Il faraone ribelle cancellato dalla storia

Alcune visioni tornano sempre, ti tormentano per giorni, settimane e mesi.
La scultura che Michelangelo ha dedicato a Mosè, presente all’interno della chiesa di San Pietro in Vincoli di Roma, appartiene a quella rarissima schiera d’enigmi e visioni che non abbandonano mai il nostro essere. 
Le corna si rifacevano al semplice errore di traduzione?
Potevano commettere errori simili?
San Gerolamo tradusse il testo ebraico della Bibbia nella vulgata. Tale versione rimase ufficiale per molti secoli. La frase che Gerolamo tradusse dal libro dell’esodo, ignorabat quod cornuta esset facies sua in altre parole ignorava che la sua faccia fosse cornuta, sembra essere la base, fonte d’ispirazione, per molti artisti.
Ritorno a Roma, almeno con il pensiero.
La statua trova fondamento nell’episodio biblico dell’esodo. A Mosè fu affidata la missione di condurre il popolo eletto fuori dei confini dell’Egitto, luogo nel quale vivevano in schiavitù, per guidarli verso la terra promessa dove Mosè avrebbe fondato una nazione basata sul monoteismo. Mosè ed il suo popolo iniziarono un lungo viaggio dall’Egitto verso ovest, in direzione dell’attuale Israele. Attraversarono il deserto del Sinai per accamparsi alle pendici del Monte dove al prescelto apparve Dio. Mosè ridiscese il Monte con in mano le tavole della Legge, fondamento della morale Giudaico – Cristiana.
Questo passaggio biblico è da tutti conosciuto, le interpretazioni si sprecano per il passaggio successivo: quando il prescelto si avvicina all’accampamento si rende conto che i suoi uomini sono ritornati al culto politeista e, preso dalla rabbia, lancia violentemente le Tavole della Legge, rompendole al suolo.
Supposizioni ed idee si alternano nella mente.
All’improvviso un vivido ricordo di nome Amenofi IV, che chiamò se stesso Ekhnaton.
Al nome di Mosè è legata l’idea del monoteismo tuttavia non fu il primo ad affermare la rivoluzione monoteistica, bensì il faraone Ekhnaton, che regnò in Egitto nel XIV secolo.
Incredibile concatenazione d’ipotesi ed idee.
Di Mosè non sappiamo se sia realmente vissuto, ma la memoria del suo nome ha accompagnato per secoli la civiltà giudeo–cristiana. Di Ekhnaton sappiamo con esattezza quando e come è vissuto, ma subito dopo la morte gli oppositori ne condannarono la memoria con ferocia tale che solo recentemente gli egittologi sono riusciti a ricostruire le sue gesta.
Uomo della memoria. Uomo della storia.
Devo approfondire gli eventuali legami, ove essi esistono.
Amenofi IV fu faraone egiziano della XVIII dinastia (tra il 1370 ed il 1340 circa prima dell’avvento di Cristo). Dai primi anni del regno cercò di contrastare lo strapotere dei sacerdoti del dio Amon introducendo il culto dell’antico dio Aton. Nel sesto anno del regno il faraone modificò il proprio nome in Ekhnaton – colui che è utile ad Aton – ed abbandonò la città di Tebe, fondando la nuova capitale Akhetaton – l’orizzonte di Aton – o El Amana. Nel nuovo regno abolì il politeismo ordinando che fosse adorato il solo dio Aton.
Il suo regno finì in modo oscuro.
Poco dopo la sua morte, si presume nel 1338 avanti la venuta di Cristo, il suo nome fu cancellato dagli elenchi dei Re, furono abbattuti i suoi monumenti, distrutte le sue raffigurazioni e le sue epigrafi.
Fu eliminata qualsiasi traccia del suo passaggio nel mondo.
Per millenni si perse il ricordo di Amenofi IV o Ekhnaton.
Fu riscoperto nel XIX secolo.
Mosè rappresenta il caso opposto.
