Padre Pio, tra santità ed inganno


Il miracolo è un fenomeno straordinario ed estraneo alle leggi di natura attribuito ad un intervento soprannaturale. [definizione di miracolo nel dizionario Garzanti]

Natale 2015. Tra i regali, una piccola confezione attira il mio sguardo. Il mittente lo conosco da molto tempo. Al giungere del piccolo dono la curiosità si mescola alla sorpresa. In tanti anni non si era mai instaurata l’usanza dello scambio doni. Finite le operazioni dei miei figli apro il pacchetto. Il contenuto l’avevo compreso dalla forma, il tema ancora ambiguo ma di grande interesse per il sottoscritto.
All’interno del libro vi erano due richiami che non potevano sfuggire al mio cercare.
Il primo, sottolineato con evidenziatore, riporta due lettere firmate il cui testo riporto integralmente:
Carissima Maria, Gesù ti conforti sempre e ti benedica. Vengo a chiederti un favore. Ho bisogno di avere da 200 a 300 grammi di acido fenico puro per sterilizzare. Ti prego di spedirmela la domenica e farmela mandare dalle sorelle Fiorentino. Perdona il disturbo”.[1]
Il testo della seconda: “Avrei bisogno di un 4 grammi di veratrina. Ti sarei molto grato se me la procurassi, e me la mandassi con sollecitudine”.[2]
Acido fenico e veratrina. Conosco poco.
Iniziano le ricerche.
L’acido fenico fu scoperto nel 1834 da F. Runge. Nel 1841 A. Laurent lo denominò idrato di fenile o acido fenico. Nel 1865 fu usato come antisettico su una ferita dal medico scozzese Lister. Da quel momento il fenolo fu usato nella disinfezione delle sale operatorie e degli attrezzi chirurgici. [3]
La richiesta di quel biglietto si riferiva alla disinfezione delle siringhe usate per i giovani chierici. Vorrei aggiungere che l’acido fenico utilizzato puro, come da biglietto firmato, è velenoso per l’organismo umano. Il suo utilizzo può provocare bruciature ed ustioni sul corpo. [4]
La veratrina deriva da una liliacea della cordigliera del Messico. Nel caso in cui la veratrina fosse posta sulla pelle potrebbe provocare bruciore e talvolta vescicazione.
A questo punto ritengo che l’argomento di queste ricerche sia stato compreso da tutti: le stigmate di Padre Pio, ora San Pio.
Inganno o Santità?
Non aggiungerò quasi nulla di mio, mi limiterò a riportare quello che non è noto al grande pubblico. Ogni persona è libera di credere al soprannaturale. Io credo esclusivamente alle prove documentali. Il caso vuole che si possono trovare in gran quantità all’interno di questa vicenda controversa.
Scendo rapidamente nel testo per trovare il secondo appunto dell’amico. Il riferimento è preciso e circostanziato: “...L’accaduto – cioè la scoperta per mezzo di filmini, si vera sunt quae refentur, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona – fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentazione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti. [..] Motivo di tranquillità spirituale per me, e grazia e privilegio inestimabile è il sentirsi personalmente puro da questa contaminazione che da ben quaranta anni ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili”.[5]
Lo scritto in questione fu annotato nel giugno del 1960 sul diario di Papa Giovanni XXIII. La frase è solo il finale di una lunga riflessione di Giuseppe Angelo Roncalli, il papa venuto da Sotto il Monte e ricordato con l'appellativo di Papa Buono.

La chiesa si è arricchita con la credulità e lo sfruttamento delle masse, oggi è un immenso potere finanziario. [Karlheinz Deschner - Storia criminale del Cristianesimo]

