venerdì 14 agosto 2015

Antonio de la Gandara, genio e delicatezza.

Le pont royal - Antonio de la Gandara
È verso la fine dell’Ottocento che nella Ville Lumière ha inizio la Belle Époque, un periodo destinato a entrare nella storia dell’umanità, pieno di vibranti aspettative carico di una certa fiducia nel futuro, ma di certo caratterizzato dalla nostalgia per il passato. In questo contesto socio-culturale spicca la figura di un grande pittore come Antonio de la Gándara.
Di origine spagnola, nato a Parigi il 16 dicembre del 1861, impara l’arte della pittura da Jean-Léon .Gèrome e viene ammesso a soli quindici anni all’École Nationale Supérieure des beaux–arts de Paris, distinguendosi sin dagli esordi per il tratto pittorico ricercato, raffinato e nel contempo passionale, pulsante di tutte quelle speranze che caratterizzavano il periodo in cui si inseriva e dal quale era culturalmente influenzato.
Nomi importanti della letteratura, non soltanto parigina, vanno annoverati tra le sue amicizie: Proust, Verlaine – scrittore uno e poeta l’altro – sono solo alcune tra le sue frequentazioni. L’influenza di Verlaine e di tutti gli altri artisti “maledetti”, primo fra tutti Baudelaire, ma anche Rimbaud, predisporrà senza ombra di dubbio al simbolismo e a certi scivolamenti impressionisti lo stile di Antonio de la Gándara, che abbraccerà completamente, restandone affascinato, il manifesto poetico di Verlaine del 1882:
La musica prima di tutto 
e dunque scegli il metro dispari
più vago e più lieve
niente in lui di maestoso e greve.
Occorre inoltre che tu scelga
le parole con qualche imprecisione
nulla di più amato del canto ambiguo
dove all’esatto si unisce l’incerto.
Son gli occhi belli dietro alle velette,
l’immenso dì che vibra a mezzogiorno,
e per un cielo d’autunno intepidito
l’azzurro opaco delle chiare stelle!
Le stelle dell’arte brillano da Parigi a Milano in un cielo tumultuoso di fermenti. A Milano si esprime la Scapigliatura in tutte le sue forme artistiche, dalla scultura alla pittura, dalla poesia alla musica. A Belfast viene costruito il Titanic, l’inaffondabile nave della Gran Bretagna. Tutto il mondo è una fucina di idee e di innovazioni. 
A Parigi, intanto, Antonio de la Gándara legge ancora – e poi ancora – il manifesto poetico dell’amico Verlaine. Ne parla con il principe di Polignac, Lyane de Pougy, Ida Rubinstein, nonché il conte di Montesquieu. La strada è dettata!
Jouer de flute - Antonio de la Gandara
Fuggi più che puoi il Frizzo Assassino,
il crudele Motteggio e il Riso impuro
che fanno lacrimare l’occhio dell’Azzurro,
e tutto quest’aglio di bassa cucina!
Prendi l’eloquenza e torcile il collo!
Bene farai, se con ogni energia
Farai la rima un poco più assennata.
A non controllarla, fin dove potrà andare?
chi dirà i difetti della Rima?
che bambino stonato, o negro folle
ci ha fuso questo gioiello da un soldo
che suona vuoto e falso sotto la lima?
L’artista pare acconsentire a questi insegnamenti innovativi. I suoi tratti pittorici, da tenui, cambiano, si alternano, divengono pulsanti di sfumature cromatiche che ben scrutano al di sotto delle apparenze, oltre la banalità, sottolineando il carattere, la persona, in tutta la sua interezza o incertezza.
Sublime potere dell’arte, l’analisi introspettiva dell’essere umano! L’incertezza della vita, la caducità umana nei dipinti di de la Gandara sono vita vissuta. Il suo pennello tratteggia in modo originale ed eclettico virtù e vizi, potenza e limiti dell’essere umano. Il galantuomo ch’è in lui traspare da ogni tela dipinta. Sono periodi in cui l’arte tocca vette inaspettate in tutti i campi. Gustave Courbet, Latour, Bacchi, Renoir sono solo alcune figure del firmamento artistico cittadino. L’unicità dell’arte di Antonio de la Gándara traspare in modo netto ed evidente anche nei paesaggi parigini, che paiono essere opera di un impressionista. Le rive della Senna hanno visto sorgere un nuovo stile pittorico!
Espone in quasi tutta Europa, dalla Germania al Regno Unito, dalla Russia alla Spagna, nonché in Italia, a Venezia e a Roma. Il suo stile è da subito apprezzato, il modo di dipingere, apprezzato.
E musica, ancora, e per sempre!
sia in tuo verso qualcosa che svola,
si senta che fugge da un’anima in viaggio
verso altri cieli e verso altri amori.
Sia il tuo verso la buona avventura
spanta al vento frizzante del mattino
che fa fiorire la menta e il timo…
Il resto è soltanto letteratura.
La tasse de the - Antonio de la Gandara
L’arte di Antonio de la Gandara non è manieristica. È innovativa e rivoluzionaria. Il sentimento pervade ogni sua opera, trabocca da ogni tratto. I ritratti – il suo genere prediletto – sono in realtà vere e proprie introspezioni psicoanalitiche che tendono a far risaltare l’uomo in tutta la sua complessità. Sarà però Charlotte, che sposerà nel 1909, la sua vera musa ispiratrice nell’arte della “divina mania”.
Antonio de la Gándara stupirà il mondo, compresi gli Stati Uniti d’America dove esporrà a New York e Boston. La critica di quell’epoca sottolinea le qualità di questo pittore che rimane avulso dalle correnti pittoriche del suo tempo. In realtà, non è possibile non scorgere tracce di quell’Impressionismo che imperversava per le strade di Parigi , lungo la Senna… nei bistrot degli intellettuali e negli studi d’arte! Apollinaire di lui scrisse:
"Il est fier comme un hidalgo
J’aime mieux son port de tète
Que sa peinture 
Bien qu’lle soit honorable
Il achète un journal au kiosque et paie
D’un geste
Distinguè
Je dètache le mot distinguè comme son geste est détaché, tu vois.
Il n’ira pas chez Lipp
En face
Malgrè la bonne bière
Et rentre chez lui
D’un pas choisi (…)
Dopo aver strabiliato il mondo intero con la sua arte a ogni esposizione, a ogni personale, ritornerà nella sua tanto cara e amata Parigi dove si spegnerà il 30 giugno del 1917, lasciando a tutti noi opere che gli valsero, con merito, il paragone con Velázquez! Semplicemente un grande interprete della pittura mondiale.

