sabato 14 novembre 2015

L'amore al tempo delle streghe

L’autunno colorava i prati.
La ragazza dagli ispidi capelli corvini rifletteva la natura.
Il sagrato della Chiesa attendeva.
La luce del giorno si spegneva.
Strane accuse sul viso della giovane.
Un ragazzo inseguiva la scena.
I suoi occhi, colore della primavera, lottavano tra la folla urlante.
Volavano scope.
Brandivano bastoni.
Folla e follia.
Il cane del Signore godeva.
“Ora tocca a lei”.
Una voce: “Bastarda!”
La ragazza è trascinata a forza.
Derisa e picchiata.
I ceppi stringono le mani.
Le erbe dei prati non troveranno pace.
San Cristoforo osserva.
Conosce la sorte.
E’ il passaggio.
Il ragazzo insegue.
Cerca il viso della giovane.
Un ultimo saluto.
Un cenno.
La ragazza, dagli ispidi capelli corvini, affronta le piccole scale, che la dividono dal cane bramante giustizia.
Il frate in bianco e nero è sopra di lei.
La guarda.
Nel segreto del suo cuore l’ammira.
Deve detestarla.
Parole senza tempo.
Senza senso.
Accuse infondate.
La folla deve sapere.
La luce dei ceri illumina le parole:
si è impegnata a soffocare di notte le creature, mettendo il demonio nel sonno dei padri e delle madri.”
Sguardi persi.
Occhi colore della primavera piange.
Nella disperazione cerca la giovane.
Il seno esposto al ludibrio della folla.
La recita prosegue: “Alcuni di voi credono che Elisabetta sia entrata nelle case attraverso la porta e la finestra”… silenzio.
La voce diviene tuono.
E’ un errore diabolico! Il diavolo le apre poco alla volta per farla entrare, poi le richiude quando è uscita”.
La folla è persa.
La paura serpeggia tra gli animi di quei semplici montanari.
Il frate sorride.
Guarda Elisabetta.
Ora entriamo!”.
Due tormentatori la trascinano.
Il viso segnato dalla paura.
L’angoscia abbraccia il corpo martoriato.
Cristoforo è alle spalle.
La tenue luce della salita si affaccia nella mente della ragazza.
La folla spinge per entrare.
Occhi colore della primavera si ferma sulla soglia.
Le sibille urlano la loro disperazione.
Cristo benedice dall'alto la visione.
I dottori della chiesa attendono, scrivendo le loro memorie.
I loro peccati.
Le loro confessioni.
Il pulpito s’illumina.
Il gregge deve essere ricondotto all'ovile.
Questa donna è stata vista volare. L’abbiamo veduta, spogliata, spalmarsi sul corpo un unguento. L’abbiamo veduta precipitare in uno stato di sonno profondo, a causa degli umori soporiferi. Noi entrammo nella sua casa, lei ci aggredì con male parole. Poi perse i sensi completamente”.
Il torrente diviene fiume.
Il fiume straripa entrando nel lago.
Queste donne si recano all'incontro con il demonio, dove maghi e streghe si accoppiano formando le combinazioni più mostruose. Il figlio non risparmia la madre, il fratello non risparmia la sorella, il padre, la figlia. Vi lascio immaginare se non si commettono tutte le altre lubricità del mondo”.
Le pecore annuiscono.
Il gregge è ammansito.
La chiesa di San Gaudenzio è ora un ovile.
Il belare umano spaventa il ragazzo.
La soglia è divenuta la porta dell’inferno.
L’amore è un cuore in tempesta.
Le montagne sono il rifugio degli occhi.
La mente è persa, il cuore è distrutto.
Nel pulpito la luce della giustizia si spegne, sostituita dall'odio.
Questa, come altre donne, è accusata di aver fatto morire fanciulli e bestiame, di aver calpestato il crocifisso e l’immagine della Madonna, di aver rubato ostie consacrate”.
Il ragazzo fugge.
Cerca riparo nella luce del buio.
Gli Orridi lo accolgono in silenzio.
Urla il suo disprezzo, l’amore per occhi colore dell’autunno.
Il sole tramonta sulle persone giuste.
La chiesa è nel buio.
Il pulpito ha smesso di irradiare la propria tetra luce.
Elisabetta, in catene, si confronta con se stessa.
Eva si specchia nel male.
Adamo fugge, immobile, dalla scena.
La donna, sola, deve reagire.
Deve scegliere come affrontare il buio.
Non confessa.
Non può confessare.
Elisabetta è al cospetto del Drago.
Nessuna parola.
Urla confuse di gente spaventata.
Nuove accuse si levano dal popolo.
Il cane del Signore osserva, scuote la testa.
Prende parola:
Non ora, domani testimonierete contro la donna”.
La ragazza, sfinita, cade.
Nessuno la solleva.
Il gregge ritorna al focolare.
I tormentatori trascinano la donna sino alla cella.
Un albero attende il ragazzo.
La sua vita sfiorisce dove era iniziata.
Non troveranno 30 denari.
Solo l’eterno amore di un uomo.