Due richiami forti alla mia persona.
Inizio una ricerca sulla storia di Francesco Forgione, per tutti Padre Pio, oggi San Pio.
Devo tornare indietro nel tempo per iniziare a comprendere.
Da dove partire?
Penso che il momento cruciale si possa trovare nell’apparizione delle stigmate.
Le stigmate apparvero il 7 settembre del 1910.
Durarono pochi giorni e scomparvero all’occhio umano.
Le ferite ritornarono il 20 settembre del 1915.
Scomparvero nuovamente.
Si giunge all’agosto del 1918.
Padre Pio afferma d’avere visioni su di un personaggio che lo trafigge con una lancia lasciando aperta la ferita.
Poco dopo, in seguito ad una nuova visione, afferma che avrebbe ricevuto le stigmate.
Il fatto desta scalpore.
Crea attenzione.
Le stigmate giungono.
La popolarità del frate, contestualmente anche di San Giovanni Rotondo, non trovano orizzonti finiti.
Il 15 e 16 maggio del 1919 un medico dell’ospedale civile di Barletta studia le ferite concludendo che: “Le lesioni che presenta alle mani sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria nei tessuti circostanti. Ho la certezza che quelle ferite non sono superficiali”.
Il 26 luglio del 1919 giunge a San Giovanni Rotondo il professor Amico Bignami, ordinario di patologia medica presso l’Università di Roma. Il professore non arriva in Puglia per una visita privata, è inviato direttamente dal Sant’Uffizio, allarmato dal crescente clamore che circola intorno alla figura di Francesco Forgione. Le conclusioni finali del professor Bignami non si discostano molto dalle precedenti. Afferma che le ferite potevano essere cominciate come prodotto patologico, ma che erano state completate, forse, con un mezzo chimico, come la tintura di iodio. [6]
La tintura di iodio vecchia, per l’acido iodidrico che vi si sviluppa, diventa irritante e caustica.
In questa situazione s’inseriscono le lettere firmate da Padre Pio indirizzate al farmacista per la richiesta d’acido fenico e veratrina.
Si giunge al 1920.
Il cardinale Merry Del Val incarica padre Agostino Gemelli di eseguire un esame clinico delle ferite del frate di Pietralcina.
Padre Gemelli è una figura importante del Novecento italiano, non fosse altro per essere il fondatore dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Agostino Gemelli è medico, psicologo e religioso.
L’incontro tra i due è burrascoso.
Teso.
Padre Pio non voleva incontrare il medico.
Il rapporto di Gemelli è particolare poiché in una prima lettera al sant’Uffizio asserisce che Padre Pio era un uomo di vita encomiabile, che però non gli pareva un mistico.
In una seconda lettera cambia repentinamente opinione e scrive. “Padre Pio è uno psicopatico ignorante, indulge in automutilazione e che si procura artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente”.
Automutilazione, argomento interessante. 
Mutilazione ed autoflagellazione, pratiche presenti da sempre nel Cristianesimo basti pensare ad Ignazio di Loyola oppure a Josemaria Escrivà, fondatore del discusso Opus Dei.
Un passaggio ritengo importante in questo contesto: "Se ad un bambino viene imposto di non masturbarsi con minacce e terrore ha davanti a se due scelte, o farlo di nascosto mettendo in atto delle strategie per non venire scoperto o fustigarsi, imporsi privazioni, mortificazioni al fine di far proprio l'ammonimento. Nel primo caso diventerà un uomo nel senso che avrà imparato che la sua persona è importante e che deve essere protetta con delle strategie difensive, nel secondo caso diventerà un malato di morte il cui scopo sarà quello di imporre la propria malattia agli altri. In questo Francesco Forgione divenne abilissimo.  [..] La perversione sessuale arrivò al punto tale che a nove anni la madre lo sorprese a flagellarsi, cioè a reprimere le sue pulsioni sessuali. Si giustificò con la madre affermando che stava imitando il supplizio ricevuto da Gesù". [7]
L’esame clinico non fu mai effettuato da padre Gemelli, perciò dobbiamo appellarci al senso di responsabilità di questa persona, alquanto controversa, che però ha creato una delle migliori Università italiane. [8]
I giudizi di Agostino Gemelli condizionano il Sant’Uffizio e la vita del francescano residente a San Giovanni Rotondo.
Il 31 maggio del 1923 giunge il decreto in cui si pronuncia la condanna esplicita: il Sant’Uffizio dichiara il non constat de supernaturalitate circa i fatti legati alla vicenda di Padre Pio. Il Vaticano squalifica il frate a persona normale, senza alcun rapporto con il soprannaturale. Nella stessa condanna s’invitano i fedeli a non credere agli eventi ed a non recarsi a San Giovanni Rotondo.

