sabato 29 agosto 2015

Gli affreschi di Castelseprio raccontano il vangelo secondo Giacomo

Santa Maria foris portas a Castelseprio. Apparizione dell'angelo a Giuseppe.
Castelseprio, provincia di Varese.
Tra le montagne e la pianura. Tra longobardi ed antichi abitanti. Fiumi e torrenti. L’acqua che scorre e che porta la vita.  In questo luogo tutto parla di un lontano passato. L’uomo decise l’inizio e la fine.  Un dono della terra può davvero estinguersi? I luoghi sacri possono essere abbandonati, o distrutti, ma rimangono tali in eterno. Questi luoghi non possono appartenere ad una religione, appartengono alla Terra, all’umanità.

L’uomo si limita ad identificarli, ad utilizzarli per i propri scopi.
Il XIII secolo come limite temporale d’utilizzo, non di vita di Castelseprio.
Siamo a conoscenza della data di morte, materiale, del luogo: 1287. 
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Esterno.
L’arcivescovo di Milano, Ottone Visconti, decretò l’abbattimento di tutti gli edifici presenti, ad eccezione dei luoghi di culto. Per la distruzione, l’arcivescovo, si rivolse a dei montanari.
Gente di confine. Persone dure.
Abitanti delle terre comprese tra il Lago Maggiore ed il Passo del Sempione.
Dall’Ossola scesero per assecondare l’Ottone Visconti.
Da quel momento il silenzio, il nulla.
Qualcuno ha deciso.
Il luogo doveva smettere di esistere.
Non per tutti.
Il Monastero di Torba, non lontano, continuò a vivere.
1287. 
Da quel momento solo vegetazione infestante.
Arbusti che, lentamente, ricoprono i resti del castrum.
Castelseprio. Ruderi del parco archeologico.
1944.
Un archeologo milanese riporta la vita.
Gian Piero Bognetti scopre, e rende pubbliche, le pitture di Santa Maria foris portas.
2011.
Il sito entra a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità.
Santa Maria foris portas.
Affreschi che raccontano una storia.
Pitture murarie tra le più importanti, a livello europeo, per quanto concerne il periodo medievale.
Non esiste una datazione certa.
Non esisterà mai.
A noi interessa che possano appartenere al VI o al X secolo?
Questo ciclo d’affreschi si guarda con il cuore, non con gli occhi.
Le pitture sono un dono, un regalo che, ancora, possiamo ammirare per comprendere.
In questo luogo possiamo avvicinarci alla risposta.
Da dove veniamo?
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Cristo Pantocratore.
Castelseprio è un tassello in questa peregrinazione senza confini.
Luogo sacro da sempre.
L’importanza non risiede nella loro grandiosa antichità.
Il maestro di Castelseprio parlava una lingua sconosciuta ai contemporanei.
Solo lui sapeva.
Conosceva.
Il ciclo di affreschi non trova similitudini in manifestazioni coeve.
Caso unico nel panorama della storia dell’arte italiana ed europea.
Le scene si sviluppano in due ordini.
Non esistono cornici divisorie.
Il racconto?
L’infanzia di Cristo.
Il ciclo inizia con l’Annunciazione.
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Particolare dell'Annunciazione a Maria.
Un angelo annuncia a Maria il concepimento e la nascita verginale di un figlio. La scena trova corrispondenza del Protovangelo di Giacomo: "Maria se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei dicendo “non temere Maria perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola”. Ma essa all’udire di ciò rimase perplessa pensando “dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente e partorire poi come ogni donna partorisce?”.
Nello stesso spazio è raffigurata la Visitazione. La scena ricorda che Maria fece visita ad una sua parente, Elisabetta, dopo aver ricevuto l’annuncio del concepimento verginale da parte dell’angelo. La scena è consequenziale rispetto all’Annunciazione. L’ala dell’angelo che annuncia la nascita quasi si sovrappone alla schiena di Maria che si reca da Elisabetta. Quest’affresco è parzialmente rovinato. La presenza di Elisabetta, e della casa dove riceve Maria, si possono solo immaginare.
Santa Maria foris portas a Castelseprio. La prova delle acque amare.