Non si sono mai trovare tracce della sua esistenza terrena. Egli crebbe e si realizzò come figura del ricordo, accogliendo in se tutte le tradizioni che riguardavano la legislazione ed il monoteismo.
Nel momento della riscoperta di Ekhnaton apparve chiaro che, il faraone, aveva fatto qualcosa di simile a quanto il ricordo aveva attribuito a Mosè: aveva demolito le immagini del politeismo egizio ed aveva istituito il culto monoteistico del nuovo dio Aton.
Freud percorse un cammino di conoscenza dell’uomo Mosè: ne fece un seguace della religione monoteistica del Dio Aton, senza mai identificarlo con Ekhnaton.
L’equiparazione diretta del faraone senza ricordo e del Mosè senza storia fu spesso proposta. [1]
In questa ricerca possiamo affermare che era Ekhnaton il Mosè egizio?
“Solo la fantascienza può tranquillamente rispondere in modo affermativo a simili domande”.[2]
E’ possibile trovare un fondamento storico alla relazione tra monoteismo egizio e Mosè?
La rivoluzione di Ekhnaton fu non soltanto il primo, ma anche il più radicale manifestarsi di una contro-religione nella storia dell’umanità. I templi furono chiusi e le immagini sacre bruciate. La caduta degli Dei deve essere stato uno shock per una società convinta che il benessere del paese dipendesse dallo svolgimento dei riti nei luoghi sacri del paese.
La storia ci ricorda che Ekhnaton, conosciuto come il faraone ribelle, fondò una nuova capitale a sud del Cairo. La città prese il nome d’Amarna. I seguaci del faraone sono un’esigua minoranza del popolo, che resta fedele al culto politeista.
Chi seguì Ekhnaton? Pochi egizi, alcune razze africane e la quasi totalità degli Hyksos, discendenti di tribù semite che alcuni secoli prima avevano invaso l’Egitto dominandolo per due dinastie. Lo storico Giuseppe Flavio vide in questi dominatori stranieri gli antenati d’Israele. [3]
Diciassette anni di governo e poi Ekhnaton scomparve nel nulla.
Il politeismo egizio si accanisce verso di lui con quella che si potrebbe chiamare damnatio memoriae: tutti i simboli del suo passaggio sulla terra scompaiono, distrutti dalla restaurazione degli antichi culti.
L’uomo della memoria ed il faraone della storia.
Un tassello ulteriore nella ricostruzione ci viene da Strabone, geografo e storico greco. Secondo questa ricostruzione un sacerdote egizio, di nome Mosè, decide di abbandonare il paese perché insoddisfatto della religione egizia ed emigra in Giudea con un folto stuolo di simpatizzanti. Mosè rifiuta la tradizione egizia che rappresenta gli dei in forma d’animali. La sua dottrina consiste nel riconoscere che “Dio è quell’essere unico che abbraccia noi tutti e la terra e il mare, che noi chiamiamo cielo e terra e natura delle cose”.[4]
Secondo lo storico greco non vi è sovrapposizione tra Mosè ed il faraone ribelle, ma racconto di un uomo, sacerdote egizio, che decide di portare con se, in una sorta d’Esodo, un gruppo di persone per creare una nuova religione.
Potrebbe esserci un’altra ipotesi a suffragare l’identificazione tra i due personaggi: se un’insurrezione popolare costrinse il faraone ribelle ad abbandonare l’Egitto per stabilirsi in Palestina, non sarebbe rispettata la memoria dell’Esodo?
Esistono documenti che comprovano quest’ipotesi?
Per chiudere con le domande, se la maledizione - Tutankhamon [5]non fosse tale?
Dato che le superstizioni appartengono ad altri e non allo scrivente, nelle prossime settimane parleremo dello scandalo – Tutankhamon.
Chi in Egitto trova Dio risolve il grande enigma.

