lunedì 31 marzo 2014

Le ombre di Nostradamus e la luce di Van Gogh

                               
Vi sono diversi motivi per cui St.-Remy-de-Provence merita una visita.
In questo piccolo angolo di Provenza nascque Nostradamus. 

venerdì 28 marzo 2014

Il piccolo anello dei lavatoi

Riprendo da dove avevo lasciato: dopo il mio post precedente (cliccate QUI se vi è sfuggito o volete rileggerlo) incentrato sul nucleo storico, diamo un'occhiata ai dintorni di CASTIGLIONE OLONA.

Durante la precedente visita avevamo scorto dei cartelli di sentieri e così eccoci a cercarli per inoltrarci lungo uno di essi. Uno breve, una passeggiata veloce ma carina: l'ANELLO DEI LAVATOI che fa parte dei sentieri del "Parco Locale d'Interesse Sovracomunale Rile Tenore Olona", più comodamente conosciuto come Parco RTO. Cliccate QUI per andare sul sito!

Si parte decisamente in salita, costeggiando il campo di allenamento degli Arcieri di Castiglione Olona (che hanno ottenuto svariate medaglie a livello mondiale!). Non spaventatevi voi che odiate le salite: vi verrà un bel fiatone ma in un attimo si arriva in cima al bosco.
In frazione Caronno Corbellaro troviamo la chiesetta di SANTA CROCE e proseguendo giungiamo nei pressi del primo dei due lavatoi dell'itinerario, il LAVATOIO DI CARONNO CORBELLARO.

Ho letto (sul sito del Parco RTO) che questa fonte è stata concessa "in Comodato"  al comune, il quale ne ha affidato la ristrutturazione agli aspiranti Muratori della Scuola Professionale Edile della provincia di Varese. Con un "campo pratica" (su progetto dell'Architetto Giovanni Matternini) hanno fatto un ottimo lavoro, non vi pare?
Sempre sul sito del Parco RTO ho scoperto che quella di questa fonte è un'acqua molto apprezzata come oligominerale da tavola e dai possessori di acquari!

Proseguendo il percorso su una tranquilla strada asfaltata (gli scansafatiche che hanno sofferto per la salita iniziale ora saranno felici hehehe...) e rimanendo sulla strada passiamo proprio davanti al secondo ed ultimo lavatoio della giornata: il LAVATOIO DI GORNATE SUPERIORE.
Poi ci accingiamo a completare l'anello tornando verso Castiglione, scendendo per i sentieri boscosi, sbirciando il paese tra i rami e scorgendo qualche infiorescenza.
Giunti a valle abbiamo trovato tanti "campanellini" sulle sponde dei torrenti!
Quasi arrivati al parcheggio abbiamo notato le ditte fumanti ma soprattutto una piccola costruzione che non produce ma ricorda: è il vecchio CASELLO - SCALO MERCI di Castiglione Olona.
E lì, leggendo il cartello della foto qua sopra, abbiamo iniziato ad immaginare quale potrebbe essere la direzione della prossima passeggiata, quando torneremo da quelle parti...

Articolo by Anna Bernasconi dal blog annabernasconi.blogspot.com

martedì 25 marzo 2014

Cercando la luce del sole all'alpe Devero.

Ci sono giorni in cui senti il bisogno di salire. Non lo puoi frenare. Devi salire, fare fatica, sudare.
In quei giorni speri che il sole possa riscaldare il tuo cammino. 

Everglades: da Naples a Miami.



Il nostro tour parte dalla città di Naples nel Sud della Florida e ci porta fino a Miami percorrendo la Statale 41 che, insieme alla “Everglades parkway” un prolungamento della interstate 75, taglia il parco dal Est a Ovest. La Statale 41 sebbene più piccola risulta di maggior fascino e forse permette di addentrarsi meglio nel selvaggio mondo delle Everglades.


Partiamo dunque dalla città di Naples che affaccia sul Golfo del Messico ed un tempo abitata dai nativi americani della tribù dei Caloosa.