Fabio Viganò.

Le femme au voile - Antonio de la Gandara

Traduzione di Andrea Carlo Cappi.

Antonio de la Gandara, genius and refinement

At the end of the 19th century, in the Ville Lumière, the Belle Époque begins: a period which will mark the history of mankind, full of vibrating expectations, charged with some faith in the future, but for sure marked by loving memories of the past. In this socio-cultural context, the great painter Antonio de la Gándara stands out.
Of Spanish origin, born in Paris on december 16th, 1861, he learns the art of painting from Jean-Léon Gèrome and is admitted, just fifteen years old, at the École Nationale Supérieure des beaux–arts de Paris; since the beginning he iss noticed thanks to his distinguished, refined and at the same time passionate touch, vibrating with all the hopes of the age and the cultural influence he lived in.
Important names of literature, not only from Paris, are among his friends: Proust, Verlaine – writer the first, poet the latter – are just some of the people he used to meet. Verlaine and all the other maudits, from Baudelaire to Rimbaud, will undoubtedly lead him to symbolism and soomehow toward Impressionism. He will thouroughly embrace, fascinated, Verlaine’s poetic manifesto of 1882:
Music above all
Hence choose the uneven verse,
vaguer and softer;
nothing in it is majestic and heavy.
You also need to choose
words with some imprecision:
nothing more beloved of ambiguos singing
were precision meets uncertainty.
Beautiful are the eyes behind veils
the immense day vibrating at noon
and for a lukewarm autumn sky
the opaque blue of the bright stars!
Stars of the art shine from Paris to Milan in a troubled sky. In Milan the Scapigliatura is expressing itself in all forms of art: sculpture, painting, poetry and music. In Belfast the Titanic is built, the unsinkable British ship. The whole world is burning with ideas and innovation.
Meanwhile, in Paris, Antonio de la Gándara reads and reads again his friend Verlaine’s poetic manifesto. He discusses it with the prince of Polignac, Lyane de Pougy, Ida Rubinstein, as well as with the count of Montesquieu. The course is set!
Avoid at all costs the Killing Brilliance
the cruel Wording and the impure Laugh
that draw tears fron the eye of Blue,
and all the garlic from the low kitchen!
Take eloquence and strangle it!
Good you will do if with all energy
you make your rhyme a little sounder.
Where will it go, if you do not control it?
Who is going to tell the Rhyme’s faults? 
Which child out of key or crazy negro
made this unworthy jewel
which sounds empty and fake under the file?
The artis seems to agree with all these teachings of innovation. His painting, soft at the start, changes, vary, start pulsating with colour shades, exploring beyond appearances, beyond banality, underlining attitudes, persolanities in the whole, including their uncertainties.
Wonderful power of the art, the introspection of the human being! The uncertainty of life, the frailty of man become real life in de la Gándara’s paintings. His brush portrays, in an original and eclectic way, vice and virtue, power and limits of the human being. The gentleman in him appears in every work of his.
In this age, art reaches unexpected heights in every field.
Gustave Courbet, Latour, Bacchi, Renoir are just a few names in the artistic scene of the city. The uniqueness of Antonio de la Gándara’s art appears clearly in his Paris landscapes, which look like the work of an impressionist. The Rives of the Seine have just seen the birth of a new style!
His work is shown in exhibitions all across Europe, from Germany to United Kingdom, from Russia to Spain, even in Italy, in Venice and Rome. His style is immediately appreciated.