Assai sorprendente che le ricchezze degli uomini di chiesa si siano originate dai principi di povertà. 
[Charles-Louis de Montesquieu]

Queste iniziali ricerche a quali conclusioni mi conducono?
La prima riguarda la visione di Papa Giovanni XXIII: scrive in modo esplicito, ad oltre 40 anni dal manifestarsi degli eventi, che ci si trova di fronte ad un grande inganno perpetrato da Padre Pio ai poveri ed indifesi fedeli.
La seconda concerne le parole utilizzate da Padre Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica di Milano, che appella Padre Pio come ignorante e psicopatico.
La domanda sorge spontanea, per quale motivo lo hanno santificato se un Papa, ritenuto uno dei più buoni della cristianità, riteneva che avesse distrutto la moralità di centinaia di migliaia di povere anime?
Nelle prossime settimane tornerò cronologicamente ad analizzare i fatti ripartendo dalle conclusioni del 1923 del Sant’Uffizio.
In un secondo momento dovrò rispolverare il successore di Giovanni XXIII, Paolo VI, il papa sotto il cui pontificato si è verificato lo scandalo IOR – Marcinkus – Sindona.

Fabio Casalini

Bibliografia
- Allegri Renzo, I miracoli di Padre Pio. Mondadori. 1993
- Gemelli Agostino, Contro Padre Pio. Mimesis edizioni. 2010
- Guarino Mario, Santo Impostore. Kaos. 1999
- Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013

Le fotografie di Padre Pio sono state scattate in Italia (o in territorio italiano) e sono ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto.

1- Padre Pio celebra messa
2- Padre Pio incontra monsignor Lefebvre a San Giovanni Rotondo



[1] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 96
[2] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 97
[3] In merito si guardi Enciclopedia Treccani
[4] in merito si guardi Enciclopedia Treccani
[5] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 102
[6] Allegri Renzo, I miracoli di Padre Pio, Mondadori editore, 1993
[7] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 94
[8] Padre Gemelli nel 1938 appoggia le leggi razziali. Secondo Cuomo il Gemelli sarebbe tra i 360 aderenti al manifesto degli scienziati razzisti. La figura di quest’uomo è spesso al centro di accuse di antisemitismo a causa di un suo articolo apparso sulla rivista dell’Università Cattolica, di cui al momento della pubblicazione era rettore.

Commenti

  1. Purtroppo l'uomo per sua natura  ha bisogno di credere in qualcosa. E chi ha più bisogno di trovare un mito, qualcuno che gli regali un'illusione da seguire, sono sempre i più deboli ed emarginati. I grandi inganni della storia si costruiscono sulle miserie dell'uomo. Questo forse è uno di quegli inganni.  Un uomo del popolo reso santo a tavolino per soddisfare interessi molto più grandi di lui?! Scopriremo questo?! Sembra che il tuo viaggio nella verità non finirà molto presto. Hai tanto da raccontarci e noi tanto da leggere. E già questo articolo è tanta roba da assimilare.
    Ora vedendolo esposto alla venerazione di tutti mi faccio mille domande.  Una su tutte mi rende triste: forse questo Papa non è proprio quello che vediamo o che vogliamo vedere? E se fosse una mossa anche questa per rilanciare il Giubileo e attirare fedeli? I fatti parlano e non dicono belle cose.
    Sta volta ne sentirai tante. Le persone non sono pronte ad accettare la verità. Preferiscono non sapere, fingere che non sia successo niente. Lo vedi tutti i giorni...anche oggi. Non ti fermare. Rosella

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    1. Molti punti da analizzare Rosella!
      Sai che inizio a pensare ad una santità pensata a tavolino dallo stesso Francesco Forgione e che la Chiesa si sia trovata un bene immenso da amministrare?
      Perché Giovanni XXIII, ricordato come Papa Buono, ha scritto quello cose?
      Perché limitò l'operato del frate domiciliato a San Giovanni Rotondo?
      Se il Papa ritenuto il più buono della cristianità era contrario al frate campano, come hanno potuto dimenticarlo e santificare il Forgione?
      Molte domande che spero troveranno risposta nei prossimi episodi.
      Fabio

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  2. a pelle da sempre ho avuto l'impressione che dietro quella figura ci fosse qualcosa di falso torbido e morboso ...ma ciò che leggo mi sconvolge lo stesso

