San Francesco in Pertica, all'ombra dei grandi

Il Sacro Monte di Varese visto dal Monte San Francesco

Il Sacro Monte (col borgo e la via sacra) ed il Campo dei Fiori (con l'osservatorio, gli edifici storici ed i sentieri), lo sovrastano per fama ed altitudine e così, da punti di vista sia fisici che mentali, non è facile notarlo. Io mi sono resa conto della sua presenza guardando dall'alto, leggendone il nome su una carta escursionistica, un pomeriggio in cui avevo voglia di sgranchire le gambe...
Tutti salgono al Sacro Monte di Varese per la via delle cappelle, un'unica via per tanti tipi di spiritualità: c'è chi è spinto dalla fede e fa un percorso di preghiera, chi è spinto dal benessere fisico e si gode la salita, chi è spinto dal bisogno di "staccare" e va a guardare il mondo dall'alto. Il borgo di Santa Maria del Monte, però, esiste da prima che esistesse la via delle cappelle e chi voleva salirvi aveva a disposizione solo un'altra strada: sarebbe partito dal borgo di Velate e con la compagnia del vicino torrente Vellone sarebbe passato dal Monte San Francesco, prima di puntare alla meta.
Si può ancora scegliere questo percorso ma non molti conoscono il sentiero che parte dall'acquedotto di Velate e prosegue per una salita non molto lunga ma in costante pendenza, regalando in cima al San Francesco un luogo impregnato di storia e di storie: un'area archeologica nel bosco.
L'ingresso nella parte alta dell'area archeologica
Accedendo all'area dalla parte alta si passa tra due cumuli di pietre e pare di varcare una soglia che porta nel passato, conducendo attraverso varie epoche.
I ruderi di una torre fanno partire dall'epoca tardo romana: probabilmente la torre faceva parte del sistema di controllo dell'impero, come le vicine torri di Santa Maria del Monte, Velate e Masnago.
Poi i longobardi: il monte San Francesco (in passato monte di Velate) dovrebbe essere stato denominato "in pertica" in riferimento ad un insediamento longobardo, presso cui era usanza innalzare delle "pertiche" in memoria di chi era morto in battaglie lontane e facendo sormontare il palo da una colomba, rivolta verso il luogo in cui il guerriero era caduto.
Lungo la storia di questo luogo troviamo infine un insediamento francescano, che dall'epoca medioevale ci porta fino al 1612 quando, dopo alcuni decenni di tentennamenti, venne dato l'ordine definitivo di abbandonare il luogo. Voci di dubbia moralità, degrado, fatti di furti ed omicidi, l'avvio della nuova (più attraente e "comoda"), via delle cappelle... tra documenti e sussurri, declino e novità, pare proprio che il destino di questo luogo dovesse essere quello dell'abbandono.
Uno scorcio dell'area archeologica
Io sono una piccola curiosa ma pur non sapendomi addentrare nel profondo della storia ora, nonostante il Campo dei Fiori e Santa Maria del Monte attirino l'attenzione, la prima cosa che cerco quando lo sguardo volge da quelle parti è il Monte San Francesco: ci sono storie più ricche e celebrate, luoghi meglio conservati e paesaggi più ampi da ammirare ma il gusto di conoscere un piccolo luogo che molti ignorano, per me, è insuperabile.
Se però questa manciata di parole e fotografie incuriosiranno qualcuno e questo monte diventerà un po' meno sconosciuto, sarò comunque felice!
Il Campo dei Fiori visto dal Monte San Francesco
Arrivederci al prossimo post,
Anna Bernasconi 
(blog personale annabernasconi.blogspot.com)

Nota:
si arriva all'area archeologica anche più rapidamente, dal sentiero che si dirama in discesa lungo la strada asfaltata per l'Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori. Consiglio però il percorso che ho descritto nel mio racconto, lasciandosi coinvolgere dal silenzio della salita, dai dettagli del bosco e cogliendo l'occasione per visitare anche il borgo di velate Velate, comprese la torre (oggi bene del FAI) e la sottostante chiesa di San Cassiano (occasionalmente aperta), che conserva una statua della Madonna forse originaria del monastero del monte San Francesco.
Bibliografia:
-per chi volesse approfondire consiglio "Monte San Francesco Sopra Velate", di Andrea Gianugi, acquistabile anche in versione e-book.
-per i curiosi frettolosi si trova sul web la piccola guida "Il Monte San Francesco" realizzata per la serie "Le Meraviglie di Varese" da alcuni volontari del Servizio Civile Nazionale.

Commenti

  1. Sono luoghi che ho visitato parecchi anni fa con amici che abitavano a Varese. Ancora ricordo quale gran senso di benessere mi dava il paesaggio. Forse chissà laddove anche i sassi sono impregnati di storie minute di uomini che lì hanno vissuto, forse è questo che ti dà la pace.

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    1. Ciao Ambra, io penso che il mondo sia impregnato ovunque di storia e di storie ma che, in mezzo al vociare del frenetico presente, sia spesso difficile notarlo. Certi luoghi, con la loro pace, ci aiutano a trovare la nostra pace, scoprendo loro e noi stessi.
      Certi pensieri fatti nella quotidianità di una giornata normale sembrano quasi roba da matti ma quando ci sei, in quei luoghi speciali, è proprio così. Altrimenti... evviva i matti!

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  2. Ciao Anna, ho particolarmente apprezzato la tua menzione delle pertiche longobarde: anche a Pavia esisteva una famosa chiesa "ad perticas" poi abbattuta...un rituale antichissimo delle steppe ad memoriam dei guerrieri morti insepolti, poi cristianizzato...infatti, probabilmente all'inizio si trattava d'aquile o corvi, animali psicopompi e "che tutto vedono"... Con la cristianizzazione hanno propeso x la colomba...io preferivo prima :D
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    1. Ciao Marco longobardo Corrias, peccato che le colombe abbiano preso il sopravvento, anche io preferisco aquile e corvi! ;-)
      Comunque è un rituale molto bello, affascinante, dall'intenso significato.
      Grazie della visita e del commento!

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  3. Ciao Anna, si' lo so che ami curiosare e fermarti in luoghi meno conosciuti ma che ti attraggono per qualcosa di particolare!Questi posti affascinano appunto per cio' che rimane "nell'aria"e ci riportano ad una dimensione piu'"umana" dove il tempo è dilatato, questo forse dà senso di pace!Interessante il rito delle pertiche!
    Grazie a presto ,bacioni!

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    1. Cara Rita, non è assurdo che per trovare uno scorrere del tempo a misura d'uomo, l'uomo debba andare a cercare luoghi particolari? Abbiamo perso la nostra dimensione... magari, però, a furia di lasciarci incuriosire la ritroveremo!

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  4. Ottimo e interessante luogo meritevole di una visita.
    Serena giornata.

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    1. Ciao Cavaliere, spero proprio che, anche grazie a questa manciata di parole e fotografie che gli ho dedicato, qualche persona in più s'incuriosirà e salirà a visitarlo.
      Grazie per la tua visita al post!

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