And music, again and forever!
Let it be seen flying in your verse
let it be heard running from a traveling soul
towards other skies, towards other loves.
Let your verse be good adventure,
blown in the cold wind of the morning
which makes mint and thyme bloom.
The rest is nothing but literature.
Antonio de la Gándara’s art is not manieristic. It’s new, revolutionary. This feeling fills every work of his, pouring out of every trait. Portraits, his favourite subject, are actually psichoanalitic views of men and women in all their complexity. But Charlotte, whom he’ll marry in 1909, will be his real muse in the art of the “divine mania”.
Antonio de la Gándara will astonish the world, including the United States of America, with his exhibitions in New York and Boston. Critics of the time underline the qualities of this artist, which remains isolated from the currents of painting of his age. Though you can see traces of the Impressionism that was storming the street of Paris, along the Seine, the intellectual’s bistrots and the art studios! Apollinaire wrote about him:
Il est fier comme un hidalgo
J’aime mieux son port de tète
Que sa peinture 
Bien qu’lle soit honorable
Il achète un journal au kiosque et paie
D’un geste
Distinguè
Je dètache le mot distinguè comme son geste est détaché, tu vois.
Il n’ira pas chez Lipp
En face
Malgrè la bonne bière
Et rentre chez lui
D’un pas choisi (…)”
After surprising the world with his art, at each exhibition, he returns to his beloved Paris, where he dies on june 30th, 1917, leaving us works that had him – with reason – compared to Velázquez! Simply a major figure of world painting.

Fabio Viganò ed Andrea Carlo Cappi.

14 commenti:

  1. Bellissimo articolo su di un grandissimo pittore della Belle Epoque

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    1. Vittorio Garbi15 agosto 2015 10:10

      Grandissimo e' forse un po' troppo..un esponente certamente significativo ma non rappresentativo di quella grande stagione culturale.

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    2. La Gandara è un grandissimo pittore e è un magnifico rappresentate della Belle Epoque. Grazie Fabio per questo articolo. Ho letto un libro con molto illustrazioni su La Gandara da Xavier Mathieu "Antonio de La Gandara, un témoin de la Belle Epoque" (Librairie des Musées, Francia) que è molto interessante per capire la Belle Epoque.

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    3. Buongiorno signor Vittorio! Grazie per aver letto l'articolo. A me risulta che Antonio de la Gandara sia stato realmente un testimone significativo della Belle Époque...e non soltanto.Anche in letteratura e dalla letteratura Proust e Verlaine condivisero con lui non soltanto l'amicizia ma anche esperienze intellettuali. Non credo sia per caso se le Gandara sia in definitiva il protagonista del Jean Santeuil,romanzo che introduce Marcel Proust alla sua opera più nota,ovvero, "À la recherche du temps perdu". Poi i punti di vista, sempre se espressi con educazione, possono essere differenti e piacevolmente discussi. Questo rientra in ciò che chiamo "crescita culturale". Grazie. Fabio Viganò

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    4. Grazie a Lei per l'attenzione dedicata a questo mio modesto articolo! Il libro di Xavier Mathieu ,che ho letto, è a dir poco...itinerante. Cordialmente Fabio Viganò

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    5. Itinerante...??!

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  2. Salve Fabio.ben ritrovato..ottimo pezzo..ben scritto..bella rappresentazione di un epoca luminosa..vedo con piacere che ha deciso di smettere di verseggiare.