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    1. Ciao.
      Mi spiace sconvolgere sempre in senso negativo.
      Lo dico con il cuore.
      Mi spiace.
      Qualcuno lo deve fare, deve ricercare la verità nei documenti e non appellandosi a qualcosa che non si vede chiamato fede.
      Ogni punto è circostanziato e dettagliato con i richiami a fine articolo.
      I documenti sino al 1923 (con la parte relativa a Giovanni XXIII) dicono questo.
      Da quell'anno cosa diranno?
      Vi aspetto per i prossimi articoli.
      Fabio

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  3. La ricerca della verità ci permette la libertà di scelta. Tu sei l'uomo più libero che io conosca. Questo ti fa amare da chi ti legge. Non è negativo... sono fatti riportati. Ma Fabio ti chiedo una cosa:se tu hai trovato molto da raccontare, ti sei chiesto quanto non potrai mai trovare o quanto è ben nascosto? ! Rosella

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    1. Certo Rosella!
      La prima cosa che ho pensato è stato: se tutto questo è disponibile con attente ricerche, quanto non lo sarà mai?
      Non sapremo mai tutto e forse nemmeno la metà!
      Fabio

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  4. Sono d'accordo sul fatto che la gente abbia bisogno di credere in qualcosa ... Te lo dicevo qualche giorno fa.. Soprattutto ora... La chiesa questo lo sa da sempre... Da quando ha scritto libri e tavole venute dal cielo, da quando ha fatto della paura dell'ignoto che c'è dopo la vita la sua arma più grande... Sono stata a San Giovanni Rotondo ... E ci sono due sensazioni contrapposte, la fede delle persone in cerca di conferme e il mercificare di questa figura ... Tanti cori contro e tanti a favore...
    I latini dicevano " veritas in medio stat" .. Allora mi chiedo : questo grande inganno avrebbe funzionato senza persone che avevano così bisogno nel periodo delle guerre di credere e sperare? Magari le ferite vere... Le sue visioni altrettanto... Unite al fanatismo religioso.... Ma nulla di divino... È la gente che ha visto guarigioni e miracoli che aveva bisogno di vedere? È difficile comprendere e ti ringrazio per aver acceso un faro su questo personaggio ... Ce n'era bisogno...Simo

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    1. Ciao Parrucchiera.
      Non sono mai stato a San Giovanni Rotondo quindi non posso comprendere. Non sono mai stato in luoghi di pellegrinaggio perché non credo assolutamente a tutta la mercificazione dei miracoli (che non esistono).
      Gli unici luoghi di pellegrinaggio che ho frequentato e che tuttora frequento sono i santuari a Répit collegati al rito del ritorno alla vita dei bimbi nati morti, ma qui andiamo fuori tema e fuori tempo...
      La gente vede quello che vuole vedere.
      La gente crede in quello che vuole credere e che gli fanno credere.
      Se hai visto le ignobili immagini degli autoscatti con la salma potrai convenire con me che siamo al punto più basso di questa religione...
      Fabio

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    2. Gli autoscatti con la salma non hanno fede... Ma stupidità pura come causa... E questo è altro rispetto a quello che ha reso Padre Pio quello che è... La chiesa si è resa conto che ha perso molto potere e sta mettendo appunto "manovre mirate" ... Vedremo dove si può arrivare....

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    3. La sequenza mi pare questa... beatificazione nel maggio del 1999 per farlo rientrare nel Giubileo, santificazione (sempre ad opera di Giovanni Paolo II) nel giugno del 2002. Il flusso di pellegrini piano piano andava scemando ed ecco che nel 2008 si tira fuori dalla tomba il cadavere. Nel 2016 si pensa bene di trasportarlo nel momento in cui la Chiesa è preda di mille problemi e scandali...
      Non vi è dubbio... è tutto studiato.
      Fabio

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  5. Ciao Fabio.
    Personalmente ti ringrazio per gli articoli che proponi, senza fronzoli. Sui miracoli, o presunti tali, ognuno ha le sue opinioni. Tu dici che "la gente crede in quello che vuole credere", vero! Ma al di là di questo l'importante è non portare con ostentazione gli anelli al naso...

    Va pure considerato come innegabile il fatto che la chiesa nei secoli si sia arricchita per la credulità popolare, inducendo M. Lutero allo scisma, (anche) per le "entrate" date da concessioni indulgenti a pagamento. ma ogni cosa va distinta, sempre, per onestà intellettuale. Chi ha studiato la figura di P. A. Gemelli (al di là di Università e Ospedali intestati) ne ricava immancabilmente un personaggio come ultimo tentacolo della "santa" (tsè...) inquisizione.

