venerdì 31 ottobre 2014

La Regina Villa.

Via Regina Villa è una tortuosa e stretta via che attraversa il vecchio quartiere di Gozzano - quello posto ai piedi della Basilica di S. Giuliano - un po' degradato, con case per lo più vecchie e fatiscenti: un tempo la strada principale del borgo, oggi una viuzza dove a stento ci transita un veicolo.
Ma perchè i Gozzanesi hanno deciso di dedicare a una regina una via così misera?

lunedì 27 ottobre 2014

Le anime del Carso e degli uomini

Viaggiando e passeggiando, con un pizzico di curiosità e di fortuna si possono scoprire luoghi curiosi, luoghi affascinanti e addirittura luoghi che trattengono un pezzetto del nostro cuore. Questo lo immaginavo. Non pensavo invece di potermi trovare in luoghi che toccassero fino all’anima, nel bene e nel male (che se poi lo si elabora nel modo migliore, è un bene anche star male). Ho inaspettatamente vissuto due settimane per il Carso friulano (non solo Carso ma questo post è ad esso dedicato) più come un’esperienza che come una semplice vacanza. Spero di ispirare un po’ anche a chi leggerà. Venite a spasso con me?
Il fiume Isonzo guardando Sagrado

domenica 26 ottobre 2014

Antonio Boggia: il mostro di Milano


«Di modi calmi, con un’esteriore quasi di bonarietà, esatto osservatore delle pratiche religiose, estraneo, almeno apparentemente, da viziose tendenze» (Sentenza del Tribunale di Milano nel processo contro Antonio Boggia) 

venerdì 24 ottobre 2014

Il Santuario costruito sulla roccia

Lasciata Piedimulera risaliamo, lenti, i tornanti che conducono di fronte alla maestosità del Monte Rosa ed alla sua incredibile parete Est.
Il pensiero è costantemente alla ricerca di risposte.
Le troveremo?
Forse non oggi. Forse mai.

giovedì 23 ottobre 2014

mercoledì 22 ottobre 2014

La balma dei Cervi: la preghiera degli Dei

Nel 2012, quando la sovrintendenza ha ufficializzato la scoperta e ha posto sotto la sua protezione la Balma dei Cervi in Valle Antigorio, mantenendone segreta l'ubicazione, riscontrava che “si sono avuti alcuni distacchi  della crosta calcarea, con l'asportazione delle pitture; alcuni distacchi sono in corso con margini sollevati di 1 o 2 mm”. Nella nostra breve visita due anni dopo, la delicata situazione in cui le pitture versano è stata inequivocabilmente evidente anche ai nostri occhi inesperti. È un miracolo che questi inestimabili messaggi sulla roccia siano ancora lì dopo millenni.

martedì 21 ottobre 2014

Delitti efferati ed il fantasma del campanile

A pochi passi dal Duomo, tra il Verziere e via laghetto, lontano dai rumori della vicina Via Larga c’è una silenziosa piazzetta lastricata di ciottoli di fiume sulla quale, oltre alla chiesa di S. Bernardino alle ossa, affaccia anche la chiesa di Santo Stefano “ad rotam sanguinis” costruita con l’ elegante marmo di Candoglia.

sabato 18 ottobre 2014

La chiesa di San Bernardino ed il segreto dei disciplini

Se vi foste trovati a Milano in epoca medievale avreste potuto incontrare uomini che indossavano neri sai con cappucci chiusi che coprivano interamente i loro volti, ad eccezione degli occhi, a cui veniva data la possibilità di scrutare le vie della città meneghina tramite due piccole fessure.

venerdì 17 ottobre 2014

'Na séira da R.A.F.




Una sera qualunque di un'estate che non è estate....
Sto preparando lo zaino per qualche foto in notturna.
Esco in terrazza a dar un paio di crocchette a Minou...stasera luna piena e cielo stellato limpido come non mai....
Mi viene in mente Nonno Talino....e mi piglia il magone.

giovedì 16 ottobre 2014

Da cimitero del Cinquecento a meravigliosa chiesa dei nostri giorni.

A Milano, limitrofo a Piazzale Aquileia a a pochi passi dal carcere di S. Vittore, nell' area attualmente delimitata dalle vie Verga, S. Michele del Carso e Lipari, zona un tempo appena fuori dalle mura, venne edificato nel 1567 (anno della prima grande peste a Milano) un cimitero che rimase in funzione per più di tre secoli.

mercoledì 15 ottobre 2014

Fantasmi (o suggestioni) a Torino...

