venerdì 29 gennaio 2016

Il sesso nascosto sotto la cenere di Pompei

Facendone un peccato il Cristianesimo ha fatto molto per il sesso
[Anatole France, Il giardino di Epicuro, 1894]

Partiamo da lontano, dal giorno in cui tutto si fermò. 
Nel 79 si assiste al principale evento eruttivo, d’ogni epoca, del Vesuvio. La forza del vulcano ha modificato il paesaggio e provocato la distruzione d’Ercolano, Pompei, Stabia ed Oplontis.
La vita di queste città è rimasta sepolta sotto strati di ceneri, pomici e lava sino al XVIII secolo.
Per quanto concerne la data, ci si affida ad una lettera di Plinio il Giovane, indirizzata a Tacito, nella quale fa riferimento al “nonum kal spetembres” ossia nove giorni prima delle Calende di settembre.[1] Corrisponde al 24 d’agosto.  In quanto testimonianza più rilevante riporto un brano della lettera: “si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna, si seppe poi che era il Vesuvio: nessun’altra pianta meglio del pino ne potrebbe riprodurre la forma. Infatti slanciatosi in su in modo da suggerire l’idea di un altissimo tronco, si allargava poi in quelli che si potrebbero chiamare dei rami”.[2]
I ritrovamenti avvenuti durante recenti scavi archeologici potrebbero spostare la data di qualche mese, verso l’autunno, per diversi motivi: tra questi una moneta raffigurante la quindicesima acclamazione di Tito, avvenuta nei giorni seguenti l’otto di settembre del 79.
Gli abitanti del mondo moderno hanno una grande possibilità: entrare nella vita dell’antica civiltà romana all’improvviso. Recarsi a Pompei è felicità, è godere di quello che possiamo solo leggere nei libri di storia. Tutti noi possiamo effettuare uno scarto temporale ed indossare i panni degli antichi abitanti la terra martoriata dal vulcano.
Il proibire una moltitudine di azioni indifferenti non è prevenire i delitti che ne possono nascere, ma egli è crearne dei nuovi
[Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, 1763]

I resti sono a disposizione di tutti, sino a quando l’uomo non deciderà di distruggere l’enorme lascito. La politica non ha saputo mantenere e sfruttare questo meraviglioso dono.
Un percorso, tra i tanti, desta curiosità al visitatore attento.
Il sesso praticato nell’antica Roma.
Nella città di Pompei sono stati identificati circa 25 lupanari.
Le prostitute erano chiamate lupae, da cui il termine lupanar per identificare i bordelli.
I lupanari erano spesso collocati nei pressi di incroci di strade secondarie. [3]
Uno di questi luoghi era composto da 10 ambienti con letti in muratura che venivano ricoperti di materassi. All’ingresso delle stanze sono state rinvenute decorazioni murali erotiche, il cui scopo, si presume, fosse quello di spiegare le specialità delle ragazze.
Le prostitute erano generalmente schiave, il ricavato del loro lavoro andava direttamente al proprietario del luogo.
Da quello che si può comprendere il prezzo medio per usufruire dei servizi della prostituta era pari ad una bevuta di vino.
Schiavitù, basso costo e luoghi minuscoli.
Niente di nuovo sotto il sole.
Le ragazze per attirare la clientela, con molta probabilità, vantavano la propria merce in strada, davanti al bordello, oppure si offrivano nude da una finestra.
Il termine prostituta deriva da prostare, stare davanti e prostituere, mettersi in mostra.
Un passaggio di Lucio Anneo Seneca ritengo possa risultare utile: "Nuda si trovava sulla riva, a piacere dell'acquirente; ogni parte del suo corpo è stato esaminato e soppesato. Vuoi ascoltare il risultato della vendita? Il pirata ha venduto; il protettore acquistato, che lui la possa utilizzare come una prostituta."[4]
Anche Decimo Giunio Giovenale parlò di queste donne: “la prostituta stava ritta in piedi e nuda con capezzoli dorati all’ingresso della sua camera.”[5] 
Il proprietario ricavava reddito dal locale non solo sfruttando le ragazze-schiave, ma affittando la stanza a donne libere che svolgevano le loro attività lontano da occhi indiscreti.
Il cliente della prostituta era di ceto basso e comprendeva, tra gli altri, marinai di passaggio nella città ai piedi del vulcano.
In determinati momenti il bordello doveva essere molto utilizzato poiché fuori delle stanze sono state rinvenute molte scritte, riportate sui muri dai clienti durante l’attesa del proprio turno.
Tra questi graffiti possiamo ritrovare: Hic ego puellas multas futui (qui ho sfottuto molte fanciulle), Hic ego, cum veni, futui, deinde redei domum (qui io, dopo il mio arrivo, ho sfottuto; dopo sono ritornato a casa) e molte altre.