Fabio Casalini


Bibliografia
Jan Assmann, Mosè l’egizio. Adelphi edizioni, Milano. 2000

Messod e Roger Sabbah. I Segreti dell'Esodo. L'origine Egizia degli Ebrei. Marco Tropea Editore 2005

Philippe Aziz, Mosè et Akhenaton. Les énigmes de l’univers. Laffront, Paris. 1980

Sigmund Freud, L'uomo Mosè e la religione monoteistica. Torino, Bollati Boringhieri, 2002



[1] Philippe Aziz, Mosè et Akhenaton. Les énigmes de l’univers. Laffront, Paris. 1980
[2] Jan Assmann, Mosè l’egizio. Adelphi edizioni, Milano. 2000
[3] Jan Assmann, Mosè l’egizio. Adelphi edizioni, Milano. 2000
[4] Strabone, Geographica, XVI.
[5] Con il termine Maledizione di Tutankhamon viene indicata una presunta maledizione che avrebbe colpito inaspettatamente tutti coloro che parteciparono alla ricerca ed alla scoperta, da parte dell'archeologo Howard Carter, della tomba del faraone come castigo della violazione del luogo di sepoltura del sovrano.

Commenti

  1. Ciao Fabio, un articolo diverso dagli altri, molto complesso e ricco di spunti. L'ho letto ad alta voce per meglio fissarlo nella mente. Ho sempre pensato a Mosè come a un bimbo egiziano salvato dal Nilo che in seguito divenne sia per gli Ebrei che per i cristiani, la guida del popolo ebraico durante l'Esodo. Poi viaggiando in alcuni paesi arabi e avendo modo di parlare con guide un po' meno didascaliche e un po' piu' coraggiose, ho scoperto che Mosè fu per la religione mussulmana uno dei profeti dell'Islam la cui rivelazione originale sembra andata persa nel tempo. Poi arrivi tu a raccontare delle corna di Mosè....
    Mosè era Ekhnaton? Il monoteismo li accomuna o li identifica? lasci in sospeso molte cose, per portarci per mano al prossimo articolo.
    Una considerazione su tutte: essere fuori dagli schemi come Mosè e/o Ekhnaton non è facile. Uno è considerato un mito che non si sa se sia esistito davvero, l'altro è stato cancellato con furore dalla storia. Mi sento sospesa in attesa del seguito. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      Se avessi aggiunto la parte riguardante lo scandalo-Tutankhamon sarebbe divenuto lunghissimo e di difficile lettura. Ho preferito separare le due parti, anzi tre perché devo ancora analizzare la visione dell'uomo Mosè data da Freud.
      Non sarà breve questo percorso intorno a Mosè.
      Fabio

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  2. Mi piace molto la storia egizia , mi ha sempre affascinata , ma ammetto di sapere davvero poco di questo faraone, il tuo articolo mi porta a riflettere su molte cose , identificare Mosè e il faraone a dir poco coraggioso , ma fila tutto.....
    Aspetto di leggere il seguito, sono curiosa lo sai, e tu alla mia curiosità dai sempre validissime risposte! Grazie!Simo

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    1. Ciao Simo.
      Mosè è figura che da sempre ha interessato generazioni di studiosi o di semplici curiosi. La riscoperta del faraone-ribelle-eretico-fondatore di una nuova religione è parso "manna dal cielo" per queste persone che si interessavano alla sua persona.
      Al momento ho riportato due ipotesi (la prima nell'articolo LE CORNA DI MOSE') ma ne seguiranno molte altre....
      Fabio

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  3. Ciao Fabio.
    Per quanto io abbia approfondito pochissimo l'Egitto (prediligo gli "alternativi" paesi mesopotamici) effettivamente ricordo chiaramente che Amenofi tentò una riforma religiosa, forse legata a se stesso come dio solare....forse perciò fu condannato all'oblio. Ricordo anche che gli studiosi ipotizzano che si trattasse di un dio androgino, forse ermafrodito: dal fatto di possedere due sessi, come da ricorrente tradizione antica, segno di nascita divina, sarebbe scaturita la proposta di teogonia estrema del faraone riformatore. Marc.

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    1. Molte sono le ipotesi legate a questo personaggio riapparso quasi improvvisamente dalle ceneri della memoria, come una novella araba fenice.
      Il fatto che avesse deciso di abbandonare il politeismo a favore del monoteismo ha creato interesse e divergenti ipotesi sulla possibilità che i redattori della Bibbia si fossero riferiti a lui per disegnare la figura di Mosè, che come sappiamo appartiene al ricordo mnemonico e non alla storia.
      Fabio

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  4. In punta di piedi vorrei introdurre un'ulteriore riflessione, anche se in modo confuso.
    Quando ci approcciamo ai grandi eventi religiosi del passato, più sono remoti e più tendiamo a decontestualizzarli da una possibile dialettica sociale, lasciando idealmente la loro riconducibilità in modo quasi esclusivo alle grandi rivelazioni esoteriche. Eppure sappiamo delle connessioni (funzionalità?)tra i nuovi credi e i fenomeni sociali, in un miscuglio di grandi visioni oniriche, pensiero trascendentale e condizione umana. Capisco che questa prospettiva (materialistica) rischia di rendere meno affascinante la materia, ma cercare di indagare e dare voce anche al "magma sociale", di cui spesso le religioni sono una "verticalizzazione" diventando esse stesse fenomeno sociale, ci restituisce il fascino del commovente cammino dell'umanità. Com'era la società al tempo di Ekhnaton? (Ridao)

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    1. Ciao Ridao, sperando sia il tuo nickname evitando figure barbine.
      La contestualizzazione è sempre molto complessa, lo è ancora di più quando, come affermi tu, devi tornare talmente indietro nel tempo che memoria-ricordo e storia si sovrappongono in maniera tale da creare delle sovrastrutture da cui è complesso uscire.
      Vorrei aggiungere che ci basiamo quasi esclusivamente sugli scritti di persone che prima di noi si sono interessati agli argomenti. La differenza con le ricerche sull'eresia e sull'inquisizione è tutta nella possibilità di leggere i documenti.
      Questo per dire che se il primo o il secondo o quello più seguito sbagliano l'interpretazione, a cascata tutti sbagliano.
      Grazie per il prezioso contributo.
      Fabio

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  5. Ciao Fabio, ti leggo solo ora, trovandomi davanti un articolo interessantissimo, almeno per come si abbina alle mie ricerche. Ekhnaton fu un convinto assertore della monogamia, chiamando sorelle le cose e fratelli gli esseri viventi. Il suo culto per un Dio unico, era per un essere così vi agli uomini: un avvio all'adorazione ebraica di un Dio cristiano.