Verso la fine del decennio del 1860 i primi “colonizzatori” fecero il loro ingresso nel territorio e furono talmente colpiti dalle bellezze della zona caratterizzata dal mare pescoso e dal clima mite che subito venne paragonata alla soleggiata Italia. La città venne dipinta in maniera talmente bella da poter persino competere con la baia di Napoli, da qui il nome inglese Naples. Ben presto il luogo divenne meta di di svernamento per personalità del Nord America e del Canada nonché ospitò per periodi più o meno lunghi divi del cinema e persone famose come per esempio Gary Cooper e Greta Garbo.







Lasciata alle nostre spalle Naples percorriamo la statale 41 in direzione Miami per una quarantina di miglia, sino a quando alla nostra destra troviamo la deviazione per Everglades City, la cittadina probabilmente più all’interno del parco nazionale. Sul territorio è ormai da tempo vietato costruire se non piccole installazioni legate al turismo, in quanto circa il 50 percento delle Everglades originarie sono state perse in favore dell'agricoltura. Gran parte di ciò che resta è oggi protetto dal Parco nazionale e da aree di conservazione delle acque che vengono tuttora usate come fonte idrica per grandi città, inclusa Miami.





Le Everglades, che si estendono nei periodi di piena per 65 km di larghezza e ad oltre 160 di lunghezza, formano la metà meridionale di un grande spartiacque che sorge nei pressi di Orlando, noto come sistema del Fiume Kissimmee. Il Kissimmee scorre da Taylor Creek e si scarica nel vasto e poco profondo Lago Okeechobee. L'acqua che lascia il Lago Okeechobee nella stagione umida forma le Everglades, un'inondazione annuale, poco profonda e dal movimento lento. Nella stagione delle piogge, tipicamente nel periodo estivo, formazioni temporalesche di una certa intensità alimentate da correnti fredde e calde che si incontrano sul golfo del Messico provocano veri temporali con precipitazioni così imponenti da far salire il livello dell’ acqua delle Everglades persino di un metro in un solo giorno ed è in quel periodo che favoriti dall’innalzamento delle acque i coccodrilli, nel periodo di secca rilegati solo in alcuni fiumi, conquistano il parco.




La fauna e la flora presenti sono talvolta ben lontani dall’immaginazione dei visitatori, oltre a coccodrilli di varie dimensioni ed uccelli acquatici troviamo anche un habitat adatto per tartarughe, granchi di ogni specie ma anche pantere e linci che, libere nel parco, si possono incontrare talvolta anche per strada. Tra le specie di piante oltre naturalmente alle mangrovie bianche e nere vi è una tipica erba che ricopre buona parte delle Everglades, chiamata erba a sega per via del suo terminale affilato che può facilmente tagliare in maniera seria la mani di chi, raccogliendola, non presta attenzione.



La maniera più interessante per apprezzare la bellezza delle Everglades è quella di scoprirle tramite gli airboat, delle imbarcazioni a fondo piatto mosse da un propulsore ad elica che permette di planare su acque anche di pochi centimetri, con il loro andamento sinuoso nelle curve che accarezzano le sponde dei fiumi che tagliano le paludi ma capaci anche di velocità vicine alle 35 Miglia orarie con esibizioni di testacoda ed improvvisi cambi di direzione : da provare assolutamente!





Marco Boldini.

lunedì 24 marzo 2014

Ti amavamo perché ricordiamo che ci riparavi dal freddo.

In questo articolo desideriamo raccogliere le antiche immagini delle costruzioni che abbellirono le montagne sopra Miazzina nel XIX° secolo.
La trattazione è divisa in due settori distinti.
La prima parte attiene al rifugio Pian Cavallone, tutt'ora esistente, la seconda al vecchio Albergo del Pian Cavallone che venne bombardato e distrutto durante i rastrellamenti della Val Grande nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

domenica 23 marzo 2014

In dieci minuti dalla Lombardia alla Toscana!

