domenica 13 marzo 2016

Le marocchinate: stupri di massa e violenze inaudite

«Adesso lui mi stava sopra; e io mi dibattevo con le mani e con le gambe; e lui sempre mi teneva fissa la testa a terra contro il pavimento, tirandomi i capelli con una mano; e intanto sentivo che con l'altra andava alla veste e me la tirava su verso la pancia e poi andava tra le gambe; e tutto a un tratto gridai di nuovo, ma di dolore, perché lui mi aveva acchiappato per il pelo con la stessa forza con la quale mi tirava i capelli per tenermi ferma la testa.» [1] 
Ho deciso di introdurre l’articolo con le parole di Moravia, tratte dal libro La Ciociara, poiché le ritengo educative per analizzare i fatti che seguiranno. Una nuova pagina di storia negata, dimenticata dai libri che i nostri figli sfogliano e studiano a scuola. Avanziamo rapidamente e tutto dimentichiamo. Lasciamo dietro di noi migliaia di martiri senza nome ed eleviamo agli altari personaggi alquanto dubbi con un passato non sempre limpido. Siamo un paese senza memoria. Le marocchinate: con questo termine s’identificano tutte le violenze sessuali e fisiche perpetrate dalle truppe marocchine, al seguito del contingente di liberazione alleato, su migliaia di persone durante la campagna d’Italia della seconda guerra mondiale. Il 14 maggio del 1944 i goumiers del corpo di spedizione francese attraversano i Monti Aurunci, considerati inviolabili sino a quel momento, aggirando le linee difensive tedesche nella Valle del Liri. Con quest’operazione consentono al corpo britannico di sfondare la Linea Gustav e di avanzare sino alla successiva linea di difesa tedesca, la Adolf Hitler.


Il termine goumier indicava un soldato di nazionalità marocchina incorporato nell’esercito francese nel periodo compreso tra il 1900 ed il 1956. I goumiers non erano organizzati in divisioni regolari ma in goums, cioè gruppi composti da circa una settantina di uomini legati tra loro da vincoli di parentela. La caratteristica principale di queste truppe era l’addestramento nei combattimenti montani. Combattere in montagna e sopravvivere in condizioni difficili era naturale per questi soldati vissuti sui monti impervi e duri dell’Africa settentrionale.
Agiscono come una marea su una fila di castelli di sabbia. Sono capaci di spingersi ad ondate su un massiccio montano dove truppe regolari non riuscirebbero mai a passare. Attaccano in silenzio qualsiasi avversario si presenti, lo distruggono e tirano via senza occuparsi di quel che accade a destra o a sinistra. Hanno l’abitudine di riportarsi indietro la prova delle vittime uccise; perciò sono nemici con cui non è piacevole aver a che fare”. Così li descrive Fred Majdalany nel suo libro La Battaglia di Cassino. I goumiers, come detto in precedenza, sfondarono la Linea Gustav. Occorre specificare la situazione: la Gustav fu una linea difensiva approntata in Italia su disposizione di Adolf Hitler nel 1943. Tale linea aveva il compito di dividere in due il paese. La linea cedette nel maggio del 1944 costringendo i tedeschi sulla linea successiva, la Adolf Hitler. La seconda linea era posta a circa 10 km dalla precedente ed aveva il compito di contenere eventuali cedimenti della linea Gustav. La Linea Hitler cedette alla fine di quel terribile maggio del 1944.  Ritorniamo al 14 maggio del 1944.
Per incentivare i combattenti allo sfondamento della Gustav il generale Alphonse Juin promise ai goumiers 50 ore di libertà. [2] Secondo alcune fonti il generale Juin pronunciò il seguente discorso, che apparve su dei volantini tradotti in francese ed in arabo: «Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete.» [3]-[4] In quelle 50 ore accadde ogni misfatto che l’essere umano sia in grado di compiere: i marocchini saccheggiarono paesi e borghi, perpetrarono violenze fisiche e sessuali sulla popolazione inerme. Tra i paesi colpiti vi fu il comune d’Esperia. Il sindaco affermò che oltre 700 donne furono stuprate ed alcune di loro morirono in seguito alle violenze riportate durante i forzati atti sessuali. Molte di queste donne subirono lo stupro alla presenza dei mariti, o dei genitori quando si trattava di bambine. Molti uomini furono uccisi perché tentarono con ogni mezzo di difendere le proprie donne, o bambine quando si trattava di padri di famiglia. Il parroco del paese nel disperato tentativo di difendere le donne fu catturato, legato ad un palo e sodomizzato per due giorni sino al sopraggiungere della morte, probabilmente tanto sperata in quei dolorosi momenti.

