giovedì 29 gennaio 2015

L'oratorio dedicato a San Remigio a Verbania

Luogo sacro da sempre.
Si comprende nel momento in cui lo sguardo si posa sul basamento esterno dell’Oratorio di San Remigio a Pallanza, nel comune di Verbania.
Hanno voluto costruirlo li!
Solo li! 
In alto su un colle, chiamato la Castagnola, a dominare il lago Maggiore. 

lunedì 26 gennaio 2015

Il Diavolo a Torino?

Torino
Luci ed ombre di Torino
Se c'è la luce ci dev'essere anche il buio, le ombre esistono proprio perché c'è il sole, e la stessa altura può essere salita o discesa a seconda del verso con cui la si affronta.
L'anima di Torino è uno yin & yang in equilibrio sulla duplicità che fa muovere il mondo, fra demoni e santi, magia nera e magia bianca.

domenica 25 gennaio 2015

Guglielmo da Volpiano, il monaco europeo.

''Lo stesso Imperatore Ottone sollevò il neonato con la mano destra e gli diede il nome di Guglielmo ,mentre la regina sua moglie lo accolse al fonte battesimale.''
Così scrisse 1000 anni fa il monaco Rodolfo il Glabro .
È la fine del'estate del 962 sul lago d'Orta.

venerdì 23 gennaio 2015

Virgo Fidelis, libera nos a peste!


"Mater dei, libera nos a malo pestis!". 
Questa e molte altre devono essere state le suppliche disperate, strazianti e straziate dal dolore, in quel di Biella, devastata dalla morte . Gli occhi e gli animi tutti volti verso il cielo, rivolti alla Virgo Fidelis...

giovedì 22 gennaio 2015

Non avere paura di dirmi che la morte è vicina

Non avere paura di dirmi che la morte è vicina, perché essa è per me la porta della vita.
[San Francesco di Assisi].

La chiesa dedicata a San Marcello Papa, risalente alla fine del X secolo, si trova a Paruzzaro, nel primo entroterra novarese del Lago Maggiore.
Ho iniziato citando San Francesco poiché la chiesa si trova all'interno del cimitero del paese.

mercoledì 21 gennaio 2015

La danza della betulla.


Una sera di dicembre,
saluto l'autunno sulle rive del lago di Mergozzo.
Danzo,
le luci dorate dei lampioni mi riscaldano.
Non occorre il vento per fomentare queste foglie,
l' energia divampa dalle mie radici.
Sono libera,
e dell' immobilità non ho timore.
Danzo.

Chiara Lagostina di www.chiaralagostina.com/

domenica 18 gennaio 2015

Valentina Greggio, la signora della velocità


Potrei dirvi di averla incontrata volutamente . Potrei persino inventarmi e raccontarvi di un fantomatico appuntamento fissato con lei per l’intervista. Non sarebbe vero...Non sarebbe serio... La realtà è ben altra cosa! L’abbiamo incontrata per caso, per puro caso ! E' stato un colpo di fortuna ! La fortuna, però , bisogna saperla cogliere al volo e…osare. Noi abbiamo osato ! Non ci siamo lasciati sfuggire la ghiotta occasione…

sabato 17 gennaio 2015

La curiosità dell'agrimensore.

AD 1722, 25 giugno, Ornavasso
All'illustrissimo governatore del Ducato di Milano, Sua eccellenza Girolamo Colloredo-Mels, conte di Waldsee.
Forse esula dai compiti di agrimensore inviato in queste terre sulle rive del fiume Toce per misurare le proprietà catastali che il Vostro buon governo mi ha affidato, ma credo sia necessario mettervi al corrente di quanto accadutomi.

venerdì 16 gennaio 2015

L'ultima cena nascosta nel buio di una valle

Baceno, Chiesa dedicata a San Gaudenzio. Deposizione del Cristo.
Un disagio profondo mi assale da qualche giorno.
Sono sprofondato in un’angoscia che non attendevo.
Le arti visive permettono voli che esistono solo nella nostra più recondita immaginazione.
Dipinti ed affreschi.
Luci ed ombre.
Le ombre, ho scoperto, possono donare più luce di quello che possiamo pensare.

mercoledì 14 gennaio 2015

Sulle orme della signora Cole.


"I paesaggi sono come frasi di un discorso lungo" 
Eugenio Turri


Cosa ci fa una donna nella seconda metà dell800 su e giù per le valli che circondano il Monte Rosa?
Pratica abbastanza inusuale per una donzella del periodo (le donne intrapresero il turismo alpino in ritardo rispetto agli uomini), ma soprattutto chi è Eliza Robinson Cole e perché si trova in questi luoghi?

martedì 13 gennaio 2015

Felicitas.



