La chiesa di San Giorgio a Valperga.

La chiesa di San Giorgio a Valperga è una delle chiese medievali più importanti dell’ alto Canavese. Le parti più antiche della chiesa ed il campanile risalgono al XI secolo, e sono quindi coeve del castello adiacente la chiesa. Le tracce della primitiva chiesa del X-XI secolo si riducono al rozzo acquasantino in pietra di Pont ed alcune trascurabili parti della muratura nei pressi dell'abside. Il campanile con eleganti bifore romaniche sostenute da colonnine in marmo bianche, appartiene a quell'epoca. La chiesa subì successivi ampliamenti il più importante dei quali (anche se non l’ ultimo) risale al XV secolo.
Pur essendo vicino al castello la sua utilizzazione non era legata solo ai conti di Valperga ma essendo aperta al pubblico svolgeva la funzione di chiesa parrocchiale. Sulla chiesa i conti di Valperga esercitavano il patronato, forma particolare di beneficio ecclesiastico. La chiesa dipendeva canonicamente dal vescovo di Torino, i Valperga furono investiti delle decime ecclesiastiche nel 1286. Nel Cattedratico ( elenco delle chiese che pagavano un tributo al vescovo) del 1386 risulta presente la chiesa di San Giorgio col rango di “ecclesia” si ha notizia dei parroci almeno da un secolo prima. Nel XV secolo la chiesa visse un periodo di fervida attività decorativa, nutrita di motivazioni religiose, su impulso della famiglia Valperga che in questo secolo acquisisce potenza e importanza. La particolarità che rende la chiesa di San Giorgio quasi unica nel suo genere è che gli affreschi ricoprivano sia le pareti interne che quelle esterne. Tali affreschi, insieme con le decorazioni in cotto delle finestre, rappresentano gli elementi di maggior rilevanza artistica di tutto il monumento. 
Nel corso dei secoli, la chiesa fu oggetto di importanti cambiamenti: La sacrestia piccola, l'abside e le due navate adiacenti fino alla 4a cappella a destra e la 4a a sinistra comprese fanno parte della chiesa trecentesca. Nel quattrocento si ampliò la chiesa aggiungendo la 3a cappella a destra e la 3a a sinistra ; accanto alle precedenti opere trecentesche si coprono di affreschi sia le pareti interne che quelle esterne della chiesa in forma totalitaria, che fu detto essere probabilmente unica in Piemonte. Nel XVI vennero chiuse due delle tre finestre a meridione e le decorazioni in cotto murate, inoltre verso la metà del XVIII secolo, anche a seguito delle indicazioni derivanti dall’ applicazione della Controriforma, subi profonde trasformazioni strutturali, quali il rifacimento della volta della navata centrale, la costruzione di muri destinati a regolarizzare l’ aspetto esterno della chiesa e l’ erezione di una cupola sopra il presbiterio, la pestilenza del 1600 indusse a utilizzare la chiesa come ospedale o lazzaretto, e per motivi igienici le pareti vennero ricoperte completamente di calce. A causa di tali interventi gli affreschi interni scomparvero alla vista e ben presto se ne perse addirittura la memoria. Dal 1770 iniziò una fase di incuria, la comunità voleva la parrocchia nel paese e ciò avvenne nel 1803 con trasferimento delle funzioni parrocchiali nella chiesa della SS. Trinità e San Giorgio venne praticamente abbandonata. 
L’importanza artistica della chiesa però era ben nota e nella seconda metà del 1800 l’ architetto D’ Andrade prese a modello per una parte della facciata della chiesa del Borgo Medievale di Torino proprio le finestre in cotto e gli affreschi esterni della chiesa di san Giorgio a Valperga. Solo intorno al 1930 grazie all’ interessamento del senatore Giorgio Anselmi di Valperga furono effettuati studi e rilievi sul monumento; tra il 1937 e il 1939 furono in gran parte rimosse le sovrastrutture erette nel XVIII secolo e soprattutto vennero riportate alla luce gli affreschi interni e sottoposti ad un primo discutibile intervento di restauro. L’ importanza dei cicli pittorici fu riconosciuta dagli esperti dell’ epoca ma gli eventi bellici, la carenza di fondi, e una scarsa attenzione non consentirono interventi più efficaci così la chiesa ripiombò in uno stato di abbandono e di degrado. Infiltrazioni d’ acqua misero in pericolo gli affreschi interni e gli affreschi esterni esposti ad intemperie e inquinamento purtroppo andarono perduti, tranne uno che in occasione di uno degli ampliamenti venne incorporato nella cosiddetta “Sacrestia Nuova” e grazie tale fortunata coincidenza, è ancor oggi visibile in tutto il suo splendore. Degli altri rimane l’ unica copia che il D’Andrade provvide a collocare all’esterno della chiesa del Borgo Medievale di Torino.
Le più importanti opere all’ interno della chiesa sono:
Nella 3a cappella della navata destra l’ affresco di Madonna in trono tra Santi Bartolomeo e San Bernardo di Mentone, in ginocchio Giorgio di Valperga, morto nel 1471, la moglie Margherita di Mentone e le quattro figlie.
Nella 5a cappella  della navata destra dedicata in origine a S. Pantaleone e di patronato dei Valperga di Masino nel 1756. nella parete sopra l'altare, attorno al rosone in terracotta, é raffigurata l'Annunciazione; sul contraltare l'affresco di Cristo che esce dal sepolcro. Sul pilastro verso la navata centrale é rappresentata Santa Maria Maddalena. E' la prima figura scoperta nei restauri del 1937-39. Sul pilastro di fronte una santa in abito medioevale che tiene sulla destra una palma. Nel sottarco sei figure, probabilmente di profeti. Nelle vele della volta i quattro evangelisti.