Le violenze dei soldati marocchini non si esaurirono ad Esperia, e sicuramente non si arrestarono alle fine delle 50 ore di libertà – se mai sono esistite le 50 ore. «Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate. A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I Marocchini di solito aggrediscono le donne in due – uno ha un rapporto normale, mentre l’altro la sodomizza[5] Riporto un’altra testimonianza: «I soldati marocchini che avevano bussato alla porta e che non venne aperta, abbattuta la porta stessa colpivano la Rocca con il calcio del moschetto alla testa facendola cadere a terra priva di sensi, quindi veniva trasportata di peso a circa 30 metri dalla casa e violentata mentre il padre da altri militari veniva trascinato, malmenato e legato a un albero. Gli astanti terrorizzati non potettero arrecare nessun aiuto alla ragazza, e al genitore, poiché un soldato rimase di guardia con il moschetto puntato sugli stessi

Su questi fatti esiste anche una nota dei Carabinieri, del 25 giugno 1944, a ricordo delle bestialità delle truppe marocchine: «infuriarono contro quelle popolazioni terrorizzandole. Numerosissime donne, ragazze e bambine (...) vennero violentate, spesso ripetutamente, da soldati in preda a sfrenata esaltazione sessuale e sadica, che molte volte costrinsero con la forza i genitori e i mariti ad assistere a tale scempio. Sempre ad opera dei soldati marocchini vennero rapinati innumerevoli cittadini di tutti i loro averi e del bestiame. Numerose abitazioni vennero saccheggiate e spesso devastate e incendiate.» Non posso proporre tutte le testimonianze, alcune non posso tralasciarle: « incontrarono per strada un ragazzino di 14 anni Anastasio Gigli. I gourmiers chiesero con gesti e un francese "Italianizzato" ad Anastasio dove potevano trovare una fontana d'acqua; appena Anastasio si voltò per indicare la strada, i Marocchini lo immobilizzarono velocemente. Non sappiamo se Anastasio è stato violentato, non abbiamo nessuna prova o testimonianza, ma senza dubbio i momenti successivi alla "cattura" devono essere stati terribili. La sorella d’Anastasio non vedendolo rientrare iniziò subito le ricerche, alcuni testimoni riferirono di aver visto dei marocchini dirigersi verso all'ospedale di Priverno (7 km da Roccagorga) con una persona avvolta in un lenzuolo bianco inzuppato di sangue e trascinato come un sacco di patate. In quel lenzuolo bianco era avvolto Anastasio, oramai senza più vita. I medici riferirono di una ferita mortale da arma da taglio (baionetta) all'addome[6]  La prossima testimonianza è tratta dal volume Esperienza bellica e mutamenti sociali. L'impatto della guerra sulla popolazione civile del Frusinate 1943-1948, del professor Tommaso Baris:“Nui aspettavamo gli liberatori, arrivettero chigli da n’auta razza. Erano brutti, parevano gli diavoli. Ce rubettero chigliu poche che c’era rimasto e facettero tanto scempio della populazione… C’avevano carta bianca agliu fronte e facettero tutte chelle sporcizie agli omene e alle femmene… una strage. Chisti marocchini erano sporchi, come alle bestie. Erano niri con gli occie rusci, con gli ‘recchini agliu nase… na montagna piena, sbucavano da tutte le parte, pigliavano tutte le donne che incuntravano e se le purtavano alla boscaglia, passavano in colonna in mieso a nui… addò vuò scappà?… Nui le semo incontrati per la via e pure in mieso alla strada se pigliavano le femmene. Gli omene anziani che stavano con nui nun ce putevano soccorre pecchè loro erano assai e ammazzavano chilli che difendevano le donne…C’erano gli graduati che erano bianchi, francisi e non gli dicevano gniente. Iemmo a fa commedia agliu commando… ce dissero che per fa ì annanzi gli marocchini li avevano dovuti dà “carta bianca”. Solo alla fine, dopo tre iuorni, gli tolsero sta carta bianca”. 
Vi propongo un’ultima, dolorosa, testimonianza: «Tre soldati marocchini hanno completato il loro turno d’esercitazione e si avviano verso la baracca della mensa. Parlano tra loro, Lorenzo esce allo scoperto e li saluta in arabo. I tre restano sorpresi, poi, sorridendo, si avvicinano al bambino ed uno di essi lo carezza sui fianchi e sulle cosce. Lorenzo allora comprende il suo fatale errore ed inizia a correre urlando: “Mario restanascosto, dopo scappa via ed avverti mia madre”. I tre non capiscono le parole di Lorenzo, ma lo inseguono e si allontanano da dove è nascosto Mario che attraverso il foro del recinto riesce a uscire e mettersi in salvo. Arriva a casa di Lorenzo, ma la porta è chiusa, Fedora non è ancora tornata. Si siede sul primo gradino ed aspetta piangendo. Trascorre un’ora. Un contadino di Cardito trova Lorenzo seminudo, ricoperto di sangue, abbandonato in un viottolo di campagna, non lontano dal campo dei marocchini. Lo porta in Ospedale. Il referto riporta: stato di choc, ferite lacero contuse sul viso, sulle gambe e sulla schiena, lacerazioni nella zona anale da penetrazioni multiple, lacerazioni delle corde vocali da penetrazione orale, i denti completamente rotti per evitare morsi difensivi. Da qual giorno Lorenzo non disse più una parola.»[7]

