mercoledì 18 febbraio 2015

Le Pasque Piemontesi

Il 25 gennaio del 1655, Andrea Gastaldo, dottore in giurisprudenza, con la piena approvazione del duca di Savoia, emana il seguente ordine:
Che ogni capofamiglia, insieme ai membri di quella famiglia, appartenente alla religione riformata, di qualsiasi rango, grado o condizione, nessuno escluso, abitante e con proprietà a Lucerna, San Giovanni, Bibiana, Campiglione, San Secondo, Lucernetta, La Torre, Fenile e Bricherassio, abbandoni nel giro di tre giorni dalla data della pubblicazione, suddetti posti… ciò deve essere fatto pena la morte e la confisca di case e di beni, a meno che entro il limite di tempo prescritto si converta alla religione cattolica romana. 
Siamo nelle valli Valdesi del Piemonte.                                               
Valdesi?
Il fondatore del movimento valdese fu un mercante di Lione, Pietro Valdo, che tra il 1173 ed il 1175, dopo aver concesso tutti i beni di sua proprietà ai poveri, si dedicò ad una vita votata alla povertà ed alla predicazione itinerante.
Pochi anni dopo Pietro Valdo fu accusato d’eresia e dovette vivere, con il seguito, in clandestinità. I pochi che rimasero sul suolo italiano si ritirarono nelle valli alpine.
L’accusa?
I Valdesi volevano sovvertire la tradizione cristiana, secondo l’idea di santa romana chiesa, poiché rinnegavano la fede per abbracciarne un’altra alle cui fondamenta vi era un patto con il diavolo.
In Italia i Valdesi si riparano nelle valli alpine del Piemonte, ed in questi luoghi avviene la tragedia del 1655.
L’editto del gennaio 1655 prevedeva che i Valdesi abbandonassero i luoghi citati per ritirarsi nei territori a monte, nei borghi di Angrogna, Bobbio Pellice, Villar Pellice e Rorà.
Nei giorni seguenti furono intavolate delle trattative, che portarono all’esilio dei soli capifamiglia, che si radunarono nella località di Angrogna. Le trattative continuarono sino ad aprile, quando il marchese di Pianezza, incaricato di affrontare i Valdesi, non si fece trovare nel luogo stabilito.
Il 16 aprile del 1655 il marchese lasciò la valle per ricongiungersi con il suo esercito, che marciava verso le valli Valdesi.
Inizia la persecuzione sistematica condotta da cattolici e soldati.
Un testimone afferma:
La moltitudine armata si gettò sui valdesi nella maniera più furiosa. Non si vedeva altro che il volto dell’orrore e della disperazione. I pavimenti delle case erano macchiati di sangue, le strade erano disseminate di cadaveri, si udivano gemiti e grida da ogni parte…. In un villaggio torturano crudelmente 150 donne e bambini, dopo che gli uomini erano fuggiti. Decapitarono le donne e fecero schizzar fuori i cervelli ai bambini. Nelle città di Villaro e Bobio, la maggior parte di quelli che si rifiutarono di andare a messa e che avevano più di 15 anni, fu crocifissa a capo all’ingiù, e quasi tutti quelli che erano di età inferiore furono strangolati. 
All'orrore non vi è mai fine.
Uomini scannati posti al ludibrio dei viandanti, pargoli strappati al seno materno e sfracellati contro le rocce. Fanciulle e donne vituperate, impalate lungo le vie.
Una nuova strage degli innocenti!
Bimbi di pochi mesi strappati alle madri e lanciati, con forza, contro le rocce affinché morissero nel momento in cui le madri subivano violenza barbarica.
Tutto questo in nome della Religione.
Avete letto bene, in nome della Religione!
Il triste resoconto del comportamento dei controriformati non si conclude nelle righe precedenti.