Di seguito è rappresentata la scena della Prova delle acque amare. L’episodio in questione non rientra nella tradizione dei vangeli conosciuti ma solo in quella definita apocrifa. Nel momento in cui i sommi sacerdoti conoscono la gravidanza di Maria si apre uno scandalo, mettendo in dubbio la purezza di entrambe le persone, Maria e Giuseppe. Per provare la verginità della donna, e quindi il mancato adulterio, si ricorreva ad un rito chiamato delle Acque Amare. Ci rivolgiamo nuovamente al Protovangelo di Giacomo: “restituisci la vergine che hai ricevuto dal Tempio del Signore!” Giuseppe pianse amaramente. Il Sacerdote aggiunse: “vi sottoporrò alla prova dell’acqua del Signore e sarà così riconosciuto il vostro peccato”. Dopo aver preso l’acqua del Signore il sacerdote ne dette da bere a Giuseppe, poi lo mandò sulle montagne, ma egli tornò senza danno. Ne dette da bere a Maria e la mandò sulle montagne, ma anche lei ne ritornò senza danno. E tutto il popolo ne fu ammirato, perché nessun peccato si era manifestato. Giuseppe e Maria tornarono a casa colmi di gioia."
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Apparizione dell'angelo a Giuseppe.
La scena seguente è l’Apparizione dell’angelo a Giuseppe. Un angelo, simile a quello dell’annunciazione a Maria, volando, si avvicina a Giuseppe. La figura del Santo è parzialmente rovinata in corrispondenza del volto. All’interno della scena si legge chiaramente Joseph. 
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Viaggio a Betlemme.
Siamo ora in corrispondenza del Viaggio a Betlemme. Maria siede sul dorso di un’asina, sopra un panno bianco, guardando in direzione di Giuseppe. L’uomo cammina a fatica reggendosi ad un bastone. Il braccio destro è in direzione di Maria, come ad indicare un dialogo tra le due figure. Il realismo, incredibile per la magnifica antichità degli affreschi, si conclude con la bocca e l’avanzare dell’asina. 
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Natività.
La Natività si svolge, come nella tradizione apocrifa, tutta all’interno della grotta. La scena è un insieme di diversi episodi: natività, lavanda del bimbo, miracolo dell’ostetrica ed annuncio ai pastori. Il miracolo dell’ostetrica è rintracciabile nel Protovangelo di Giacomo
Vidi una donna discendere dalla collina e mi disse: "Dove vai, uomo?". Risposi: "Cerco una ostetrica ebrea". E lei: "Sei di Israele?". "Sì" le risposi. E lei proseguì: "E chi è che partorisce nella grotta?". "La mia promessa sposa" le risposi. Mi domandò: "Non è tua moglie?". Risposi: "E' Maria, allevata nel tempio del Signore. Io l'ebbi in sorte per moglie, e non è mia moglie, bensì ha concepito per opera dello Spirito santo". La ostetrica gli domandò: "E' vero questo?". Giuseppe rispose: "Vieni e vedi". E la ostetrica andò con lui. Si fermarono al luogo della grotta ed ecco che una nube splendente copriva la grotta. La ostetrica disse: "Oggi è stata magnificata l'anima mia, perché i miei occhi hanno visto delle meraviglie e perché è nata la salvezza per Israele". Subito dopo la nube si ritrasse dalla grotta, e nella grotta apparve una gran luce che gli occhi non potevano sopportare. Poco dopo quella luce andò dileguandosi fino a che apparve il bambino: venne e prese la poppa di Maria, sua madre. L'ostetrica esclamò: "Oggi è per me un gran giorno, perché ho visto questo nuovo miracolo".
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Adorazione dei Magi.
A fianco della natività, sulla parete che separa l’abside dalla navata, è rappresentata l’adorazione dei Magi, ricordati in abiti orientali.
Santa Maria foris portas a Castelseprio. Presentazione di Gesù al Tempio.
L’ultima scena è quella che rappresenta la Presentazione di Gesù al Tempio. A sinistra la Profetessa Anna osserva la scena, mentre, davanti a lei, Simeone accoglie Maria e si protende verso il Bimbo che gli viene porto. 
Il protagonista della scena appare Simeone, di cui sullo sfondo si scorge in nome, Zymeon.
Sulla parete che divide l’abside dalla navata appare il tema iconografico denominato etimasia, il cui significato in greco è preparazione. Il maestro di Castelseprio ci ricorda il trono vuoto, con le insegne del Cristo, che verrà occupato dal Figlio di Dio nella sua venuta sulla Terra in corrispondenza del giudizio universale. Concludono la scena due arcangeli in volo con globo e scettro.
Santa Maria foris portas a Castelseprio. L'arcangelo con il globo e lo scettro.
Al centro dell’abside abbiamo il Cristo Pantocratore. Il fondo è azzurro, Cristo veste di rosso e tiene nella mano sinistra un rotolo mentre, con l'altra, compie il gesto della benedizione.
Il nostro viaggio nel tempo e nello spazio si ferma qui.
Ho guardato con il cuore, ho letto con gli occhi.