Fugace il volto l'aria tenera della sera va accompagnando.
Resto solo sul ciglio delle labbra dell'imminente orizzonte,
dinanzi al suo nudo tramonto; il sole già spira morente e in quel fracasso,
non resta che il suo dolce stupor, non vi è alcuna malinconia, nessun segno di dolor,
quasi gioisce cadente dietro tiepide nubi rosse che tracciano la sua rotta,
strilla sulle guance il suo color, lo si avverte fino infondo nelle amate acque del suo lago, ora nere.

lunedì 12 gennaio 2015

La maledizione delle streghe di Baceno

Dal 1575 al 1620 la Valle Antigorio fu teatro di una assurda vicenda inquisitoriale.
Il caso vuole che il Concilio di Trento si fosse chiuso da pochi anni, con la forte reazione della Chiesa Romana alle dottrine calviniste e luterane.

venerdì 9 gennaio 2015

Tutto il mondo è Parigi!

A volte le parole sono superflue.
Soprattutto se dette in circostanze estreme…
Scritte in circostanze di morte. 
Una strage…
Dodici morti…
Dodici esseri umani volgarmente uccisi in nome di un Dio che, ne son certo, non avrebbe approvato.

giovedì 8 gennaio 2015

Consegno questi cani del Signore alla storia

I Frati di San Domenico, i Domenicani “Domini canes”, sono anche i cani del Signore, ossia i difensori della verità che azzannano gli eretici e difendono il gregge di Cristo.
L'emblema del cane deriva da un'interpretazione lessicale del nome, in latino, degli appartenenti all'Ordine da lui fondato: dominicanes, letto come canes Domini, cioè "cani del Signore", ove il cane simboleggia la fedeltà.

martedì 6 gennaio 2015

Bidogno.... segreta.


“La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni arte e di ogni vera scienza.”


Albert Einstein

È un piccolo borgo della Capriasca, abitato da alcune centinaia d’anime.

Di primo acchito si potrebbe cader nell’errore di non porvi attenzione.
Sarebbe una mancanza notevole in quanto equivarrebbe a non utilizzare né il buon senso né l’intelletto!

lunedì 5 gennaio 2015

In giardino raccontando di rose e di stelle

Acrilico opaco e bronzato/dorato, su carta, 30x42cm circa
C'erano una volta due donne che amavano i fiori.
Una delle due viveva in campagna, tra infinite forme e colori di rami, foglie e petali. Li guardava e a volte li dipingeva ma combinava pasticci: invece che studiare rimaneva incantata e così distratta disegnava a metà strada tra realtà e fantasia.
L'altra donna viveva in città e non perdeva occasione per imparare qualcosa sui fiori, passeggiando ogni volta che poteva e leggendo libri, portando quindi la natura sempre con sé, almeno nella mente… e in ogni angolo del suo balcone, dando così vita al suo personale giardino di progetti.
Un giorno le due donne si incontrarono. In un prato? No, accadde sulle rive di un lago, dove un viaggiatore un po’ ignorante ma molto curioso aveva dato loro appuntamento, insieme ad altri misteriosi personaggi dalle svariate personalità e dai mille interessi.
Quella sera sul lago le due donne chiacchierarono molto ma scoprirono della comune passione solo successivamente, scrivendosi. Fu così che nel clima sereno e divertente dei nuovi affetti e dei nuovi punti di vista sbocciò una nuova amicizia!

Converrete che avendo accanto dei buoni amici si possa certamente combinare qualcosa di buono. Eccoci allora a condividere, in compagnia dei Viaggiatori Ignoranti,  i risultati di qualche scambio di idee tra me, Anna del blog "Tra Realtà e Fantasia" e la mia amica della pagina "Il Giardino dei Progetti"!

In questa sorta di giardino della fantasia, verso la fine dell'anno ci siamo messe a parlare di piante caratteristiche delle festività del periodo: io ho nominato la "Stella di Natale" (Euphorbia o Poinsettia pulcherima) e la mia amica mi ha fatto scoprire che esiste anche la "Rosa di Natale" (Helleborus Niger) e mi ha mostrato un libro contenente, tra tanti altri, dei brevi racconti su di esse.
Sulla Stella di Natale ho quindi imparato che è una pianta originaria del Messico "...scoperta fin dal 1250 dagli spagnoli di Cortés: giunti a Tenochtitlan, notarono le canoe che, attraversando la laguna, portavano tra i frutti e i fiori destinati a Montezuma anche la stella di Natale. Tuttavia i conquistatori non la trasferirono in Europa. Soltanto nel 1825 l'ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, Joel Robert Poinsett, colpito dalla sua bellezza, ne portò alcuni esemplari nella sua casa, in Carolina, per coltivarli: sicché in suo onore i botanici la battezzarono Poinsettia pulcherrima."
In America venne poi fatta usanza di regalarla per Natale e col tempo questa moda arrivò anche in Italia.