Una Graziosa la decorazione sulla fascia bassa, con motivi naturalistici di leprotti e scoiattoli.

Nell’ abside si trova l'altro importante ciclo pittorico della chiesa. Il grande affresco raffigura con crudo realismo alcune scene della Passione di Cristo, con personaggi rappresentati " dal vero ", che rivelano un artista di notevoli capacità tecniche e sensibilità artistica. Su un cartiglio sopra la porta della sacrestia si legge il nome e la data di esecuzione: Giovanni di Pietro de Scot(is) di P(i)a(cenza) 1462, pittore noto in Canavese anche per altre sue opere. Prima del seicento la chiesa terminava sul lato destro alla 5a cappella ed all'abside.
Alla fine del seicento venne costruita la sacrestia laddove precedentemente era il cimitero dei bambini. Un affresco (un tempo esterno) rappresenta l'adorazione dei Re Magi; é interrotto da un grande rosone in terracotta.
Sul lato destro della navata centrale sovrastante gli archi della 4a e 5a cappella a destra esiste un grande affresco rappresentante i miracoli e l'opera di San Michele Arcangelo; elementi stilistici ed iconografici lo farebbero datare alla primitiva chiesa trecentesca. Partendo dalla nostra sinistra vediamo, nel primo riquadro in alto sopra la quinta cappella di destra , la scena dell'apparizione di San Michele Arcangelo sul Monte Gargano al vescovo di Siponto , ed in quello vicino lo stesso vescovo che benedice un toro invulnerabile e riceve dall'Arcangelo la missione di istituire il culto divino sul monte. Nei due riquadri sottostanti a sinistra gli angeli portano in cielo le anime degli eletti mentre a destra San Michele assiste un infermo e guida sulla retta via un dubbioso. Sul terzo riquadro in alto San.
Michele guida l'esercito vittorioso; subito accanto combatte contro i demoni, trafiggendo Lucifero e spingendolo nell'inferno, raffigurato come un mostro con le fauci spalancate. In basso e' ancora possibile identificare una chiesetta su un monte in riva al mare (forse Mont Saint Michel in Bretagna ) teatro di un altro intervento miracoloso dell'Arcangelo; nel vicino riquadro, sopra all'arcata della cappella, e' raffigurata la resurrezione dei morti. Negli ultimi due affreschi, sulla destra, vediamo in alto San Michele corazzato che trafigge un peccatore, mentre in basso Cristo pantocratore e' raffigurato come giudice supremo che presenzia alla separazione dei buoni dai dannati, tormentati in mille modi dai demoni e cacciati nelle fauci del mostro infernale. Nel 2o pilone a sinistra l'effige di San Nicola da Tolentino. Nel 3o pilone a sinistra un vescovo e Santa Apollonia. Il più antico affresco è tardo-romanico della fine del XII secolo e raffigura Adamo ed Eva oggi non più visibile e si trova a destra della porticina che da accesso al campanile.
Il crocifisso cinquecentesco indicato dall’ Anselmi come il crocifisso del frontone è entrato a far parte dei reperti artistici durante i restauri del 1937. Le parti principali del Cristo sono scolpite il unica struttura lignea in noce di epoca cinquecentesca. Le braccia invece sono realizzate con un essenza lignea diversa dall’ originale. Il crocifisso era all’ origine completamente dipinto, parte della superficie pittorica è ancora oggi visibile.