Fabio Casalini

Bibliografia

- Gian Piero Bognetti, Castelseprio: guida storico-artistica, Vicenza, Neri Pozza Editore, 1977
- Maria Andaloro, voce Castelseprio, in Enciclopedia dell’arte medievale
- Il Protovangelo di Giacomo – Vangelo dell'Infanzia di Giacomo o come Vangelo di Giacomo.

14 commenti:

  1. ottimo come sempre Fabio
    ...perché riporti episodi dei vangeli apocrifi non conosciuti e perché davveto il tempo non ha senso .Livi.

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    1. Grazie Livi per i complimenti.
      Il tempo, o la datazione di un dono, non sempre sono la "cosa più importante".
      Qui, come in altri, pochi, luoghi, bisogna guardare con il cuore!
      Fabio.

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  2. La descrizione del luogo e delle immagini è bella e particolareggiata come la tua penna ci ha abituato, il menzionare i vangeli apocrifi mi ha particolarmente colpito, perché riportare quelli nelle immagini raffigurate e non gli episodi del vangelo che conosciamo ? Ci sono altri luoghi che si sono ispirati "alla brutta copia" invece che alla bella? Grazie Fabio

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    1. Grazie per i complimenti amica mica. La differenza tra vangeli apocrifi e canonici risiede in questo: i canonici sono testi del I secolo attribuiti ai 4 evangelisti e ritenuti autentici dalla chiesa, gli apocrifi sono più tardi e ritenuti segreti e riservati ad un gruppo limitato di persone. Spesso gli è stato attribuito il nome di un apostolo per conferire maggiore autenticità. Perché il maestro di Castelseprio ha voluto ricordarci alcuni passi di questi vangeli? Bisogna risalire la linea del tempo e comprendere il periodo storico nel quale esso operava e per chi operava (committenza). Il perché sarà motivo di indagine in prossimi articoli.
      Fabio

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  3. Era proprio questa la mia domanda.... Sono contenta che esaudirai la mia voglia di sapere.. Grazie!

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    1. Grazie a te che ci segui con affetto e passione.
      Fabio

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  4. Dopo fiumi di parole sulla datazione degli affreschi di Castelseprio, fa molto piacere concedersi di far scorrere lo sguardo su questo capolavoro di stile e narrazione. Anch'io ero entrata in quest'edificio sacro con la testa piena di riferimenti al tempo, ma quando mi sono trovata davanti questi affreschi, il tempo dell'esecuzione è magicamente scomparso, mi interessava solo il tempo della narrazione, come se fossi stregata dalla visione di un film: la scelta di vividi episodi dal protovangelo di Giacomo, la scintilla umana che si coglie negli occhi e nei movimenti dei protagonisti della storia, lo snodarsi delle azioni senza interruzioni sceniche o "inquadrature" davvero danno l'impressione di assistere alla proiezione sulle pareti di una delicata ma densa storia. Immagino un Maestro-regista estremamente colto, libero di scegliere di rappresentare scene dai vangeli apocrifi perché funzionali al suo estro narrativo. Ed essendoci forse più libertà nelle "periferie dell'arte", l'artista gli ha dato pieno libero sfogo proprio in un piccolo edificio sacro tra i boschi dell'attuale provincia di Varese.

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    1. Questo luogo cara Laura non smetterà mai di narrare la sua storia.
      Storia che parte da lontano, molto lontano.
      Il maestro di Castelseprio (con buona pace di Marco Corrias alias Marc Peven, amico e collaboratore) aveva una grande conoscenza e, come hai notato, una grande libertà di espressione. Non perdere i prossimi aggiornamenti su questo sito denso di storia e di amore della terra.
      Fabio.

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  5. Stupenda l'iniziativa del Museo Tattile di Varese. Spero si realizzi al più presto.

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    1. Laura noi, tramite i social network, faremo il possibile per dare risalto a questa splendida iniziativa!
      Fabio.

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  6. È bellissimo leggere e scoprire ogni volta cose nuove. Molto ben scritto. Fluido.
    Sei sempre una nuova scoperta. ..

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    1. Grazie!! Sono felice che risulti fluido un resoconto complesso ed articolato.
      Ammetto che sia uno degli articoli più complessi che abbia scritto sino a questo punto.
      Fabio.

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  7. Delicatissima..questo racconto è leggero come la piuma del respiro della rinascita.. gio

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    1. Grazie gb!
      Il luogo è di una bellezza sconvolgente che porta con se il seme della storia. La chiesa è sito di grandissima scena ed effetto.
      Immaginare come poteva presentarsi... toglie il respiro.
      Fabio

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