Padre Pio ed i miracoli della politica del Novecento

Ci siamo lasciati al 1961 ed alla visita di Monsignor Maccari a San Giovanni Rotondo. Il motivo del viaggio era quello d’indagare circa le voci – contrastanti e preoccupanti – che giungevano dalla Puglia. 
Per comprendere la preoccupazione del Vaticano e della persona di Giovanni XXIII, dobbiamo tornare al 1960. Giovanni XXIII fu informato da monsignor Parente, assessore del Sant’Uffizio, del contenuto d’alcune bobine registrate nel convento e nel confessionale di San Giovanni Rotondo. Il Papa da mesi prendeva informazioni su tre donne, i cui nomi tornavano spesso nella vita di Padre Pio.
Carlo Maccari, inquisitore poi promosso Vescovo d’Ancona, raccolse le accuse contro Padre Pio in un dossier di oltre 200 pagine.
Prima di proseguire nel resoconto cronologico ritengo interessante proporvi uno stralcio dell’intervista a Maccari apparsa sull’Europeo del 16 agosto 1991: «Vi erano tre pie donne che comandavano Padre Pio al punto da renderlo schiavo. Erano loro che smistavano i confessandi. Padre Pio parlava a voce alta e non abbassava la tendina del confessionale. Loro sentivano tutto, sapevano chi era assolto e chi no, andavano in giro a dirlo. Addio segreto confessionale. Queste anime buone si facevano largo ad ombrellate per entrare in chiesa, dicevano che era loro diritto. E poi il traffico delle reliquie, tutte quelle pezzuole intrise di sangue di gallina…».[1]
Monsignor Maccari fece una relazione su tutto ciò che aveva visto in quel convento. Gran parte dei 125 frati aveva un’automobile ed il tenore di vita dei seguaci di Francesco d’Assisi era spropositato. Gruppi di donne sostavano nel convento anche la notte. Vi era un commercio di bende sporche di sangue, che come sappiamo dall’intervista era di gallina, al prezzo di 70.000 euro attuali. [2]
Vorrei tornare all’intervista rilasciata da Carlo Maccari per analizzare un aspetto poco noto: «Andavo spesso a Roma a prendere istruzioni. Mi accompagnavano in macchina alla stazione di Foggia. In molti sapevano i miei orari. Un giorno che ritorno alle prime luci dell’alba accadde un incidente inspiegabile: dietro ad una curva due fucilate colpiscono un’automobile come la mia, targata Roma. Al mio posto è stato ferito un povero bambino malato che andava da Padre Pio».[3]
L’inquisitore ammette pubblicamente di aver rischiato di morire nello svolgimento del proprio incarico. Ricorda molto da vicino la vicenda di Pietro da Verona, ma questa è un’altra storia.
Carlo Maccari era convinto che volessero ammazzarlo.
Il resoconto dell’indagine, e la reazione di Giovanni XXIII, le conosciamo grazie allo scrittore Sergio Luzzatto. Il Papa annota il 25 giugno del 1960 su quattro foglietti, rimasti inediti sino al 2007, le seguenti frasi: « Stamane da mgr Parente, informazioni gravissime circa P.P. e quanto lo concerne a S. Giovanni Rotondo. L’informatore aveva la faccia e il cuore distrutto. ». « Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi a una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia a una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente ». « L’accaduto —cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur [se sono vere le cose riferite], dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona — fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti ». « Motivo di tranquillità spirituale per me, e grazia e privilegio inestimabile è il sentirmi personalmente puro da questa contaminazione che da ben 40 anni circa ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili ».[4]
Seguirono giornate, settimane e mesi confusi. Iniziarono le proteste popolari guidate dal sindaco di San Giovanni Rotondo, Morcaldi, contro i divieti a Padre Pio. Il Vaticano fu irremovibile nel suo atteggiamento. Anni burrascosi nel rapporto tra Santa Sede e convento di San Giovanni Rotondo. Nel 1962 Emanuele Brunatto tornò a Roma dove incontrò il segretario di Stato, cardinale Ottaviani. In quel periodo Brunatto stava preparando un dossier segreto contro il Vaticano.
Il 3 giugno del 1963 Papa Giovanni XXIII muore.
Il 30 luglio del 1964 il nuovo Papa, Paolo VI, comunicò ufficialmente che a Padre Pio era restituita ogni libertà nel suo ministero. Concesse anche l’indulto per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la messa secondo il rito di Pio V.
Quale il prezzo per la completa libertà di Padre Pio?
In contemporanea alla restituzione dei diritti al frate di Pietralcina molteplici attività finanziarie gestite dal cappuccino con le stigmate passarono alla Santa Sede.
Guarino – nel libro Beato impostore – scrive che Paolo VI era un pontefice molto pragmatico e disinvolto, basti pensare a Marcinkus e Sindona. Padre Pio stava per compiere 80 anni. Era opportuno chiudere la contesa tra la santa Sede, da una parte, ed il convento di San Giovanni Rotondo, dall’altra, predisponendosi a raccogliere i frutti materiali dell’operato del frate. Lo IOR redasse due testamenti, che padre Pio firmò a maggio del 1964, ed una dichiarazione pubblica in cui il frate smentiva le varie notizie di stampa sul suo essere segregato. [5]