Torniamo al volantino che permise tutto questo: l’originale non è mai stato trovato, anche se sappiamo che ai soldati marocchini fu concesso il diritto di preda.  
Un dubbio ritrovato negli scritti mi ha colpito: se il volantino non fosse mai esistito? 
Se fosse stato inventato per far ricadere la colpa sul Generale Juin e circoscrivere le violenze dei marocchini – con algerini, tunisini e senegalesi al seguito – a quelle 50 ore?
Sappiamo perfettamente che questo non corrisponde al vero. Le violenze iniziarono in Sicilia subito dopo lo sbarco del 1943 e proseguirono nel Lazio ed in Toscana sino allo spostamento della guarnigione marocchina in Provenza. Gli stessi soldati furono impiegati nell’aprile del 1945 in Germania, dove avvennero eventi analoghi con violenze su donne e bambine. Per quanto riguarda la Sicilia vi propongo un brano tratto dal blog delle vittime delle marocchinate: «Mentre i combattimenti continuavano a impegnare la prima linea, a Capizzi invece si verificava una singolare guerra privata tra marocchini e capitini. I goumiers erano facilmente riconoscibili dal loro vestiario, indossavano infatti un ampio camicione, il cosiddetto barracano, e portavano i capelli intrecciati e unti. [..] I capitini dopo un primo momento di sgomento iniziarono a reagire: alcuni goumiers vennero bastonati, ad altri venne invece mostrata una corda per intimorirli, temevano infatti la morte per impiccagione che, secondo le loro credenze, avrebbe impedito alla loro anima di giungere in paradiso. Molti vennero impiccati o uccisi a colpi di accetta. In contrada Salice due goumiers furono impiccati e lasciati a penzolare su due alberi[8] Vi sono testimonianze molto forti – personalmente le ritengo incredibili – sulla scelleratezza del comando militare alleato: «A Pico gli americani arrivarono mentre i goumiers stavano violentando in piazza donne e bambini. I soldati cercarono di intervenire ma gli ufficiali li bloccarono dicendo che non erano li a fare la guerra ai marocchini ma ai tedeschi

In altre circostanze i soldati alleati – in questo caso del contingente canadese – riuscirono a soccorrere le donne ed i bambini prede della fame sessuale delle truppe marocchine.
Il 12 giugno del 1944 Pio XII sollecitò Charles de Gaulle a prendere provvedimenti. Questi – in pratica – scaricò la colpa sul generale del contingente francese. La Chiesa, tramite il cardinale francese Tisserant, rinnovò i solleciti. Il generale Juin rispose che avevano fucilato 15 soldati marocchini accusati degli stupri.
Una stima dello stupro di massa è stata avanzata dal presidente dell’associazione nazionale delle vittime delle marocchinate, Emiliano Ciotti: «Dalle numerose documentazioni raccolte oggi possiamo affermare che ci furono un minimo di 20.000 casi accertati di violenze, numero che comunque non rispecchia la verità; diversi referti medici dell'epoca riferirono che un terzo delle donne violentate, sia per vergogna o pudore, preferì non denunciare. Facendo una valutazione complessiva delle violenze commesse dal "Corpo di Spedizione Francese", che iniziò le proprie attività in Sicilia e le terminò alle porte di Firenze, possiamo affermare con certezza che ci fu un minimo di 60.000 donne stuprate, e ben 18.000 violenze carnali. I soldati magrebini mediamente stupravano in gruppi da 2 (due) o 3 (tre), ma abbiamo raccolto testimonianze di donne violentate anche da 100, 200 e 300 magrebini »
Il nostro paese non ha memoria.
Siamo un popolo che non ha il coraggio di ricordare.
Nei libri di scuola tutto questo non appare, come dimenticati – volutamente – sono gli eventi relativi alle Pasque Piemontesi, al Sacro Macello, alla strage dei bimbi della scuola di Gorla ed altri eventi dolorosi che non rispettano il politically correct.
Non dobbiamo offendere i liberatori. 
Non possiamo parlare male degli alleati, qualunque essi siano.
Noi siamo tenuti a ricordare sempre, a ricordare tutto.


