Marettimo: Passione e Libertà

E’ isola sacra.

Sarebbe addirittura Itaca.
Le onde la cullano nel grembo del mare.
Aspri sentieri montuosi si diramano dal piccolo paese di pescatori.
La brezza, quando c’è, porta i profumi del mare e del timo.
Il vento di tramontana per vezzo degli dèi diviene maestrale.
Urla il mare la sua rabbia negli anfratti dell’isola e nelle grotte, spazzando il litorale, sgretolando le rocce antiche.
Costringe i pescatori in porto.
Meschini coloro che sono tra le onde in balia di Nettuno!
All’alba, dalle case romane e dalla chiesa bizantina regna la quiete dopo la tempesta.
Sorge il sole. Rosso, emerge all’orizzonte.
Il Mediterraneo si è calmato.
Per il momento non vi saranno nuovi tributi alla Morte…
Si torna a vivere e sperare sull’isola sacra…
Qui la storia fu scritta col sangue. 

Vi sbarcò l’eroe dei due mondi…Giuseppe Garibaldi.
…quella sera del 10…è indicibile ciocchè io soffersi in quel breve tempo per la folle impazienza di spingermi alla scoperta del Marettimo…navigammo vicini il resto della notte e nella mattina scoprimmo il Marettimo, e ci dirigemmo a mezzogiorno di quell’isola…temendo d’incontrare incrociatori nemici, si prese la determinazione di sbarcare nel porto più vicino di Marsala.…L’alba dell’11 ci trovò all’atterraggio a Marettimo “.

Gente semplice come Giovanni,Giuseppe…Spontanea come Vittorio. Accogliente come Laura, Adele, Concetta…
Lo spirito vola alto nel cielo, libero, sino a spingersi persino nelle profondità marine.
Fondali indescrivibili con pesci dai colori sgargianti e inaspettati.
Murene minacciose e affascinanti dal mantello maculato…
Ci si sente liberi persino nelle celle di prigionia dei detenuti politici del castello di Punta Troia.
Si respira Libertà…
Libertà…Ti si apprezza ancor di più! 
Dall’angusta cella che fu di Guglielmo Pepe si ode in lontananza una musica di passione.
I Borboni…Quanto siete distanti dal tango che sto ascoltando…
E’ sangue. E’ vita pulsante e vibrante di pulsioni erotiche.
Tende le corde della Passione.
Contrasto e fusione con l’immaginazione:”Papillon”.
“Sono ancora vivo!”
Grida l’animo colmo di gioia sin dal profondo della cella.
Gli occhi rivedranno,offesi,dopo anni, la luce della Libertà!
Nessun potere corrotto o arrogante piegherà gli uomini liberi.
Ballano tango al “Tramontana”. C’è chi balla e chi discute di politica nel bistrot delle Egadi.
Una granitina,magari al gelso, un cannolo o un Malù…
Il giorno va a morire…
Chi programma l’escursione al Pizzo Falcone, chi al Faro e chi al Semaforo.
Altri ancora vorrebbero rivedere le case romane al tramonto.
Ora, però, è tempo di tango.
Ballano il tango appassionati, stretti l’un l’altro , sino al mattino.
Di fianco è la statua di padre Pio.
In cielo è luna piena.
E le stelle stanno solo a guardare.
Volteggiano con grazia nel silenzio assordante dell’Universo.
Pare che anche loro brillino di passione per la Libertà.


Fabio Viganò

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