Non posso concludere la vicenda legata a Padre Pio senza ricordare l’uscita di scena di Emanuele Brunatto, il fedele custode di Padre Pio.
Dopo la vicenda dei magnetofoni nella cella e nel confessionale del frate pubblicò “Il libro bianco”. Correva il giugno del 1963. Brunatto sosteneva l’assoluta estraneità di Padre Pio dalle vicende che lo vedevano implicato. Secondo Emanuele Brunatto l’intento di questa campagna, contro il cappuccino, era di accaparrarsi i soldi che le opere del frate facevano giungere a San Giovanni Rotondo.
La sera del 9 febbraio 1965, Emanuele Brunatto, telefona ad un vecchio amico di Roma pregandolo di andarlo a trovare nel suo appartamento di Via Nazionale. All’amico chiede di prendere in consegna una grande quantità di materiale – tra cui documenti e bobine – e di celarlo in un luogo sicuro. L’interlocutore chiede una notte di tempo per recuperare un’automobile, che dovrà servire per il trasporto dell’ingente quantità di documentazione.
La mattina del 10 febbraio 1965 Emanuele Brunatto è trovato morto nel suo appartamento dalla donna delle pulizie.
La versione ufficiale della polizia afferma che Brunatto è stato stroncato da infarto. Altri sostengono una tesi diversa. Alcuni amici, tra cui un importante imprenditore veneto, parlano di avvelenamento da stricnina.
I documenti? Spariti.
Nessuna notizia su quotidiani nazionali e locali.
In una notte Emanuele Brunatto cessa di esistere, non solo di vivere.
Padre Pio muore nel 1968.
Nei giorni precedenti le stigmate spariscono.
Con molta probabilità per teologi e fedeli la sparizione delle stigmate è da considerarsi un miracolo ancora più grande della loro apparizione.
Il 21 gennaio del 1990 Padre Pio è dichiarato venerabile.
Il 2 maggio del 1999 Padre Pio è beatificato, poco prima del grande Giubileo voluto dal papa venuto dalla Polonia.
Un passaggio interessante, avvenuto durante la causa di beatificazione, attiene alle dichiarazioni di uno dei postulatori alla causa di Padre Pio, Gerardo di Flumeri che, con riferimento alle accuse di lussuria mosse nei confronti del cappuccino, disse: « Le pie donne sue penitenti erano tutte anziane, tutte virtuose e anche tutte prive di qualsiasi attrazione fisica. Eppure tutte furono inquisite da monsignor Maccari con la domanda brutale: avete fatto l’amore con lui? E quante volte? Ci fu una che disse di aver peccato. Padre Pio lo seppe eppure continuò a confessare con quella sventurata. Là tra tanta gente alle volte capitavano anche i matti».
Interessante l’analisi di queste parole.
Con riferimento alle donne, se non fossero state anziane, virtuose e poco attraenti?
Secondo aspetto: qualunque persona non la pensava come volevano a San Giovanni Rotondo era da considerare sventurato e matto?
Il 16 gennaio del 2002 Padre Pio diviene San Pio.
Tra i miracoli riconosciuti per la causa di santificazione: le stigmate, la bilocazione, la profezia e la scrutazione nei cuori dei fedeli.
Il 24 aprile del 2008 il cadavere fu estratto dalla tomba per darlo in visione ai fedeli.
L’evento ha dato una nuova spinta agli affari degli oltre 140 hotel ed affittacamere sorti nei pressi del convento, molti dei quali in deroga al piano urbanistico nell’anno santo del giubileo.
A fianco della salma furono posti distributori automatici di medaglie e ceri.
Il 19 aprile del 2010 la salma di Padre Pio è stata trasferita nella cripta all’interno della chiesa dedicata al santo. Il luogo di riposo è decorato con mosaici ed il soffitto ricoperto di foglia d’oro, ricavato dalla fusione degli ex voto che i fedeli negli anni hanno portato a San Giovanni Rotondo. Tutto questo sfarzo ricordando San Francesco d’Assisi ed il voto di povertà, cui tutti i francescani sono tenuti.
Nel mese di febbraio del 2016 il corpo di San Pio è stato esposto in Vaticano per la gioia di migliaia di fedeli che sono accorsi a fotografare, strofinare sciarpe e fazzoletti, pregare sul feretro che si faceva largo nelle strade di Roma.
Roma medievale.
Roma città eterna.
Alla fine la chiesa vince sempre.
Come concludere questa lunga narrazione sulle vicende del frate con le stigmate?
Risalendo al tempo in cui tutto ebbe inizio. Negli anni precedenti il 1920 Padre Pio fu trasferito, dopo aver ottenuto il congedo di un anno dall’esercito che lo reclamava in vista della guerra, nel convento di Foggia. Le visioni e le lotte con il diavolo erano talmente vigorose da spaventare il responsabile del luogo sacro che decise di scrivere al vescovo di Ariano Irpino, il quale commentò « il Medioevo è finito da un pezzo, e voi credete ancora a queste panzane?».[6]