Fabio Casalini


Bibliografia
Alberto Moravia - La ciociara - Edizioni Bompiani 1962

Arrigo Petacco - La nostra guerra - Mondadori, 1996

Beatrice Tortolici, Violenze e dintorni. Armando editore, 2005

Fabrizio Carloni - Il corpo di spedizione francese in Italia, 1943-44 - Mursia 2006

Gigi di Fiore - Controstoria della Liberazione: le stragi e i crimini dimenticati degli alleati nell’Italia del Sud - BUR edizioni, 2012

Luciano Garibaldi -  l’assalto alle ciociare - Tratto dal periodico Noi, 1994

Tommaso Baris - Montecassino 1944: scatenate i marocchini - Tratto dal periodico Millenovecento numero 14 del dicembre 2003.

Stefania Cavallo - Le marocchinate - Edizioni Sensibili alle foglie, 2015

Vasco Ferretti - Kesselring - Mursia, 2009

Webografia

www.instoria.it/home/marocchinate.htm
www.vittimemarocchinate.blogspot.com
.
Le fotografie sono tratte da wikipedia e da www.vittimemarocchinate.blogspot.com.



[1] Alberto Moravia, La ciociara.
[2] Vasco Ferretti, Kesselring, Mursia 2009
[3] Beatrice Tortrici, Violenze e dintorni. Armando editore. 2005
[4] Presente al seguente indirizzo: http://www.instoria.it/home/marocchinate.htm
[5] Norman Lewis, Napoli 1944
[6] Testimonianza tratta dal blog http://vittimemarocchinate.blogspot.it/
[7] Testimonianza tratta dal blog http://vittimemarocchinate.blogspot.it/
[8] Testimonianza tratta dal blog http://vittimemarocchinate.blogspot.it/

40 commenti:

  1. Sono senza parole.
    Signor Casalini ha la capacità di passare dai megaliti a padre Pio, dagli scivoli della fertilità alle marocchinate.
    Complimenti.

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    1. Grazie per i complimenti.
      Cerco di far conoscere ad un pubblico sempre maggiore il "dimenticato" ed il "nascosto".
      Spesso è doloroso.
      Spesso è incredibilmente doloroso addentrarsi in sentieri poco battuti come questo articolo o quello relativo alle pasque piemontesi.
      Fabio

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    2. Sono sconvolta... Purtroppo tutto è manipolato e nascosto.. Di sicuro d'ora in avanti per me i francesi non saranno tanto diversi dai tedeschi quanto al discorso che non importa la nazionalità quella importa eccome, dove hanno trovato tutta quella foga che non si estingueva mai e "fantasia" nel commettere questi atti osceni? La nazionalità e la razza c'entrano anche troppo, mi sono stancata di scuse e discorsi politicamente corretti per non urtare i "sentimenti" di quella gente... E adesso li accettiamo in massa con l' immigrazione sapendo cosa sono capaci di fare... Se questo non è masochismo e stupidità non so come altro definirla... Grazie infinite per le informazioni, mi procurerò tutto il materiale possibile sul fatto, che conoscevo appena solo grazie al film della ciociara perche neanche tra le persone che conosco se n'è mai parlato.
      Stefania G.

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    3. Ciao Stefania è sempre più difficile trovare persone che ne trattino, in quanto politicamente scorretti.
      Scrivere o parlare di determinati argomenti, oggi, risulta politicamente scorretto in quanto i governi hanno idee che non si avvicinano alla cura del popolo.
      Mi spiace ma in queste pagine si continuerà a scrivere di tutto questo e mi raccomando continua a seguirmi, come stanno facendo tanti, sulle vicende inerenti la fuga dei gerarchi nazisti coperti dal Vaticano!
      Fabio

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  2. Fabio, sai che con questo articolo tocchi il mio cuore, posti a me cari , qui ci sono mille legende dette tra i denti .... Pochi hanno il coraggio di ricordare... Non solo i marocchini ... La linea Gustav è stata martoriata in tutti i sensi ... I miei nonni a suo tempo scapparono " erano sfollati a Cremona " diceva mia nonna ... Spero non abbiano vissuto quello che hanno vissuto migliaia di donne nelle mie terre... Non fa comodo e non è utile a nessuno ricordare... Per quello si tace ... Grazie ....