Fabio Casalini

Liberamente tratto dalla seguente bibliografia:
- Benazzi Natale e D'Amico Matteo. Il libro nero dell'Inquisizione. 1998
De Pedraza Juan. La somma, breve instruttione per confessori, per sapere bene amministrare il sacramento della Penitenza. 1584
- Eymerich Fra Nicolau. Manuale dell'inquisitore. Ristampa 1998.
- Papa Gregorio IX. Bolla Vox in Roma. 1233
- Guazzo F.M. Compendium maleficarum. 1608

Fotografie:
- Affresco di Adamo ed Eva. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
- Facciata e San Cristoforo. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
- Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
- Affresco riguardante i dottori della Chiesa. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
- Statua della Crocifissione. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
- Orridi di Uriezzo. Baceno.

28 commenti:

  1. Ci hai reso immortali. .. per sempre insieme

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    1. II Lupo ed il Barbagianni.
      L'animale di terra e l'uccello notturno.
      Fabio

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  2. In un'unione senza tempo.... dove il cielo incontra le montagne

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    1. Il sole tramonta sulle persone giuste.
      Il cielo ed i monti si uniscono alla tenue luce irradiata dalla fine del giorno.
      Fabio

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  3. A dir poco stupefacente ... Complimenti ... Non aggiungo altro...

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    1. Grazie amica mia!!!!!
      Stupefacente è molto bello.
      Molto.
      Fabio

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  4. Effetti intellettuali per un'interpretazione semplice. L'ideologia del tuo scritto, caro amico, è sommessa ma nello stesso tempo legittima e senza preconcetti arbitrari, e, (mi voglio rovinare...) con un'espressività che va oltre i poteri indiscriminati e onnipotenti di quella sezione storica e temporale.

    Ci porti (per chi ti legge) in una condizione quasi "spirituale" nei confronti di "quel" mondo e dei suoi rigurgiti ancora, purtroppo, così attuali.
    Mes compliments
    Malles

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    1. Un grande ringraziamento per le tue parole Malles!!!
      Grazie anche per esserti "rovinato", mi ha fatto piacere, molto se posso esprimermi liberamente.
      Fabio

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  5. sono allibita ..è inquietante e al tempo stesso dolce.è potente ...Non ci si sarebbe potuti accostare di più alla verità ..complimenti .

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    1. Grazie.
      E' nato questa notte tra le 4 e le 6.
      La potenza era dentro di me, per la rabbia degli eventi quotidiani.
      Non impareremo mai dalla storia.
      Fabio

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  6. Bravo!!! Elogio tanto semplice quanto sincero. Il tuo modo di descrivere, stringato ma incredibilmente deescrittivo, mi ha tenuta col cuore sospeso.

