lunedì 23 febbraio 2015

La solitudine degli ultimi

Sono qui, dietro le sbarre della mia inutilità.
Aspetto. 
Attendo l'istante in cui uno sguardo si possa posare su di me.
Mi siedo. 
Sono solo in mezzo alla gente.
Le voci si rincorrono nella mente.
Le urla si sovrappongono nei corridoi illuminati dal sole.
Un innocente rumore di passi.
Mi alzo.
Guardo oltre le sbarre della mia casa.
Una casa colore del nulla.
Un luogo che non esiste.
L’immaginario collettivo lo ha scordato.
Loro non ci ricordano.
Il rumore s’avvicina crepitando nella testa.
Un camice bianco.
Una mano.
Un aiuto.
Mi serve per vivere.
La medicina.
La cura.
Un giorno comprenderanno, capiranno che non possono modificare la mia esistenza.
Un’inutile esistenza.
Due pastiglie.
Un bicchiere d'acqua.
La mano si ritrae.
I passi si allontanano.
Ritorno alla sedia compagna di vita.
Sprofondo nella mia solitudine.
Fisso l’azzurro che si tinge di rosso.

Il sole inizia il suo percorso di saluto alla terra.
Mi volto in cerca di un qualcosa che non ho mai trovato.
La forza di sollevare le membra.
Tre metri.
Il letto.
La mia vita è stata follia!


Testo di Fabio Casalini
Fotografie di Minghini Yuri

10 commenti:

  1. Brividi.... Questo non è il tuo modo usuale di scrivere ma... Emozione ... Complimenti Fabio!

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    1. Grazie per i complimenti.
      Quando ho visto le fotografie di Yuri mi è scattato il germe, la voglia di scrivere queste parole.
      Fabio.

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  2. Meravigliose parole e le foto fantastiche. Sono sempre stata attratta da questi luoghi, hanno una storia spesso molto profonda e mi piace esplorarli specie quando ormai sono abbandonati a loro stessi. Hanno qualcosa di triste e attraente allo stesso tempo.

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  3. Grazie Valentina.
    Alcuni luoghi hanno storie mai scritte, voci mai ascoltate.
    Dovremmo fare di più.
    Fabio.

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  4. Sei unico in ogni istante. In ogni parola. R

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    1. Grazie di queste bellissime parole!!
      Le conservo.
      Fabio

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  5. Da brividi le foto e i pensieri, dire che siete bravi è scontato , però siete bravi.

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    1. Cleide grazie di cuore!
      Complimenti che fanno bene al cuore.
      Fabio

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  6. Parole che riempiono di vita le immagini delle stanze ormai vuote....... e il ricordo così si fa suono nella nostra labile memoria, fino a che quelle stanze lentamente si popolano di emozioni.

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    1. Quelle stanze erano piene di vita, nascosta al mondo e agli occhi di chi non voleva vedere.
      Quelle stanze erano rischiarate dalla flebile luce di ritorno dei camici bianchi.
      Quelle stanze sono state un inferno per migliaia di persone.
      Fabio

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