Fabio Casalini

Bibliografia
- Guarino Mario. Beato Impostore. Kaos edizioni. 1999
- Luzzatto Sergio, Padre Pio. Miracoli e politica dell'Italia del Novecento. Giulio Einaudi editore, 2009
- Renzetti Roberto. San Francesco ed i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013



[1] Intervista a Carlo Maccari apparsa sull’Europeo del 16 agosto 1991
[2] San Francesco ed i crimini dei francescani di Roberto Renzetti. Tempesta Editore. 2013
[3] Intervista a Carlo Maccari apparsa sull’Europeo del 16 agosto 1991
[4] Sergio Luzzatto, Padre Pio. Miracoli e politica dell’Italia del Novecento. Giulio Einaudi editore. 2009
[5] Mario Guarino, Beato impostore. Kaos 1999
[6] Mario Guarino, Beato impostore. Kaos 1999

Commenti

  1. Ciao Fabio, un epilogo rocambolesco per un uomo con una vita piena di luci e ombre. Con questo terzo articolo mi sorgono molti dubbi. Sta volta non su PP, ma su tutto il circo mediatico montato ad arte intorno a lui. E se lui fosse stato davvero una pedina manovrata ad arte? E se fosse stato fagocitato in un vortice partito da lui ma sfuggito al suo controllo? Perché cedere tutto per essere reintegrato se davvero era così legato ai soldi e al suo personaggio? Una moderna abiura? Forse per portarlo avanti ad oltranza questo personaggio. Ero certa del verdetto di colpevolezza. Oggi ho un ragionevole dubbio. Non so... devo leggere ancora. Un saluto al caro Malles, so che arriverà fra poco ad aumentare i miei dubbi. A te un bravo gigantesco. Hai scritto benissimo. La fine è da Fabio. Rosella

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    1. Grazie Rosella!!
      La fine è uscita leggendo molti resoconti dei primi anni di vita di Padre Pio.
      Lo hanno detto loro, io mi sono limitato a riportare.
      Il ragionevole dubbio è certo Rosella. Lo hanno imprigionato all'interno di un personaggio, montando un circo pazzesco. San Giovanni Rotondo come una Las Vegas del Gargano? Penso che ci possa stare l'accostamento.
      Tutto in vendita, tutto ha un prezzo.
      Tutto in memoria di San Francesco.
      Tutto in memoria del voto di povertà.
      Fabio

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    2. a proposito di Paolo VI° mi viene un dubbio: i ricatti , nella chiesa, sono sempre stati il pezzo forte anche nei secoli passati. Fabio, non ti dice niente il nome di Paolo Carlini professione attore?