Nella prima cappella della navata sinistra vi è  il fonte battesimale. La cappella era posta sotto l'invocazione di S.Michele . Di patronato delle famiglie Ughetti nel 1729.
La seconda cappella della navata sinistra è dedicata alla Madonna del Carmine e di spettanza della compagnia del Carmine . All'epoca del restauro fu deciso di portarvi l'altare di S. Maria della Liberazione. Immagine della Madonna con quattro figure di Santi oranti ai piedi: San Giuseppe, Sant’ Antonio da Padova, San Giorgio, San Pietro. In alto quadro di San Francesco di Sales. Sottostante un immagine sindonica.

La terza cappella della navata sinistra è dedicata a Sant’ Anna e poi a Santa Caterina. Di patronato dei conti di Valperga di Civrone. A destra della finestra effigi di San Francesco d'Assisi e Santa Chiara. I piloni sono affrescati: Santo Vescovo e Santo Frate, un beato col collo esile, Sant’Antonio da Padova, S. Francesco d'Assisi, Santa Margherita e Beato Giorgio.. Nel sottarco le Sibille; nelle vele una Madonna col Bambino ed il simbolismo del Redentore.
La quarta cappella della navata sinistra è dedicata a San Giovanni, di patronato dei Valperga di Masino.

Del monumento tombale citato nel testamento del conte Giovanni Valperga del 1375 non si sono trovate tracce, salvo una pietra tombale con lo stemma di cui residua solo lo scudo sormontato dalla corona. Si e' trovata e riportata sulla parete a nord un frammento di pietra tombale con alcune scritte : "nox, dies, ecc " con lo stemma dei Valperga Masino. Nel contraltare in tela quello dei Masino, sopra quello dei Valperga.
Sulla parete esterna della chiesa a mezzogiorno vi sono tre finestre in terracotta ornate a gettoni, due con uguali decorazioni e la terza verso ponente variata, appartenente alla successiva costruzione quattrocentesca. In alto ricco fregio in terracotta. Sul tetto tre pinnacoli in terracotta con croce. Sul muro avanzi degli affreschi di santi , purtroppo assai deteriorati che un tempo ricoprivano interamente le pareti esterne. Alcuni degli elementi del fianco meridionale sono stati utilizzati verso la fine del 19° secolo dall’Architetto D’Andrade quali modelli per la realizzazione del della chiesa del Borgo Medievale di Torino. In particolare, sulla facciata della chiesa del Borgo Medievale si possono ammirare le riproduzioni di una finestra ogivale e dei fregi in cotto ed una copia del dipinto raffigurante San Bernardo, uno degli affreschi che, ormai irrimediabilmente perduti, colpivano, con la loro incombente presenza, il pellegrino che saliva dal borgo a valle verso la Chiesa di San Giorgio. La parete termina con la costruzione seicentesca detta "la Rotonda" per la forma circolare, antico sepolcreto dei Signori di Valperga.

Sullo sfondo la turrita e maestosa mole del castello, ora ingentilita nelle forme e colori, domina sulla chiesa, quasi ad affermarvi ancora l'antico potere feudale.

Luciano Querio. 

*LA CHIESA DI SAN GIORGIO IN VALPERGA di Giorgio Ermanno Anselmi –1943-SATET- Torino
*LA CHIESA DI SAN GIORGIO IN VALPERGA di Giorgio Ermanno Anselmi –1943, ristampa ORCO REPRINTS 5 – Edizioni CORSAC, 1992
*PASSEGGIATE NEL CANAVESE di Antonino Bertolotti-Tomo VII, 1874-Editrice CURBIS-Ivrea
*LE PRIME CHIESE CRISTIANE DEL CANAVESE di C. Boggio, Torino 1887 e Ivrea 1978
*COMUNITA’ MONTANA ALTO CANAVESE-1989-edito da CMAC, a cura di CORSAC (Cuorgnè)

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