lunedì 6 aprile 2015

Quando Giuda abbandonò i trenta denari

L’oratorio dedicato a San Leonardo si trova nel cuore della città di Borgomanero. Antico riferimento, non solo religioso, per i pellegrini che percorrevano la via Francisca, strada che collegava Novara all’Ossola. La Francisca era una diramazione della via Francigena, fascio di strade che collegavano l’Europa centrale, in particolar modo la Francia, a Roma.
La costruzione dell’oratorio è fatta risalire al XII secolo, negli anni compresi tra il 1125 ed il 1150. A volere la sua edificazione furono i marchesi di Pombia. L’edificio religioso era il centro del borgo allora esistente, affermazione che si trae dalla prima denominazione del ufficiale di quello che oggi è Borgomanero: Burgus Sancti Leonardi. 

Gli anni passano veloci.

La carta di Romagnano, del 1198, afferma che il Borgo di San Leonardo era un borgo franco, facendo riferimento alla condizione giuridica di una comunità medievale libera da dazi o con, notevoli, privilegi fiscali.

Ancora nel 1202 e nel 1225 si trovano riferimenti all’oratorio di San Leonardo.

La denominazione scompare, per sempre, a partire dal 1231.

Negli anni compresi tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII avviene quella che oggi potremmo chiamare fusione tra il borgo di San Leonardo e Burgy Mayneri, dando vita alla denominazione Borgomanero.

L’oratorio è un classico esempio di architettura romanica Novarese.
La facciata, a capanna, reca sopra la porta una lunetta ed una finestra a croce.
L’interno è una navata unica absidata.
Il motivo di tanto interesse per quest’oratorio?
Gli stupendi affreschi contenuti al suo interno!
L’abside attende il nostro sguardo.
Nell’arte romanica l’abside rappresentava il cielo.
Il Cristo benedicente rappresenta la mediazione tra Dio e l’uomo.
Sotto il Pantocratore ritroviamo gli apostoli, tra cui spiccano, per bellezza ed interezza nelle forme, San Tommaso e San Bartolomeo.

Gli apostoli sembrano guardarsi, parlarsi.
Hanno dato movimento alla scena.
I nostri occhi cadono, immancabilmente, sulle finestre dell’abside.
Colori marcati nella volta in cotto.
Chiude il catino absidale il ciclo dei mesi e delle attività dell’uomo. Sono visibili pochi particolari, a causa delle cadute d’intonaco. Sono comprensibili i mesi d’aprile, maggio e novembre. Del mese di settembre è visibile un uomo sotto tralci carichi di grappoli. Per quanto riguarda ottobre si comprende la figura di un uomo, con berretto, intento a battere dei rami con un bastone.
Sulla sinistra dell’abside, per noi che guardiamo, il padrone di casa, San Leonardo.
Leonardo di Noblac, conosciuto anche come San Leonardo l’eremita, nacque in Gallia intorno al 500 e morì tra il 545 ed il 559.
L’abate francese trascorse la maggior parte del tempo come eremita. Dopo la morte, il luogo della sua sepoltura fu meta di continui pellegrinaggi da parte dei fedeli, tanto da essere considerato uno dei santi più venerati dell’Europa medievale.
Sulle pareti laterali dell’oratorio di San Leonardo troviamo serie di santi e scene narrative.
La seconda campata di destra è il luogo più enigmatico della chiesa.
Vi sono scene della vita di Giuda, rappresentate in modo, quantomeno, curioso.
La stranezza maggiore si coglie nell’affresco in cui Giuda parla con i soldati. Guardando bene, nella mano sinistra non stringe il classico sacco con i trenta denari, ma un plico di carta…..
Sotto le scene della vita di Giuda vi sono affreschi riguardanti San Francesco e Sant’Antonio, oltre a due frati Domenicani.
La seconda campata di sinistra presenta, o presentava poiché rimane davvero poco, scene della vita di San Bartolomeo apostolo.
L’unico affresco rimasto leggibile riguarda la scena del martirio.
Sotto quest’affresco è visibile una Madonna del Latte del XV secolo.
Questa rappresentazione si presenta sbiadita e quasi cancellata in corrispondenza del viso del bimbo e del seno della Madre. Il motivo sarebbe da riscontrare nella venerazione per tale immagine e nell’abitudine della popolazione di strofinare le vesti dei bimbi in corrispondenza di questi punti del dipinto.
Non si può chiudere la visita senza ammirare l’immagine di Santa Giulitta, qui nominata Julieta, madre di san Quirico. E’ una delle poche rappresentazioni della santa in questo lembo di terra, compreso tra la pianura e la maestà del Monte Rosa.

Fabio Casalini.

Bibliografia
* La chiesa di San Leonardo. Chiesa romanica del XII secolo con affreschi dal XIII al XVI secolo. Stampa Grafiche Vecchi di Borgomanero.
* DeVit, Memorie di Borgomanero.

4 commenti:

  1. Affascinante e coinvolgente ! Le foto... Superlative!! Complimenti Fabio !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao. Sono felice che le fotografie siano piaciute. Le condizioni all'interno delle chiese piccole e con poca luce non sono ottimali per una buona resa.
      Grazie per i complimenti.
      Fabio.

      Elimina
  2. I like the valuable information you supply for your articles.
    I will bookmark your blog and test once more here frequently.
    I am reasonably certain I'll learn many new stuff right here!
    Best of luck for the following!

    Also visit my site ... minuman berenergi aman

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Thank you very much for the nice words. Back soon.
      Fabio.

      Elimina