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    3. Ciao Cleide. L'attore - si dice - fosse l'amante del cardinale prima che Montini divenisse Paolo VI. Molti sono corsi a negare tale diceria, ma fondamentalmente qualcosa c'è, altrimenti sarebbe scomparsa come una nuvola al primo soffio di vento....
      Fabio

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  2. Altro pezzo di storia a me sconosciuto.... Come non riflettere? Mi viene però una domanda.... Non sarebbe stato più "conveniente " per la chiesa non ostacolarlo visto che muoveva non solo coscienze ma anche portafogli? Ne hanno capito solo dopo la potenzialitá ?
    La gente ha visto e vedrà sempre quello che ha bisogno di vedere .... La chiesa lo sa......
    Grazie Fabio..

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    1. Ciao Parrucchiera.
      La chiesa ufficiale lo ha ostacolato per molti anni, provocando reazioni scomposte nei fedeli e nei frati suoi collaboratori nel convento di San Giovanni Rotondo.
      Giovanni XXIII non era avvezzo alla politica, appena salito al trono di Pietro qualcuno che sapeva come muoversi in ambito politico - e come se lo sapeva - il tutto è giunto a conclusione.
      Revocate le sanzioni in cambio del flusso di denaro generato da Padre Pio.
      Tutto questo in onore di San Francesco.
      Fabio

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  3. Parte terza...Quando il cardinale Vagnozzi ritornò a Roma riferì ogni cosa al Papa il quale, lo consigliò di andare da P.Pio. Il consiglio gli sembrò strano: cosa mai poteva sapere un frate sempre chiuso in un convento, privo di contatto col mondo e con la diplomazia? In breve... venne a S G. Rotondo, espose al frate il caso che lo tormentava, il quale al termine, con umiltà gli disse: "Se Cristo andasse nelle Filippine e notasse gli abusi e gli inconvenienti da lei notati, che cosa farebbe? Faccia dunque anche lei ciò che farebbe Nostro Signore". Ritornato a Roma, il N. Apostolico riferì al Papa le parole di Pio, Il Papa lo esortò di attenersi al consiglio del frate.
    Aneddoti del tutto veritieri, storici, ne esistono a carrettate. Se avremo modo...
    Grazie della cortesia caro Fabio
    Un saluto
    Malles

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    1. Grazie a te Malles.
      Esistono migliaia di aneddoti in entrambi i versi.
      Secondo te Padre Pio era davvero a favore del popolo e non prediligeva una certa ricca borghesia?
      Gli Arditi di Cristo - di cui non ho parlato per motivi di spazio - furono solo un errore di gioventù?
      All'interno di quelle fila vi erano i primi virgulti del nascente fascismo....
      Le pezze imbrattate di sangue di gallina?
      Padre Pio ne era a conoscenza?
      Dello sporco commercio delle stesse?
      PP ne era a conoscenza?
      La presenza delle pie donne - pie? - nella sua vita?
      Fabio

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  4. Parte seconda. In ESTREMA sintesi: i filmini porno non sono MAI esistiti, a differenza delle registrazioni dei "baci", i quali, quando superavano i rumori di fondo, altro non erano che baci dei fedeli "schioccati" sulle mani benedicenti del Nostro. --Nell'anno 1919 il Prof. Festa ritenne le stimmate del padre del tutto veritiere, non prodotte cioè da acidi. L'acido fenico altro non era che un disinfettante, il quale, oltretutto, non si vendeva più a S. G. Rotondo fin dal 1920. La scienza medica ci dice che Padre Pio non si procurò le ferite ai palmi, perchè qualunque tipo di ferita (se prodotta) non può fisiologicamente rimanere aperta per più di 50 anni, questo danneggerebbe tutta la parte anatomica circostante, ossia i muscoli, i nervi, i vasi sanguigni, ecc. Se poi P. Pio si procurò per 50 anni tali ferite, perchè queste, che erano sparite alla sua morte, non riportavano la benchè minima traccia di cicatrizzazione?

    Tante sono le circostanze che portano fieno alla mangiatoia del frate, ne riporterò solo alcune. per esempio il legame di Papa Wojtyla con il Pio, il quale gli profetizzò il pontificato quando ancora era vescovo. Non solo, il futuro Papa non mancò mai di ringraziarlo per la sua intercessione riguardo la guarigione di un'amica di famiglia del Papa polacco, W. Poltawska. Sul miracolo avvenuto (dal punto di vista medico di questo si tratta) esiste più di una lettera scritta di pugno da Giovanni Paolo II.

