martedì 30 settembre 2014

Il pasticcere del Re

A prima vista qualcuno dirà:" Ma che pubblicitá per la Pasticceria..." E invece no!
Questa é la storia vera di persone vere che con il loro lavoro e la loro passione hanno dato lustro al Canavese e al Piemonte. 

sabato 27 settembre 2014

La tragedia del 1978 in Ossola raccontata da un sopravvissuto.


Estate 1978.
Vacanze estive a Santa Maria Maggiore.C'erano due campeggi, uno sulle rive del Melezzo, l'altro nella piana, ai piedi dei monti verso la Valgrande. Scegliemmo quest'ultimo, memori della saggezza dei nostri vecchi, che consigliavano sempre di non mettersi sulle rive di un torrente.

venerdì 26 settembre 2014

Sfidando gli Dei dell'Olimpo.

Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso.
[Walter Bonatti]
Cosa  sarà  mai  a  spingere  l’uomo, il piccolo  uomo  a  compiere  imprese  titaniche,  giudicate  persino  impossibili …sino  a  quando  non  si  son  compiute? 
E talvolta  la  ricompensa  è  pena, segregazione, allontanamento …
E’  sofferenza! 
Chiedetelo  a  Prometeo! Prometeo, incatenato  ad  una roccia…per  aver rubato  il  fuoco  agli  dèi…
Un’aquila, ogni  notte, pasteggia  dilaniandogli il fegato… 
Un  tormento…
Il  supplizio  ricevuto  per  aver  donato  agli  uomini  il  fuoco!
Ma  chi  sfida  le  rocce, passo  dopo passo, marciando  a  testa  bassa e  china, nella  bufera  se  necessario, con  il  peso  di  uno  zaino  che ormai  non  senti  nemmeno  piu’, tanta  è  la  fatica …e tanta  è  la concentrazione…
Un  errore  equivarrebbe  a  morire.  
A  certe  temperature  poi… anche  fermarsi  per  poco, quando  il  freddo  taglia impietoso il  viso, sferzando  sibilante  sin  dentro  le  membra, significa  morire.
Non  necessariamente  dobbiamo  scalare  il  K2  per  essere  umiliati  e  magari  persino  derisi. Ogni  essere  umano  ha  diritto  a  essere  riconosciuto  come  tale. Ognuno  di  noi  ha  la  propria  montagna  da  scalare,o gli  abissi  da  affrontare. La  vetta  di  una  montagna, alta  o  bassa   che  sia, quando  viene  raggiunta,  tempra  il  carattere, forgia  il  futuro  uomo.
Ci  si  sente  felici, come  bambini. 
E come  tali, puri  nell’animo.
Il  monte delle  Forbici, posto  proprio  sopra  il  Rifugio  Carate  Brianza, sarà  il “ Nostro “  monte. 
In  montagna…come  nelle  profondità  marine, si  divide  la  Vita  come  la  Morte…
Il  monte  sembra  essere  di  facile ascesa…Sembra…
Il  cammino  diviene  subito  ripido  e  la  montagna  pare  come  torcersi  su  sé  stessa…
Si  continua  a  salire e  poi… diventa  lievemente  pianeggiante. E’  uno  di  quei  percorsi  fatti  per  tagliar  le  gambe… E’  mattina  presto e  dobbiamo  stare  attenti  alle  zone  in  ombra…I  sassi  sono imperlati  di  brina gelata…
Usiamo  braccia  e  gambe  in  alcuni  tratti…Si  sale  ancora… e ancora! Ma  sembra  essere  l’ultimo  strappo. “Attento  alla  tua  sinistra..C’è  uno  strapiombo  e  i  sassi  per  terra  son  gelati…”, dico  al  mio  compagno  di  arrampicata. Mi  risponde  di  aver  capito…
Il  Carate  è  scomparso  da  tempo…S’intravede  la vetta  …Un  senso  di  pace  e  stupore  ci  pervade…
Avevano  ragione  al  Rifugio…Panorama  a  trecentosessantagradi …Dietro  di  me  il  Pizzo Scalino…ed  ecco  il  Roseg, lo  Scerscen… il  Bernina…. e  là  deve  esserci  il  Marinelli…
”Fantastico!” esclama  estasiato  il  mio  amico,  una  volta  raggiunta  quota  2910  metri…Avevano  ragione…
Dalla  vetta  del  Monte  delle  Forbici  il  panorama  non  ha  eguali…
Ed  il  resto  non esiste,…almeno  per  ora! 
Prometeo…Ti  ringrazio!!!

Fabio Viganò.
                                      

giovedì 25 settembre 2014

Toglietemi tutto ma non il sorriso ovvero pensieri sparsi salendo il Gran Sasso.


5,00 (cinque e zero zero come direbbero i pinguini di madagascar): suona la sveglia del telefonino: mi tiro insieme cercando di fare meno rumore possibile per non svegliare la compagna e la figlia che dormono come sassi, controllo lo zaino e cerco di fare una colazione più abbondante possibile perché lo sforzo che mi attende e di quelli che ti ricordi per tutta la vita.

martedì 23 settembre 2014

Immerso nella natura della Valmalenco.