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    1. Non è utile a nessuno ricordare, per quello si tace.
      Sai che in queste pagine non sarà mai così.
      Sai che tutto quanto riuscirò a raccontare scriverò.
      Grazie Parrucchiera.
      Fabio

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  3. Amiamo la storia perchè in essa vediamo lo straordinario cammino dell'umanità e senza tale conoscenza non potremmo mai interrogarci adeguatamente su chi siamo oggi. Conoscere le complessità dei processi storici ci mette al riparo dalle tante false scorciatoie dei populismi di turno. La storia dell'umanità non è un romanzo e una delle prime regole che abbiamo appreso è che essa ci viene rappresentata secondo il punto di vista dei vincitori. Il lavoro degli intellettuali è quello di andare oltre, di scavare nelle "macerie" della storia per fare emergere gli altri punti di vista, perchè si abbia memoria di ciò che realmente è accaduto e che molti vorrebbero invece cancellare. Solo il popolo che ha potuto fare i conti con la propria vera storia è in grado di progredire senza ripetere gli errori del passato. Purtroppo abbiamo rimozioni di fatti simili a quelli raccontati oggi da Fabio accaduti anche recentemente e l'elenco sarebbe lungo (le violenze sessuali delle truppe ONU nella Repubblica Centroafricana, le violenze dei soldati Americani sui prigionieri di Abu Ghraib....) perchè invece, certamente, quelle dei "nemici" dell'ISIS le conosciamo e ci vengono ampiamente documentate. Avanti così Fabio, continuiamo a scavare nelle macerie della storia e facciamone rivire la memoria come e quando possiamo anche se, come ho già avuto modo di dire, fare i conti con la storia recente coinvolge da troppo vicino, e in modo per me insopportabile, anche le nostre resposabilità. (Ridao)

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    1. ciao Ridao, grazie del bellissimo commento che apre molti spunti sulla storia recente. Conosco il tuo punto di vista sul "raccontare il contemporaneo" che era anche il mio sino a qualche mese addietro. Parlando con amici e conoscenti ho compreso che i fatti in questione ( come quelli da te elencati nel commento ) sono completamente estranei alla nostra conoscenza.
      Il nostro popolo ha smesso di cercare.
      Spero di riuscire a trovare il tempo di ricercare ancora e di raccontare eventi che dovrebbero apparire sui libri di scuola.
      Fabio

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  4. Sono molte le emozioni e tantissimi i pensieri che nascono leggendo questo pezzo di storia non dimenticata, ma nascosta. Non esiste modo più delicato di quello usato da te, caro Fabio, per scoprire veli, squarciare teli e aprire occhi e mente. Ma non è facile leggere e rimanere equilibrati. Non è facile arrivare in fondo senza essere turbati fisicamente. Lo so, non sto parlando di storia ma di pancia, perché se parlassi di storia molte sarebbero le cose da dire e non potrei mai essere così brava né così pronta sul tema. Ma la vita è fatta anche di pancia. E la mia pancia dice che non bisogna lasciar spazio a chi nasconde la verità. Per quanto sia dura. Per quanto sia sconvolgente, per quanto sia doloroso guardarla in faccia. E' solo così che si vive una vita vera. E solo così si risvegliano le coscienze (sempre che ne esitano) le anime e le menti. Semplicemente Grazie per il dolore profondo che mi hai provocato leggendo. Perché questo dolore è il seme di una vita degna di essere vissuta. gio

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    1. Gio grazie.
      Mi conosci da tempo, sai che non mi fermo di fronte a nulla.
      Ho raccontato tanto e tanto ancora racconterò.
      Non bisogno tacere, mai, la verità storica.
      In questo articolo di mio vi è poco, se non il lavoro di ricerca delle testimonianze.
      E' giusto che parlino le vittime.
      Sono loro che dobbiamo ricordare.
      Fabio

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    2. Coloro che subirono violenza e ingiustizia saranno sempre una fiamma viva nella tua mente e nella mia. Grazie ❤️

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    3. Il ricordo di quei bimbi stuprati ed uccisi, di quelle donne selvaggiamente violentate non mi lascerà mai più.
      Fabio

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  5. Sono sconvolto. Dopo il Sangue dei Vinti e le Foibe, riesumati negli ultimi anni, ecco un episodio di cui ero totalmente all'oscuro. I francesi, si sa, colonialisti beceri ieri come oggi, non sono mai stati stinchi di santi. Che hanno fatto allora? I mercenari hanno sempre saccheggiato e stuprato, ok ma...vista l'epoca e i protagonisti...ho come il sospetto che abbiano approfittato del Taharrush jamaʿi che dorme sempre sotto le sabbie del fondamentalismo: ossia lo stupro di massa, praticato tanto nell'antichità quanto di recente a Colonia, in Svizzera e nel resto d'Europa lo scorso Capodanno. Questa perlomeno é la mia umile e soggettiva interpretazione personale, socio-antropologica. Comunque sia, grazie Fabio x averci fatto scoprire un nuovo scandalo insabbiato. Mai dimenticare, altrimenti imparare.