Fantasmi a Torino - Viaggiatori Ignoranti
La scienza definisce i fantasmi come delle allucinazioni sensoriali, sensazioni tattili, visive o olfattive che non sono scatenate da nessuna causa fisica.
La mente umana ha ancora molti angoli oscuri ed insondati, che sono anche molto potenti. Tanto da riuscire a creare un’autosuggestione, da riuscire ad ingannare il proprio substrato cosciente facendogli percepire come veri odori e suoni che non lo sono. Gelide folate improvvise, biancori luminescenti nell’ombra, dita invisibili che sfiorano la pelle.

martedì 14 ottobre 2014

Seguitemi, vi condurrò nel mondo dei giusti

Voi non potete capire.
Non potete comprendere.
Vi attendo con l'armatura lucente! 
Vi aspetto con la spada sguainata e la bilancia della vita.
La spada per uccidere il drago. Per sconfiggere il male.
L'armatura per resistere alle tentazioni, per ripararmi dal dolore del morso e del fuoco.
La bilancia è per tutti.
Io sono come Dio. [1]

domenica 12 ottobre 2014

Il lago di Brumei

Camminare sei, sette ore, non incontrare nessuno. Distinguere a fatica il sentiero, tra bolli di vernice stanchi di tempo e una traccia che rischia anno dopo anno di finire divorata da una vegetazione padrona. Non raggiungere nessuna cima ma specchiarsi nelle acque limpide di un lago effimero che, solo in estati ebbre di pioggia e di vento come queste, si rivela nella sua veste migliore.  

sabato 11 ottobre 2014

Il callista del Re e l'omino della buca.


Benedetto Cavagliani abitava a Soriso, in quella che allora si chiamava La Piazzetta dei Porcelli.
Ogni martedì carricava il suo carretto di scarpe e scarponi (Soriso  era il paese dei ciabattini) e se ne andava  al mercato  di Arona, dove si fermava fino a che non aveva venduto tutta la merce.

giovedì 9 ottobre 2014

Quando la montagna uccide. Prigionieri sul Gridone

"Di lassù volgevamo l'occhio con ansia, quasi impauriti dall'aspetto degli abissi che circondano l'aerea rupe", così scriveva Luigi Lavizzari (naturalista e geologo svizzero) nel 1860 riferendosi alla maestosità del Gridone (noto anche come Limidario) e del panorama che là in alto è possibile godere (ci troviamo in Val Vigezzo nel nord del Piemonte a pochi chilometri dal confine elvetico).

martedì 7 ottobre 2014

Il Miracolo del Sangue di Re

Era il 29 aprile del 1494.
Lo ricordo bene, impossibile dimenticare.
Era un periodo difficile per la Valle Vigezzo e tutta l'Ossola a causa delle continue invasioni dei Vallesani.
La Chiesa che avevano voluto dedicarmi dominava l'abitato di Re.
Ho sempre pensato che il motivo della dedicazione fosse da ricercare nel luogo del mio martirio, Saint Maurice-en-Valais, e nel fatto che non sia lontano da queste terre di confine. 
Il mio martirio... Atroce vendetta di un generale romano che non capiva, non comprendeva come la mia legione non volesse provocare uccisioni inutili nei fratelli cristiani. [1]
Ritorniamo a quel giorno di aprile del 1494.
Nella piazza antistante la mia Chiesa vi sono due uomini che giocano, allegramente, alla Piodella. [2]
Era un martedì ed il sole stava iniziando il suo percorso di saluto alla terra.
Si divertivano, giocavano ed urlavano.
Ricordo anche i loro nomi, il Giovanni Zucone ed il Comolo.
Lo Zucone era davvero sfortunato quel giorno di primavera, non vinceva una partita. L'uomo aveva un carattere scontroso, quindi potete immaginare il suo stato d'animo dopo l'ennesima sconfitta!
Prende un sasso e decide di scagliarlo violentemente contro l'immagine sacra della Madonna, affrescata sul porticato della mia Chiesa. 
Non bastavano le ingiurie e le bestemmie! No! Doveva sfogarsi con la Madonna!
Il compagno di giochi lo avverte immediatamente della gravità del gesto sacrilego. 
Lo Zucone in un momento di ravvedimento capisce la stupidità del suo comportamento.
Si stanno guardando, stanno cercando di capire cosa può succedere.
Ma sono stupidi e scappano. Come se il loro fuggire possa allontanarli dalla giustizia divina, possa reprimere il gesto inconsulto.
Per lunghe ore nessun movimento, nessuna indicazione di quello che succederà nelle giornate successive.
Poche ore dopo il lancio della pietra due signori si avvicinano alla Chiesa ma, vedendo una luce riflettersi dalla figura sacra, scappano senza voltarsi. 
Nessun coraggio di approfondire la scena. 
Passa la notte. Nessuno si dirige verso il luogo sacro.
Alle prime luci dell'alba ecco il sacrestano! 
Speriamo almeno lui comprenda.
E' quasi ora dell'Ave Maria, vedrà e capirà.
Tutto vano, si dirige spedito verso la porta della chiesa.
A quel punto qualcosa bisognava escogitare per far comprendere al genere umano quello che stava accadendo.
Il sacrestano appena varcata la soglia si ferma, pensa e riflette.
Ritorna sui suoi passi.
Una donna, vestita di bianco, è inginocchiata di fronte alla Madonna del Latte [3].
L'uomo rientra in Chiesa.... ma non è convinto.
Pochi secondi ed è nuovamente nei pressi dell'immagine.. ma la donna è scomparsa! 
Guarda in tutte le direzioni. Qualcosa non torna ma... ancora non ha compreso.
Nel frattempo sopraggiunge un anziano di Re, Bartolomeo il suo nome.
Sarà lui che, finalmente, capirà!
La Madonna è bagnata di Sangue!
Grande stupore negli occhi dei due uomini. Da dove arriva il sangue?
L'immagine della Virgo Lactans è ferita! Gronda sangue dalla fronte!
La pietra lanciata dalla Zucone ha prodotto tutto questo!
L'uomo ha fatto sanguinare la Madonna!
Finalmente hanno compreso. Ora corrono a chiamare Don Giacomo.
Il parroco arriva sulla scena.... Lo vedo stupito, trasecolante ed estasiato.
Si lancia in chiesa senza una direzione precisa. Sbanda più volte. Si riprende. Decide.
Inizia a suonare le campane senza sosta.
Non si capacita, ma è felice.
La Madonna ha dato un segno.
Tutto il paese, tutta la valle in poco tempo è alla presenza del Miracolo.
Il giorno passa tra orazioni e preghiere.
Arriva la sera.
Il flusso di gente non si arresta, come il flusso di sangue dalla fronte della Vergine.
Durante la notte, illuminata dai ceri dei presenti, il sangue lo vedo arrivare sul sagrato. Don Giacomo non sapendo come raccoglierlo decide per dei "pannolini" candidi che poi saranno ripiegati in una tovaglia.
Non vi dico la mia gioia nel vedere tutta quella gente accorrere sul luogo del Miracolo.
Sono felice.
Il sangue continua a fluire. 
Un giorno si arresta. 
Il 18 maggio del 1494.