    Non abbiamo dunque solo resoconti negativi dal Santo uffizio, anzi, si hanno pure caterve di giudizi positivi di ecclesiastici che hanno personalmente conosciuto il Pio, ovviamente NON SOLO di facciata, approfondendone ed esaltandone la figura, a volte per accesso. Troppo spesso fa più rumore un frutto che cade che 100 sull'intera pianta... L'accusa avrà sicuramente notato che non mi sono avvalso della copiosa e nota antologia di prodigi fenomenali che hanno il pregio d'essere riferiti da personaggi dai quali non vi è da sospettare distorsioni, il suo ampio curriculum è facilmente rintracciabile, è fin troppo noto, in giro ci sono centinaia di aneddoti relativi alla sua "miracolistica", a volte (NON lo nego) ampliata da fanatismi fideistici. Non mi sembra giusto affondare la lama. A'pppproposito di lama avrei una poesia, più o meno attinente...forse un po' frivola...

    Potrei farla lunga, ma nominerò, per finire, "solo" il Cardinale Egidio Vagnozzi che, dopo la morte del frate di Pietrelcina volle celebrare una messa nella di lui cripta. nell'occasione raccontò che mentre era Nunzio Apostolico nelle Filippine, venne in incognito a S. G. Rotondo. Padre Pio, che non lo conosceva, lo salutò con "eccellenza", sorprendendolo perchè nessuno sapeva della sua dignità vescovile, nè del suo arrivo. In qualità di Nunzio Apostolico si trovava in una situazione delicata, non sapendo come comportarsi davanti a certi abusi senza suscitare una reazione spiacevole da parte dell'Episcopato di quella nazione.

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    1. Ciao Malles scusa il ritardo, ho visto solo ora il secondo ed il terzo commento.
      Verissimo che non esistono solo resoconti negativi - anzi - ma questi sono a disposizione di tutti. Io ho cercato di portare al nostro - numeroso e cattolico - pubblico una visione diversa, non sempre rintracciabile se non leggendo Luzzatto o Guarino. Nell'incedere dei fatti ho cercato di mantenere un certo distacco.
      Spero di esservi riuscito.
      Fabio

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  5. Parte prima. Ciao Fabio, spero d'iniziare nel modo giusto, considerando questo scambio di opinioni NON come un confronto, ma come uno scambio d'informazioni che, viste e considerate nel modo giusto non possono che arricchire. Parto mettendo il piedone avanti e il mio lavoro di ro......le, eseguito da Monte S. Angelo fino a S. G. Rotondo. Dai contatti avuti non ho mai riscontrato un benchè minimo livore nei confronti del frate, anzi. Bisogna SEMPRE uscire dall'impasse dei business (sono devianti) che si formano attorno alle figure dei santi, questi non sono quasi mai da addebitarsi a loro.

    Per dirne una, guarda cosa succede a Lourdes (qui ne ho scritte di cotte, ma anche di crude...) e al contrasto che se ne riscontra con l'umilissima Bernadette Soubiraus. A proposito, vi invito a visitarne l'incorruttibilità corporea e la sua autentica storia in quel di Nevers, cittadina che ho trovato bellissima ed accogliente, con le sue variegate petit dejeuner...

    Entrando nel contendere (si fa per dire...), al libro e alle "prove" di S. Luzzatto, posso contrapporre quello di S. Campanella: "Oboedienta et pax, la vera storia di una falsa persecuzione". Questo è un libro dettagliato che riporta, (dati alla mano) come un mito l'accanimento di Papa G. XXIII. Ti dirò di più Fabio, il Santo Uffizio ritrattò ogni accusa contro il frate, prova ne sia che questa involuzione permise la santificazione del Pio. Ritrattazione poi, unica nel corso della storia della chiesa.

    Caro Fabio, come primo teste per l'accusa porti il (poi) vescovo C. Maccari, ma ti fermi ahimè a metà strada, bisogna riportare tutto, sia il pro che il contro, riportando per esempio quanto detto da Don A. Quercetti, segretario personale del Vescovo Maccari, il quale Maccari prima di morire si dichiarò pentito per le false accuse da lui mosse a P. Pio, pregandolo pure per un suo perdono postumo. Questo pentimento dell'ex inquisitore, fu di fatto la molla per la beatificazione del frate. Stesso pentimento nei confronti del Pio, riportò L. Capovilla (segretario di P. G. XXIII), riscontrato in punto di morte dal Papa di S. il Monte. A mio parere il Papa nulla aveva da rimproverarsi, agendo per quanto le relazioni (faziose) gli suggerivano.