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    1. ciao Marco. Sui fatti recenti il campanello d'allarme deve suonare assolutamente ma... tacere e nascondere perché parlare e raccontare significa essere razzisti.
      Ma che diamine, se una persona sbaglia va raccontato sempre, in qualsiasi situazione ed in qualsiasi contesto socio-politico.
      Gli eventi in questione sono poco conosciuti perché la storia ufficiale non ha voluto - forse nemmeno potuto - raccontare.
      Fabio

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  6. Sono sconvolta e allo stesso tempo consapevole. Mia madre mi raccontava la testimonianza di sua nonna,per gli stessi fatti, sull'appennino emiliano, non si trattava credo delle stesse truppe ma di soldati stranieri al seguito dei tedeschi. I comportamenti identici. Sui libri di scuola niente. Grazie per aver ricordato,hai reso un po' di giustizia a chi ha subito.

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    1. Ciao Stefania.
      Di eventi analoghi a quelli narrati da tua nonna ho raccontato per quanto concerne le mie montagne - Alpi piemontesi sopra il Lago Maggiore - che conosco bene. Purtroppo sono talmente tanti gli eventi da ricordare che non basterebbero 10 vite.
      In questi accadimenti è sconcertante la furia sessuale ed omicida nei confronti di bimbe, bimbi e donne indifese.
      E vorrebbero far tacere le loro voci... non deve succedere.
      Mai.
      Fabio

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  7. La storia nei libri è quella che siamo autorizzati a conoscere, quella che ci permette di dormire nonostante tutto, quella che dobbiamo ricordare. Esiste un sottobosco di non raccontato o di accennato, spesso tramandato verbalmente. Leggere queste righe fa male al cuore, allo spirito e alla memoria. Sono macigni. Non dimenticheremo nulla. Se fosse successo a noi... se succedesse a noi... vorremmo fosse ricordato. Grazie per questa pagina dolorosa portata alla luce. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      Ho cercato di raccontare il tutto come se non conoscessi eventi analoghi accaduti nelle mie/nostre montagne. In quel caso erano i tedeschi-fascisti a realizzare nefandezze di ogni sorta.
      Ogni luogo ha molto da ricordare e da riportare alla luce.
      Questi eventi colpiscono per ferocia, numero delle vittime e tipologia delle vittime: non solo donne indifese ma anche bimbe e bimbi perché le donne non bastavano per tutti...
      Sconcertante.
      Fabio

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  8. Gli episodi che proponi caro Fabio, si sanno da tempo, ma i curati D'Ars sono innumerevoli...E' difficile non affogare nel "Mare Magnum" di queste violenze bestiali, dove la forza bruta, unita al branco riesce a scatenare gli istinti primordiali insiti nell'uomo, ne fanno da sempre parte ogni popolo di questa Terra, indistintamente. Il dualismo bene-male risale immancabilmente alla sua prima origine, insita nella natura dell'essere (da parte di chi?).

    Le domande radiali vertono sul "PERCHE'" di questo, le eventuali risposte non possono che essere di natura filosofica, oltre che, per taluni, di credo religioso. Ma tutto, a queste buie latitudini, rimane sempre opinabile.

    Ci si trova (da sempre) in una vera apocalisse...pedagogica, dove, in certe situazioni, le menti più deboli e frustrate, riescono a scavalcare il crinale dei sentimenti più positivi facendo prigioniera la coscienza, facendo emergere le recrudescenze egoistiche di ogni piccolo Mario Rossi.
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles.
      I fatti sono conosciuti da una sparuta parte della popolazione.
      Ho deciso di scrivere l'articolo perché - casualmente - parlando con amici e conoscenti ho scoperto che nessuno sapeva di questi eventi.
      Mi son detto, se persone vicine a me che mi leggono con costanza - anche perché obbligati - non conoscono, coloro che sono lontani dal mondo della storia che cosa ne sanno?
      Il perché Malles... non saprei darti una risposta e nemmeno accennarla.
      Non riesco a scendere a quel livello.
      La prima volta che mi sono posto la domanda che tu poni è stato in corrispondenza della stesura dell'articolo sulle PASQUE PIEMONTESI e sul "gettare i bimbi contro le rocce per fargli fuoriuscire il cervello". E questo solo perché erano valdesi.
      Non trovai risposta a suo tempo.
      Non trovo la risposta ora.
      Non la troverò mai.
      Mi limiterò sempre a raccontare, a prendermi ora del mangiapreti, ora del comunista ora del fascista.
      Io affronto tutti gli argomenti al di fuori del credo religioso e politico.
      Sono distante da tutto.
      Non appartengo a nessuno.
      Forse nemmeno a me stesso...
      Fabio