Togli le prostitute dalla società e ogni cosa verrà sconvolta dalla libidine
[Sant’Agostino, De ordine II]

Torniamo al lupanare, di recente ristrutturazione, dell’antica Pompei.
Luogo di perdizione.
Luogo prestato al piacere erotico trasgressivo.
Di quel periodo rimangono le pitture erotiche che raffigurano uomini e donne in diverse posizioni sessuali.
Le interpretazioni fanno riferimento ad una sorta di catalogo, un insieme di prestazioni che le donne, schiave, erano in grado di fornire.
Non solo.
L’egocentrismo era molto presente anche all’epoca dei fatti narrati.
Le donne volevano vantarsi delle prestazioni che erano in grado di offrire?
Gli uomini si beavano delle loro capacità amatoriali?
Ragazzi ed uomini, come novelli Priapo, attraversavano le strade di Pompei alla ricerca della soddisfazione sessuale. [6]
I bordelli e la prostituzione in genere hanno interessato i più grandi pensatori della nascente religione Cristiana.
Secondo Sant’Agostino senza le prostitute la società sarebbe sconvolta dalla libidine. Al vescovo di Ippona si rifà Tommaso d’Aquino: “La donna pubblica è nella società ciò che la cloaca è nel palazzo: togli la cloaca e l’intero palazzo ne sarà infettato. Dove Agostino dice che la meretrice fa nel mondo ciò che la sentina della nave fa nel mare o la cloaca nell’edificio. E similmente ad una sentina: leva la sentina dal mondo e la vedrai pullulare in esso la sodomia. Per la quale ragione al tredicesimo capitolo de La Città di Dio lo stesso Agostino dice che la terrena rese turpitudine lecita il fruire delle prostitute”. [7]
Forse a Pompei avevano compreso qualcosa che al moderno abitante le stesse terre sfugge: per abolire la prostituzione bisognerebbe abolire gli uomini. [Maria Teresa d’Asburgo]

Fabio Casalini



[1] Plinio il giovane: Epistulae,
[2] Plinio il giovane: Epistulae.
[3] Eva Cantarella e Luciana Jacobelli, Pompei è viva. Feltrinelli editore.
[4] Lucio Anneo Seneca, Satire I.
[5] Decimo Giunio Giovenale, Satire.
[6] Priapo: è un dio della greca e romana, noto per le dimensioni del pene. Figlio di Afrodite. Priapo dominava l’istinto e la forza sessuale maschile nonché la fertilità della natura.
[7] Tommaso d’Aquino: De Regimine Principum, IV.


22 commenti:

  1. Un argomento diverso dal solito,  trattato il maniera elegante e precisa come sempre nella rivisitazione storica. Sono luoghi che hanno molto da dire. Vedo che Agostino torna spesso. ha disseminato il suo tempo di perle di saggezza. Lui che ben conosceva il meritricio e ne faceva uso. Le foto sono assolutamente particolari. ... si capisce molto bene che alla fine non ci siamo inventati nulla con la moderna industria del sesso.  Resta immutata la schiavitù di certe donne verso sfruttatori spietati, anche se oggi l'età si è abbassata molto. Basti pensare alle schiave del sesso dei cosiddetti signori della guerra, poco più che bambine o al turismo sessuale in Thailandia.
    Orribile la loro condizione. Bestiale l'essere umano che fa questo.  Mostruoso chi se ne avvale tornando in famiglia  dopo come se nulla fosse... Nessuna donna merita questo. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      Agostino non si è di certo risparmiato... le sue Confessioni sono da leggere assolutamente!!!!
      Purtroppo veniamo da lontano sempre e comunque.
      Sotto certi punti di vista nell'antichità avevano compreso come gestire la libido della popolazione maschile. Le donne sono sempre danneggiate da una società maschilista e preoccupata di dimostrare quanto vale.
      Fabio