Ascendere una montagna, anche se la si conosce, non è mai un fatto scontato. 
E’ immergersi nella Natura ritrovando la dimensione umana, passo dopo passo, sacramentando a volte per la fatica. 
Fatica…
Silenzio e fatica…nella Via Alta della Valmalenco
Dalla diga di Campomoro si iniziano a scalare i “sette sospiri”, sette gradoni praticamente verticali che impongono una certa preparazione e buon fiato. Il peso dello zaino lo si sente soprattutto durante le brevi soste, quando lo si toglie. In due ore, passiamo dai 1990 metri della diga di Campomoro ai 2636 metri del Rifugio Carate Brianza.
L’accoglienza è calorosa e, quel che piu’ conta, genuina.
Lasciati gli zaini, saliti di poco, incontrerete la Bocchetta delle Forbici
Solo allora inizierete a capire perché sia valsa la pena di…sudare scarpinando lungo il sentiero e sui detriti che portano al Rifugio Carate Brianza.
Incamminatevi quindi lungo il percorso che vi condurrà al Rifugio Marinelli. Attraverserete una conca, una ampia vallata, avventurandovi tra corsi d’acqua e laghi di alta montagna, camminando tra rocce e pietrisco, ma sempre al sicuro…
Alla fine, anche se apparentemente distante, vi apparirà , posto sopra il cucuzzolo, ancora, di un’altra montagna…
Eccolo…Il Rifugio Marinelli-Bombardieri
Da li’ si può proseguire per il Rifugio Marco e Rosa e da lì alla vetta del Pizzo Bernina, oppure, in alternativa la Punta Marinelli, affrontare un breve ghiacciaio per chiudere quindi con l’arrivo al Rifugio Bignami.

“Cavolo…Sembra distante…”, esclama il mio compagno d’arrampicata. “Il bello deve ancora venire…L’ultimo tratto, la salita, è caina…come direbbero al Carate", gli rispondo. Oggi a fondovalle tira un’arietta gelida da non prendere “alla leggera”. Si continua a camminare ed alla fine veniamo ripagati dal panorama apprezzabile dal Marinelli-Bombardieri.

Tutto qui è silenzio…
Siamo a quota 2813 metri…
In lontananza si sente il rumore di un passo, parrebbe stanco , ma cadenzato. 
Calpesta il suolo quasi ritmicamente…
Poi si ferma…
Attende la propria compagna di scalata. 
Passeranno la notte al rifugio invernale e quindi, tempo permettendo, saliranno al Marco-Rosa.
Quando  sarete qui, capirete  il  significato  di  “sentirsi  immersi  nella  Natura”. 
Anche  Voi, probabilmente,  ne  sarete  estasiati…
Di  fronte  vedrete il  Bernina, lo  Scerscen, il  Roseg. 
Non  avrete  parole…
Udirete  soltanto  il  Vostro  respiro…


Il cielo oggi è terso…
Soltanto alcune nubi che paiono disegnate proprio per far da cornice a questo spettacolo. 
Il silenzio ora regna indisturbato…Persino il vento pare essere calato…
Rispetto…Andare in montagna impone rispetto…Il prezzo del sacrificio…:la natura.
Il prezzo del dovere…: il sangue!
Quel sangue versato dagli alpini, ricordati da un monumento poco distante da qui…Bombardieri…il relitto dell’elicottero …, lo si intravede nella vallata…
Al ritorno…una sorpresa!
In prossimità della Bocchetta delle Forbici incontriamo i camosci…


Tra noi e loro non si riesce a capire chi sia maggiormente incuriosito…
Ma la Bocchetta delle Forbici ci attende…
Eccola…in lontananza! Poco sotto saremo al Rifugio Carate Brianza, dove l’accoglienza è di casa!
Lì studieremo la cartina….Poi…parafrasando una nota canzone…”Domani si vedrà…”
A dire il vero…il cielo non promette bene…ma a cena la compagnia è ottima.
Anzi …di più!!!
…Domani si vedrà…


Fabio  Viganò                                                        

lunedì 22 settembre 2014

Templari, Cavalieri di Malta e Sacralità antica tra Novara e l'Ossola.


Ritroviamo Francesco Teruggi nella sede della sua associazione, Triasunt, in quel di Ornavasso.
Ci conosciamo molto bene, anche se ci frequentiamo da pochi mesi.
Arriviamo subito al perché della mia nuova visita!
Dobbiamo indagare la presenza dei Templari e degli altri ordini come i Lazzariti ed i Cavalieri di Malta, nel territorio compreso tra Novara e l’Ossola.

sabato 20 settembre 2014

Antiche Leggende Cusiane.


