Andrea G. Pinketts: genio o mistero?


Abbiamo incontrato Andrea G. Pinketts nel suo covo. Abbiamo dovuto stanarlo. Sapevamo fosse in procinto di ricevere l’ennesimo premio letterario. Questo scrittore, eclettico quanto versatile, dice di scrivere “sotto influssi alla bohemien”.
Non lo neghiamo ma pensiamo vi siano anche estro, preparazione e soprattutto una buona componente di genio. 
I suoi romanzi sono sempre stati caratterizzati dal crisma e dal carisma della genialità.
Il “covo” è a Le Trottoir, in quel di Milano.
Le Trottoir è un bistrot più unico che raro, dove l’arte è di casa!
-Hai appena vinto un premio indetto per i 65 anni di Eva 3000 e Radio Kiss Kiss. Confermi?
-Certo! Il premio mi viene dato come miglior scrittore per aver saputo raccontare, attraverso il genere noir, le “Divine Muse”, ovvero le arti. Un incontro felice che trova la propria apoteosi nel mio ultimo libro: Ho una tresca con la tipa nella vasca, edito da Mondadori. La tesi del libro non è “losca” ma un qualcosa che non si limita alla letteratura in senso tragico ma la travalica e si proietta all’assoluto dell’Amore complice. Non è una fiaba! La tresca è un qualcosa di sulfureo. La tresca è empatia; la tresca è simpatia. A differenza dell’amore che possiede, che è e vuole essere dominante, la tresca è, invece, condivisione.

-Ancora una volta cogli nel segno…
- Non dovrei dirlo ma ho fatto centro! Pensa che ho fatto centro sparando a bersagli multipli con una carabina! Centrandoli li ho resi indimenticabili, si potrebbe dire immortali, sempre restando nei loro limiti.

-La prossima opera in cantiere?
-Ho appena ultimato un libro, frutto del lavoro di quattro anni, che uscirà soltanto nel 2016. Sarà sempre edito da Mondadori ma altro non posso dirti. Posso solo confidarti che sarà, probabilmente, il mio addio al romanzo. Mi concentrerò su altre forme di narrativa. Per me il romanzo è come un enorme frullatore di storie diverse in cui c’è spazio sia per la tragedia che per la farsa, per l’angoscia come per il divertimento.
-Qual è il tuo rapporto con Milano?
-Viscerale. Sono di sangue irlandese da parte di padre e trentino da parte di madre. Milano, però, è la mia città. E’ anche il luogo in cui un irlandese e una trentina si sono incontrati, generandomi. Perchè sorridi?

-Sorrido perché mi è tornata in mente una bellissima canzone di Memo Remigi, se non sbaglio! Te la ricordi: Innamorati a Milano?
-Come no! Poi lo conosco…

-Chi?
-Memo Remigi.
Si riaccende il toscano sorridendo con una sorta di smorfia che ha il gusto dei ricordi e che non posso non condividere. Certe canzoni sono indimenticabili nel loro genuino racconto di vita quotidiana. Andrea fuma quel che resta del toscano a pieni polmoni mentre gli domando:

-Che ne pensi della poesia?

Espira il fumo. E’ visibilmente pensieroso. 
Diviene molto serio, come sempre quando parla di letteratura. 
Quindi risponde pacatamente:

- La poesia non ha mercato ma è parola e musica. Nei miei libri, poi, sono frequentissime le ballate. Sono una forma di poesia! Credo si possa scrivere poesia in prosa almeno come si possa scrivere prosaicamente. Non sono la stessa cosa. La poesia è aria, acqua e fuoco… Il romanzo è la terra.
-Grazie Andrea! Ti ringrazio a nome di tutti i lettori.

Sorride…mentre gli comunico che a Milano pare che il suo nuovo libro sia esaurito! Rimane un mistero il sapere come faccia a incontrare l’animo della gente. Credo abbia il dente del giudizio e non del pregiudizio. 
Il giudizio non guasta mai! 
Incontra le culture di tutto il mondo e diviene conoscenza, scienza.
Diventa il nostro sapere.

-Ah…Però! Grazie ! Un grazie a te e ai Vostri lettori con tutto il cuore da Andrea G. Pinketts.



Fabio Viganò 





Commenti

  1. Magnifica intervista

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  2. Lo conformo un pò alla Giuan Brera fu Carlo, sarà per il sigaro e per la sicurezza nello scrivere. La sua partecipazione a "Mistero" però mi ha un pò deluso, e forse ha deluso lui stesso. Mi era sembrato un pesce fuor d'acqua, ovvero un abboccamento ad una pubblicità facile facile, della quale per chi lo segue, non avrebbe avuto bisogno.
    Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles.
      Mistero è un Mistero.
      Non mi sento di aggiungere altro.

      Fabio.

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    2. Ciao Malles!Non entro nel merito delle trasmissioni televisive.Ti posso però garantire che Andrea è più abituato a risolvere i misteri che a " crearli". Forse questa è la spiegazione...Le cose semplici sono quelle geniali: Ma potrei chiedere a lui! Grazie per l'attenzione con cui ci seguite.Fabio .V.

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    3. Da vecchio amico di Pinketts, ho visto giusto un paio di sue apparizioni a Mistero, inserito in un campo a lui... alieno, dato che negli anni come giornalista investigativo si è occupato di indagini più oggettive. Ma come giornalista lavora sui casi che gli vengono affidati, mentre come scrittore gode invece di maggiore libertà. (A.C. Cappi)

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