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    2. Ottimo articolo, tra le fonti leggo anche la Cantarella che è sinonimo di professionalità! ;)
      Per quanto riguarda la data Fabio Casalini ha ragione, Plinio e le fonti ufficiali hanno sempre parlato di agosto, il 24 alla mezzanotte. Tuttavia da qualche annno emeriti studiosi hanno decisa di correggerla in ottobre a causa dei ritrovamenti di frutta secca e di residui di vino del periodo autunnale.
      Simpatica è anche la descrizione delle scritte fatte dai clienti o dalle stesse prostitute! Io stesso , a volte durante i miei tour in Pompei uso mostrare alcune di queste quando noto che il cliente...è particolarmente interessato all'argomeno! ;)
      Ah da ricordare che tutto il resto delle pitture erotiche sono conservate nel museo archeologico di Napoli!

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    3. Grazie Fabio per i complimenti.
      Ho seguito con interesse la piccola discussione sulla data ed ho pensato di renderlo noto anche ai nostri lettori.
      Molto interessante il pensare al perché trovassero il tempo per scrivere...
      Fabio

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  2. Due diversi sono i tagli con cui lasciar entrare questo scritto. Da una parte il mercimonio consumato nei postriboli che scandalizza, scuote, e che allora era considerato mera normalità.. e qui sarebbero necessarie mille riflessioni storiche e umane.. l'altro....Fabio.. un delicato racconto, intriso di storia e ricerca della conoscenza. Pompei e i suoi preziosi tesori parte di un'origine che non ci stiamo
    curando di conservare.. e quasto spaccato profondamente terreno è fondamentale perchè le nostre menti siano sempre sveglie, e lontane dal torpore di chi ci vorrebbe tutti ridotti a replicanti senza senso critico. Stupendo davvero!!! Un pezzo che fa desiderare un sequel.. magari partendo da Agostino? ;-) gio

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    1. Gio Agostino riesco a sistemarlo in ogni articolo da qualche mese.
      Abbiamo un rapporto privilegiato dopo l'uscita del libro sul ritorno alla vita dei bimbi nati morti.
      Un sequel? ricordo che me lo chiesero anche per le Pasque Piemontesi un paio di anni addietro, ma quando l'argomento è diverso dal tuo solito progredire difficilmente ci ritorni, ma lasciamo spazio alle possibilità!
      Fabio

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  3. Una cosa però va detta a onor del vero. La società è maschilista in tutto, lo vivo ogni giorno nel mio lavoro squisitamente maschile, ma purtroppo è una donna la regina della prostituzione. Una cinese. Una donna che vende una donna una bambina. Ancora peggio. Rosella

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    1. Rosella il Dio Denaro non distingue il sesso...
      Fabio

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  4. Il progresso ci ha allargato gli orizzonti e aperto le menti ma forse la testa di molti uomini è fatta come un imbuto. Si restringe sugli istinti peggiori. Alberto

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    1. Ciao Alberto.
      Non posso che condividere il tuo pensare.
      Più avanziamo più restringiamo il nostro essere.
      Fabio

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  5. Pompei ti fa rivivere la storia romana ... Torni indietro nel tempo... Le tue parole hanno reso benissimo le sensazioni che ho provato quando ci sono stata.. Le lupanare...Lo chiamano "il mestiere più vecchio del mondo" ... La mercificazione della donna è riprovevole ... Chi se ne serve facendone una consuetudine e normalità ... Si commenta da solo... Purtroppo però come ogni mercato... Cresce se la richiesta è forte .... Grazie Fabio !