Le leggende. Termine che deriva dal latino legenda ed indica "cose che devono essere lette".
Potremmo quasi fermarci qui.
Patrimonio culturale di incalcolabile valore, che sapientemente mescola il reale al fantastico.
Le Alpi ne sono ricchissime, alcune di esse quasi dimenticate ed in parte sepolte dall'inarrestabile scorrere del tempo, altre tenute in vita e tramandate oralmente sino ai nostri giorni grazie al narrare dei nostri vecchi.

venerdì 19 settembre 2014

Il mio angolo di Paradiso

Il 30 ottobre del 1999,ricevendo ad Asiago il Premio Amici del Gran Paradiso, Mario Rigoni Stern raccontò i suoi primi mesi di naja alpina. 
Suggestiva la descrizione del Pian dellAzaria, in alta Valsoana. Ve lo propongo come ricordo e spunto per una passeggiata.. anche autunnale.
"A maggio del 1940 ricevetti lordine dai miei ufficiali di andare a Campiglia in Val Soana per fare listruttore di roccia dei miei alpini. Ebbene dovete sapere che ho avuto molti momenti felici nella mia vita, ma forse quei giorni trascorsi a Campiglia Soana sono stati i più belli che ho vissuto, davvero indimenticabili.

Quando l'intraprendenza è donna.


Ci  hanno  suggerito  di  parlare  con  Lei. 
Noi  l’abbiamo  cercata  in  quel  di  Lugano…
L’abbiamo  attesa  “al  varco”. 
Alla  fine, pero’, siamo  riusciti  a  strapparLe un’intervista. 


mercoledì 17 settembre 2014

La storia del frate che sparò alla schiena di Carlo Borromeo

Mi chiamo Girolamo Donato, per tutti il Farina.
Sono un frate appartenente al glorioso ordine degli Umiliati.
Nel raccontare la mia storia cercherò di misurare le parole.... non sarà facile!

lunedì 15 settembre 2014

Persecutor ovvero l'arte della dittatura.


“Persecutor”, questo  è   il  titolo  dell’ ultima  fatica  di  quel  galantuomo  di  Andrea  Carlo  Cappi.  Ha  un  solo  significato: Morte. Tradotto  in  italiano  sarebbe  :”Il  Persecutore. Tradotto  nella  realtà  storica  significa  e  ha  significato  da  sempre   soltanto  omicidio. Non  necessariamente  il  Persecutore  deve  provenire  da  oriente! Ma  spesso  lo  è  stato…

domenica 14 settembre 2014

Il Graal a Torino.

Graal a Torino - I Viaggiatori Ignoranti
Il Graal.
Parola mitica, parola mistica.
Parola che fa impazzire, parola per cui si arriva ad uccidere. Parola a cui si vota un'intera esistenza, parola a cui si sacrifica qualunque altra cosa.
Parola che trascende l'esistenza stessa, parola che è ormai diventata metafora.

sabato 13 settembre 2014

Il miracolo di Macugnaga

Macugnaga, visione della chiesa vecchia e del vecchio Olmo
Era il 19 gennaio del 1768.
Macugnaga.[1]
Giacomo e Margherita piangevano la loro piccola, morta pochi istanti dopo aver cercato di vedere la luce della vita.
La disperazione assale i genitori. 

mercoledì 10 settembre 2014

La montagna cantata!



Nel nostro immaginario e nelle nostre più felici esperienze, alla montagna si associa l'idea del silenzio. Ma questa è una verità soltanto parziale perché, in un tempo neanche troppo lontano - fino alla fine degli anni Cinquanta almeno -  le nostre valli echeggiavano di richiami, di canti e di voci.

lunedì 8 settembre 2014

Dal passato della mia gente.



Voglio ora raccontare una vicenda che vede protagonista una mia antenata, esattamente la mia tris-nonna Savarìn (Severina).
Una donna, che come tutte in Valstrona, ha dovuto combattere quotidianamente per vivere di poco e niente, in una valle aspra, dove non esistono dolci pascoli, anzi, dove i prati sono ripidi, magri e pericolosi per la gente e le bestie. 

domenica 7 settembre 2014

Il bimbo che imparò a volare

Cossogno, fine del 1600.
L’anno non è importante per la nostra narrazione.
Al lume di una consumata candela Pietro e Caterina piangono la morte del loro piccolo nato da pochi minuti.
Le donne di casa e la levatrice sono stanche, addolorate e deluse.

mercoledì 3 settembre 2014

Il Giudizio Universale nel cuore delle Alpi.

Era il 1640 quando una piena del torrente Vogna portò con se buona parte della Parrocchiale di San Michele. Gli abitanti di Riva Valdobbia decisero di trasferire le funzioni nel più sicuro oratorio dedicato a Santa Maria.

lunedì 1 settembre 2014

Il pettegolezzo è "cosa nostra"


Non  vuole essere   presunzione…
E’  soltanto una piccola   considerazione!
Non  si  pretende  d’insegnare … 
Noi ci  limitiamo, almeno  si  spera, a  far  pensare. Pensare  e  riflettere. Non  che  ci  si  voglia  perdere  in  elucubrazioni  filosofiche  del  tipo  “Cogito…ergo  sum!”…
Alla  larga  da  tutto  questo!  
Ma  il  pensare… non  già  il  meditare, è  atto  dell’essere  umano. 
Il  fatto  è  che  oggi  come  oggi…  
il  pensare , a  qualcuno  puo’  far  spavento.