I miliziani, al soldo dei Savoia, provocarono mutilazioni di ogni genere prima di procedere con il colpo di grazia, anche se, molto spesso, non era necessario secondo il loro modo di agire.
Preferivano lasciare che la vittima morisse, lentamente, di fame o dissanguata.
Una delle torture preferite consisteva nel mettere dei sacchetti di polvere da sparo in bocca alle vittime e, poi, dar loro fuoco.
Tra le più atroci torture perpetrate, in quest’angolo di Piemonte, vi era quella di traforare i calcagni dei malcapitati ed, attraverso le ferite, far passare delle corde che servivano al trascinamento della vittima per le vie del paese.
Ho parlato del comportamento dei soldati, ma i preti cattolici?
Parteciparono attivamente oppure cercarono di fermare il massacro?
Utilizzo il caso di Cipriano Bastia per spiegare il comportamento ecclesiastico.
Cipriano Bastia, a cui era stato ordinato di rinnegare la religione valdese e di accettare quella papale, rispose:
Piuttosto rinuncerei alla mia stessa vita o vorrei essere trasformato in cane!
Un prete che assisteva la scena aggiunse:
Per ciò che hai detto rinuncerai proprio alla vita e sarai dato in pasto ai cani!
Bastia fu gettato in prigione per alcuni giorni sino a quando, ormai sfinito dal digiuno, venne trasportato in strada e dato in pasto ai cani randagi.
Le atrocità maggiori furono perpetrate ai danni dei piccoli.
I bambini erano fatti a pezzi, decapitati o uccisi, in vari modi, davanti agli occhi dei genitori.
Una di queste madri, Maria Pelanchion, fu denudata ed appesa, a testa in giù, ad un ponte per essere bersaglio degli spari dei soldati.
I Valdesi si armarono ed iniziarono a contrattaccare le forze cattoliche. A San Secondo di Pinerolo toccò ai piemontesi subire una disfatta. Le relazioni parlano di oltre 1000 morti tra i soldati al comando del marchese di Pianezza.
Nel frattempo alcuni Valdesi, fuggitivi, si erano recati a Parigi per far conoscere al mondo la disgrazia in corso nelle valli piemontesi. Successivamente cercarono di scuotere gli animi dei Paesi Bassi e dell’Inghilterra. La reazione della duchessa di Savoia non si fece attendere. Chiese al cardinal Mazarino di impedire l’accesso, dei profughi valdesi, in Francia. Il cardinale oppose un secco rifiuto, garantendo alla duchessa che i sudditi francesi non lasceranno la nazione per aiutare i “ribelli”.
Le notizie circolarono velocemente sul suolo europeo. I Re di Svezia e Danimarca e le città di Berna e Ginevra manifestarono appoggio al popolo valdese.
Viste le richieste degli ambasciatori, di molti paesi europei, la duchessa di Savoia si dichiarò stupita che le corti dei principali paesi potessero ascoltare tali smoderate dichiarazioni circa le stragi e le torture subite dai ribelli.
Dichiarò che non si erano consumate atrocità, ma solo punizioni moderate verso i sudditi ribelli.
Tra una trattativa ed una strage si giunge al 18 agosto del 1655.
A Pinerolo furono firmate le Patenti di Grazie che garantivano il perdono, da parte dei Savoia, ai Valdesi per la ribellione e ripristinavano le libertà civili e religiose.
Le patenti di grazia non risolsero integralmente la questione valdese.
I ribelli cercarono vendetta per le torture e le stragi degli innocenti, ma i risultati furono scarsi.
Nel 1664 il duca di Savoia firmò le nuove patenti che sarebbero rimaste in vigore sino al 1685, anno delle nuove persecuzioni.
Questa è un’altra storia….

