martedì 16 febbraio 2016

Bernardino Luini: da "castagnàtt" a sublime pennello

Le Sommeil De l'Enfant Jesus (Parigi, Musée du Louvre)

Alla fine del '400 tale Bernardino Scapi (1480 -1532), giovane di umili origini campagnole, ancora all'oscuro delle grandi qualità artistiche che lo avrebbero reso famoso, era abituato a spostarsi periodicamente come ambulante da un mercato all'altro tra le valli varesotte del Luinese e quelle del Canton Ticino, allora aggregate senza soluzione di continuità al più esteso Ducato Sforzesco di Milano. Bernardino portava avanti l’attività di famiglia: quella del "castagnátt" o venditore di castagne, ancora oggi così abbondanti, grandi e lucide, tra la Val Veddasca e la val Dumentina. Secondo il mito romantico Bernardino, poi chiamato Luini ("da Luino") iniziò a dare la punta al suo pennello di pelo di cinghiale  tra un mercato ortofrutticolo e l’altro; poiché ogni buon mito che si rispetti cela sempre un pizzico di verità, va effettivamente notato che il pittore visse in un contesto, quello tra fine '400 inizi '500, in cui l’attività artistica era un mestiere, non ancora un arte, ma con regole ben precise e affini a quelle della mercatura e dell’artigianato: e che gran artigiano diventò presto il nostro Bernardino!

San Giorgio di Runo, Dumenza (Varese)

Fu proprio a Luino, ai piedi dell'avito borgo di Dumenza, guarda caso tutt'oggi sede di un mercato antico e famoso, che il giovane mosse i primi passi nella periferia lacustre del Ducato Sforzesco. Sulle pareti della chiesa cimiteriale di san Pietro campeggia ancora una pregevole Adorazione dei Magi: tra i primi saggi a buon fresco che il pittore donó alla sua valle natia, essa ci permette, in compagnia degli affreschi del Carmine e dell'ignoto oratorio ticinese di Dino, di ricostruire i già fulgidi esordi del pittore. Chi si aspettava che Bernardino sarebbe diventato uno dei protagonisti della pittura del Cinquecento lombardo?
In virtù della sua mobilità, presto il Luini lasciò la sua terra natia per un primo trasferimento a Milano (1500): non un buon momento per la città, appena conquistata dalle forze armate del generale Gian
Giacomo Trivulzio, milanese voltagabbana al soldo dei Francesi. Ludovico il Moro, famoso duca di Milano, munifico committente di Leonardo da Vinci e Donato Bramante, era stato appena catturato e venduto al nemico dai terribili mercenari svizzeri: ecco perché il Luini fu costretto a lasciare la città per un oscuro e poco fruttuoso periodo di praticantato veronese (1506).

Adorazione dei Magi - S. Pietro a Luino (Varese)

Solo pochi anni d'attesa e Bernardino poté ristabilirsi in una Milano divenuta filo-francese, dove sotto la reggenza dello stesso Trivulzio poco era davvero cambiato, anzi: i francesi avevano permesso all'aristocrazia locale di costituire cenacoli artistici indipendenti, luoghi favorevoli dove procacciarsi committenze sacre e profane. Sulla scia del Bramantino, artista preferito dal Trivulzio, la città imparò a conoscere il primo Luini attraverso uno stile metafisico che, lungi dall'adeguarlo ai suoi contemporanei, anticipò De Chirico a distanza di quattrocento anni: il fatto accadde sotto la protezione della nobile famiglia dei Rabia, per i quali il Luini affrescò il palazzo cittadino e cicli mitologici nella Villa della Pelucca al tempo a Sesto san Giovanni, oggi staccati ed esposti a Brera (1512). Qui osserviamo le sue nude ninfe materializzarsi come note lievi sospese a pastello nell'etere senza tempo di un sogno, non troppo lontano dalle nude polinesiane di Gauguin o, meglio ancora, dai torsi dei Bagni Misteriosi di De Chirico al parco Sempione. Altre famose opere, sempre a tinte chiare ma di carattere sacro, le ritroviamo nella Madonna di Chiaravalle e della Certosa di Pavia (1512-1513).