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    1. Buongiorno signor Spritz...Lei pare essere l'unico a pensarla in questo modo! Purtroppo per Lei continuo a "verseggiare" e, talvolta vezzeggiare...Sto pubblicando persino un romanzo,piuttosto seguito,come le liriche.La ringrazio per l'apprezzamento riguardo l'articolo.

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    2. Salve Fabio..la ritrovo con piacere.
      Mi congratulo per le sue future pubblicazioni..mi faccia sapere quale casa editrice ha selezionato.

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    3. Salve a Lei Beatrice! A dir la verità è sempre stato l'ultimo dei miei pensieri. Ho sempre creduto che prima venisse il prodotto, cioè il libro, o se vuole le liriche...Fabio Viganò

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  3. Ciao Fabio. Aspettiamo le liriche da...soprano, cioè non pesanti, ma delicate, così come ci hai abituato.

    Guarda che il siùr Vittorio, NON risulta Sgarbi (troppo garbato...), ma Garbi, NON è quindi una capra...Resto d'accordo con lui considerando il la Gandara, il cui tratto è comunque piacevole, non un "grosso" e ..."grasso" esponente del periodo citato.
    Siete grandi ragazzi, quasi tutti voi meritereste uno spazio più ampio, se non altro per la preparazione, che NON mi risulta un copia e incolla. Oltre a te, Fabio, consentimi un ulteriore saluto al perpsicace e preparatissimo Teruggi.
    Malles

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  4. Grazie carissimo Malles! Permettimi però di insistere sulla qualità del tratto pittorico di Antonio de la Gandara che fu vero testimone,anche se non unico,della Belle Époque. Mi creda...qualora dovesse ammirare dal vero una sua opera, capirà che nulla è lasciato al caso. Nei ritratti,...persino lo sguardo è studiato accuratamente!Non credo che Vittorio Sgarbi sia maleducato! Non si può pretendere dagli uomini di essere santi,soprattutto se non lo vogliono! A volte ha avuto a che fare con persone che,francamente,di arte non capiscono nulla! Non credo nemmen io si tratti, comunque , del Professor Sgarbi. Ho apprezzato,e colgo l'occasione per ripetermi,l'intervento del Signor Garbi.

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  5. Pittore, disegnatore e pastellista di origine spagnola fu uno dei ritrattisti più noti della élite parigina durante la Belle Epoque.
    Tra i suoi amici e modelli (parecchi dei quali conosciuti e frequentati anche da Proust) troviamo, fra gli altri, il Principe di Polignac, il Principe di Sagan, Paul Verlaine, Liane de Pougy, Sarah Bernhardt, Ida Rubinstein, Colette, Anna de Noailles, Louise de Mornand, Romaine Brooks, Gabriel Yturri.
    La Gandara (ricorda Jean-Yves Tadiè) fu anche un "protégé" del conte di Montesquiou per il quale realizzò le illustrazioni di una preziosa edizione della raccolta di versi "Les Chauves Souris" e con il quale ebbe un litigio simile a quello che con Montesquiou ebbe il pianista Delafosse, al quale Proust probabilmente si ispirò descrivendo, nella Recherche, la rottura tra il barone di Charlus e il violinista Morel.
    Grande ammiratore del pittore inglese James Mc Neill Whistler, quando questi venne a Parigi per dipingere il ritratto di Montesquiou, La Gandara gli prestò il proprio studio in rue Monsieur-Le Prince.
    Nel "Jean Santeuil" Proust attribuisce a de La Gandara il ritratto di Jean ispirandosi al famoso ritratto che Jacques Émile Blanche aveva fatto a lui, Proust, ed al quale era molto affezionato.
    Notevole la sua produzione di ritratti, di affascinanti viste di Parigi e nature morte. Realizzò anche opere non consuete: il Don Quichotte e La Belle et la Bête. Quanto detto vale anche per le sue litografie di particolare delicatezza, prodotte fra il 1895 e 1896, le quali colpirono il pubblico delle mostre "Art Nouveau". Antonio de La Gandara illustrò qualche opera letteraria tra cui Les Danaïdes de Camille Mauclair e un'edizione rara delle Chauves-Souris dovuta al poeta Robert de Montesquiou.
    Possiamo dire, con la certezza di non trascendere, che La Gandara fu decisamente un testimone prezioso del suo tempo, ed un rappresentante a pieno titolo di quella grande stagione culturale così ben rappresentata dall'amico Fabio nel suo interessante articolo.

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  6. Grazie per aver definito l'articolo interessante!Sono contento Le sia piaciuto.

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