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    1. Grazie!!
      Ti ringrazio con il cuore, strumento del mio narrare.
      Fabio

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  7. Molto coinvolgente.. Appena finito di leggere Chimera di Vassalli e ora per puro caso leggo te e le tue profonde parole.. Un filo invisibile mi conduce su strade forse già conosciute un tempo lontano.. Grazie, Elena

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    1. Elena grazie.
      La Chimera di Sebastiano Vassalli è alla base del mio percorso di conoscenza.
      Correva la metà degli anni '90, un treno ed il Monte Rosa... iniziai a comprendere che dovevo capire cos'era successo per secoli sotto il naso di tutti...
      Forse si, lo conoscevi in un tempo lontano Elena...
      Fabio

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  8. Affascinante. Intensa. Complessa.

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  9. sono nato e vivo nella frazione Sottochiesa, oggi piove e la nebbia avvolge ogni cosa, leggo il racconto e quasi mi sembra di rivedere la scena accaduta. Complimenti vivissimi. Stefano

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    1. Ciao Stefano, grazie per i complimenti.
      Le giornate come questa aiutano a portarci indietro, a rivivere il periodo in questione.
      Periodo di grande dolore e privazione umana.
      La pioggia aiuta a ricordare.
      Grazie ancora.
      Fabio

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  10. Da ragazza ho letto un libro,"LE STREGHE", diviso in due parti: la prima era un saggio sul fenomeno delle streghe, il secondo erano brani tratti da verbali dell'Inquisizione.Demoniaco, sì,terribile. E intanto, le povere donne accudite durante il parto dalla fattucchiera del paese, morivano di febbre puerperale molto meno delle castellane, perché le loro levatrici si rendevano conto dell'importanza della pulizia delle mani. I medici di allora no.

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    1. Ciao Laila, recentemente ho pubblicato il mio primo libro dove parlo diffusamente dell'argomento che hai menzionato. Le levatrici come causa scatenante il Malleus Maleficarum???
      Fabio

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  11. Amare è un dono che non tutti ricevono. Amare in modo totale, completo, coinvolgente... amare da non poter respirare... quello è il vero dono. Amare aspettando gli occhi color della primavera. Amare aspettando di essere una sola anima. La sofferenza del cammino porta ad una grande ricompensa. Il premio è grande, vale il viaggio....

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    1. La fatica di questo cammino di sofferenza non ha concesso premi terreni.
      Da tutto ciò un insegnamento: dobbiamo godere di quello che abbiamo nella vivida speranza di ottenere quello che vogliamo!
      Fabio

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  12. Mi piace molto rileggere questo racconto. Lo faccio ogni volta che lo proponi. È un punto di vista diverso. Si vivono gli accadimenti dall'interno. Si avverte lo smarrimento di una donna piegata dalle accuse ma pur sempre forte e orgogliosa. È bello pensare a questi due cuori uniti nell'amore e nella morte. Uno scritto passionale, senza tempo. Ros

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    1. Grazie Ros.
      La passione viveva anche in quel periodo buio in cui la santa inquisizione allungava le proprie mani sulle donne con l'intento di fermare una ipotetica eresia.
      Vorrei ricordare che queste donne nulla sapevano di quel crocifisso che veniva brandito con forza, come a guidare un esercito di conquistatori.
      Le valli alpine non meritavano questo trattamento dalla nuova religione.
      Fabio

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  13. Il mio sogno messo in poesia.
    Unica differenza il colore dei capelli.
    Era/ero bionda.

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    1. Sara grazie per aver utilizzato il termine poesia...
      Fabio

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  14. Vedo questo racconto, di straziante passione, rappresentato in forma teatrale, avrebbe un grande effetto scenico e corale. teatro delle scene la stessa chiesa di Baceno . Non ci hai ancora pensato Fabio?

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    1. Luisella grazie per l'apprezzamento!
      Non avevo mai pensato ad una rappresentazione teatrale o similare di questo racconto. Dentro di me la vedevo bene come testo di una canzone veloce sul modello del folk irlandese.
      Per la rappresentazione in chiesa vedo comunque qualche piccolo problema....
      Fabio

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