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    1. Purtroppo la richiesta Parrucchiera è sempre forte, e nei momenti di crisi economica cresce.
      Grazie per i complimenti!
      Fabio

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  6. Certo che qui rappresentato di simbolico non vi è nulla... Qui l'attrazione reciproca (o bioradiazioni) lascia il tempo che trova... Porta però in risalto che nulla, nei secoli, è mai venuto meno. L'amore, visto sia dal punto del sesso o del sentimento ce lo ritroviamo sempre davanti. Meglio davanti che dietro direi... (mi sia concesso...se non lo dicessi non lo DireBBi, e allora non sarei più io...).

    Dopo la sciocchezza (che sforzandomi potevo anche non dire) tralascio le poverette che erano costrette a prostituirsi, così chi come V. Messalina, Licoride e amichette varie che amavano prostituirsi per sollazzarsi.

    Il senso vero , oltre che cavilloso, è scottante. Il bello dell'arte espressa nella pittura murale conservatesi e così ben riportata dalle foto qui esposte, diviene in questo contesto (la prostituzione) una concessione temporanea e caduca del brutto.

    Il bene, il buono, la morale, il giusto, tutti termini di passeggere concessioni del male, del cattivo, dell'immorale, dell'ingiusto, che resterebbero, in quanto aspetti distruttivi della realtà controllabile, come la sofferenza e la morte, le uniche verità immutabili. Verità indiscusse giunte fino a noi tramite gli affreschi sopravvissuti all'immane tragedia che colpì gli abitanti di Pompei.
    Un saluto
    Malles

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    1. Malles sul simbolico potrei mettere in campo Priapo, senza allusioni... non potrei perdere!!!!
      Ho cercato di raccontare fuori dalle immagini, che sono di una bellezza straordinaria e ci riportano a quel tempo, la situazione delle donne in quelle stagioni a noi lontane.
      Mi segui da sempre e sai quanto sia attento alla figura femminile nei secoli. Ne sto facendo la mia ragione di vita.
      Come tale non potevo esimermi dal raccontare la prostituzione, sfruttamento del corpo e dell'anima della donna.
      Vero che molte lo praticavano per sollazzo e per arrotondare...
      Ieri come oggi...
      Fabio

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  7. Priapo... AH! AH! AH! Me fai morì!! Come spesso sganascia un personaggio di mia conoscenza.

    Graaande Fabio! Il Priapismo non l'avevo considerato, forse neanche R. Zero... Niente da dire, mi hai colto in fallo...Divertente. Fermiamoci qui altrimenti dall'alto ci censurano... Ciao e alla prossima.
    Malles

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    1. Malles strana ^sfuggita^ eppure il Dio greco non lesinava in egocentrismo...
      Alla prossima!
      Fabio

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  8. Può sembrare incredibile, eppure ci sono persone che sostengono che il principale evento eruttivo del Vesuvio non avvenne nel 79, ma molti anni dopo.
    Una di queste persone è Anatolij Timofeevič Fomenko (professore all'Università statale di Mosca).

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    1. Ciao. Incuriosito dal commento ho cercato.
      Ho trovato le seguenti informazioni: se si dimostra che le persone seppellite dal Vesuvio negli scavi di Pompei vivevano nel 1600, allora questo riporta tutto ciò che fu seppellito a Pompei, templi, oggetti e storia dell’arte “romana” tra il 1100 e il 1600 d.C., cioè di 1500 anni più vicino alla nostra epoca, avallando l’ipotesi dei mille anni inventati.

      Quindi vivremmo in una grande bugia...

      Fabio

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  9. Sempre interessante.Uno spaccato della vita degli antichi Romani che hai saputo coniugare anche al presente in modo elegante e non banale.Complimenti Fabio.Befy

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  10. Articolo molto interessante..ho appena scoperto il sito tramite la pagina facebook.
    Grazie!

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