mercoledì 27 maggio 2015

Il luogo dove i morti vegliano i vivi

Passo del Sempione.
La natura, prima, e l’uomo, dopo, lo hanno trasformato in un luogo di divisione.
Luogo di frontiera.
Separazione tra Ossola e Vallese.
Separazione tra uomini.
Le valli che scendono dal passo del Sempione dovevano essere controllate.
Sentinelle silenziose.
Guardiani di pietra.
Trasquera, valle Divedro.
In alto su una rupe.
Luogo ideale per controllare.
Luogo geniale per una sentinella di pietra.
La pietra da sola non basta, serve un richiamo forte, molto forte al cielo.
Dove cercarlo?
La risposta è nella dedicazione della sentinella: Santi Gervasio e Protasio.
Santi con la spada.
Santi combattenti.
Difensori della fede e degli uomini.
L’Ossola è invasa da Gervasio e Protasio, la chiesa di Domodossola è a loro dedicatae nel presbiterio di Crevoladossola “permettono” l’accesso al luogo stesso e sono rappresentati in diverse altre chiese.
Gervasio e Protasio sono due gemelli, forse milanesi, martiri della Cristianità. Sono figli di San Vitale e Santa Valeria. Le scarse notizie ricordano che i genitori vennero uccisi a causa della fede cristiana, Vitale a Ravenna e Valeria sulla via per Milano. I figli, saputo degli avvenimenti funesti, diedero i loro beni ai poveri e si ritirano in preghiera per un decennio. Il generale Anastaso, di passaggio a Milano con le truppe, li denunciò come cristiani e decise di punirli in segno di sfida e monito per il resto della popolazione che pensava di aderire alla nuova religione. Gervasio e Protasio furono arrestati, torturati ed, infine, uccisi. A Protasio venne tagliata la testa mentre Gervasio morì sotto i colpi del torturatore.
L’avvenimento che potrebbe farci comprendere la dedicazione di questa sentinella è relativo al ritrovamento dei loro corpi. Ambrogio, allora vescovo di Milano, ebbe una premonizione divina che gli permise di ricordare e ritrovare i corpi dei martiri cristiani. I corpi vennero traslati nella Basilica Martyrum, oggi basilica di Sant’Ambrogio.
Durante il trasferimento avvenne un accadimento importante, un miracolo.
Un solo miracolo.
Ad un cieco tornò la vista.
Gervasio e Protasio permettono di vedere, quale migliore dedicazione per una sentinella?
Sul retro, e sui fianchi, della chiesa sentinella vi è un cimitero.
Luogo di sepoltura.
Luogo adibito alla permanenza dei morti.
Persone normali, non martiri o soldati, che hanno speso la vita a ridosso di questa rupe che controlla la valle Divedro.
La sentinella ed i morti controllano la valle.
Controllano, da sempre, il passaggio delle persone.
Ma esiste una forza, un’energia, che permetta ai morti d’essere utili ai vivi?
Nel IV secolo iniziò a circolare l’idea che nei resti dei martiri fossero presenti un’energia speciale, la dynamis, ed una carica di grazia, la charis, capaci di provocare miracoli.
La domanda che mi sono posto, di fronte alla sentinella che controlla la valle, è la seguente: se questa energia e questa carica di grazia non fossero presenti solo nei martiri?
Se queste energie esistono, non possono essere presenti in tutte le persone che passano di là?
La Bibbia ammonisce:
Perciocché i viventi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla, e non vi è alcun premio per loro, perciocché la loro memoria è dimenticata.
[Bibbia, Ecclesiaste capitolo 9]

La loro memoria è dimenticata.
I vivi si dimenticano dei morti.
La memoria dei viventi si perde con il passaggio?
I morti non hanno memoria perché non esistono?
Se la memoria non si dovesse perdere, quale luogo migliore per accumularla?
La risposta, forse, era di fronte a me in una caldissima giornata di aprile…..