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    1. Ciao Malles!
      Per quanto concerne Maccari: purtroppo non ho trovato diverse fonti che annoverano il pentimento ma solo le parole del segretario personale.
      Purtroppo Lourdes e S.G.Rotondo assomigliano più ad una Las Vegas che ad un luogo di culto.
      Sai quali sono i luoghi di culto in cui personalmente entrò in contatto con me stesso? Le Pievi romaniche - Gropina e Romena per citarne due - dove al mattino ti sembra di tornare al tempo in cui i costruttori sapevano quelli che facevano. Quei luoghi sono da frequentare per cercare di comprendere la natura di noi stessi, non luoghi dove guarire per un presunto miracolo è 30 volte più complesso rispetto alla propria abitazione - ora sono fuori casa ma la biblio e' incentrata sul libro Spiegare i Miracoli!
      Fabio

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  6. Io non sono religiosa, non sapevo tanto di P.P., ma tutta la tua ricerca conferma quello “che mi dice la mia pancia”. Non mi vengono i dubbi, ma mi confermi i miei pensieri.

    Cose simili mi succedono con la storia di Medjugorie.

    Non posso farci niente, ma per me sono superstizioni che servono solo a fare soldi.

    Poi, per me, chi vuole credere e libero di farlo. Io non mi sento di sapere la verità.
    Kiki

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    1. Ciao Kiki.
      Medjugorie è una situazione fuori controllo. Sai che le veggenti andavano in trasferta negli USA portandosi appresso le apparizioni della Madonna?
      Da chi era gestito inizialmente tutto l'apparato intorno alle veggenti?
      Dai francescani...
      Sempre per onore di San Francesco.
      Tutto sempre in onore della povertà di Francesco.
      Fabio

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  7. Ciao Fabio, seriamente (con fatica...), la mia NON è una difesa ad oltranza incentivata solo su P. Pio, ma verso tutti coloro che vengono massacrati da chi non conosce praticamente niente o al massimo han sentito dire, dal barista, dalla badante o dall'aiutosottoviceaccalappiacanisemplice... Personalmente non "tifo" per nessuna religione, anche se in ognuna si trovano pilastri di saggezza.

    Non si può nascondere ad esempio, che la dottrina del cristianesimo, in un panorama semplicistico od in una visione gnostica, è difficilmente afferrabile, ne è la prova il sempre più scarso seguito. Nietzsche, forse a ragione, asseriva iperbolicamente che ci fu un solo cristiano che morì sulla croce. Ciò non toglie, anzi avvalora, quell'insistente invito di Gesù a "cercare", sempre e comunque. Siamo circondati da ciechi, P. Pio insieme a tanti altri, atei compresi, era dotato di straordinarie facoltà, rimanendo però sempre un uomo, con tutta una serie di mancanze, anche se non sono quelle qui addossatigli.

    S. Teresa d'Avila non si stupiva delle levitazioni di S. Giovanni della Croce, ne' questi delle sue, il fenomeno però sbalordiva le suore, esterefatte nel vedere i due futuri santi sollevati dal suolo durante la confessione. Voglio dire che esiste una paranormalità mistica, con tanto di percezioni extra sensoriali ed extra uditive, inutile riderci sopra perchè non si trova una spiegazione.

    Mi viene in mente G. Rol, tanto bistrattato perchè la sua sensitività eccezionale non rientrava nei comuni parametri di chi non vede al di là del proprio naso-ne. Non ho deviato, ne' voglio deviare dall'articolo in corso, volevo, in poche righe ampliare l'approccio. Ritengo più interessante le sue stimmate, "sbagliate" per una crocifissione, che però nulla hanno a che vedere con gli acidi, la sua scarsissima alimentazione, la temperatura corporea oltre la norma (proprie dei mistici) ecc.
    Un saluto
    Malles