Una domenica pomeriggio di febbraio 2014, dopo settimane di pioggia, ecco spuntare il sole. Quindi siamo usciti a sgranchire un po' le gambe e in 10 minuti di macchina eccoci già al parcheggio da dove partire con la camminata. Ma questa è un'altra storia!

Scusate lo scherzo ma dallo stesso parcheggio siamo partiti per fare quattro passi anche nel periodo prenatalizio e voglio andare con ordine: prima della gita recente vi racconterò di quella fatta a dicembre, sempre a CASTIGLIONE OLONA, un'isola di Toscana in Lombardia. Eh no, non sono di parte, non lo dico io in quanto lombarda che ama la Toscana. L'ha detto addirittura D'Annunzio!
C'è un comodo parcheggio ai piedi del borgo e da lì abbiamo iniziato ad incamminarci, salendo verso il centro storico. Prima di arrivare in pieno centro abbiamo però deciso di deviare verso un luogo molto decantato, dove sta qualcosa creato da un toscano di cui ho già accennato qualche post fa, Masolino da Panicale (cliccate QUA per scoprire il precedente curioso accenno).


  


Quindi, dove sale la misteriosa scalinata della prima fotografia? Sale ad incrociare la strada che porta alla bella CHIESA DELLA COLLEGIATA, dove si trovano degli affreschi di Masolino, un BATTISTERO anch'esso decorato da Masolino ed un MUSEO.

Dalla Collegiata abbiamo deciso di non ripercorrere la scalinata ma abbiamo tirato dritto verso il centro storico per un'altra strada, comunque interdetta alle macchine.
Pian piano si è aperta la visuale sulla piazza intorno alla quale ci sono tante diramazioni da curiosare.



Insolita la CHIESA DEL SS. CORPO DI CRISTO, detta "chiesa di Villa", originariamente dedicata "al SS. Corpo di Cristo ed ai Quattro Dottori della Chiesa Occidentale": le due enormi statue ai lati del portale (i santi Antonio e Cristoforo) hanno inevitabilmente attirato la nostra attenzione e non abbiamo badato più di tanto alle belle decorazioni del portale maggiore... Speriamo che  Dio e i due angeli che stanno nel timpano non si siano offesi troppo!

Poi abbiamo gironzolato tra vicoli e scorci, siamo entrati nella CORTE DEL DORO (cortile del PALAZZO DEI CASTIGLIONI DI MONTERUZZO) per poi percorrere una discesa che ci ha condotti fuori da una delle antiche porte (PORTA DI PONENTE).



Incuriositi, abbiamo continuato a scendere oltre l'arco, ritrovandoci così a valle, a mirare le antiche mura costeggiate dalla strada appena percorsa e a passeggiare sul PONTE MEDIOEVALE, osservando la sera che lentamente scendeva sul FIUME OLONA.


Siamo risaliti al centro storico prima che la sera calasse del tutto e lassù è stato impossibile non notare il bel PALAZZO BRANDA CASTIGLIONI (seconda foto qua sotto) al cui interno, in occasione di una mostra, avevamo già visto bellissimi affreschi (favolosa la Camera del Cardinale).


Il buio era sempre più incombente, il freddo anche, allora si è tornati verso la macchina ma sempre guardandoci intorno. L'ultimo sguardo è salito verso la Collegiata e poi via, in pochi minuti siamo rientrati nella nostra casetta, molto soddisfatti dal breve ma interessante pomeriggio!

Ma il territorio Castiglione Olona ha ancora altro da mostrare, in futuro vi porterò ancora da queste parti con altre foto-passeggiate.

Articolo by Anna Bernasconi dal blog annabernasconi.blogspot.com

sabato 22 marzo 2014

Tra il cuoio e la colla, i ricordi di un giovane calzolaio.