Bagnanti di Villa Rabia della Pelucca (Brera, Milano)

Bernardino, sperimentatore quieto di cui scarseggiano dati biografici, cambierà presto registro stilistico al fine di riadattarlo alle richieste delle committenze religiose: nella cappella del Ss. Sacramento in san Giorgio a Palazzo  (1513-1515)  il pittore sperimenta dipinti a olio su tavola, smaltati come gioielli e dagli sfondi tenebrosi come quelli di un novello Caravaggio. Ed ecco il Luini iniziare a rivestire, gomito a gomito con un giovanissimo Gaudenzio Ferrari come collaboratore, il ruolo del più famoso pittore "leonardesco" del Rinascimento. Da questo momento Il suo stile, consacrato a una  grazia quasi peruginesca di pose e sguardi delicati, liquidando le inquietudini espressive bramantinesche degli esordi, si assesta.

S. Giorgio al Palazzo, Deposizione (Milano)

La maturità é giunta: tramite un'originale sintesi tra lo sfumato di Leonardo e il rigore metafisico-prospettico di glorie locali come Vincenzo Foppa, Bramantino e Zenale, nel 1522 Luini realizza i noti affreschi per il tramezzo del monastero di S. Maurizio. Nel grande ciclo presbiteriale del Santuario di Saronno (1525), il pittore inaugura invece scene dal nuovo respiro monumentale che sottolineano palesi aggiornamenti sulla cultura figurativa centro-italiana: la disposizione dei personaggi, di gusto leonardesco ma dalla rinnovata cromia urbinate, disposti per la prima volta entro quinte architettoniche che rimandano palesemente ai cicli raffaelleschi delle Stanze Vaticane, con particolare riferimento alla Scuola di Atene, alludono all'esperienza di un viaggio romano d'approfondimento.

S. Maurizio Maggiore,  Ss. Apollonia e Lucia (Milano)

"Pinctore delicatissimo, vago et onesto nelle figure sue", Luini gode ancora in tutto il mondo di  una fama notevole che si lega in gran parte alle tele di piccolo formato, al tempo destinate a committenza privata, assai apprezzate per la morbidezza e la delicatezza dei toni, oltre che per l'immediatezza nella resa dei soggetti. Ne sono esempi le numerose scene materne: una profusione di Madonne col Bambino dove l'artista imparò, in maniera quasi seriale ma qualitativamente elevatissima, a produrre "copie" dalla fisionomia Leonardesca estrapolandole da un gruppo di cartoni vinciani, di cui l'artista era in possesso: una pratica assai diffusa e portatrice di idee per tutto il '500.
Luini e Leonardo: la loro storia, come i binari di un treno che corrono fianco a fianco senza incontrarsi mai. Fu così che il più grande emulo di Leonardo da Vinci, eppure mai suo allievo, iniziò ad affinarne lo stile quando quest'ultimo era ormai transfuga ad Amboise, in Francia, e prossimo a spegnersi. Allora a Milano la via era libera; lo stile sublime ormai definito; i colori e la dolcezza dei volti femminili di queste imprese incarnarono per secoli l’identità figurativa di un’intera area geografica e culturale apprezzata in tutto il mondo: la Lombardia del Rinascimento. 
Non per nulla, da New York a san Pietroburgo, passando per Parigi e Bucarest, ogni museo che si rispetti ha il suo bel Luini, o anche più di uno!

Santuario di Saronno, Presentazione al Tempio (Saronno, Varese)

A distanza di 20 anni dagli esordi, lungi dal montarsi la testa Bernardino era un genio del mestiere che lavorava con la stessa lena di quando vendeva castagne. La fortuna critica del varesotto scaturì proprio dal suo classicismo moderato, a metà strada tra Leonardo e Raffaello, ma di ben più facile e scorrevole lettura in quanto purificato dalle ambiguità psicologiche del sommo toscano.  L'appezzamento per il Luino esplose proprio nel corso dell’Ottocento allorché Balzac , Ruskin e Stendhal ne lodarono le qualità in termini entusiastici; proprio quest'ultimo, di fronte alla tavola con Salomé e la testa del Battista degli Uffizi, provò un malore tale da dare il via al dibattuto mito romantico sulla “Sindrome di Stendhal”.

Madonna del Roseto (Milano, Pinacotea di Brera)

Prima di morire, Luini torno nella sua terra natia. L'ultima grande impresa a fresco fu la grande scena di Crocifissione del santuario della Madonna degli Angeli a Lugano (1529): "il più gran teatro del suo ingegno", dove rinnovò la gloriosa tradizione decorativa dei tramezzi monastici di Lombardia rifiutando la tradizionale suddivisione delle scene in riquadri separati già apprezzata in san Maurizio, a favore dell'unitarietà spaziale del racconto. Gaudenzio Ferrari, il suo successore spirituale, oltre ai dolci elementi  vaporosi e chiaroscurali di matrice leonardesca, avrebbe ereditato da lui anche questa propensione per i tramezzi affrescati.
La prolifica attività di bottega, continuata dai figli Pietro e Aurelio, avrebbe dato esiti talvolta interessanti, ma per nulla simili all'estro sognante di Bernardino