    Svariate testimonianze (l'elenco è davvero lungo e consultabile) ci dicono che P. Pio era portatore assai raro nel campo della paranormalità: quello della bilocazione, appannaggio in genere dei grandi mistici. La sua duplice presenza si manifestava attraverso tre modalità, quella fisica(contemporanea presenza fisica in due luoghi diversi e lontani. Quella immateriale (apparizione della sua figura senza consistenza corporea) e quella simbolica (comparsa in ambienti lontani del profumo caratteristico che emanava il suo corpo).

    Indipendentemente da queste risultanze rese da più testimoni, egli poteva anche essere invisibilmente presente in luoghi lontani, seguendo fatti e vicende (chiaroveggenza) ed entrando pure nell'"io" altrui (telepatia), percependo i pensieri in talune contingenti situazioni psichiche. Le testimonianze chiaroveggenti e telepatiche sono davvero innumerevoli, riportate a suo tempo da attori, presentatori, medici, ecc. Fenomenologie queste, per chi ha sperimentato in prima persona, o ha verificato negli anni, del tutto credibili. Ho conosciuto N. Evolo pochi anni prima della sua morte, e queste fenomenologie, e molto più, erano nella norma, pur essendo per lei stessa inspiegabili.

    E' un campo difficile, addirittura minato, me ne rendo conto, moltissimo è da rigettare, ma NON tutto, per quanto me ne concerne, per gli anni spesi in indagini di prima persona. Non mi sento di rinnegare ciò che ho toccato con mano e filtrato a lungo. Ovviamente non sono difensore di chichessia ma, parimenti, le testimonianze non vanno mai ignorate. Come quella volta che il nostro protagonista in compagnia di P. Raffaele da Sant'Elia, il 18 marzo 1947 trovarono l'imbocco di un lungo viottolo ostruito da un vasto e alto falò, appiccato da diversi residenti per l'usanza locale della ricorrenza di S. Giuseppe. Ebbene l'allibito P. Raffaele fu preso sottobraccio da P. Pio col quale attraversò le fiamme.

    Singolare per coloro che praticano la "pirobazia", qui si ha un attraversamento di fiamme, non di braci. Gli indumenti non hanno "immunità" dal fuoco, specialmente le lunghe tonache dei frati... Per quanto mi concerne non ho mai messo in dubbio, analisi antropologiche e psicologiche atte a stimolare un'accesa esaltazione mistica, una sorta di compenetrazione con la passione di Cristo, così forte ed empatica da determinare significative alterazioni fisiche, in più il perdurare dello stato sarebbe per così dire alimentato dalla convinzione di essere prediletti da Dio... E' notorio che esistono isterie che portano fenomeni di cecità, di paralisi e perfino gravidanze che nulla hanno a che vedere con la situazione obbiettiva in cui si trova la persona,assolutamente convinta della realtà che sta vivendo.

    Tutti trucchi o legami ristretti alla psicosomatica? Al di là dell'idolatria fanatica o a giochi di prestigio, io (per quanto ne so) andrei molto cauto, soprattutto per quei fenomeni al limite tra parapsicologia e psicofisiologia, con riferimento particolare a manifestazioni concomitanti quali sanguinamento delle piaghe, profumo e luminosità, annotate in dettaglio nei secoli. Non solo P. Pio dunque.
    Un saluto
    Malles

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  6. Malles per una volta prendiamo strade diverse, con molta gentilezza che chiaramente ci contraddistingue. Purtroppo sono un testardo che deve appellarsi esclusivamente alle fonti tralasciando l'insondabile e la fede. Per quanto riguarda Agostino Gemelli lungi da a me riabilitare il personaggio. Ho annotato la sua ambiguità a fondo articolo.
    Non possiamo che alzare le mani di fronte a Giovanni XXIII.
    Aveva ragione lui?
    Per me chiaramente si.
    Assolutamente.
    Nei prossimi resoconti documentali ne leggeremo delle belle!
    Ti attendo con il solito garbo ed informazione storica, nonché preparazione fuori dal comune.
    Sai che sembriamo cloni?
    Fabio

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  7. Ciao Fabio.
    Parlare di confronto forse è sbagliato, niente fronti... ma con... con simpatia, sempre. La fede in questi casi, come giustamente fai notare, va tralasciata, doverosamente, perchè deviante. Ciò che invece riteniamo troppo precipitosamente insondabile, pur con la limitatezza propria dell'uomo, si può (in parte) sondare...Non abbiamo imboccato strade diverse, caro amico, queste, per un quadro più ampio, vanno solo percorse nella loro interezza, non dubito che l'intero percorso e il tuo intendere, si completi nei tuoi prossimi articoli.