Il Vostro Maurikos. [4]

Fabio Casalini

[1] Il massacro della legione tebana: Secondo le agiografie, San Maurizo, sarebbe stato un generale dell'Impero Romano a capo della Legione Tebana. Secondo i documenti della Chiesa la legione, composta solo da cristiani, venne riposizionata in Gallia agli ordini di Massimiano per volere dell'imperatore Diocleziano. Il loro compito era quello di combattere contro i Quadi e contro i ribelli vallesani. Compirono diligentemente il loro dovere sino a quando gli venne chiesto di uccidere i soldati nemici sopravvissuti. I soldati tebani si rifiutarono di uccidere a sangue freddo i fratelli cristiani del Vallese. Massimiano dopo aver "decimato" la milizia e visto il continuo rifiuto decise per il massacro in loco dell'intera legione tebana.
[2] Il gioco della Piodella: Si deve porre una moneta, per ogni partecipante al gioco, al di sopra di una base che solitamente consisteva in un sasso. Con un'altro masso, chiamato piodella, si doveva colpire la base per far cadere le monete. Vinceva colui che riusciva a far cadere le monete il più vicino alla base del gioco.
[3] Madonna del Latte: La Vergine è rappresentata a seno scoperto, colta nell'atto di allattare il figlio o in procinto di farlo oppure mentre un singolo getto di latte o distinte gocce del medesimo scendono dal suo seno direttamente nella bocca di Gesù, di un Santo, di un alto prelato oppure di altri personaggi legati alla religione cristiana.
[4] Maurikos: Il nome copto Maurikios compare nei papiri ed è identico al nome romano Mauritius.


sabato 4 ottobre 2014

Da Oscella a Domodossola il passo non è breve.

La presenza di massi coppellati, pitture rupestri ed altri manifestazioni minori, relative alle antiche religioni, ci spiega, senza ombra di dubbio, che l'Ossola è abitata dalla Preistoria.
Nel primo millennio  antecedente la nascita di Cristo la valle venne occupata dai Leponzi, popolo a metà strada tra il mito e la leggenda. I Leponzi erano genti di derivazione celtica.
Dall'Ossola a Domodossola il passo è breve.

venerdì 3 ottobre 2014

Santa Maria Annunciata a Brunello.



A pochi Km da Varese, adagiato proprio dietro alla collina della confinante Azzate, sorge Brunello un piccolo paese del varesotto di poco più di 1000 anime. All’ ingresso del paese, un viale alberato che sembra portare solo a profumati prati ed invece conduce ad una piccola basilica solitaria lontana dal centro abitato che, nelle giornate limpide, regala un meraviglioso scorcio sul monte Rosa ed il lago di Varese : la chiesa di Santa Maria Annunciata.

mercoledì 1 ottobre 2014

Scivolando sulle rocce per favorire la fertilità

Il 17 agosto del 1884 Giovanni Roggia di Varzo, in occasione dell'inaugurazione del rifugio alpino dell'alpe Veglia, invitava all'uso salutistico delle acque minerali: "alle donne che non hanno la buona sorte di avere eredi, invece di andare in pellegrinaggio da una Madonna all'altra e sfregarsi il sedere sulle pietre miracolose cercando grazie, sappiano che con l'acqua minerale che abbiamo qua vicino potranno avere figli in abbondanza". [1]