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    2. Caro Fabio: sono distante da tutto e non appartengo a nessuno???? Attenzione: il vuoto non esiste nemmeno in natura; le nostre categorie di pensiero sono la sedimentazione personale ci ciò che è accaduto prima di noi (che bello: apparteniamo alla.... Storia!).
      Comunque ci esprimiamo inevitabilmente prendiamo posizione e apparteniamo (prendiamo parte), anche quando, come il magnifico Malles "le eventuali risposte non possono che essere di natura filosofica... di credo religioso" e ritiene egli (mi azzardo a interpretarlo) riconducibili all'ineludibilità degli "istinti primordiali insiti nell'uomo".... se cosi è rimane poca speranza per l'umanità e non rimane che affidarci a qualche religione, visto che non vi sarà pace e giustizia su questa terra. In ogni caso è importante conservare la capacità di ingignarci, perchè è la molla per trovare la forza nel voler fare qualcosa anche se, e qui arrivo al mio cruccio personale (alla mia parte di responsabilità), mi sento profondamente inadeguato ! (Ridao)

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    3. ciao Ridao.
      La mia affermazione, non appartengo a nessuno, era riferita ad eventuali appartenenze politiche e/o religiose.
      Mi sento libero di poter esprimere concetti fuori da qualsiasi appartenenza.
      Sicuramente - come hai specificato - apparteniamo alla storia.
      Ognuno di noi gli appartiene.
      Nessuno si senta escluso (citando De Gregori).
      Fabio

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  9. Nel mese di giugno del 1944, contente che la guerra fosse passata, un gruppo di donne ando' in montagna a fare legna. La loro gioia si spense nell'incontrare un gruppo di marocchini che le attaccarono. Alcuni tedeschi della retoguardia salvarono le loro vite a costo della loro...
    Nel libro Eroi e Vittime Dimenticate sono narrati i fatti sconosciuti ai piu'.
    Per coloro che volessero conoscere questa storia autobiografica: www.ernestoc.ca.
    Ernesto Carbonelli
    erncarb@supino.ca

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    1. Grazie Ernesto del tuo commento.
      Vado immediatamente a visualizzare il sito.
      Grazie di cuore, quando ho fatto ricerche nel web sulle marocchinate non ho trovato il tuo sito, forse perché mi sono immerso nel blog delle vittime delle marocchinate.
      Il fatto che tu ci abbia trovato la ritengo una fortuna.
      Fabio

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    2. Il libro e' disponibile gratis, salvo le spese postali. La versione digitale e scaricabile e' disponibile per pochi cents attraverso il sito www.ernestoc.ca.
      Poiche' i fatti sono ancora poco conosciuti includero' a chi scarica il libro la mia ultima novella: Firminia, per email, a chi ne faccia richiesta. Contatto: erncarb@supino.ca.

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    3. Grazie di cuore per renderlo disponibile a basso costo.
      Strumenti di informazione libera e reale.
      Grazie
      Fabio

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  10. MAURO LOTTICI15 marzo 2016 11:38

    Del famoso proclama di Juin in realtà non vi e traccia, questo non cambia che i Goumier hanno fatto quello che gli pareva sotto lo sguardo indifferente dei loro ufficiali francesi.

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    1. Ciao Mauro.
      Nell'articolo mi sono spinto a dire che potrebbe essere stato costruito a posteriori per far ricadere la colpa solo sul pessimo Juin.
      Inoltre saranno mai esistite le 50 ore oppure anche questa è una costruzione per limitare una pratica comune è diffusa dei goumiers solo a quelle ore?
      Fabio

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    2. Quelli non avevano bisogno di nessun proclama o permesso, l'ho hanno fatto perchè da sempre fanno così. Li hanno solo fermati quando, dopo l'Italia, gli fecero sbarcare in Provenza, ma ricominciarono immediatamente appena entrati in Germania.