    Anche in bocca a Papa G. XXIII misero quintalate di falsità, una per tutte il famigerato incontro con un E.T. a Castel Gandolfo. Incontro mai avvenuto, smentito in mia presenza il fine del sec. scorso da L. Capovilla, al tempo del (falso) fatto segretario del Pontefice. P. Pio, così burbero com'era, non ha mai avuto tutta la mia simpatia ma, a dimostrazione che il mistico aveva rotto le catene con la materia, ci sono fatti testimoniali degni di nota.

    Diverse persone videro il cappuccino levitare (alla maniera di S. Giuseppe da Copertino, a più riprese indagato come un delinquente dalla "santa" inquisizione). Per "credo in ciò che vedo" abbiamo episodi riferiti da piloti della seconda guerra mondiale che videro l'immagine del frate sospesa in cielo, chiaro segno di bilocazione o di O.O.B.E che dir si voglia.

    Tralascio il contesto delle stigmate, dei due poli ufficiali che vedono il fenomeno da angolazioni diverse, così come la macabra (secondo me) esposizione della sua salma, con tanto di viso rifatto in cera da specialisti inglesi.
    Mi ispirano di più (solo un pò...) culture lontane come quelle degli Yogi, dei monaci Zen o i saggi taoisti, per i quali ogni fenomeno, anche il più clamoroso e formidabile, altro non è che il trionfo della spiritualità dell'uomo che non necessita di prove congiunte per illuminarsi.
    Un saluto
    Malles

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    1. Il mio "prendere strade diverse" Malles non era uno spartiacque, un essere di qui o di là. Non era il mio intento. La frase era in riferimento al fatto che dopo tante liete discussioni, in cui seguivamo le stesse pietre segnate dalla storia, questa volta approcciamo il fenomeno da diverse angolazioni.
      Su Giovanni XXIII ti chiedo qualche giorno di pazienza e lo commenteremo in riferimento all'articolo che sto approcciando.
      Per quanto concerne la bilocazione e le visioni: non è possibile che siano fenomeni di suggestione?
      Fabio

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  8. Oltre agli articoli di Fabio è un grande piacere leggere i commenti di Malles. Un personaggio controverso Poi da Pietralcina. Fabio mi da grandi spunti di riflessione, mi spinge a farmi domande sempre, cercando di elevare la mia fede in qualcosa di diverso da quello che ci hanno insegnato. Malles on questo caso mi riporta nel mio. Quello che è certo è che leggerò e cercherò la mia verità su questa persona. Grazie ad entrambi, come sempre stimolanti. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      Grazie per comprendere che io sono qui solo per raccontare la storia attraverso i documenti e dare spunti di riflessione.
      Leggere, indagare e ricercare in questo mondo dove una notizia - falsa crea più scompiglio della verità, è di poche persone.
      Fabio

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  9. RIciao Fabio, intervengo ancora brevemente (dicono tutti così...) solo per porre in leggerezza delle curiosità che, come tali (am'racmand...) vanno considerate.

    P. Pio era nato nell'anno del quinto centenario della nascita del "Poverello d'Assisi(per questo lo chiamarono Francesco), nel quinto mese dell'anno (maggio), il giorno 25 (multiplo di 5), alle 5 pomeridiane, in un paese che allora contava 5 mila abitanti. Erano 5 fratelli, quando entrò nell'Ordine dei Cappuccini prese il nome di S. Pio V la cui festa ricorre il giorno 5 del quinto mese dell'anno (maggio). Fu ordinato sacerdote nel quinto mese del 1910 a Pietrelcina dove visse per 5 anni.

