sabato 18 aprile 2015

Il frate che divenne condottiero.

                                         
Immagine di Giovanni Battista Boetti divenuto Mansur.
                                          In questa casa
                                          Nacque il 2 giugno 1743
                                          GIOVANNI BATTISTA BOETTI
                                          Che sotto il nome di
                                          Profeta Mansur
                                          Sceik Ochan Oolo
                                          Alla testa di ottantamila uomini
                                          Conquistò l'Armenia e la Georgia
                                          Il Kurdistan e la Circassia
                                          E vi regno' sei anni
                                          Qual sovrano assoluto.
                                          Morì  nel 1798.

Questa inusuale targa si può  vedere sul muro di una vecchia dimora di Piazzano, frazione di Camino nel Monferrato, casa natale di tal G. B. Boetti, personaggio misconosciuto ma che ebbe in realtà  una vita talmente avventurosa da rasentare l'incredibile, e la cui straordinaria esistenza, tanto strana che pare vissuta da più  personaggi e non da un solo uomo, fu narrata in un libretto anonimo di 57 pagine, redatto in pessimo francese, senza titolo e firma, comunemente conosciuto  come "La Relazione " e conservato nell'Archivio di Stato di Torino. Altri in seguito scrissero di questo mirabolante  personaggio fino ad arrivare alla nostra contemporanea Serena Vitale,che su Boetti scrisse le 400 pagine del suo "L'imbroglio del turbante " e vinse il premio Grinzane Cavour.
Avventuriero, viaggiatore instancabile, frate, missionario, brigante, spia, medico, fondatore di religione, condottiero di eserciti e tanto altro ancora, G. B. Boetti nacque  nella piccola località  del Piemonte lo stesso giorno ( e forse la stessa ora ) in cui, all'altro estremo dell'Italia, a Palermo, vedeva la luce il conte Alessandro Balsamo, noto come Cagliostro, avventuriero ben più famoso del nostro dimenticato Boetti: ironia della sorte, veramente gemelli per nascita e per il tipo di vita vissuta.
Cagliostro.
Era domenica 2 giugno 1743.
Nel piccolo paese del Monferrato nasce dunque G.B.Boetti, figlio del notaio del luogo. Ribelle e scapestrato, in cattivi rapporti con il padre e la matrigna,f ugge di casa a 18 anni e si arruola a Milano, ma la disciplina militare non fa per lui. Si congeda dall' esercito e comincia a viaggiare per l'Europa, lasciando dietro di sé  un paio di figli e molte avventure (compresa la prigione) finché  a 20 anni viene colpito da una violenta crisi religiosa, studia filosofia e teologia, pronuncia i voti e trascorre 5 anni a Ferrara  in un convento di Domenicani. Il suo fervore religioso è  tale che ottiene di partire come missionario per Mosul (oggi in Iraq). Il viaggio è  un susseguirsi di peripezie, ma finalmente, dopo alcuni mesi dalla partenza da Venezia, arriva a destinazione e comincia la sua opera di evangelizzazione. Come predicatore ottiene grande successo, studia l'arabo  e passa di avventura in avventura. Tra le tante tramandateci ne citiamo almeno una: il governatore di una città lo prende per medico, lo porta a palazzo per guarire la figlia ,che in effetti guarisce ma si innamora del giovane e bell'europeo. Il Boetti  rifiuta il matrimonio e il visir  lo imprigiona; finge allora di convertirsi ma è  solo una finzione per scappare; dopo 3 giorni giunge  sulle rive di un ruscello dove si fa un bagno, ma alcune fanciulle gli rubano i vestiti e il frate le insegue nudo, suscitando grande scandalo in città  e rimediando una sonora bastonata  collettiva.
Giovanni Battista Boetti in abiti domenicani.
E così  via di episodio in episodio sembra di leggere "Le mille e una notte ". Ne combina veramente di tutti i colori, finché  viene accusato di aver resa madre una nobile fanciulla di Mosul. Il pascià lo bandisce e i Domenicani  lo richiamano a Roma. Il Boetti torna in Italia per discolparsi alla Propaganda Fide. Non c'è nessun provvedimento e allora riparte di nuovo per Mosul, ma viene a sapere che il pascià lo aspetta per metterlo a morte. Non è facile seguire tutti i suoi spostamenti in Oriente e le innumerevoli avventure degli anni seguenti: esercita l'arte medica per due anni a Costantinopoli, a Damasco viene accusato di essere una spia al soldo dei Russi, diventa l'amante della moglie di un ciambellano  e così  via. Ritornato di nuovo in  Europa, chiede di essere secolarizzato, ma non lo ottiene. Dopo un periodo trascorso nel convento di Trino Vercellese  dove lavora per "importanti cose di stato" per la Corte Sabauda, ricomincia a viaggiare per l'oriente, forse con l'incarico di spia per i Savoia o i Francesi. E per il nostro frate, spia, medico, seduttore ecc... comincia  la parte più  spettacolare e incredibile della sua vita avventurosa: crea una nuova religione, raduna un grande esercito, si impadronisce di un impero.... e molto altro.
Tutto questo ve lo racconterò nel prossimo articolo.

Pietro Giuseppe Teruggi.

2 commenti:

  1. Quando è stato pubblicato il secondo articolo ? Mi interessa

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    1. Lo pubblicheremo nei prossimi giorni, esattamente il 2 maggio 2015.
      Ciao!

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