Fabio Casalini

14 commenti:

  1. I vivi possono anche dinenricare i morti mentre i morti accompagnano i vivi senza che questi lo sappiano

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    1. I morti vegliano i vivi.
      Chi ha costruito determinati edifici in determinati luoghi ci credeva.
      Pensava funzionasse.
      Noi dobbiamo cercare di interpretare il messaggio che ci è stato lasciato.
      Grazie del tuo intervento.
      Fabio

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  2. Che dire se non grazie per queste storie interessanti e avvincenti ! Aggiungerei anche "spirituali" in questo caso. Ottimo lavoro Fabio

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    1. Grazie Elisa.
      Sono felice che questo particolare racconto possa essere piaciuto.
      Un passaggio spirituale intriso di domande, che spero troveranno una risposta.
      Fabio

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  3. Da sempre ho creduto che l'energia e lo spirito dei morti ci accompagni... Io stessa in molti casi non ho accettato la perdita di alcuni cari... E non mi dimentico che sono morti... Ma sono vivi e presenti nei miei pensieri... I tuoi interrogativi sono i miei... Grazie Fabio!

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    1. Grazie di condividere i tuoi pensieri con noi.
      Le domande sono la benzina del nostro motore interno.
      Sempre chiedere, sempre domandare, ma soprattutto, sempre chiedersi da dove veniamo.
      Fabio.

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  4. L'amica parrucchiera mi ha fatto il taglio ai miei...complimenti che come i suoi sono doverosi. E' un piacere leggervi cari ragazzi. A riguardo dell'articolo e...oltre, penso si possa ormai affrontare l'annosa questione del divenire con l'ipotesi di una continuità dell'io dopo la morte anche se questo dovesse forzare le restanti barriere della umana "prigione prometeica" dando quindi anche spazi aperti ad eventuali contributi parapsicologici. Un saluto
    Malles

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    1. Ciao Malles grazie dei complimenti.
      Il "passaggio" di là è sempre sondato, indagato e ricercato sin da quando l'uomo pregava senza giungere le mani. E' un argomento affascinante, che prevede molte domande ed una unica risposta, che non troveremo di qua....
      Fabio

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  5. Bellissime sia la narrazione che la riflessione, complimenti! Su questi luoghi avevo scritto una cosa qualche mese fa, magari ti va di leggerla: http://scoperteturistiche.blogspot.it/2015/02/le-ombre-dimenticate-del-traforo-del.html. Ciao!

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    1. Grazie per i complimenti Fortis, vado subito a leggere!
      Fabio.

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    2. secondo la religione cattolica vivi e morti comunicano attraverso la preghiera così detta "comunione dei santi"; ma le sensibilità delle persone sono le più disparate e io non mi sento di escludere niente e mi piace pensare che le persone care anche se defunte sono sempre presenti c'è una eternità che è in tutti i viventi.

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    3. Ciao. Sono sempre partito dal presupposto che non possiamo escludere nulla. Nessuno ha la verità. Siamo qui per affrontare un percorso che ci conduca il più vicino possibile alla verità, ed i vostri commenti mi aiutano a riflettere su quello che da solo non ho trovato.
      Grazie.
      Fabio.

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    4. Ognuno di noi ha una visione personale del passaggio dei propri cari. Io penso al mio papà come a colui che mi sta accanto sempre e che mi protegge. Non credo che non abbia più memoria di me, di noi. Credo che mi guardi da lassù e che se oggi sono qui a questo punto della mia vita è anche grazie a lui che mi ha guidato. Lui è la mia sentinella, il mio angelo del cammino. Scrivi sempre in modo coinvolgente. Grazie per il tempo che ci regali. Rosella

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    5. ciao Rosella, argomento molto delicato quello trattato in questa narrazione.
      Grazie per i complimenti.
      Il tuo papà ti ammira da dove si trova ora.
      Ne sono sicuro.
      Fabio

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