 Fabio Casalini.


Bibliografia:
* Storia della tortura. George Riley Scott. Mondadori 1999.
* Il libro nero dell’inquisizione. Natale Benazzi e Matteo D’Amico. Piemme 1998.
* The history of the evangelical churches of the valleys of Piedmont. Samuel Morland. 1658.
* Antistoria degli italiani. Giordano Bruno Guerri. Mondadori 1997.
* The Israel of the Alps. Alexis Muston. 1866.

Annotazioni

Il termine Pasque piemontesi è riferibile al fatto che i massacri avvennero a partire dal 25 aprile 1655. La Pasqua quell'anno cadeva il 14 aprile. I primi resoconti furono redatti da Samuel Morland, in bibliografia, che utilizzò la datazione del calendario giuliano, ancora in vigore, all'epoca dei fatti, presso i paesi protestanti. Nel XIX secolo, per mano di Alexis Muston, in bibliografia, si iniziò a parlare di Pasque Piemontesi in riferimento al periodo nel quale avvennero le torture e le stragi degli innocenti.

31 commenti:

  1. Non ci sono parole....solo innumerevoli riflessioni, oggi come allora in nome di una qualsiasi religione si puo' concepire la perdita di tante vite? Ed in che modo? la dignità e il rispetto della vita come dono dovrebbe essere alla base d ogni credo.... Grazie Fabio..

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    1. Sono 20 anni che rifletto su questi, ed altri, eventi.
      Ho smesso di farmi domande, in questo caso.
      La vita umana valeva poco?
      No. Nelle stesse valli di questi accadimenti si svolgeva il rito "del ritorno alla vita dei bimbi nati morti".
      Non è il valore che assegniamo alla vita umana il contendere, è la violenza che scaturisce dal credo religioso.
      Grazie amica mia.
      Fabio.

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  2. Quante crudeltà in nome della religione. Hanno usato Il credo come pretesto?

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    1. Diciamo che la religione è stata la molla che ha permesso agi uomini di sfogare i più bassi istinti.

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  3. È solo l ignoranza degli uomini che genera tanta violenza .il resto è solo un pretesto !!!!

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    1. In questo caso vi erano persone colte ed istruite a capo dell'esercito oppressore, e come sempre, erano ignoranti a capo di bestie selvagge. La religione, come detto, fu la molla che serviva alla causa. Come sempre sono pareri personali. Fabio.

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  4. che atrocità! le religione, in senso largo, è la rovina dell'uomo!

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    1. Quando la religione viene "usata" come base, come fondamento, per distruggere la fede altrui, significa che l'uomo ha raggiunto il suo punto più basso. Le religioni non nascono distruttrici e violente, e' l'uomo che le usa come pretesto. Le donne che scivolavano sulle pietre non penso uccidessero i figli di chi non eseguiva tale pratica.... E li chiamiamo raccoglitori? Cacciatori?

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  5. la religione cerca di difendere il più debole attraverso una morale Il credere che esista una religione migliore di un'altra ,è la causa principale di ogni forma di abuso La tolleranza non è cosa né semplice né da poco.

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    1. In questo caso la religione "del più forte" ha distrutto la vita dei deboli.
      Mi limito all'analisi dei fatti storici piemontesi: La vicenda narrata ha dimostrato la volontà della Controriforma di assoggettare a se tutti coloro avevano idea religiosa diversa. Prima vi erano gli eretici (Dolcino per fare un esempio), poi le streghe ( Ossola e valli del torinese) ed infine i Valdesi.
      Non erano accettate idee diverse dal credo cattolico.
      Questa è la mia personale, quindi soggettiva, analisi, supportata però da molti articoli scritti in questi 18 mesi a testimonianza di una oggettività che non può essere dimenticata.
      Fabio

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  6. Quando si dice fondamentalismo religioso. Non da Dio, ma dall'uomo, come sempre.
    Malles

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    1. Come sempre.
      Non siamo, mai, stati capaci di comprendere la diversità.
      Fabio,

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  7. Racconto terribilmente attuale.
    Molto ben narrato. Bravo.

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    1. Grazie per i complimenti.
      All'orrore non vi è mai fine.
      (Fabio).

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  8. La narrazione limpida rivela tutto l'orrore di quei fatti crudli.I secoli sono passati ma oggi come allora la religione viene usata come atgonento politico per controllare poppli e terre ...Quello che fa specie e'il silenzio della cosidetta "comunita' internaxionale oggi come allora.Chissa'in che occasione quella gente avra ' ricevuto il benestare del suo Dio per commettere tali crimini ...