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    1. Malles ciao.
      Il mio non vuole essere un attacco completo e senza fondamento sulla persona di Padre Pio.
      Sai perfettamente che non appartengono a nessun credo.
      Che inseguo quella famosa frase...non credo al Dio generato dagli uomini ma credo al Dio che ha generato gli uomini.
      Riferendomi alla tua prima fase (quella delle badanti etc..) se fosse davvero così solo i presenti con cultura relativa a quanto stanno osservando potrebbero scrivere di un determinato fenomeno.
      Partendo da questo presupposto io non avrei potuto scrivere il libro relativo al Répit - ritorno alla vita dei bimbi nati morti - insieme all'amico Francesco.
      Possiamo metterla in altro modo: anche se non presente potresti scrivere di un determinato evento se nei hai la piena cognizione professionale.
      Bene io e Francesco non siamo antropologi, ma forse il nostro libro è l'unico trattato in Italia di Antropologia sul rito in questione.
      Detto questo e tornando agli eventi relativi a Padre Pio, ti sarai accorto che il mio era un attacco preciso e circostanziato nei confronti di tutto l'apparato ecclesiastico che si muoveva e si muove intorno alla figura del cappuccino con le stigmate.
      Essendo esterno alla religione cristiano non credo assolutamente alle stigmate di Padre Pio - come non credo a quelle di San Francesco. Sono partito da questo pensiero personale per ricostruire la vicenda con documenti che in pochi - fidati Malles pochissimi - conoscono.
      La maggioranza delle persone si ferma a credere in quello che da piccoli gli hanno insegnato con il catechismo e che tutto quello che non appartiene a quella sfera sono costruzione romanzate.
      Il mio lavoro è stato svolto nell'ottica di spiegare alle persone che il Cristianesimo è una religione costruita, che la Bibbia è un bellissimo - forse il migliore - libro di leggende e narrazioni.
      Malles partendo da questi presupposti ritengo di poter scrivere di qualsiasi evento nel quale mi trovo profondamente colpito - o indignato come nel caso dello sfruttamento della povertà umana e delle malattie.
      Fabio

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  8. Ma no!! Vecchio mio!!... Eddaje. Il riferimento era per il cuginodelconoscentedell'amicodell'aiutosottoviceaccalappiacanisemplice, NON era ovviamente diretto a te, al quale il sotto e scritto non è degno di slacciare i sandali... SCHERZO eh!! Dai!! Anche se fra le righe tue una certa acredine per il frate nato e morto povero si intuisce, ahi ahi uhi...Chi indaga, qualunque sia il suo settore, ha la mia stima. Non certo per chi impreca o spara giudizi senza mai approfondire ma solo per sentito dire o, peggio, per una insita mentalità scarnificata...

    Per "saperne di più" occorre una lenta preparazione ed una "rottura di livelli" per una penetrazione in altri luoghi, in altri tempi e (sobre todo) in altre mentalità. Cercare di rimanere estranei è un passaggio difficile, ma fondamentale, altrimenti si infrange la barriera della razionalità e si sconfina nel proprio intimo e deleterio giudizio.

    Il vero storico rimane (DEVE RIMANERE) estraneo alla propria coscienza (non come S. Luzzatto, per intenderci...) se vuole contribuire a far luce nel buio di eventi lontani nel tempo. In questo "non sentire" la ricerca diventa come saltar fuori da uno sconfinamento spaziale e temporale ad un tempo. Questo determina il superamento di un orizzonte ristretto, di quel processo mentale individuale che (sballando) si affossa nei giudizi preconcetti della massa.
    Se non mi dai ragione non ti offrirò più l'aperitivo...
    Un'ultima cosa caro Fabio, per onestà, NON è da sempre che ti, vi, seguo, ma da un anno circa.
    Un salutone-one-one-one-ne-e-e-
    Malles

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    1. Malles ci segui praticamente da sempre. Ho alzato la saracinesca due anni addietro, ma seriamente il momento di rottura è avvenuto con Dolcino, un anno e mezzo fa.
      Acredine... Non saprei, sicuramente simpatia no assolutamente, non tanto per lui - che ho conosciuto di riflesso - ma per il sistema di sfruttamento del dolore e della malattia.
      I miracoli non avvengono.
      La gente non può sobbarcarsi viaggi della speranza per nulla.
      Lo sanno ma utilizzano tutto questo per arricchirsi alle spalle di persone malate.
      Medaglie, ceri, foto .., tutto ha un prezzo.
      Sempre per rendere gloria a Dio.
      Fabio
      Ps. Gradirei molto un aperitivo con la coscienza che diventerebbe cena e meditazione.

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