Crocifissione, S.Maria degli Angeli (Lugano, Ch)

Foto e testo: Marco Corrias (alias Marc Pevén)



Bibliografia
Gregori M.; Pittura a Milano, Rinascimento e Manierismo, 1998
Bandera S.; Fiorio, M.T.; Bernardino Luini and Renaissance Painting in Milan, 2000
M. Morandotti, Foppa, Zenale and Luini, Lombard painters before and after Leonardo, 2012
Agosti G.; Stoppa J.; Bernardino Luini e i suoi figli. Catalogo della mostra, 2014


24 commenti:

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    1. Ti dico anche che, sebbene non sia ta i miei preferiti a causa della sua dolce pacatezza, Luini per me incarna molti sentimenti: la cittadina di Luino, dove ho casa; Dumenza, dove davo il pane ai daini e le castagne più grandi di tutte che si trovano presso...non dico dove😉 All'età di 5 anni mio padre mi portò per mano al Poldi Pezzoli a vedere un suo toccante Cristo portacroce e mi comprò la cartolina. Da allora Bernardino, gran lavoratore senza troppi tarli per la mente ( beato lui) é rimasto nel mio cuore

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  2. Grazie per questa illuminante lezione artistica. Veramente notevole!

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    1. Grazie del commento Luisella, conciso ma prezioso! Spero comunque che non sia solo una lezione artistica ma anche un viaggio nella bellezza, da parte di un animo semplice come quello del Luini eppure così complesso 😉

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  3. Buongiorno Marco, ho letto molto volentieri questo articolo e ammirato le tue foto. Trovo Le Sommeil de l'Enfant Jesus un dipinto meraviglioso, pieno di dolcezza. Non conoscevo nulla di questo artista prima di vederlo a Saronno. Hai suscitato in me la curiosità di ammirarlo ancora. Rosella

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  4. Ciao Ros! Fu un grande: causa prolificità e bravura potrai trovarlo presso qualunque collezione...Londra, Monaco, Torino, Bergamo, Vienna, Budapest e perfino fino a Bucarest 😉 Sono i misteri di in pittore filosofo, che partì dal nulla, senza particolari rovelli psicologici, alla scoperta del bello. Nonostante non sia uno dei miei pittori maledetti e sanguinari, oltre che nelle pagine dei libri d'arte occupa in posto anche nel mio cuore

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  5. Marco, davvero bello ed interessante il modo in cui ci hai fatto capire l'evoluzione artistica di Bernardino Scapi, cioè ri-tracciandola come esperienza di vita: così tutto è più chiaro, soprattutto ai "non addetti ai lavori" come me. Adesso ho meno confusione della volta in cui hai accompagnato me e Gloria ad ammirare la splendente Deposizione di San Giorgio al Palazzo: non riuscivo a capire come non potesse essere di un pittore più tardo, con tutti quegli elementi modernissimi. A dire il vero mi sono fidata della tua parola solo perché sei preparatissimo, se affermavi fosse di Luini dovevo crederti, oltretutto compariva la firma di conferma. Però dopo questo tuo articolo, come sempre molto ben scritto con in più una dote di sintesi e scioltezza che trovo nuova in te, ho ricomposto con consapevolezza gli elementi. Ammirare è già un'esperienza meravigliosa in ambito artistico, ammirare con comprensione è incomparabile. Adesso il Luini lo vedo come un artista-artigiano che ha assorbito come una spugna tutto quel che di nuovo si è presentato nei molteplici ambienti in cui è vissuto - per questo appare così all'avanguardia da sembrarmi come minimo del secolo successivo - se poi penso alle Bagnanti di Villa Rabbia - è pazzesco, di una modernità sconvolgente. Marco, una domanda: sei sicuro che il periodo veronese sia stato del tutto infruttuoso ? Nel senso, a me pare che Bernardino abbia comunque visto e riflettuto tanto in quel periodo perché, sempre tornando alla Deposizione di san Giorgio al Palazzo, io ci ho ravvisato, come pura impressione sulla retina, un colorismo molto veneto, e non credo che la brillantezza ed il tono dei colori fosse solo dovuto alla tecnica (olio, che ovviamente contribuisce a ravvivare e caricare di luce), ma ad un cromatismo dai grandi esempi nel mio Veneto. Dimmi tu da esperto quale sei se non c'è anche un po' di esperienza veneta, almeno nella Deposizione che ho potuto vedere dal vivo.