Chiacchierando, leggendo e fantasticando tra origini botaniche americane, origini religiose del Natale Cristiano e personali suggestioni è nata la mia illustrazione.

Restando a tema ma passando a parlare della Rosa di Natale vi riporto una leggenda.
"Si racconta sulla scia dei Vangeli che i Magi erano arrivati ai primi di gennaio alla grotta di Betlemme portando i doni destinati al Salvatore annunciato dalla cometa. Nei dintorni della grotta vi era una pastorella che, vedendo quei magnifici doni, l’oro abbagliante e i profumati aromi, si disperò perché non aveva nulla da offrirgli; e già stava piangendo quando vide sbocciare fra la neve alcuni fiori bianchi dalle antere dorate: erano le rose di Natale, che lei poté donare al Bambin Gesù.”

Su questo elleboro abbiamo ancora qualcosa da farvi scoprire, passo però tastiera e pennelli alla mia amica e vi do l'arrivederci al prossimo post!

Anna BernasconiTrarealtà e fantasiahttp://annabernasconi.blogspot.com
Ha aiutato Anna:
"Florario – Miti leggende e simboli di fiori e piante” di Alfredo Cattabiani, volume da cui sono tratti racconti e informazioni sui fiori di cui ho parlato.

Acquerello su carta
Gli ellebori più belli li ho visti lo scorso anno in un orto- vista-lago a Cannero Riviera. Sembravano spontanei, messi a dimora direttamente dalla natura, apparentemente senza  progetto, eppure ciascuno nel luogo perfetto. Ti coglievano di sorpresa: una macchia delicata di colore là dove non te la saresti aspettata. Intenta a contemplare la loro bellezza mi sono dimenticata di fotografarli. Chissà, forse il panorama mozzafiato di cui potevano godere li ha fatti crescere particolarmente rigogliosi, tutti protési verso l'azzurro dell'acqua come tanti occhi spalancati e curiosi.

Nel mio giardino ne ospito due. Il piccolo di specie e varietà ignote, nato da seme e scambiato durante i SeMiScambi* (Libero scambio di semi organizzato dal FAI Giovani Cremona in collaborazione con Comune di Scandolara R. Si tiene ogni anno il 25 aprile a Castelponzone CR) di due anni fa, tiene duro, ma non so dirvi se ce la farà. E' fatto di una sola foglia che ciclicamente muore e lascia posto ad una nuova, leggermente più grande. Cresce così lentamente. Poco prima di Natale ho accolto un secondo meraviglioso elleboro adulto, Helleborus x ericsmithii 'HGC Shooting Strar'. Li ho messi vicini, chissà che il grande non possa offrire consolazione alla sparuta foglia teneramente verde che, esile, sembra perdersi in quel vaso. Fate attenzione però, la loro eleganza nasconde qualche insidia: al contatto potrebbero essere urticanti. Niente di pericoloso, sia chiaro, solo puntini rossi e forse un po' di prurito. Se ingerite tutte le sue parti sono da considerarsi velenose. E' il loro modo di difendersi, sono piante certamente rustiche, che resistono alle basse temperature, ma l'estate è la stagione più difficile da superare e se da seme molti ne nascono facilmente, diventare adulti è davvero una fatica per loro, più di altri pagano il prezzo di una dura selezione naturale. Spero essere in grado di prendermene cura al meglio.

Famiglia: Ranuncolaceae
Genere: Helleborus
Specie: niger. In totale tra gli ellebori si contano circa 15 specie. Sono perenni.

Il giardino dei progetti
Ha aiutato il giardino dei progetti:
Prof. Dr. Thome's "Flora von Deutschland", 1886, volume dove dovrebbe essere contenuta l'illustrazione di Walter Muller dalla quale ho tratto la mia.

sabato 3 gennaio 2015

La chiesa cresciuta sotto lo sguardo del cervo

La monumentale chiesa dedicata a San Gaudenzio è una singolare forma d’arte.
Baceno è un luogo, senza nessun dubbio, straordinario.
Gli antichi abitanti della valle Antigorio hanno voluto lasciarci il loro credo.
Hanno dipinto una parete che, solitaria e muta, controlla tutta la valle.
I secoli sono passati sotto lo sguardo attento del cervo.

giovedì 1 gennaio 2015

Maria ed Eva.



Pallanza, 8 settembre 1898

Mio amato cugino e sposo, oggi sono salita sul colle della Castagnola a controllare come stanno procedendo i lavori di quella che sarà la nostra dimora e la nostra più pregevole opera d'arte e d'ingegno.