    Non mi intrigano gli oroscopi, ai quali mai ho creduto, mentre le coincidenze numeriche attirano un pò la mia attenzione. Col tuo permesso proseguo... Nel 1918 entrando nel convento di S. G. Rotondo gli assegnarono la cella n°5, condivisa con altri 5 frati. Ebbe pure una pensioncina di guerra, di quinta cat. la sua biografia è sotto l'insegna del n°5. Chi studia il simbolismo dei numeri (aritmosofia) sa che negli ambienti pitagorici il n°5 è il simbolo della Totalità Cosmica ed era l'emblema e il segno dei pitagorici.

    L'immagine geometrica del 5 è il pentagramma, ossia la stella a 5 punte. E' noto che racchiude la figura umana disegnata a braccia aperte e a gambe divaricate. Se tutto quanto afferma l'aritmosofia ha un senso, va considerato che P. Pio da par suo aveva indubbie doti eccezionali e nessun altro numero che non sia il 5 gli si attaglia meglio, qualora per "Totalità Cosmica"s'intenda la possibilità di esprimere qualità extrasensoriali e miracoli che gli si attribuiscono da vivo e da morto.

    Per la concessione di scribacchiare di tanto in tanto sulle tue pagine caro Fabio, ti firmerò un assegno per fine anno... Estas de acuerdo?
    Un saluto
    Malles

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    1. Malles scrivi sempre per favore che i tuoi interventi lasciano spesso senza parole. Io non conosco l'aritmosofia quindi mi riservo di leggerne prima di rispondere degnamente a questo commento.
      Hai portato l'argomento ad un livello che non pensavo sai?
      Misticismo, numerologia, bilocazione... tanta roba e tanta carne al fuoco.
      Fabio

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  10. Interessante Ho un nativo senso della misura e una grande passione per decifrare i misteri della psiche. Non ho mai approfondito su Padre Pio, forse perché non ho passione per chiesa, santi e dintorni. Fosse per me, non sarebbe esistita nessuna religione. la spiritualità è qualcos'altro ed è comunque un fatto culturale, invenzione della psiche, potente e straordinaria.
    Ho dei validi motivi per tornare sul tuo blog.

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    1. Grazie del complimento e della promessa di tornare a leggere le nostre pagine Gabrielle.
      Ho sempre raccontato le vicende di santi o presunti tali del passato sino a quanto non mi è stato regalato quel libro specifico. Nelle ricerche mi son imbattuto in accadimenti a me sconosciuti. Mi son chiesto se la gente era a conoscenza di questi eventi. La risposta è stata chiaramente negativa.
      Penso come te che spiritualità e religione siano momenti distaccati del nostro essere. Sono affascinato dalle antiche religioni alpine (coppelle - scivoli della fertilità - megalitismo) per il semplice fatto che attengono allo spirito e non alla religione come da noi intesa.
      Fabio

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  11. Se gli scritti di Fabio mi incuriosiscono e affascinano (quasi) sempre, non da meno leggo con grande interesse i commenti di Malles. In questo post vi siete superati! Mi avete fornito tanti spunti di riflessione. Grazie ad entrambi.
    Lidia Zaffaroni

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    1. Ciao Lidia, Malles è un personaggio che da sempre segue con affetto e grandissima preparazione il nostro progetto. Un giorno capirò chi si cela dietro questo nick... Sono curioso di natura.
      Nel tuo commento notò una parentesi come velata critica. Mi farebbe immensamente piacere sapere a cosa ti riferisci con (quasi). Voglio migliorare sempre ed essere il più possibile preciso e coerente con la storia.
      Grazie di cuore Lidia.

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    2. Non era una critica, ma un'amara constatazione di un mio limite. Apprezzo il tuo spaziare su argomenti così vasti e differenti e sempre con grande passione. Ecco, il mio orizzonte è più limitato - forse per pigrizia - e taluni argomenti mi interessano meno di altri. Da qui origina l'infelice (quasi) sempre...
      Lidia

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    3. Lidia ma no!!
      Ogni giorno vengo criticato per le ricerche che effettuo e per il come le traduco in articoli.
      Le critiche servono per crescere.
      Se leggi ed intervieni non è limitato il tuo orizzonte, ma è molto vasto e sempre in perenne movimento.
      Non è infelice la parentesi, per me è stata molto utile.
      Lo dico sinceramente, per migliorare l'esposizione e rendere interessanti argomenti che altrimenti non lo sarebbero.
      Grazie.
      Fabio

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