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    1. Grazie per la "narrazione limpida".
      Sono fatti di una crudeltà pazzesca, passati sotto il silenzio della comunità internazionale.
      Oggi come ieri, la storia si ripete.
      Fabio.

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  9. Che angoscia... è triste vedere ogni giorno di quali atrocità è capace l'uomo, in nome di qualsivoglia dio...
    complimenti per il blog.
    Luca, Felicemente Ateo

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    1. Grazie per i complimenti Luca. Più scavi più trovi comportamenti umani inaccettabili. Più difficili ancora da comprendere in quanto eseguiti in nome di una religione.
      Fabio.

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    2. Tutti questi orribili fatti, ieri come oggi, rimarcano l'abisso tra la religione e la spiritualità. E quando gli uomini invocano con forza il ritorno alla spiritualità, storicamente accade che la religione intervenga con violenza per stroncarla. Troppo pericoloso lo spirito per alcuni umani appetiti di potere e dominio. Chissà se usciremo mai definitivamente da questa spirale della religione come delirio di onnipotenza. Sembriamo ancora molto lontani...

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    3. Ciao Laura. Il ritorno alla spiritualità può essere solo un accadimento personale, ma, se tante persone comprendono la differenza tra spiritualità e religione, può accadere qualcosa di bello e coinvolgente!
      La spiritualità, per come posso intenderla io, null'altro è che il ritorno ad apprezzare quel dono che ci è stato dato, chiamato Vita.
      Fabio.

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  10. Complimenti per l'esposizione, chiara e lineare.
    Purtroppo pochi raccontano tali eventi.

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    1. Grazie.
      Il mio compito, nelle pagine di questo blog, è proprio quello da te sottolineato.
      Ridare voce alle vittime.
      Fabio

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  11. È nostro dovere conoscere il bene ma anche e soprattutto il male di chi ogni giorno ci parla di perdono misericordia e tolleranza. Grazie Fabio, ci apri gli occhi con dolce brutalità. ...R

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    1. Ho smarrito il ricordo della misericordia e della tolleranza.
      La storia la scrivono i vincitori?
      Vincitori di cosa?
      Di bimbi gettati sulle pietre per far fuoriuscire il cervello?
      Di donne impalate perché la loro confessione era diversa?
      Una vergogna che merita le prime pagine dei libri di storia... ed invece... ecco che esce il vincitore...
      Fabio, colui che sta sempre con i perdenti.

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  12. Non mi stupisco che nel nome di qualsiasi religione si arrivi a tanto ,sono le religioni stesse il male .

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    1. Ciao Maurizio, purtroppo la storia delle religioni è contrassegnata da una moltitudine di eventi negativi e terribili, come quello analizzato nell'articolo delle Valli Valdesi.
      Mi ero ripromesso di continuare ma purtroppo l'attualità supera la storia...
      Fabio

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  13. Simonetta borgiani23 maggio 2016 14:03

    Quindi successivamente, la chiesa con l'inquisizione e i Savoia con la depredazione del sud, non fecero altro che continuare l'operato più in grande...demoni incarnati!

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    1. Ciao Simonetta.
      Nei prossimi giorni uscirà intervista con una persona che ha scritto libro sul brigantaggio. Materiali inediti. Ne sentiremo di cose che ci faranno ribollire il sangue.....
      Fabio

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  14. Il seguito della vicenda fu chiamata dai Valdesi "Il glorioso Rimpatrio". Ne parlo sul mio sito: http://www.eresie.it/it/Arnaud.htm

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    1. Grazie Douglas, mi chiedono in continuazione di scrivere maggiormente di questi accadimenti, ma come ben sai la nostra storia è capiente in materia d'eresia e di stragi...
      Consiglio ai lettori che passeranno in questa pagina il sito di Douglas: www.eresie.it
      Grazie!!!
      Fabio

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  15. savoia ....no comment
    cio che hanno fatto al sud italia e analogo

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