Incontriamo Patrizio Morieri nel suo negozio in Verbania.
Patrizio è calzolaio.
Nell'attesa dell'incontro mi ero "disegnato" una figura diversa. 
Molto più anziano del ragazzo che ora ho di fronte.
Il saluto è caloroso, direi conviviale. 
Appena entrati nel negozio il ricordo del passato! odore di cuoio e colla, visioni di scarpe e borse di pelle sparse ovunque! 
Certo non manca lavoro in questo angolo di Piemonte.
Yuri Minghini, ideatore e fotografo di queste interviste, inizia a scattare focalizzando l'attenzione su alcuni strumenti del lavoro e sulla figura di Patrizio.

Patrizio, quando hai iniziato l'attività?
Ho cominciato ad entrare nel negozio di mio padre all'età di 6 anni...

E' stata una scelta di vita?
..scelta...diciamo che faccio questo lavoro in quanto di famiglia.
Aggiungi che ero il figlio maggiore...

Entrambi i tuoi genitori erano calzolai?
Si. Se posso aggiungere sono stati, a modo loro, degli innovatori.

In che senso innovatori?
Lo è stata soprattutto mio madre, in quanto è stata una delle prime donne calzolaio del Nord Italia.



Torniamo alle tue esperienze di lavoro. Hai sempre lavorato nel negozio di famiglia?
No. Ho girato molto prima di tornare a casa. Svizzera, Como e Milano sono i luoghi dove ho maturato esperienza.
In queste occasioni ho conosciuto molti mastri calzolai che mi hanno insegnato le tecniche del lavoro.

In queste occasioni che negozi hai frequentato?
Ho visto negozi "all'antica" e stand all'interno di centri commerciali.
Ho lavorato per diversi anni per una grande catena svizzera all'interno di noti centri commerciali...pensa che in un caso sono stato l'ottavo gestore in poco più di due anni.

L'ottavo in due anni mi sembra un bel ricambio, secondo te qual'era il problema?
Molto semplice, la scarsa preparazione tecnica delle persone che gestivano il negozio...

Su questa risposta Patrizio non esita un secondo.
Deciso e convinto.
Se dovessi pensare a come identificarlo, direi...cultura del lavoro.





Patrizio, dato che la tua esperienza la possiamo definire "ultra-trentennale", hai notato dei grandi cambiamenti nell'attività nello scorrere del tempo?
L'evoluzione c'è stata, anche se oggi si sta iniziando a tornare indietro.
Se pensi al calzolaio di una volta lo immagini seduto, oggi la maggior parte del nostro lavoro viene effettuata in piedi. 
Inoltre oggi, almeno per quello che mi riguarda, ho affiancato il servizio di pelletteria per ampliare la gamma di offerte da fornire alla clientela.

Hai detto che l'attività sta tornando all'antico?
Si. In molti casi, come il mio, una volta maturata esperienza ritieni che sia meglio tornare ad aprire i piccoli negozi nelle città e nei paesi per tornare ad un rapporto più diretto con il cliente.




Ci salutiamo calorosamente, gli rinnovo i complimenti per la scelta di vita che ha effettuato. La mia curiosità è appagata.
Nel tempo di raggiungere l'automobile il mio pensiero corre alla differenza enorme tra quello che mi aspettavo e quello che effettivamente ho trovato.
Un ragazzo con meno di quarant'anni convinto del proprio mestiere, convinto di offrire un servizio ai clienti che non può essere trovato in altri luoghi! 
Il contatto, l'idea e la sua realizzazione sono opera di Minghini Yuri, io mi sono limitato ad accompagnarlo, per cui non sapevo chi potessi trovare, anche se devo ammettere che mi sarei aspettato un signore in là con gli anni e con poca voglia di parlare......

Un ultimo pensiero...ma se la strada migliore per cambiare il nostro destino fosse quella di inseguire il passato?


Fabio Casalini.
Portfolio inedito e personale di Yuri Minghini.

Un grazie particolare a Patrizio, ragazzo che ha capito cosa vuole dalla vita.






venerdì 21 marzo 2014

Da Costantinopoli a Venezia inseguendo il Graal

Il Sacro Graal viene identificato con la coppa, o calice, con la quale Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue di Cristo.
La figura di Giuseppe d'Arimatea compare nel  nuovo testamento durante il periodo della "passione di Cristo".