    Il faraone invitò i suoi discepoli a sperare in un Dio unico, intangibile e inaccessibile, il creatore, Aton =sole "dell'energia e della vita", motore e principio di tutte le cose. Con questo volle esigere dai suoi sudditi che Aton fosse chiamato "Padre nostro che sei nei cieli". Forse proprio nella semplicità e spontaneità di questo antico culto solare si nasconde la millenaria preparazione spirituale al senso più profondo di quelli che saranno poi i caratteri essenziali del Cristianesimo.

    L'antico riformatore religioso, il primo che ci presenta la storia, non fu compreso dagli uomini del suo tempo (e ridaje...), come tanti altri geni fu terribilmente solo, così come Lucrezio, la cui vita è rimasta un mistero, come S. Francesco, che in una fratellanza cristiana universale mitigò la sua solitudine, come Leonardo, il "solitario da Vinci". Anche il nostro faraone trovò nella sua riforma un soccorso alla sua solitudine che nemmeno la fedele Nefertiti riuscì ad attenuare.

    Si disse di Ekhnaton che fraternizzò con Mosè, quando ancora erano ragazzi e che da Mosè apprese come si potesse amare un solo Dio e rinnegare una idolatria fanatica e sciocca. I suoi versi, del tutto francescani, ce lo presentano come il più grande poeta dell'antica letteratura egizia, hanno quell'afflato cosmico che è raro trovare in un poeta antico, nel suo amore per la natura e per il sole---"" Che tu sia lodato per tutte le cose da te create, per la vita che hai dato ad esse,--- per l'amore che porti per tutte le cose, per te e in te viventi"".

    Riusciva a dire questo senza portare il fardello delle pesanti corna di Mosè...
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles bentornato e - finalmente - usciti dai meandri dei resoconti difficili e complessi di PP possiamo tornare a dialogare senza prendere parte agli eventi (un sorriso ci sta bene secondo me).
      Sai la cosa interessante?
      Ci stiamo imbattendo nelle stesse ricerche da diverso tempo - escludendo PP che è argomento di interesse generale.
      Collegandomi al pensiero - commento di Ridao (appena sopra): per essere compresi dagli uomini del proprio tempo andrebbero eliminate le sovrastrutture esistenti in quel determinato periodo. Solo le rivoluzioni hanno permesso questo, con grande spargimento di sangue.
      I portatori di concetti nuovi-innovativi che tendono a modificare il pensiero comune hanno sempre trovato difficile campo, vuoi per il mantenimento dello status quo dei potenti vuoi per l'ignoranza diffusa in tutte le popolazioni.
      Se ricordi Ekhnaton partì alla ricerca del monoteismo per ridurre o azzerare il potere della casta sacerdotale del culto di Ammone (Amon).
      Come ho cercato di riportare fu uno shock, ma forse più per le alte sfere che per il popolo, che aveva scarsa o quasi nulla possibilità di frequentare i templi antichi.
      Il riferimento a Francesco è apparso nella mia mente nel momento in cui ho letto il Mosè egizio di Jan Assmann.
      Malles alla prossima dove cercherò di introdurre lo scandalo della tomba di quello che è venuto dopo il nostro faraone rivoluzionario.
      Le corna portate da Mosè anche in salita stanno trovando sempre maggior spiegazione....
      Fabio

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  6. Agli hyksos apparteneva la tribu' di origine di Mosè/akhenaton dei cuale era un capo.Incisioni egizie evidenziano tali guerrieri hyksos aventi un elmo con appunto le corna.... Non non vorrei fare il guastafeste..Scusa Fabio..Magari e' piu' facile di quanto pensiamo....

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    1. Ciao! Io amo i guastafeste!
      Amo le persone che si lanciano contro il pensare comune!
      Fabio

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  7. La sua figura mi ha sempre affascinato, anche se l'ho scoperto mentre approfondivo questa parte di storia prima di presentarla alle primarie e per darne una visione meno stereotipata...milleni di civiltà non si possono cristallizzare in poche immagini note. ;) anch'io adoro i guastafeste

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    1. Una figura che riesce a catturare l'attenzione dei piccoli (i miei figli) e dei grandi (la mia ma non solo).
      Adorabile nel suo essere diverso da tutti coloro l'hanno preceduto.
      Fabio

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