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    3. Ciao. In Germania solo negli ultimi anni si è cominciato a pubblicare libri e resoconti. Secondo me sono stati gli Alleati che hanno lavorato sul "senso di colpa" dei tedeschi: ogni Barbaria subita poteva trovare fondamento da quello che loro avevano fatto al mondo.
      Coprire e tacere e' l'errore più grande che noi possiamo commettere!
      Fabio

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  11. Mio Dio... che orrore! Povera gente... questa è la guerra, questi gli eroi che dovrebbero essere ricordati e mai dimenticati - come mai dimenticare chi ha perpretato tali crudeltà. Non conoscevo queste storie, sapevo di talune 'azioni' commesse dai Titini... ma questo è veramente troppo, inimagginabile! Grazie Fabio per avermi socchiuso una nuova 'porta' del sapere... Lidia

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    1. Ciao Lidia.
      I tanti commenti, sui social network e nel blog, di ringraziamento per aver fatto riscoprire eventi non conosciuti mi spinge a continuare in questo lavoro di ricerca iniziato oltre due anni addietro con i primi articoli sull'Inquisizione.
      Grazie di cuore!!!
      Fabio

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  12. non sapevo, orrendo. Grazie per questotuo riportare alle luce fatti che non ci sono stati raccontati
    Giuseppe

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    1. Ciao Giò, grazie a te che leggi e commenti.
      Sono felice di riportare alla luce accadimenti che stanno sparendo dalla memoria collettiva. Se non ci fosse stato Moravia quanto sapremmo oggi delle marocchinate?
      Un grazie all'Associazione che si è presa a cuore la sorte delle vittime.
      Fabio

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  13. Buon giorno, i fatti purtroppo li conoscevo già ma è triste rendersi conto, come Lei ben spiega, che non vengono né menzionati e né ricordati.
    Ho letto anche di altri orrori commessi sia in quel periodo e sia nel periodo post-bellico dai alcune bande di partigiani ma nemmeno questi fatti vengono ricordati.
    Non si tratta di fare politica o di urtare certe parti politiche, si tratta di raccontare la storia, come è avvenuta, i fatti reali, e anche di denunciare atrocità commesse solo per vendetta ma in nome della vittoria.
    Le auguro una buona giornata,
    Federica

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    1. Buongiorno Federica. Purtroppo gli eventi narrati in questo articolo - ed in altri contenuti in questo blog - non sono divulgati nelle scuole. Tutti, giustamente aggiungo, conoscono le stragi nazi-fasciste ma quanti i crimini degli alleati? Quanti gli orrendi omicidi post-liberazione? Quanti la fuga dei gerarchi nazisti coperta da esponenti di spicco del Vaticano?
      Purtroppo molti eventi sono tenuti sotto il tappeto...
      Fabio

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  14. E' giusto narrare e ricordare, cari mi sono i martiri di Gorla, ma ogni fatto va contestualizzato a livello storico e politico, come in parte si diceva in un commento: piazzale Loreto, gli omicidi post-liberazione, le foibe sono eventi di cui nessuno può negare il lato umano di chi piange i suoi Morti. Ma a livello politico/istituzionale non possono assurgere a simboli, come invece è giusto che sia per la Liberazione, sui cui valori e fatti si ispira e si basa il nostro ordinamento, nonchè l'etica personale e politica di diversi tra noi. Giustamente, lo ri-sottolineo, bisogna metterne in luce anche i lati oscuri. Ma la narrazione storica di detti lati oscuri comporta una contestualizzazione che non può esimersi dal considerare la catena di eventi che li ha generati, partendo dal rapporto dominatore/dominato.

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    1. Emmeggì grazie per la profonda tranquillità con cui hai espresso la tua opinione. Su alcuni passi - importanza della liberazione e sul rapporto causa-effetto politico/istituzionale - concordo, sulla contestualizzazione purtroppo no. Dal mio punto di vista un numero compreso tra 20.000-60.000 vittime innocenti stuprate brutalmente da una parte dell'esercito liberatore non merita contestualizzazione nemmeno cercando un rapporto tra il dominatore (francese) ed il dominato (marocchino o senegalese o tunisino), in questo modo faremo torto alle vittime (tra cui bambine e bambini a cui spaccarono i denti per potersi permettere rapporti sessuali orali). La responsabilità cade sicuramente sul comando francese del contingente al seguito delle truppe alleate, ma da spartirsi equamente con la barbara e selvaggia volontà di prendersi donne e bambine da parte dei goumiers.
      Non è possibile contestualizzare, per me non lo sarà mai.
      Ti ringrazio immensamente per la tranquillità del tuo esposto, cosa difficile da trovare in molti commenti apparsi sui social networks, sia da una parte che dall'altra.
      La pancia in questo periodo sembra avere il sopravvento sul cervello...
      Fabio

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    2. Assolutamente non mi riferisco a questo sistematico fenomeno di violenza,non giustificabile e purtroppo presente in molte azioni militari nella storia.intendevo rapporto dominatore dominato rispetto agli eventi che citavo io stesso.

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    3. Emmeggì ora ho compreso il tuo riferimento, inizialmente avevo compreso il riferimento coloniale come elemento scatenante di base del tutto.
      Fabio

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