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    1. Ciao Laura non so da dove iniziare! Sì, l'ho riletto e reinterpretato a mo' di "romanzo di formazione", anche grazie alla mostra "Bernardino Luini e i suoi figli" tenutasi appena 2 anni fa a Palazzo Reale, che era risalita alle origini grazie a documenti inediti...per il resto ho cercato un po' di adeguarmi al "format", anche se quando scrivevo pappardelle alla fine andavano bene, ma esaurivo tutte le energie quando avrei potuto ottenere il doppio😉. Le tinte venete che tu hai in mente arrivano solo più tardi, (dalla metà del '500). Le tavole venete del Luini le ho viste di persona e sono terrificanti!😉

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    2. OK...capito, mi sconsigli vivamente le tavole del periodo veneto 😉 Sarà merito della tecnica utilizzata dunque e ci fermiamo qua...anche se...

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  6. Mi ha colpito l'opera Le Sommeil De l'Enfant Jesus. Lo trovo straordinario. Le figure completamente illuminate sembra escano (quasi) dal buio, stile tipico del controverso ma geniale Merisi, in questo caso il volume luminoso che le irradia di luce bianchissima è stato certamente voluto per evidenziarne l'alta spiritualità.

    Siamo in debito con il particolareggiato modo di scrivere di Marco, qualcuno potrebbe trovare difficoltà nel seguire l'impegnativa storicità dei suoi articoli, ma se ci si avvicina con l'animo predisposto, il serio apprendimento per queste tematiche è assicurato.
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles già, quello sfondo scuro ha una sua particolarità spirituale quasi inedita😉 D'altra parte non dimentichiamoci che il giovane Caravaggio prima di partire x Roma fece il suo apprendistato proprio a Milano, dove poté certamente ammirare opere che allora erano ancora in città, non ancora sparpagliate x tutti i musei del mondo. Mi hai trovato complesso? Non penso: ti ricordo che sei un lettore illuminato😉 E poi, come ha avuto modo di farmi notare poco fa Laura, sto cercando di rendere le mie tematiche più sobrie e concise, perlomeno rispetto ai vecchi standard!:)

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  7. Ciao Marco.
    Solo un attimo, per capirci. Personalmente ti ritengo preciso e documentato, NON complesso. In sostanza ho provato, goffamente, a spezzare una lancia (non il natante o la casa automobilistica...) in tuo favore, comprendendo, per quanto mi consta, quanto la ricerca storica sia, a volte, un lavoro certosino. Ti è andata bene...pensa se dicevo cappuccino...avrei fatto irrompere S. Pio da Pietrelcina... Ruffiano? No! Consapevole si! Dico solo e sempre ciò che penso.

    Era sostanzialmente un invito per gli utenti ad essere più partecipi. Non lo farò più, per autopunirmi mi sto divorando, tra una sferzata di cilicio e l'altra, pure gli alluci, pensando pure, per completare l'esemplare punizione, un finale con tanto di fustigazione con mazzi urticanti da insalatina novella... Di più non so...
    Alla px.
    Malles

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    1. Ehehe criptico Malles..per la serie "Qui habet aures audiendi, audiat", trarrò certamente giovamento dalle tue riflessioni! Grazie ancora e continua a seguirmi mi raccomando: è un piacere:)

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  8. Grande!!!! Ciao Marc.
    Gisella

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  9. Che articolo. Bravo Marco. (ma questo dovresti saperlo già ) E che colori! Ciao!
    Sara

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  10. Ahaha grazie Sara ciao :) Le foto sono tutte scatti miei ci tengo che la mia follia sia manifesta :)

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  11. Caspita allora!! Che foto nitide. Bravissimo. Sara

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  12. Molto bravo, complimenti! Apprezzo moltissimo il Luini. Dalila

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  13. meravigliosa.
    Lorenzo Ferruccio

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  14. Molto bravo, complimenti! Apprezzo moltissimo il Luini.
    Dalila

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  15. Grazie Dalila. Lorenzo Ferruccio Giacomo, mi sono informato x vedere se il Luini avesse operato anche in Piemonte ma...nisba

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  16. Di niente, i complimenti sono meritati!
    Ogni tanto sento il bisogno di andare sia in San Giorgio al Palazzo sia in San Maurizio a Milano oltre che nel Santuario di Saronno ad ammirare le opere che tanto mi piacciono. Dalila

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  17. Complimenti !!!Sei bravissimo..
    Sceriffin Bianco

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  18. Dalila ti consiglio anche s. Maria degli Angeli a Lugano...é impressionante

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