior interesse approfondirei le motivazioni teologiche che la chiesa del 1600 negava l anima non solo agli animali ma anche ai neri per motivare la schiavitù .. fonti ?troverai poca documentazione lo lessi su un libro del 1800, magari in inglese o latino.... in fine non si tratta di razza etnia, ho letto pochi giorni fa libro di saggistica in contrapposizione con vari africanisti spiega la differenza tra nostro medioevo e non sviluppo di aratro ruota lavorazioni varie se non in poche realtà come corridoio del Nilo nilo e Etiopia che fu pesantemente assoggettata dal mondo arabo... un perché fu gioco facile du noi europei avezzinda secoli di battaglie tecniche superiorita in ogni campo avere ulteriori vantaggi

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    1. Andrea con il rispetto che contraddistingue il rapporto che si è instaurato posso dire che lo trovò un buon lavoro. Anche le popolazioni ospitate in Italia (Torino) erano pagate, ma questo non smuove di un centimetro il fatto che fossero messi in recinti come bestie d'ammirare per la loro diversità. Ripeto l'ho scritto e questo rappresenta il punto di vista personale in funzione di tutto quello che ho letto sull'argomento. Non essendo storico non contestualizzo, ma riporto i fatti per come si sono verificati. Non contestualizzo nemmeno l'inquisizione perché "a quel tempo così si faceva". Nel mio mondo questo significa dare una logica al nesso causa-conseguenza, cosa che non esiste quando uccidi, torturi o metti in gabbia Esseri umani. Ripeto questo è il mio pensiero.

      Fabio

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