Giovanni Polli ed il tempio crematorio

Morivano quelle sere con dolce strazio a noi
già un poco fredde.
Allora m'era caro
cercarti il polso e accarezzarlo.
Poi erano i lumi incerti, le grandi ombre
dei giardini, la ghiaia, il tuo passo pieno e calmo
e lungo i muri delle cancellate
la pietra aveva, dicevi, odore d'ottobre e il fumo
sapeva di campagna e di vendemmia.
 Franco Fortini (1917-1994)

...La preparazione alla cremazione della salma dell'agiato industriale tessile Alberto Keller (1800-1874) fu eseguita con le seguenti modalità:
iniettato nel corpo (arti superiori ed inferiori, cavità toracica e cavità addominale) del liquido antisettico composto da fenolo, alcool e canfora. In seguito mediante una spugna inumidita dello stesso liquido veniva spalmato interamente e poi bendato con fasce altrettanto inumidite.
Dopo aver rivestito il cadavere, lo stesso veniva adagiato all'interno della cassa mortuaria.
La cremazione avvenne il giorno 22 gennaio del 1876 in un gelido giorno di fango e neve, ben due anni dopo il decesso, all'interno del primo tempio crematorio (in stile greco-dorico) realizzato al mondo ad opera dell'architetto Carlo Maciachini, presso il Cimitero Monumentale di Milano.
La salma, collocata sopra una griglia di ferro e coperta da un funereo velo veniva sospinta nell'urna consistente in circa 280 fiammelle a gas le quali determinarono la combustione con estrema rapidità.
Si legge nella relazione, che i primi secondi garantiscono l'evaporazione dell'acqua contenuta nei tessuti del corpo e secondariamente avviene la combustione del carbone formatosi convertendo il corpo in nient'altro che cenere, polvere e minuscoli frammenti ossei.
I residui della combustione del Sig. Keller avevano un peso di 3 chilogrammi, ovvero la parte minerale del corpo umano (calcolata nella proporzione di circa una ventesimo), dato decisamente interessante ai fini scientifici e  apprezzato per la prima volta.
Del resto l' inquisizione ed i suoi roghi restituivano sempre ceneri non pure ma inquinate dagli avanzi dei combustibili utilizzati.
La prima cremazione umana era avvenuta e Giovanni Polli (insieme allo scienziato Celeste Clericetti)  fu tra gli ideatori.
Ma chi era costui?
Nato a Oggebbio il 1 ottobre 1812 da genitori originari di Cannobio, località lacustre adagiata sulla sponda piemontese del verbano, Polli fu pioniere nel campo della medicina e della scienza, negli esperimenti sulla cannabis e in frenologia, addirittura si interessò di “palloni volanti” e come abbiamo appena constatato dell'incinerazione dei defunti.
Dopo aver conseguito la laurea in medicina presso l’Università di Pavia insegnò per alcuni anni a Milano e nel 1860 fondò un Gabinetto di Chimica Applicata sperimentando nel tempo gli effetti della cannabis,utilizzando in molti casi come “cavia” nient'altro che se stesso.
Famosa è  tutt'oggi la sua amata “Villa Solitudine”, luogo di pace immerso in uno splendido parco distante dal chiasso cittadino, all'interno della quale elaborò numerose teorie e condusse interessanti studi sull'utilizzo dei solfiti nelle malattie da fermento morbifico  e sul sangue.
Nei periodi in cui risiedeva ad Oggebbio la porta della sua dimora era sempre aperta, soprattutto per i poveri e più bisognosi ai quali somministrava gratuitamente medicine e dispensava consigli dopo averli accuratamente visitati.
Il suo legame con il territorio verbanese è bene espresso in queste parole datate 16 agosto 1875: nell'impossibilità di cremare il mio corpo in quel di Milano desidero che la mia salma venga condotta ad Oggebbio, dove desidero venga bruciata all'antica sopra una catasta di legna.
Polli teneva a puntualizzare che la cremazione non doveva esser intesa come un atto violento, ma al contrario, un sacro fuoco purificatore.
L'ignizione disperde nell'aria le parti “volatili” legate al nostro corpo preservando unicamente quelle fisse, attuando una sorta di accelerazione a ciò che normalmente in natura avviene con tempi molto più lunghi.
Il cadavere purgato dalle fiamme e privato dalle angoscianti immagini della putrefazione acquista inalterabilità ed è pronto per essere custodito nell'urna per l'eternità.
Mentalità lungimirante, poliedrica e dotata di grande sensibilità, Polli si spense a Milano Il 14 giugno1880.

Filippo Spadoni.

Bibliografia:
*Annali Di Chimica Applicata Alla Medicina  - Giovanni Polli
*Il Corriere del Verbano 23 giugno 1880
*Giornale della Reale società italiana d'igiene 1889


Commenti

  1. I miei bisnonni sono stati cremati, non so in quali anni al Monumentale di Milano. I miei genitori a Varese, Giubbiano... Io, spero, qui a Verbania. Triste argomento, però...

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  2. Grazie per la sua testimonianza. Sì argomento abbastanza delicato, ma ritengo sia doveroso parlarne, anche per rispetto nei confronti della storia e delle scoperte che uomini come Polli hanno portato avanti. Del resto quel "muro d'ombre" fa esso stesso parte della vita ed è bene non resti relegato nel recinto dei tabù. La comprensione e la conoscenza aiutano a superare anche i momenti più bui. Buona serata e continui a seguirci

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