Carlin.


La tifoseria italiana che ha passato gli "anta", soprattutto in Piemonte ma anche nel resto dello Stivale, lo ricorda ancora: all'anagrafe Carlo Bergoglio...per tutti era Carlìn!
I suoi articoli sportivi e le sue caricature dei campioni, campioncini o presunti tali le firmava proprio così: Carlìn.
Ora vi racconto la sua storia.
Carlìn nasce a Torino nel 1895, proprio il primo di Aprile, e forse ha scelto quel giorno per allegria...


A sette anni rimane orfano si trasferisce a Cuorgnè da uno zio che di mestiere fa il marmista. 
Di lui scriveva:"Attendeva sulla porta che gli altri morissero per poter vivere, e quante bugie gli toccava scolpire su quelle lapidi mortuarie.....". 
Cuorgnè diventa quindi la sua nuova casa e dopo il Diploma in Ragioneria ( perché un pezzo di carta fa sempre comodo), a 18 anni pubblica la sua prima caricatura sul "Guerin Sportivo". 
Ma sono gli anni della Grande Guerra e Carlìn la vive sul Monte Grappa come Ufficiale di Fanteria.


Al ritorno può dar sfogo alla sua passione giornalistica e nel 1945 Renato Casalbore fonda "Tuttosport" e lo vuole al suo fianco in qualità di Vicedirettore. 
Quattro anni più tardi però....Superga! Casalbore é sull'aereo che si schianta sulla Basilica a il nostro Carlìn deve prendere le redini del giornale. 
Da quel momento sarà la sua matita( spesso implacabile) a cogliere la sofferenza, a far sorridere o intenerire i suoi lettori.


Memorabili bozzetti che ritraggono i più grandi avvenimenti sportivi del secolo scorso portano in calce la sua firma. 
Il suo tratto geniale e irriverente riuscì ad inventarsi la "Fauna Calcistica", dando ad ogni squadra di calcio sembianze animalesche utilizzate ancora oggi: la Juventus diventò una zebra, l'Inter un Biscione, il Napoli un ciuccio..e così via. 
E poi il Ciclismo. Bartali,Coppi solo per citarne un paio...le caricature di Carlìn coglievano al volo tutti gli stati d'animo dei corridori, il tutto ben condito da una robusta dose di ironia. 
Scrisse un giorno:" io sono tifoso, tifo per Bartali e per la Juve, ma per me il tifo non è un limite, bensì una fonte di dialogo e ispirazione" ( meditate gente,meditate su questa frase).


Scrive e pubblica il suo ultimo articolo il 24 Aprile 1959, il giorno prima della sua morte. 

La Storia finisce qui ma.....si potrebbe scrivere ( e tanti lo han fatto) pagine e pagine ancora...di quel ragazzino che nel lontano 1904 ( o giù di lì), a scuola si vide appioppare un "misero sei" in disegno e non perché disegnasse male (anzi!), ma perché aveva ritratto con caricature al limite del grottesco i suoi insegnanti e i suoi compagni di classe.... 

Ciao Carlìn!

Vittorio Vallero.

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